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    Croazia. Più investimenti alla difesa

    Il segretario generale della NATO con Kolinda Grabar-Kitarović al Pantovčak Il segretario generale della NATO con Kolinda Grabar-Kitarović al Pantovčak Robert Anic/PIXSELL

    ZAGABRIA | “La Croazia è un Paese molto importante per la NATO. Dalla sua indipendenza nel 1991 a oggi notiamo il progresso e l’importanza che la Croazia riveste nel Patto Atlantico perché contribuisce in svariati modi agli obiettivi comuni di sicurezza e di difesa”. Il segretario generale dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, Jens Stoltenberg, ha commentato così lo status della Croazia nella NATO durante la sua visita nella capitale croata dove ha incontrato il Capo dello Stato Kolinda Grabar-Kitarović, il premier Andrej Plenković e il ministro della Difesa, Damir Krstičević. Stoltenberg ha commentato anche il mancato raggiungimento da parte della Croazia del 2 p.c. del PIL da destinare alla difesa, soglia dettata per i Paesi membri. A riguardo ha affermato: “È importante che tutti i Paesi rispettino gli accordi presi nel 2014”, auspicando che gli standard vengano rispettati anche dalla Croazia.

    La situazione in Bosnia

    Come scritto, durante la sua permanenza a Zagabria, Stoltemberg è stato ricevuto ai Banski dvori dal primo ministro Andrej Plenković. “Abbiamo parlato di una serie di questioni politiche rilevanti per la Croazia e per la NATO, soprattutto per quanto riguarda l’Europa sud-orientale. È importante analizzare gli sviluppi che si verificano nel nostro vicinato, in particolare abbiamo parlato della questione relativa alla Macedonia, della situazione tra Kosovo e Serbia”, ha dichiarato il premier dopo l’incontro, sottolineando che nel corso del colloquio è stato affrontato anche il tema riguardante le elezioni nella vicina Bosnia ed Erzegovina. A riguardo, stando a quanto dichiarato da Plenković, gli interlocutori si sono trovati concordi nel sostenere che non è un bene che un popolo costitutivo scelga il rappresentante di un altro popolo costitutivo nella Presidenza del Paese. Da quanto appreso, quest’ultimo tema è stato ripreso anche al Pantovčak durante l’incontro tra Jens Stoltenberg e Kolinda Grabar-Kitarović, che al termine del colloquio ha dichiarato che è fondamentale seguire attentamente l’evolversi della situazione nella Bosnia ed Erzegovina, così come più in generale è importante monitorare la situazione nell’Europa sud-orientale.

    L’incontro con Šarec

    Ieri Stoltenberg si è recato a Lubiana, dove ha incontrato il primo ministro sloveno Marjan Šarec con il quale ha parlato anche dello standard del 2 p.c. riferito ai finanziamenti da Bilancio destinati alla difesa. Ricordiamo che attualmente la Slovenia per la difesa stanzia l’1 p.c. del PIL. Si tratta di una delle percentuali più basse tra quelle registrate nei bilanci degli Stati membri della NATO e ben lontana dal target del 2 p.c. Negli ultimi dieci anni a causa della crisi economica e della politica volta al risparmio Lubiana ha tagliato del 40 p.c. le spese militari. È stato pertanto questo il tema centrale discusso nel corso dell’incontro con il premier sloveno. “Cercheremo di raggiungere l’uno e mezzo per cento in pochi anni, se la situazione economica ce lo permetterà, ma quello che è certo è che non arriveremo al 2 p.c. da un giorno all’altro”, ha affermato Marjan Šarec. Dal canto suo, Stoltenberg ha ringraziato la Slovenia per l’importante contributo dato alla causa NATO, invitando però a cercare di rispettare gli impegni presi relativi in materia di finanziamenti.

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    Last modified on Mercoledì, 10 Ottobre 2018 14:18