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    «Mi aspetto un tifo come a Cantrida»

    By Lucio Vidotto Settembre 14, 2018 31

    FIUME | Dopo l’amichevole con il Maribor, la rimpatriata a Cantrida e in vista della ripresa del campionato con la gara interna contro l’Osijek, non potevamo che parlare con lui, Zoran Kvržić. Il centrocampista, nazionale bosniaco-erzegovese, arrivò al Rijeka nel 2013 e nel vecchio stadio ha vissuto dei bei momenti. Tra l’altro, segnò la seconda rete contro lo Stoccarda nella partita d’andata dei play-off di Europa League. Terminò 2-1 a Fiume e 2-2 in Germania, una doppia sfida che per la prima volta qualificò i fiumani nella fase a gironi della competizione europea. Giunse alla corte del tecnico Matjaž Kek dopo tre stagioni all’Osijek. Ebbe una parentesi nelle file degli ex “cugini“ dello Spezia, in prestito, per poi tornare, non a Cantrida, bensì a Rujevica. Ha collezionato complessivamente 73 presenze, segnando 11 gol, e in questa stagione potrebbe tagliare il traguardo delle cento partite con la maglia del Rijeka.
    “Dopo aver smaltito la delusione per l’eliminazione dall’Europa League adesso siamo in crescita. Affrontiamo in casa un Osijek che nelle ultime stagioni si sta rivelando come una squadra emergente, molto solida. Sarà un bel test dopo questa sosta in campionato. Stiamo parlando di un’avversaria che nelle ultime stagioni ci ha dato molto filo da torcere. Una delle caratteristiche del club slavone è il contropiede, un elemento in cui sanno davvero essere micidiali”, ha commentato il laterale del Rijeka che divide la fascia, a turno, con Acosty. Sulla fascia destra c’è concorrenza e qualità, ed è il segmento che, forse, quando c’erano Ristovski terzino e Vešović a centrocampo, ha fatto la differenza nella splendida stagione del primo titolo. Nell’annata 2016/17, oltre al titolo arrivò anche la Coppa Croazia, ma, come è avvenuto quest’anno, non ci si qualificò in Europa League. “La sconfitta con il Sarpsborg è stata per noi una grande delusione, anche se successivamente i norvegesi si sono rivelati come una squadra che merita rispetto, non un gruppo di dilettanti. Loro si sono qualificati in Europa League e questo, in qualche modo, ci può consolare. Evidentemente non li abbiamo presi molto sul serio così come lo Stoccarda, probabilmente, non prese sul serio il Rijeka. Dopo quello spiacevole episodio e l’eliminazione ad opera dei norvegesi, siamo tornati in sella e credo che, nonostante se ne siano andati dei giocatori importanti e protagonisti la scorsa stagione, si è costituita una formazione competitiva. Ritengo che siamo sulla strada giusta. Abbiamo le carte in regola per essere protagonisti quest’anno”, assicura Krvžić.
    Tornando indietro di qualche giorno, gli chiediamo com’è stato il ritorno, almeno per una sera, nel vecchio stadio di Cantrida? “Sicuramente stupendo. Il tifo è stato straordinario e io l’ho vissuto con grande emozione. Tra i miei compagni sono davvero pochi ad averci già giocato. Per me si è trattato di qualcosa di speciale. Ho già avuto modo di dire che mi farebbe piacere che il Rijeka giocasse almeno una partita all’anno sotto le rocce di Cantrida. I tifosi lo meritano. Intanto, spero che questi stessi fan vengano a Rujevica, già domenica contro l’Osijek, per tifare con quello stesso spirito e calore con il quale ci hanno accompagnati per tutti i 90 minuti nell’amichevole contro il Maribor”.

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    Last modified on Venerdì, 14 Settembre 2018 08:59