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    Capo Promontore, un paradiso da conservare a tutti i costi

    By Rosanna Mandossi Benčić Maggio 06, 2018 409
    Capo Promontore, un paradiso da conservare a tutti i costi Daria Deghenghi

    L’Ente pubblico (JU) Kamenjak ha in gestione un capitale naturale di cui si sente giornalmente responsabile: la penisola di Capo Promontore. Fiumi d’inchiostro (si potrebbe dire) sono stati spesi nei tanti anni dacché la penisola è stata per così dire riscoperta. Riscoperta dal “piccolo uomo“, tornato a visitarne il ricco patrimonio floreale e faunistico, la costa rocciosa riccamente intagliata da decine di insenature. A voler essere fiscali la penisola è lunga quasi 3 chilometri e mezzo, larga da 500 a 1.600 metri, ha una trentina di baie e 400 ettari di terreno.

    Il paesaggio protetto

    E si sa che tra noi “piccoli uomini“ c’è chi è più e chi è meno responsabile. Più o meno cosciente di che cosa significhi trovarsi in una riserva naturale, o meglio, in un’area o paesaggio protetto, concretamente dal 1996. Anno decisivo per Capo Promontore nella sua interezza: sia a sud della penisola (Gornji Kamenjak) che a nord (la parte conosciuta come Donji Kamenjak, che porta a Volme e a Bagnole). Che è anche il periodo della riscoperta del luogo, come già si diceva.
    Di anno in anno, ha registrato il boom di visite, fatte a piedi, in bici e più di tutto in automobile, lungo la strada sterrata che per noi è la più bella del Paese, non soltanto dell’Istria. Perché continua a portarci in un posto incantevole (come tanti, sì): ma questo lo sentiamo nostro, con quella vegetazione mediterranea costituita da comunità boschive, prati, macchia e gariga costiera (conterebbe, dicono, più di 500 specie di piante, di cui molte adattatesi al suolo particolarmente sabbioso e alla siccità estiva). Una vegetazione particolarmente ricca di piante endemiche (non possiamo certamente sorvolare sulle trenta specie di orchidee che fioriscono tra marzo e maggio). Non sarà facile preservare la biodiversità dell’habitat con i tanti fattori di minaccia che ci girano intorno. Pero c’è chi ci prova, seriamente.

    In piazza a Promontore

    Ci provano seriamente di certo, i due giovani dipendenti dell’ente pubblico Kamenjak da noi incontrati negli uffici che hanno sede in una casa bellamente recuperata, in piazza, a Promontore. Loro sono Nina Skoko e Goran Stjepić. Nina Skoko (consulente, agronoma di formazione) ci accoglie gentilmente e tra le tantissime cose di cui si potrebbe parlare con lei, ci accingiamo a occuparci delle novità. Per capire meglio la mole di lavoro svolta, e per renderla accessibile a tutti, Nina ci fornisce due fogli pubblicati dall’ente: “Retrospettiva 2014-2016“ e “Retrospettiva 2017“ (contenenti capitolo per capitolo, l’operato che si è svolto ne: “La salvaguardia dei valori naturali“, “La ricerca sulla biodiversità“, “La preservazione dei lachi” (piccoli stagni chiamati “lokve” in croato), “Eventi ed eco-giornate“, il Bosco-parco di Soline, “L’infrastruttura per visitatori“ e, non ultimo, il capitolo sull’“Educazione“).
    Sfogliando il bollettino dell’anno scorso, la prima cosa di cui si parla sono i funghi e la loro biodiversità; si viene così a sapere che le ricerche hanno portato in soli tre giorni alla scoperta di 97 specie, di cui 16 quelle endemiche, presenti unicamente in quest’area della Croazia. La ricerca, fatta con l’Istituto forestale croato, collega “funghi a orchidee – così l’esperta –, poiché se l’interazione tra i due organismi riesce a proseguire nel modo corretto, si avranno buone possibilità che l’orchidea diventi adulta, quindi sopravviva; noi così saremo sicuri di proteggerla“. Le orchidee per procurarsi l’energia necessaria allo sviluppo necessitano della simbiosi con un’ifa fungina. Il fungo rimarrà presente per tutta la vita nelle radici della pianta assorbendo il nutrimento prodotto con la sintesi clorofilliana dall’orchidea.

    Misurazione dei metalli pesanti

    L’altra importante ricerca, tale perché oggi più che mai servono valide argomentazioni scientifiche (e presto ne capirete il motivo), è quella in cui avviene la misurazione dei metalli pesanti nei mesi estivi, quando il numero di vetture presenti in penisola è altissimo. I ricercatori misurano la concentrazione dei metalli pesanti nella macchia mediterranea ai lati dello sterrato. Il traffico automobilistico, infatti, è un serio fattore di minaccia, che si è pensato di contrastare quest’anno con un deterrente: il prezzo raddoppiato del biglietto d’entrata nella riserva, che è oggi di 80 kune. Partner dell’ente è la Rete ecologica europea “Natura 2000“.

    Quello che vedono i bambini

    Altra iniziativa di questa primavera è la realizzazione del programma “La natura vista con l’obiettivo dei bambini“ dell’Associazione Format, che insegna le basi della fotografia digitale, in questo caso ai più giovani. Ci si cimenterà pure nel fotografare le orchidee. Una mostra coronerà il tutto il 22 maggio (Giornata mondiale della biodiversità biologica). Ricollegarsi, a questo punto, a quanto si lavora con i giovanissimi è stato istantaneo, tanto che ci vengono ricordati i laboratori svolti per la Giornata del Pianeta Terra con i ragazzini delle classi inferiori della Scuola elementare di Medolino. “Nei laboratori in generale, che interessano anche i bambini dell’asilo – ci dice Goran Stjepić –, si parla di lachi, prati, orchidee; anche di pesci e di relitti del mare; e sempre si finisce per visitare i luoghi di cui si è tanto sentito parlare. “L’educazione dei giovani è una cosa a cui teniamo molto“. A Capo Promontore, ci ricordano ancora i nostri interlocutori, ci sono anche i ranger, il cui lavoro si fa più intenso nel corso dell’estate quando i ragazzi sono in vacanza e hanno più tempo.

    I nuovi pannelli educativi

    Nina Skoko ci tiene a raccontare che tra i tanti pannelli educativi sparsi lungo i vari percorsi e luoghi della penisola, che trattano di terra e di mare, uno è quello in via di preparazione sulla ricchezza ornitologica dell’area. Sarà interattivo e conterrà informazioni su 10 tipi di uccelli, stazionari o migratori anche rapaci, che si trattengono in penisola (la cicogna nera, l’aquila anatraia minore o pomarina, il nibbio bruno, i merli...). La presenza e le abitudini di molte specie, diventate oggetto di studio, saranno divulgate dall’ennesimo pannello educativo. Ma non finisce qui. È in fase di preparazione il pannello che troverà posto all’altezza del ponticello della Sciusa a Pomer, o meglio su via Promontore, che in un tratto è parte integrante di quella zona della riserva nota come Donji Kamenjak. Qui la costa è lagunare, con una forte presenza di fango, fiori e piante acquatiche, ecc. Il riutilizzo della zona a scopi turistici, e gli interventi invasivi del luogo, hanno messo in serio pericolo questo tipo di habitat, molto simile a uno stagno.

    Le orme dei dinosauri

    Un altro interessante pannello educativo è quello sulla paleontologia dell’area. È noto, infatti, che sull’isolotto di Fenoliga sono state individuate più di 150 orme di dinosauro. Lo studio che n’è seguito ha dato per certo che fra i rettili giganti vissuti 90 milioni di anni fa (Cretaceo superiore) sull’estremità meridionale della penisola istriana, ci fossero esemplari sia erbivori che carnivori. 
    Per quanto riguarda “Il cammino dei dinosauri“, l’anno scorso è stato rimesso in ordine il “punto fotografico“ o foto-point, andato distrutto per le tantissime visite in loco.

    A pesca di granchi

    Altro evento a cui tengono i gestori, che rientra nella salvaguardia del patrimonio culturale, è l’uscita avuta a marzo di un libro-brochure intitolato “Lov(ci) na rake“- A pesca di granchi: Promontore nella rete delle storie dei pescatori e dei loro ricordi”. Prima che ci si dedicasse alla pastorizia, ricorda Nina Skoko, si viveva di pesca; anche di pesca del granchio, ancora praticata (anche se raramente) nella parte più meridionale della penisola, nel periodo ad essa riservato.
    Per quanto riguarda la ricreazione, sempre l’anno scorso si è pensato bene di allestire dei percorsi di camminata nordica di 3,5 e 10 chilometri; partner del progetto sono stati la ditta Master sport e l’Associazione per la ricreazione sportiva Puls. Gli amanti della bici troveranno invece in due punti specifici gli strumenti adatti per delle riparazioni dettate soprattutto dall’emergenza: i cosiddetti bike lab, che sono postazioni per la riparazione fai da te.

    La Casa della natura

    Infine, veniamo accompagnati nella sala al pianterreno, dov’è stata inaugurata sempre nel 2017, la Casa della natura, una mostra permanente e interattiva, suddivisa in quattro unità intitolate “Camminando lungo la storia“, “Sotto la superficie del mare“, “Il tesoro della biodiversita“ e “Nei tempi antichi“. La sala espositiva permanente può accogliere un centinaio di visitatori. Aiuti finanziari sono giunti dal ministero del Turismo. Chiediamo di chi siano alcuni disegni e sculture (una è quella della vedova nera, il ragno più velenoso del continente europeo). Ci viene risposto che sono stati eseguiti da due artisti locali, Dean Paus e Ivan Rudan. Dire bello è poco. Constatiamo ancora una volta che anche un viaggio immaginario a Capo Promontore può sostituire degnamente quello vero.

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