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    Tomislav Horvatinčić: mercoledì la sentenza

    Tomislav Horvatinčić Tomislav Horvatinčić Hrvoje Jelavic/PIXSELL

    La nuova sentenza nei confronti di Tomislav Horvatinčić è attesa per mercoledì 13 marzo. La decisione è stata presa ieri al processo di Sebenico subito dopo le arringhe degli avvocati della difesa, Branko Baica e Veljko Miljević. Il procuratore di Stato, Irena Senečić, nella sua requisitoria, ha chiesto al giudice Ivan Jurišić, che Horvatinčić venga riconosciuto colpevole di aver causato l’incidente marittimo nel quale nell’agosto del 2011 persero la vita due cittadini italiani. Ha chiesto altresì che gli siano ritirate le patenti per tutti i mezzi a motore.

    L’accusa

    “Horvatinčić è stato multato innumerevoli volte, perché negli anni ha violato le Leggi sul traffico in tutti i modi possibili immaginabili. Si tratta di un individuo che ha dimostrato con il suo comportamento di non avere nessuna cura degli altri. È un dato di fatto che non ha intrapreso alcuna azione per evitare l’incidente che ha causato la morte dei coniugi Salpietro“, ha affermato Irena Senečić.
    Un intervento analogo è stato fatto anche dall’avvocato della famiglia Salpietro, Ognjen Frangeš. “Dopo l’incidente la prima reazione di Horvatinčić fu di dare la colpa al motoscafo, che a suo dire si sarebbe guastato. Non spese una sola parola per parlare della sua condizione di salute. Successivamente i suoi avvocati decisero di puntare tutta la linea difensiva sulle sue condizioni di salute e così emerse la teoria della sincope, scelta apposta perché questo malore ha una durata breve, è impossibile da prevedere, può capitare a chiunque e non lascia segni. L’unico che può esprimersi a riguardo è lui o un testimone. Ma se Horvatinčić avesse davvero avuto una sincope non sarebbe stato in grado di disegnare lo schizzo dell’incidente immediatamente dopo l’accaduto“, ha dichiarato Frangeš.

    La difesa

    La difesa ha chiesto da parte sua l’esatto opposto, ossia che mercoledì Horvatinčić venga assolto ed esca dal Tribunale come uomo innocente. “L’accusa non è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. In un processo come questo la difesa non ha l’obbligo di dimostrare la sincope. L’unica cosa che dovevamo fare era creare dei dubbi e questo siamo riusciti a farlo. I media hanno messo in croce il nostro cliente per un incidente di quelli che accadono spesso sia sul mare che sulle strade. Che cos’è che rende questo un caso particolare? Il nome dell’imputato?”, ha affermato Branko Baica.
    “La velocità del mezzo era adeguata, non c’era molto traffico e non ci sono prove per affermare che Horvatinčić non stesse attento al pilotaggio. Se non avesse perso i sensi avrebbe saputo che non c’è stato nessun guasto. Nelle sue condizioni, però, pensare a un guasto è stata la cosa più naturale. Non c’era nessuna intenzionalità da parte del nostro cliente. L’incidente è stato causato dalla manovra di svolta a destra messa in atto dalla barca a vela dei Salpietro”, ha dichiarato Branko Baica.
    Ha proseguito sulla stessa lunghezza d’onda anche l’altro avvocato dell’imputato, Veljko Miljević, il quale ha ribadito che se le accuse non sono state confermate allora è giusto assolvere Horvatinčić. “I due italiani non sono colpevoli, ma è stata la loro manovra verso desta a causare l’incidente. Il 16 agosto del 2011, quando la Polizia aveva interpellato Horvatinčić, questi aveva deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ciò significa che qualunque prova ottenuta prima di quel momento non è legalmente ammissibile. Lo schizzo non può venire usato come elemento probatorio e non costituisce una prova. Se dovesse venire preso in considerazione si tratterebbe di una grave infrazione del sistema giuridico croato”, ha dichiarato Miljević.

    Le parole dell’imputato

    “Ho la tristezza nel cuore da otto anni e ho una grande compassione per i figli dei coniugi scomparsi. Sono scioccato per le accuse che cercano di trasformarmi in un demone. Vengo stigmatizzato come se fossi un assassino che vaga per il mare in cerca di persone da uccidere. I media non fanno che diffondere questa versione, senza dare spazio alle mia parole. Come se la sincope di cui soffro si possa ordinare a piacimento come una canzone allo jukebox, come il tumore alle ossa e la chemioterapia, come il cancro al fegato. Nonostante tutto ciò io ho sempre partecipato alle udienze, per permettere ai Tribunali di arrivare quanto prima alla sentenza”, ha affermato Horvatinčić.
    “A volte ho la sensazione che per me la presunzione d’innocenza non ci sia mai stata. Ma vi dirò che se i media non mi avessero dipinto come un mostro ora anche i figli delle due vittime sarebbero qui e avrebbero la possibilità di conoscere un altro Tomo. Prego Dio ogni giorno per essere ricordato per tutte le cose belle che ho fatto e non per un incidente. Ora mi attendono due operazioni molto complesse, che non volevo affrontare prima della conclusione del processo, ma che non possono attendere oltre. Speriamo bene”, ha concluso l’imprenditore Tomislav Horvatinčić.

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    Last modified on Sabato, 09 Marzo 2019 10:56