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    Aree di confine: fondamentali le etnie

    CAPODISTRIA | Ieri è stato organizzato a Capodistria, dall’Associazione PINA, presso la sede della Camera regionale d’imprenditoria artigianale di Capodistria, un incontro incentrato sulla collaborazione territoriale europea: esperienze e sfide.

    Nell’ambito della Tavola rotonda sulle prospettive della collaborazione dopo il 2020, come si rileva in una nota dell’UI, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha presentato le esperienze della Comunità Nazionale Italiana nel campo della progettualità europea sui precedenti Programmi Interreg tra Italia, Slovenia e Croazia, a partire dal 2000 ad oggi.

    Pianificazione dei progetti

    Marko Gregorič, vicepresidente della Giunta esecutiva UI e responsabile dell’Ufficio Europa dell’UI con sede a Capodistria, nell’ambito della presentazione delle buone prassi: pianificazione e realizzazione dei progetti, ha illustrato alcuni risultati ottenuti nell’ambito della progettazione europea, in primo luogo quelli legati al progetto strategico JezikLingua e ai benefici che questo ha portato non solo alle Comunità Nazionali, ma anche all’intero territorio dell’Area Programma.

    Regione transfrontaliera

    Per quanto riguarda le sfide e le opportunità per la nuova programmazione, il presidente Tremul ha posto l’attenzione sulla necessità di considerare la regione transfrontaliera quale area unitaria, superando i limiti confinari, ripensando lo sviluppo economico, la tutela ambientale, i servizi, e via dicendo, in maniera sinergica, complementare e integrata. In questo contesto ha auspicato la costituzione del GECT nell’area transfrontaliera tra l’Italia (Ex Provincia di Trieste) e l’Istria Nord-Occidentale (i 4 Comuni costieri della Slovenia e le Città e i Comuni del buiese-umaghese in Croazia).

    Estendere la cooperazione alla Croazia

    Il presidente dell’UI ha anche evidenziato l’opportunità di estendere la cooperazione territoriale Italia-Slovenia alla Croazia con uno specifico Programma Italia-Slovenia-Croazia; mentre andrebbero rafforzati i Programmi europei di integrazione territoriale Italia-Slovenia; Slovenia-Croazia e Slovenia-Austria.
    In questo contesto le minoranze nazionali presenti nell’area transfrontaliera, in primis la Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia e la Comunità Nazionale Slovena in Italia, possono continuare a svolgere un ruolo fondamentale, ha concluso Maurizio Tremul.

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    Last modified on Giovedì, 06 Dicembre 2018 11:12