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    Il Rijeka ha scelto Igor Bišćan. Oggi la firma e la presentazione

    By Nevio Tich Ottobre 10, 2018 106
    Igor Bišćan Igor Bišćan Igor Kralj/PIXSELL

    FIUME | La caccia è finita in tempo record. Da ieri c’è anche l’ufficialità: Igor Bišćan è il nuovo allenatore del Rijeka. L’indiscrezione sull’erede di Matjaž Kek, che aveva iniziato a prendere corpo lunedì sera e che ieri mattina era diventata più che una reale possibilità, ha ricevuto la conferma nel primo pomeriggio prima da parte del diretto interessato, e quindi dalla società fiumana. “Mi scuso con l’intera famiglia dell’Anorthosis, con i tifosi e soprattutto con la dirigenza, che mi aveva concesso una buonissima occasione per ripartire. In un certo senso mi vergogno per la situazione venutasi a creare – ha detto Bišćan al portale cipriota anorthosis24.net –. Ho firmato un contratto con l’Anorthosis, volevo davvero venire ad allenare a Famagosta, ma le circostanze sono cambiate improvvisamente. L’unica ragione per la quale non guiderò l’Anorthosis è la mia famiglia, che preferisce continuare a vivere in Croazia. Dopo avere lasciato l’Olimpija Lubiana sono stato fermo per alcuni mesi, poi è arrivata quest’offerta da Cipro e l’ho prontamente accettata. Negli ultimi giorni c’è stata però la chiamata del Rijeka, club del mio Paese, ed è lì che continuerò la mia carriera di allenatore”, la conferma diretta da parte di Bišćan, che è stato in pratica in sella all’Anorthosis Famagosta per 24 ore, quelle intercorse tra la firma del contratto con la società cipriota (domenica) e la chiamata del Rijeka (lunedì). Poco più di un’ora dopo, quando ormai tutto era chiaro, alla società fiumana non è rimasto altro che confermare la nomina di Bišćan, annunciando per oggi la presentazione ufficiale alla stampa.

    I tifosi gradiscono, l’Armada no

    È caduta dunque sull’ex giocatore della Dinamo, del Liverpool e della nazionale croata la scelta da parte del presidente Damir Mišković. A Bišćan, un personaggio sicuramente particolare, il compito di emulare le gesta di Matjaž Kek, in campo, ma anche nei cuori dei tifosi. Perché lo sloveno rimarrà per sempre nella storia del Rijeka e nessuno, anche nel caso di maggiori successi rispetto a quelli ottenuti da Kek, potrà dimenticare la sua permanenza a Fiume. I primi riscontri tra i tifosi fiumani (quelli meno... radicali) sono sicuramente positivi, con la maggioranza che vede di buon occhio la scelta della società. Considerando il fatto che Igor sia un ex Dinamo e un’icona della tifoseria zagabrese (aveva incitato e sostenuto anche il “gruppo degli anti-Mamić”), è davvero incoraggiante. C’è però anche una minoranza, ovvero lo zoccolo duro dell’Armada, che non approva per nulla la scelta. Nei ricordi degli ultrà c’è ancora il gesto incivile di Bišćan nei confronti della curva fiumana: era la stagione 1998/1999 e in occasione di un Rijeka-Dinamo il giocatore fece il segno dei genitali. Poi si scusò, ma qualcuno evidentemente non lo ha ancora perdonato. A proposito del dissenso dell’Armada, sembra che ci sia stato nel pomeriggio di ieri un incontro tra la stessa tifoseria e il presidente Mišković per ammorbidire la posizione.

    La Champions con il Liverpool

    Igor Bišćan ha avuto una carriera di calciatore di tutto rispetto. I primi passi li ha compiuti ovviamente nella Dinamo Zagabria, per poi passare al Liverpool. Con i Reds ha vinto anche la Champions League 2004/2005, nella “storica” finale di Istanbul con il Milan. Diverse anche le presenze con la maglia della nazionale croata prima della lite con l’allora selezionatore Otto Barić e il presidente della Federcalcio Vlatko Marković, con quest’ultimo che aveva detto: “Finché ci sono io, Bišćan non giocherà più per la Croazia”. E così è stato.
    Chiusa la carriera di giocatore, ha intrapreso quella di allenatore. La prima esperienza l’ha fatta al Rudeš, portando subito la squadra del rione di Zagabria alla storica promozione nel massimo campionato. In quell’annata, segno del destino, ha incontrato negli ottavi di finale di Coppa Croazia il Rijeka di Matjaž Kek. I fiumani, in vantaggio per 3-0 ma poi raggiunti, la spuntarono soltanto dopo i tempi supplementari (5-3). Il successo con il Rudeš gli è valso la chiamata da parte dell’Olimpija Lubiana, che voleva a tutti i costi spezzare il dominio nazionale del Maribor. E Bišćan ha centrato subito l’obiettivo prefissato, mettendo a segno l’accoppiata campionato-Coppa. Guarda caso, un po’ come Kek con il Rijeka. Tra i due tecnici c’è ancora una piccola curiosità che li accomuna e allo stesso tempo divide: Igor è amato dalla tifoseria lubianese e odiato da quella stiriana, mentre Matjaž l’esatto contrario. Kek è però anche osannato da quella fiumana, mentre Bišćan deve ancora conquistare i cuori dei fan quarnerini. A Rujevica il neotecnico troverà Dario Čanađija, che ha allenato all’Olimpija. A proposito del club lubianese, aveva sorpreso parecchio la sua decisione di lasciare l’Olimpija dopo i successi ottenuti. Bišćan aveva motivato così la sua decisione: “Le nostre strade si dividono siccome il presidente e io abbiamo due visioni diverse del calcio”. Milan Mandarić voleva infatti che Bišćan forzasse i giovani, in modo da poterli poi vendere e trarne dei ricavi, mentre Igor guardava esclusivamente ai risultati. Vi ricorda qualcosa o qualcuno?

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    Last modified on Mercoledì, 10 Ottobre 2018 11:18