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    Patrimonio culturale dimenticato. Esempi di scultura lignea a Rovigno e in Istria

    By Cristina Golojka Ottobre 28, 2018 167

    Salvare dall'oblio, ma soprattutto dal degrado il patrimonio artistico settecentesco è diventata una delle recenti missioni dell'Istituto per la storia dell'arte e dell'Istituto croato per il restauro, entrambi con sede nella Capitale e del Museo Storico Navale dell'Istria, che hanno lanciato congiuntamente un progetto rivolto alla rivitalizzazione degli antichi altari in legno in Istria.

    Preziose testimonianze del passato

    La penisola istriana conserva un gran numero di altari lignei policromati, con statue in legno e dipinti risalenti al XVII secolo. Si tratta di un patrimonio molto interessante il cui significato e valore di solito non sono abbastanza noti. Sono rari in questo senso gli esempi che rispecchiano un'arte d'eccellenza, perché perloppiù predominano opere dalle caratteristiche provinciali e popolari. Nonostante il leggero declino in termini di qualità, restano comunque una preziosa testimonianza del passato culturale dell'Istria. La loro complessità rispecchia e conserva in sé secoli di storia turbolenta, durante i quali la regione ha visto intensi processi migratori, che hanno lasciato un segno significativo sul patrimonio in cui si incontrano e si collegano due principali influssi culturali: quello Mediterraneo e quello dell'Europa centrale.

    Nonostante il loro significato, questi monumenti sono spesso in condizioni estremamente povere e spesso trascurati dall'oblio e da interventi impropri. Una migliore conoscenza del proprio patrimonio locale è un prerequisito per la sua migliore tutela, anche in termini di qualità e i suoi utenti diretti sono dei partner chiave in questo processo.

    Laboratori itineranti

    Con tale intento, i tre istituti svolgono quest'anno una serie di laboratori itineranti, caratterizzati da un approccio interdisciplinare rivolto verso la scultura e l'arredo liturgico lignei. L'obiettivo principale del progetto di salvaguardia del patrimonio locale è quello di condividere in maniera quanto più accessibile le conoscenze specialistiche con la comunità locale (il custode primario di questo patrimonio) in modo da occuparsi della sua conservazione e del restauro nella consapevolezza della sua importanza nella formazione dell'identità locale e regionale. Inoltre, si presenta, mediante il progetto, anche la possibilità di un'intensificata ricerca multidisciplinare di singole opere, che contribuisce a una migliore comprensione del patrimonio culturale e artistico istriano nel suo complesso.

    Gli angeli luminari

    Uno di questi laboratori ha fatto tappa la settimana scorsa pure al Museo della Città di Rovigno,

    trattando esemplari scelti di scultura in legno e di altari in legno sul territorio rovignese. Oltre agli accenni sulle loro caratteristiche e la loro importanza nel contesto del patrimonio culturale istriano, si è fatto riferimento alla problematica della tutela e della presentazione corrispondente di questa materia. La seconda parte del laboratorio ha messo al centro il lavoro pratico con la presentazione – da parte di Laura Stipić Miočić, Kristina Bin Latal e Silvo Šarić - delle tecniche storiche di doratura e i procedimenti di restauro sugli altari policromi in legno.

    La scultura e gli altari policromi in legno sono un segmento molto valido, ma non sufficientemente noto, del patrimonio culturale barocco di Rovigno. Presso il Museo della Città sono custoditi molterplici esemplari tra i quali si distingue in particolare una coppia di angeli luminari che per la loro eccellenza meritano di essere rinnovati mediante metodi di conservazione e di restauro professionali, onde essere quindi esposti come parte dell'allestimento permanente del museo. Attualmente, gli angeli versano in pessime condizioni e presentano significativi danni, motivo per cui il Museo spera di poter effettuare quanto prima il restauro per evitare l'ulteriore degrado.

    Anche gli altari in legno nella cappella di San Giuseppe e nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Villa di Rovigno illustrano in maniera diversa la complessa problematica del rinnovo e della protezione degli altari in legno. Il primo è stato restaurato di recente, mentre l'altare della chiesa di Villa di Rovigno si presenta in sorprendentemente ottime condizioni e con pochissimi danni provocati dal passare del tempo. Ne ha parlatoVlasta Zajec, dell'Istituto di storia dell'arte di Vukovar, un'esperta pluriennale nel settore degli altari lignei dei XVII secolo, tema che ha trattato nel 1995 nella sua tesi di laurea. Zajec ha inoltre conseguito il dottorato sul tema della scultura in legno del XVII secolo e si è specializzata più tardi in Italia a Venezia, Udine e Trieste e a Monaco di Baviera, in Germania.

    L'importanza del restauro

    "In Istria sono conservati all'incirca 500 altari e ben 700 sculture del XVII secolo: una cifra che non va trascurata – ha messo in rilievo-. Di questi, motli sono stati restaurati, mentre altri versano in pessime condizioni.

    "La collezione conservata del Museo di Rovigno è composta da numerose sculture di materiale eterogeneo, delle quali non è certa la provenienza, ma in ogni caso molte di queste erano parte della collezione dei baroni Hutterott che abitavano l'Isola di Sant'Andrea e si pensa siano stati parte della chiesa che sorge sull'isola".

    Zajec ha sottolineato che in ogni caso, la provenienza di tali sculture è incerta, visto che in seguito alla chiusura da parte di Napoleone di molte delle chiese sul territorio della Serenissima, molte sculture, altari e oggetti liturgici potevano venire acquistati anche a Trieste, oltre che in altre città. In ogni caso, la cosa certa è che è sono di provenienza veneta e di stile barocco. La relatrice ha paragonato le sculture in questione a quelle di Enrico Merengo, scultore barocco tedesco naturalizzato italiano (il suo nome originario era Heinrich Meyring) e le cui sculture sono presenti in moltissime chiese del Veneto. Oltre ai due angeli dell'altare nella chiesa di Dignano, la relatrice ha messo in rilievo che sono rari gli esemplari in Istria di sculture di angeli di simile formato e qualità, come quelle conservate dal Museo.

    "L'obiettivo di questo progetto è appunto di soffiare via la polvere da queste sculture e da questo patrimonio e farlo rivivere", ha concluso.

    Tra gli esempi di altare ligneo quello della chiesetta di san Giuseppe, ai piedi della chiesa di Sant'Eufemia a Rovigno presenta diverse parti originali in legno, il che è un raro esempio a Rovigno considerando che nel XVIII secolo, vista la fioritura economica della città, tutti gli altari in òegno sono stati rimossi e sostituiti da quelli in pietra o in marmo.

    Uno dei meglio conservati è anche l'altare delle chiesa di sant'Antonio a Villa di Rovigno, interessante anche perché le sue sculture presentano caratteristiche molto rustiche ed è quindi difficile da datare, ma presenta motivi provenienti dall'alta arte e in questo contesto è interessante notare come sia entrato nella prassi dei maestri locali.

    Esempi di altari in legno del periodo barocco si possono ammirare, oltre che a Rovigno anche a Draguccio, Fasana, Dignano, Gračišće e Umago.

    Comunicazione bilaterale

    In seguito alla relazione sugli esempi degli altari lignei e le sculture barocche presenti in Istria, Laura Stipić Miočić, conservatrice e restauratrice, nonché Capo del Dipartimento per la Conservazione Dignano-Juršići, ha parlato del procedimento svolto per il restauro, la pulitura e la reintegrazione lignea, il restauro delle decorazioni e della doratura.

    Con il concetto innovativo di workshop che prevedono la partecipazione di chiunque sia interessato a prendervi parte, il progetto offre un'alternativa alla comunicazione a senso unico che purtroppo, solitamente tende a predominare, in cui l'opinione dei professionisti sul campo è spesso considerata negativamente come un'imposizione di soluzioni da adottare. In questo modo, invece, gli esperti condividono con la comunità locale le conoscenze sulle varie caratteristiche e i significati dell'arte presente nel loro ambiente, così come la capacità di cogliere la complessità, la raffinatezza e la necessaria longevità delle procedure per il restauro artistico professionale.

    I laboratori sono composti da quattro parti: la presentazione teorica da parte di esperti (storici dell'arte, ristoratori), la presentazione di tecniche e materiali originali e procedure preventive e di protezione primaria, colloqui con esperti e visite turistiche congiunte.

    Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Scienza e dell'Istruzione della Repubblica di Croazia, del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia e della Regione istriana.

    La coordinatrice del progetto è Vlasta Zajec, mentre vi sono coinvolti anche in qualità di collaboratori i conservatori e storici d'arte Višnja Bralić, Marijana Galović, Miroslav Pavličić, Laura Stipić Miočić, Kristina Bin Latal, Silvo Šarić e Ljubo Gamulin.

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