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    Nuova linfa all’Iniziativa centroeuropea

    Nuova linfa all’Iniziativa centroeuropea Igor Kralj/PIXSELL

    ZAGABRIA | Ha preso il via nella capitale croata il summit dell’Iniziativa centroeuropea (In.C.E.), evento con il quale la Croazia conclude la sua Presidenza annuale dell’organizzazione. Sette pemier e numerosi funzionari statali, oltre che alti rappresentanti della Commissione europea, della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) e di altre organizzazioni internazionali, discutono di sicurezza ed economia. A presiedere i lavori insieme al premier Andrej Plenković, è il segretario generale dell’ In.C.E., l’Ambasciatore Giovanni Caracciolo di Vietri. L’Iniziativa centroeuropea è il più antico e più esteso forum di cooperazione regionale nell’Europa centrale e Orientale, con sede a Trieste e conta 18 Stati: Albania, Austria, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Italia, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina e Ungheria. Il vertice dell’In.C.E. è incentrato sul tema “Costruire la sicurezza, stimolare l’economia, promuovere la prosperità”. Ricordiamo che al vertice zagabrese l’Italia subentrerà alla Croazia alla Presidenza dell’Iniziativa centroeuropea, che da questo summit dovrebbe ottenere nuova linfa.

    Riflettori puntati su Viktor Orban

    L’attenzione maggiore dei mass media è stata rivolta ieri al suo arrivo a Zagabria a Viktor Orban, il primo ministro dell’Ungheria, con cui la Croazia ha diverse questioni in sospeso, tra cui il rifiuto di Budapest di estradare il presidente del CdA della MOL, Zsolt Hernádi. Nei confronti del presidente dell’industria petrolifera magiara Zagabria ha avviato un’azione legale con l’accusa di avere corrotto l’ex primo ministro Ivo Sanader per ottenere i diritti di gestione dell’INA. Dopo l’incontro con Plenković, Orban ha dichiarato che la questione riguardante Zsolt Hernádi è di carattere eminentemente giudiziario.

    INA-MOL: percorsi diversi

    In merito al contenzioso INA-MOL, il premier ungherese ha rilevato che se le due parti non sono in grado di collaborare a livello di una compagnia, allora devono imboccare percorsi diversi. Nel caso concreto, ha concluso, ciò significa che la Croazia dovrebbe acquistare l’INA. La questione chiave è raggiungere l’accordo sul prezzo delle quote dell’INA detenute dalla MOL.Ieri, prima dell’inizio del summit, Plenković ha incontrato pure la sua collega rumena Viorica Dăncilă con la quale ha annunciato il rafforzamento della cooperazione nell’ambito della presidenza a tre dell’Unione, valutando che Croazia e Romania condividono molti interessi comuni, in particolare nei negoziati sul quadro finanziario pluriennale dell’UE e in merito all’ingresso nell’area di Schengen. “La scorsa settimana, abbiamo concordato un programma congiunto delle tre presidenze dell’UE, evidenziando le priorità per i prossimi 18 mesi”, ha dichiarato Plenković, ricordando che la Romania assumerà la Presidenza semestrale dell’UE dal 1.mo gennaio 2019. Dopo la Romania, la Presidenza toccherà alla Finlandia, per poi nella prima metà del 2020 passare alla Croazia. “Vogliamo sostenerci reciprocamente nell’agenda bilaterale e multilaterale, in particolare durante la Presidenza dell’Unione, nel raggiungimento di uno dei nostri obiettivi immediati più importanti, ovvero l’ingresso nell’area Schengen”, ha affermato Plenković.

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    Last modified on Martedì, 04 Dicembre 2018 11:38