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    Rijeka, primi segnali di risveglio

    Rijeka, primi segnali di risveglio Igor Kralj/PIXSELL

    FIUME | Era il 9 marzo 2013: Matjaž Kek debuttava sulla panchina del Rijeka con la vittoria per 2-1 sull’Inter di Zaprešić. Lo scorso venerdì, cinque anni e mezzo dopo, Igor Bišćan ha ripetuto “l’impresa” in quello che è stato il suo esordio dopo avere preso il posto del tecnico sloveno. Soltanto un caso? Si direbbe proprio di sì, anche se gli incurabili ottimisti sperano che non sia soltanto una coincidenza bensì un chiaro segno del destino. Della serie: il Rijeka di Bišćan può ripetere i successi ottenuti sotto la gestione Kek. In attesa di vedere se sarà effettivamente così, i quarnerini sono tornati alla vittoria in campionato dopo sei turni o, se preferite, 61 giorni. Ed è stato un successo meritato, al di là della netta sofferenza negli ultimi venti minuti con la squadra, ricordiamo, in inferiorità numerica dal 36’ (espulso Lončar per doppia ammonizione). “Sapevamo che la pressione sarebbe stata enorme, ma i ragazzi hanno fatto ciò che avevo chiesto – taglia corto il neotecnico –. Peccato per il gol subito, ma dobbiamo essere comunque soddisfatti per quanto fatto. Con questa vittoria abbiamo ottenuto un po’ di tranquillità e ora avremo il tempo per lavorare in serenità e conoscerci ancora meglio”. Sulla partita, Bišćan ha aggiunto: “Siamo partiti molto bene, abbiamo segnato un gol e sfiorato ripetutamente il raddoppio. Poi è arrivata l’espulsione che ha cambiato un po’ l’andamento. Serviva giocare in modo intelligente, e noi l’abbiamo fatto. Direi che fino al momento del rosso a Lončar abbiamo mostrato la qualità tecnica e poi in seguito il carattere”.
    Difficile dire se sia merito di Bišćan, ma l’inizio è sicuramente incoraggiante. Il prossimo turno è in programma la trasferta in casa dell’Hajduk, che ci aiuterà a capire se il Rijeka sia davvero in via di guarigione. Intanto, il tecnico ha spiegato la mossa di togliere la fascia di capitano a Sluga per consegnarla a Gorgon. “Preferisco avere per capitano un giocatore di movimento, di modo che possa agire da allenatore in campo”.

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    Last modified on Lunedì, 22 Ottobre 2018 14:26