Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
    ad Top header

    «Galeb», futuro Museo sull’acqua e muto testimone di una storia dalle mille sfaccettature

    By Gianfranco Miksa Maggio 26, 2018 830

    Ha ospitato stelle del cinema quali Sophia Loren, Elizabeth Taylor, Kirk Douglas e Richard Burton, ma anche personaggi come Elisabetta II, regina del Regno Unito, Mu’ammar Gheddafi, il capo di Stato della Libia e Indira Gandhi, Primo ministro dell’India, nonché intellettuali e artisti jugoslavi. Il riferimento è la storica nave di Tito, “Galeb”, la cui ristrutturazione e successiva trasformazione in museo multimediale, tematicamente legato alla sua storia, ma anche a quella dell’ex Jugoslavia, è finalmente iniziata. Siamo appena alla fase zero, che consiste nello “spogliare” completamente l’imbarcazione da tutti i suoi oggetti, in modo da renderla pronta per il suo restauro in uno dei cantieri navali che saranno scelti mediante concorso pubblico.
    La ristrutturazione del “Galeb”, assieme a quella del Palazzo dell’ex Zuccherificio, futura sede del Museo civico di Fiume, è resa possibile grazie ai finanziamenti – attorno agli 81 milioni di kune, di cui circa 69 vengono attinti dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale – messi a disposizione nell’ambito del programma operativo “Concorrenza e coesione”. Il cospicuo importo è stato ottenuto in seguito al Bando di concorso del ministero dello Sviluppo regionale e dell’Ue relativo al programma “Valorizzazione turistica dei monumenti del patrimonio industriale di Fiume”. La ricostruzione del “Galeb” e del Palazzo dell’ex Zuccherificio – ritenuto tra i più importanti palazzi barocchi in Croazia – rientrano nel progetto Fiume Capitale europea della Cultura 2020.

    Un Museo sull’acqua
    La storica nave presidenziale è attualmente attraccata in Porto Baross, nella circoscritta zona doganale, e per visitarla occorre ottenere i relativi permessi e districare una serie di pratiche burocratiche. Noi l’abbiamo fatto per le necessità di questo reportage, realizzato con l’obiettivo di scoprire come procede questa prima fase del tanto atteso progetto di ristrutturazione. A farci da Cicerone nel corso del nostro sopralluogo sul “Galeb” è stata la curatrice del Museo civico di Fiume, Kristina Pavec, che assieme al gruppo composto dalle altre curatrici dell’ente museale, Ema Makarun, Deborah Pustišek Antić e Nataša Babić, si occupa del processo di restauro in sé. Il Museo civico si avvale inoltre dell’apporto di Tvrtko Jakovina, storico di fama internazionale, docente all’Università di Zagabria e collaboratore a contratto della Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. Da quanto appreso, l’intenzione è di realizzare un vero e proprio museo sull’acqua, che non sarà dedicato esclusivamente alla figura di Josip Broz Tito, ma anzitutto al “Galeb”, con la sua particolare e intensa storia, di cui lo stesso Maresciallo fece parte.

    Navigando tra i totalitarismi
    “Questa nave è stata protagonista di diversi totalitarismi del XX secolo e di una guerra mondiale – ha esordito Kristina Pavec –. Ecco perché il Museo civico intende adoperare un approccio critico verso tutti i periodi storici attraverso i quali è passata, per farla diventare luogo di narrazione storica e di riflessione. Gran parte della presentazione verterà attorno al Movimento dei Paesi non allineati, la più grande organizzazione di Stati nella storia di cui il ‘Galeb’ divenne simbolo per i popoli che costituivano la Jugoslavia. Tuttavia, obiettivo del Museo civico è trasformare la nave in un vero e proprio esemplare espositivo, con tutto il suo burrascoso passato. Il ‘Galeb’ è passato attraverso diverse fasi nel corso della storia, ognuna delle quali sarà presentata al pubblico nei minimi dettagli, a iniziare dalla sua costruzione, avvenuta nel 1938 nel Cantiere navale di Sestri Ponente di Genova. Nacque col nome di ‘Ramb III’, come bananiera veloce della Marina Mercantile Italiana per la RAMB, la Regia Azienda Monopoli Banane, pur non avendo mai trasportato banane. Poi la sua conversione, all’inizio della Seconda guerra mondiale, in incrociatore ausiliario, armato di cannoni e mitragliatore, entrato a far parte della Regia Marina e impiegato in missioni di scorta nel Mediterraneo. Colpito da un siluro nel porto di Bengasi in Libia, il ‘Galeb’ perse la sua prua e tornò con i propri mezzi in Italia, navigando per oltre 925 miglia in retromarcia, fino al Cantiere San Rocco di Muggia, dove la prua distrutta fu ricostruita. Il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio italiano, la ‘Ramb III’ fu meta del primo attacco di unità militari tedesche mosso contro l’Italia. Catturata dalle forze naziste, fu rinominata in ‘Kiebitz’, convertita in posamine e impiegata in varie operazioni militari. Dopo essere rimasta danneggiata nel luglio del 1944, la ‘Kiebitz’ effettuò la sua ultima missione il 3 novembre dello stesso anno. Due giorni dopo, l’unità venne affondata nel porto di Fiume dai bombardieri alleati. Recuperata nel 1947, la nave fu ristrutturata in diversi cantieri navali tra cui il ‘3. maj’ e il ‘Viktor Lenac’ di Fiume e lo ‘Scoglio Olivi’ di Pola. A lavori ultimati (1952) all’unità venne dato il nome di ‘Mornar’, diventando la nave scuola della Marina militare jugoslava, per essere poi scelta dal Maresciallo Tito come sua unità navale di rappresentanza. Ricevette allora il nome odierno ‘Galeb’. Dalla sua costruzione la storica nave ha navigato battendo le bandiere di quattro stati differenti, ovvero Italia, Germania, Jugoslavia e Croazia, e cambiando quattro volte nome, appunto ‘Ramb III’, ‘Kiebitz’, ‘Mornar’ e infine ‘Galeb’”.
    Alla sua ricostruzione del 1947 prese parte anche l’ingegnere fiumano Remo Venucci?
    “Esatto. L’ingegnere Remo, fratello gemello dell’artista figurativo Romolo, prese parte alla ricostruzione. Remo Venucci, in qualità di capo ingegnere della sezione meccanica del CBJ (Centar Brodogradnje Jadrana) ha riprogettato tutti gli impianti della nave legati al comparto elettrico, di riscaldamento e refrigerazione”.
    La nave è stata poi scelta da Josip Broz Tito come sua unità presidenziale.
    “Lo è stata dal 1953 al 1979. Il Maresciallo la usò per la prima volta nel marzo del ‘53, per raggiungere le coste del Regno Unito, viaggiare lungo le acque del Tamigi e giungere a Londra per incontrare l’allora Primo ministro Wiston Churcill. Tito fu il primo presidente di un Paese del blocco comunista in visita all’Inghilterra. Tra il 1953 e il 1980, anno della morte di Tito, con un equipaggio di quasi 200 persone, di cui 115 allievi e istruttori della Marina jugoslava, il ‘Galeb’ ha percorso circa 86mila miglia in 549 giorni di crociera, di cui 308 con il Maresciallo a bordo, toccando le coste di tre continenti, Europa, Asia e Africa. La dice lunga il fatto che ha circumnavigato il continente africano per 72 giorni. Il suo ultimo viaggio in qualità di nave di Stato è avvenuto nel 1989. Sono tutto dati che saranno attentamente presentati al pubblico. Il ‘Galeb’ era per il Maresciallo Tito motivo di grande vanto e lo usava per mettersi in mostra con politici potenti e stelle del cinema. Sul Galeb hanno navigato tantissimi ospiti di Tito, importanti protagonisti della politica mondiale di quegli anni, tra i quali Gamal Abd el-Nasser, presidente della Repubblica egiziana e il Primo ministro indiano, Jawaharlal Nehru, con i quali nel 1961 Tito diede forma al Movimento dei Paesi non allineati. Tra i tanti, anche il Re del Marocco Hassan II, Nicolae Ceausescu, la Regina Elisabetta, Mu’ammar Gheddafi, Leonid Ilìč Brežnev, Nikita Kruščëv, Indira Gandhi, Ernesto Che Guevara e Fidel Castro. È lo storico Tvrtko Jakovina a occuparsi delle future presentazioni legate al Movimento dei Paesi non allineati”.
    Come sarà organizzato il Museo?
    “Al momento stiamo svuotando la nave da tutta la sua attrezzatura, dai mobili e dall’oggettistica, che verranno sottoposti a restauro. La nave sarà poi trasferita al cantiere navale per la ristrutturazione e la conversione in museo. Useremo strumenti multimediali – fotografie, documenti d’archivio, video e audio –, per raccontare la sua ricca storia, la vita a bordo, il ruolo che il ‘Galeb’ ha avuto nella formazione del Movimento dei Paesi non allineati, oltre che in quella di Fiume durante la Seconda guerra mondiale. Inoltre, i suoi spazi verranno messi a disposizione per programmi culturali. Troveranno posto soggetti commerciali quali un ostello, un ristorante e un negozio. La nave sarà inoltre accessibile ai disabili. Bisogna rilevare che molti reperti e diversa oggettistica che si trovavano a bordo sono stati persi o rubati. Grazie, però, agli archivi fotografici, saremo in grado di ricostruire l’arredamento della nave utilizzando mobili originali dell’epoca oppure repliche che saranno appositamente ricostruite”.
    Da chi è curata l’impostazione dell’allestimento?
    “La designer Nikolina Jelavić Mitrović sta realizzando il progetto di massima dell’allestimento permanente sia del ‘Galeb’ che del Palazzo amministrativo dell’ex Zuccherificio. Si tratta dell’autrice dell’allestimento che nel 2006 ha fatto vincere al Museo civico di Vukovar il premio EMYA (European Museum of the Year Awards) e quello della casa natia di Nikola Tesla, a Smiljan”.
    Conclusi i lavori di restauro, dove sarà ormeggiato il Galeb?
    “Non lo abbiamo ancora stabilito. Della questione si occuperanno la Città di Fiume e la Port Autority. La Facoltà marittima ha realizzato degli studi in merito, che sono ancora sempre al vaglio delle istituzioni coinvolte nel progetto. Una delle idee è di ormeggiarla al Molo Longo, oppure all’entrata del porto”.
    Qual è, secondo lei, l’oggetto più importante del “Galeb”?
    “Certamente la sala macchine, composta da due motori diesel Fiat da 7.200 cavalli, che si dirama su due piani. È rimasta miracolosamente intatta, con tutti i suoi pezzi originali. La sala sarà aperta al pubblico e tramite effetti speciali, tenteremo di replicare i rumori prodotti dalle macchine”.
    Quando potrebbe venire inaugurata la nave museo restaurata?
    “L’inaugurazione è prevista per il mese di giugno 2020, quando la Croazia presiederà la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Il Palazzo amministrativo dell’ex Zuccherificio, come nuova sede del Museo civico di Fiume, sarà inaugurato invece con tutta probabilità nella primavera dello stesso anno”.

    Nosta fotogallery

    Rate this item
    (0 votes)
    Last modified on Lunedì, 28 Maggio 2018 15:12