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    Gli anniversari sono momenti di utile riflessione

    By Christiana Babić Novembre 08, 2018 65
    Antonio Ballarin, Giuseppe Maria Buccino Grimaldi, Davide Rossi, Luciano Violante, Donatella Schürzel, Giuseppe de Vergottini e Maurizio Gasparri Antonio Ballarin, Giuseppe Maria Buccino Grimaldi, Davide Rossi, Luciano Violante, Donatella Schürzel, Giuseppe de Vergottini e Maurizio Gasparri

    ROMA | Osimo, un Trattato per un confine difficile. Questo il titolo scelto per l’evento svoltosi, su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani presso il Senato. Un evento dedicato alla presentazione del volume Quarant’anni da Osimo, a cura di Davide Lo Presti e Davide Rossi, edito da Wolters Kluwer – Cedam. “Gli anniversari sono sempre un’occasione per ricordare e un momento di utile riflessione”, si legge nella presentazione del volume dedicato al Trattato che rese definitive le frontiere fra l’Italia e l’allora Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Un Trattato che per lunghi decenni rimase una sorta di tabù, del quale si parlava poco o niente.

    Un tema «sdoganato»

    “Osimo, nel tempo, si è trasformato. Da tema periferico è diventato un tema centrale, da un qualcosa ‘di parte’ è diventato un argomento iscritto nella storia nazionale”, ha fatto presente nel suo intervento di saluto il senatore Gasparri.
    Alla presentazione, moderata dalla vicepresidente nazionale dell’ANVGD, Donatella Schürzel, sono intervenuti il senatore Maurizio Gasparri, il presidente della Federesuli, Antonio Ballarin, il presidente di Coordinamento Adriatico, Giuseppe de Vergottini, il direttore generale per l’Unione europea presso il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Giuseppe Maria Buccino Grimaldi, il presidente emerito della Camera dei Deputati, Luciano Violante, il professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’Università La Sapienza di Roma, Beniamino Caravita Di Toritto. Le conclusioni sono state affidate a Davide Rossi.

    Partecipazione significativa

    “La presentazione avvenuta ieri a Roma è andata molto bene. Importante è stata la partecipazione di esponenti del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, di senatori e deputati, di giudici”, ci ha dichiarato Davide Rossi, che guarda già ai prossimi appuntamenti, tra i quali gli piacerebbe iscrivere anche tappe transfrontaliere.
    Evidenziata la partecipazione all’evento romano del prof. Umberto Leanza, già responsabile giuridico della Farnesina, che ha presieduto la Commissione ministeriale alla quale venne attribuito il compito di individuare le diverse categorie dei beni espropriati, distinguendo al loro interno quei beni che erano comunque esclusi dai trattati sottoscritti tra l’Italia e l’ex Jugoslavia in base al principio vigente nel diritto internazionale del pacta sunt servanda.

    Un percorso di ricongiungimento

    Significativa anche la scelta dei relatori. “La realizzazione del volume si è avvalsa dei mezzi assicurati per il tramite della Legge 72/01. Con la sua partecipazione il direttore generale Buccino Grimaldi ha confermato il sostegno della Farnesina a questo tipo di percorso. Ha anche annunciato pubblicamente l’inserimento del rifinanziamento della Legge nel ddl del Bilancio 2019. Il presidente Violante ha testimoniato la costanza di un percorso volto a portare a un ricongiungimento di una frattura della storia avviato sin dall’incontro avuto con Fini. Questo libro – così ancora Rossi – vuole essere una tappa intermedia. Due anni dopo il convegno organizzato a Roma da Coordinamento Adriatico e dalla Società italiana per l’organizzazione internazionale, abbiamo presentato il libro. Ad aprile ne parleremo a Osimo, dove s’intende porre una targa nella stanza della villa Diatuauti-Leopardi che nel 1975 ospitò la cerimonia della firma tra Mariano Rumor e Miloš Minić”.

    La struttura del libro

    Il volume, pubblicato nell’aprile di quest’anno nella collana Centro italiano sviluppo della ricerca diretta dal prof. de Vergottini si sviluppa su 258 pagine e conta 11 capitoli. Il primo intitolato Il giorno del Trattato di Osimo è frutto di una gentile concessione dei ricordi di Francesco Leopardi Dittaiuti. Il secondo, “Italia chiude e suoi termini bagna” (Un confine mobile, Le spoglie di Venezia, Il lungo Novecento adriatico e il crollo delle ideologie) è firmato da Davide Rossi e Giorgio Federico Siboni. Giuseppe Parlato è l’autore del capitolo Dal Memorandum del 1954 a Osimo. Trieste contro gli “Osimanti” porta la firma di Lorenzo Salimbeni. Segue il capitolo dedicato ai ricordi di un’esperienza indelebile nella memoria di Umberto Leanza. Il sesto capitolo, firmato da Ida Caracciolo, propone una rilettura giuridica degli Accordi di Osimo quarant’anni dopo la loro conclusione. Giuseppe de Vergottini è l’autore del capitolo intitolato interesse nazionale e disinteresse della politica, mentre Tiziano Sošić ha approfondito il tema delle categorie di beni sottratti e prospettive di tutela giuridica nell’ambito dell’ordinamento giuridico della Repubblica di Croazia. La prospettive di tutela giuridica dei diritti degli esuli e dei loro eredi sono state invece approfondite da Davide Lo Presti. Mattia Magrassi ha proposto una rassegna di giurisprudenza riguardante le azioni risarcitorie intraprese dagli esuli nei confronti dello Stato italiano. Il confine orientale nella didattica della storia, capitolo che conclude il volume, è firmato da Maria Ballarin Salvatori.

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    Last modified on Giovedì, 08 Novembre 2018 14:32