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    Una mostra di eccezionale valenza culturale

    By Krsto Babić Dicembre 04, 2018 49

    FIUME | La mostra “Fiume 1850-2018. La filatelia fiumana tra mito, storia ed economia 1918-1924” rappresenta un’occasione ideale per rivedere i rapporti bilaterali tra Italia e Croazia, in vista del 2020, quando il capoluogo quarnerino sarà Capitale europea della cultura. L’esposizione, realizzata dall’Associazione per lo studio e la promozione della filatelia e della storia postale fiumana nel centenario (dell’emissione del primo francobollo fiumano – un taglio ungherese da 20 filler, sovrastampato con la parola “Fiume”, emesso il 2 dicembre 1918, nda), si ricorda, è stata inaugurata domenica scorsa al Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera, in Provincia di Brescia.

    Un tassello molto importante

    L’appuntamento, come osservato dal presidente dell’Assemblea della Comunità degli Italiani di Fiume, Moreno Vrancich, costituisce “un tassello molto importante per la lenta, ma inesorabile ricostruzione dell’identità di Fiume. Una città che nel corso della sua storia è sempre stata poliedrica e multietnica”. “La nostra storia è bellissima e questa rassegna filatelica lo testimonia. Mostre come questa illustrano la convivenza che c’è sempre stata nel nostro territorio”, ha notato Vrancich.
    L’obiettivo dell’esposizione, è stato indicato dal presidente del comitato organizzatore della medesima, il Senatore Carlo Giovanardi, e consiste nel “cancellare completamente la storia del ‘maledetto’ secolo passato e di fare di Fiume un gioiello più splendente di quanto già lo sia”.

    La casa comune europea

    “Questa mostra rappresenta una grande occasione culturale. Un appuntamento che però, lasciatemelo dire, va al di là del dato culturale”, ha affermato Giovanardi. “In queste vetrine – ha proseguito – c’è la Fiume austriaca, la Fiume ungherese, la Fiume Stato autonomo per qualche anno, la Fiume italiana, la Fiume d’occupazione, la Fiume jugoslava. C’è anche la Fiume croata. Attualmente giustamente croata, però, lo dico subito, nell’ambito, e questo mi piace sottolinearlo, di una casa comune, che è l’Europa”.

    Una storia incredibile

    “Se penso a una città europea penso a Fiume”, ha osservato Giovanardi. “Non intendo offendere le altre città italiane e le altre città della Croazia, ma sicuramente Fiume ha una storia straordinaria, incredibile. Oltretutto, una storia di gelosia della sua autonomia nei secoli. È una città all’avanguardia. Ci stavano ungheresi, croati, italiani, tedeschi e parlavano tre lingue. Ognuno di loro aveva ascendenti, nonni o parenti di varie provenienze e convivevano in maniera tale da fare di quella città un esempio per tutti. Bisogna lavorare tutti insieme per riscoprire la ricchezza dei vari contributi culturali”, ha rilevato l’ex Ministro per i rapporti con il Parlamento.

    Un ottimo spunto di riflessione

    L’attaché culturale dell’Ambasciata croata a Roma, Tamara Perišić, si è detta convinta che l’esposizione filatelica inaugurata al Vittoriale offra un ottimo spunto di riflessione. “Un’occasione perfetta per riflettere sul passato e sul futuro”, ha affermato l’attaché, ricordando che nel 2020 Fiume sarà Capitale europea della cultura, in concomitanza all’assunzione della Croazia della presidenza di turno dell’Unione europea. “Lo slogan di Fiume CEC 2020 è ‘Il porto delle diversità’. Uno slogan giusto per riflettere sulle diversità e sul percorso che deve condurci verso la nostra comune casa europea”, ha affermato Tamara Perišić.

    Recuperare l’anima di Fiume

    Sul motto di Fiume CEC 2020 si è soffermato pure il Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri. “Uno slogan che si inserisce nell’idea di recupero dell’anima di Fiume, alla quale la comunità italiana ha dato un contributo molto grande”, ha detto Palminteri riferendosi sia ai rimasti sia agli esuli (il contributo fornito alla mostra dalla Società di Studi Fiumani è stato rimarcato a più riprese dagli organizzatori dell’esposizione). Il Console generale, nel rilevare che l’identità fiumana è stata forgiata da diverse culture, ha espresso la speranza che la mostra filatelica allestita al Centro memoriale di Gabriele D’Annunzio possa essere presentata in futuro anche a Fiume.

    Capire il passato

    “Il presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri ha una sensibilità unica. Sono certo che assieme a lui organizzeremo a Fiume delle cose straordinarie”, ha rilevato Palminteri.
    “La filatelia – ha sottolineato il professor Guerri – è un’espressione culturale e quindi è nel pieno delle nostre attività. La cultura, però, serve anche a capire il passato”. “Io sono uno storico di professione e sto scrivendo un libro su Fiume nel 1919 e nel 1920. Credo che le celebrazioni, le manifestazioni che faremo l’anno prossimo e nel 2020 aiuteranno l’amicizia tra l’Italia e la Croazia, chiarendo problemi che ovviamente ci sono stati e che sono dovuti a fatti della storia molto importanti”, ha dichiarato Guerri.

    Spirito di collaborazione

    “Il Vittoriale, in piena amicizia con Rijeka, come dimostrato esponendo l’attuale bandiera di Rijeka (ovvero della Città di Fiume, nda) al posto di quella antica messa da Gabriele D’Annunzio, intende lavorare con la Croazia in pieno spirito di collaborazione con convegni, mostre, scambi di documenti e tutto quello che sarà necessario fare per capire e guardare al futuro con serenità”, ha rilevato Guerri.

    Un tema oltremodo significativo

    Sulla collaborazione tra Fiume e il Vittoriale degli Italiani si è soffermato pure il rappresentante della Città di Fiume all’inaugurazione della mostra filatelica. “Sono abituato a parlare in pubblico. Lo faccio spesso. A seconda del grado di emozione che mi coglie in queste occasioni, riesco a valutare quanto il tema sia importante. L’evento al quale stiamo assistendo non è di natura cordiale, è tutt’altro che insignificante e non costituisce una casualità”, ha dichiarato Ivan Šarar, titolare della Direzione della Città di Fiume per la cultura.

    Affrontate molte battaglie

    “Mentre stavamo preparando la candidatura di Fiume a Capitale europea della cultura nel 2020, nel nostro intimo abbiamo affrontato molte battaglie. Dovevamo convincerci della necessità di confrontarci con temi poco simpatici e per nulla facili legati alla storia di Fiume. Quando nel Dossier della candidatura ha trovato il suo posto una grande immagine di Gabriele D’Annunzio mi sono convinto che non sarebbe stato più possibile tornare indietro”, ha raccontato Ivan Šarar. “Lo slogan dell’evento ‘Il porto delle diversità’, è stato coniato nella speranza che la diversità alla quale ci richiamiamo diventi qualcosa di tangibile. Se Fiume vuole meritarsi l’appellativo di porto delle diversità, deve dimostrare di essere consapevole del suo passato italiano, dell’esistenza della comunità italiana. Deve convincersi sinceramente di non poter aspirare a essere una città che respira a pieni polmoni se non è fiera della sua italianità. Se Fiume aspira a essere una città dallo spirito autenticamente europeo deve essere consapevole della sua italianità”, ha affermato Šarar.

    Cooperazione con Matera e Trieste

    A tale proposito ha accennato all’intenzione della Città di Fiume di collaborare con il Vittoriale degli Italiani, ma anche con gli organizzatori di Matera Capitale europea della cultura 2019 e di Trieste Capitale europea della scienza 2020.

    La chiave di lettura della filatelia

    La mostra “Fiume 1850-2018. La filatelia fiumana tra mito, storia ed economia 1918-1924”, ricostruisce il periodo trattato, illustrandolo con la chiave di lettura della posta e della filatelia, settori che all’epoca ebbero un importante ruolo, anche propagandistico. L’esposizione, il cui allestimento è stato curato da Bruno Crevato-Selvaggi (la famiglia ha origini istriane), è costituita da dodici pannelli capaci di descrivere le vicende storiche e storico-postali con testi scritti in modo rigoroso, ma semplice e chiaro. 
    Le spiegazioni sono associate a circa 150 tra francobolli, lettere, cartoline, pacchi, vaglia annulli postali ed altri reperti originali forniti per l’occasione da una serie di collezionisti sia italiani sia croati. La mostra gode del patrocinio del Ministero italiano per i Beni e le Attività culturali e la Regione Lombardia. Hanno contribuito alla realizzazione dell’evento la Regione Lombardia, la Provincia di Brescia, Svico, la Società di Studi fiumani di Roma, Talìa consulenze per i beni e le attività culturali. La mostra resterà aperta tutti i giorni fino al 30 aprile 2019 (tranne i lunedì di dicembre e gennaio, il 24 e il 25 dicembre e Capodanno). Le teche con i francobolli possono essere ammirate dalle 9 alle 16 (con il 31 marzo chiuderà alle 19). Il percorso è stato inserito nel complesso del Vittoriale, che richiede un biglietto d’ingresso (intero 16 euro).

    Fiume o Rijeka?

    Fiume o Rijeka? Nel corso dell’inaugurazione della Mostra sulla filatelia fiumana aperta lo scorso fine settimana al Vittoriale degli Italiani, le autorità che si sono susseguite al microfono di volta in volta hanno fatto ricorso alla versione italiana o alla versione croata del nome del capoluogo quarnerino. Qualcuno le ha usate anche entrambe. 
    A spiegarne la ragione è stato il Senatore Carlo Giovanardi. “Perché dico Fiume e non Rijeka? Perché quando mi riferisco alla capitale francese o inglese dico Parigi e non Paris, Londra e non London. È giusto che in Croazia usino la loro lingua e il termine Rijeka”, ha notato Giovanardi.

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    Last modified on Martedì, 04 Dicembre 2018 15:07