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    Bullismo a scuola, anche i prof sono stufi

    La ministra dell'Istruzione, Blaženka Divjak La ministra dell'Istruzione, Blaženka Divjak Vjeran Zganec Rogulja/PIXSELL

    Il caso  del professore dell'Istituto tecnico di Čakovec venuto alle mani con due alunni colpevoli di averlo scambiato per bersaglio di tiro col gesso, è oggetto di dibattito sia tra la gente, sia fra la comunità del settore in tutto il Paese e immancabilmente sui social più famosi. La violenza nelle scuole e specialmente il maltrattamento dei professori sono una piaga che dura da tanto tempo e che nessuna delle istituzioni preposte a risolverla, tanto il Ministero dell'Istruzione, quanto il Ministero degli Affari interni, si è prodigato a farlo. Dal sondaggio proposto su un noto sito web croato, una buon fetta degli interventi dà ragione all'atteggiamento, anche violento, assunto dal professore in questione, che ribadisce per Index. "È una classe notoriamente problematica  in tutta la scuola. Più volte mi sono trovato a confrontarla con il dialogo e altre misure pedagogiche, ma l'altro giorno – ammette –. Ho perso il controllo, è stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma è stato un caso in cui non mi sono sentito protetto dal sistema, e non ci ho visto più...". Il responsabile dell'Istituto tecnico, Dražen Blažek, è rimasto equidistante dalle parti condannando sia professore che alunni. Abbiamo cercato il dialogo con i genitori. Purtroppo il professore ha reagito come non doveva". Pur non essendoci giustificanti molta gente sul web ha dato solidarietà e appoggio al prof. Ad esempio, sul profilo Facebook di Index, una lettrice ha evidenziato la maleducazione generale di parte dei giovani, trovandone i motivi all'interno della famiglia. Piaccia o no – ha scritto –, l'educazione fra le quattro mura non esiste più. A questa marmaglia, riferendosi ai più giovani, viene tollerato troppo. Pauroso! Ha avuto 1.400 like.

    Contattato da Index ha detto la sua anche Boris Jokić, esperto nel campo dell'Istruzione e portavoce della riforma curriculare." Ogni violenza in genere, specie quella all'interno di una scuola, è da condannare – ha detto Jokić –. Per i fenomeni violenti o per casi di bullismo, venissero da alunni, genitori o operatori educativo-didattici, non esiste alcuna  giustificazione, ha concluso Jokić con tono risolutivo.  "Le scuole croate purtroppo – ha aggiunto – stanno diventando sempre più un luogo di insicurezza per gli alunni e anche per gli operatori educativo-didattici. Le conseguenze di uno stato simile possono rivelarsi molto pericolose e comprendono l'impossibilità dello studio, un continuo ritardo, insoddisfazione, cicatrici fisiche psichiche a cui serve molto tempo per rimarginare”, avverte Jokić.

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