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    UPT. La presidente Cristina Benussi rimette il mandato nelle mani di Massimiliano Fedriga

    By Rosanna Turcinovich Giuricin Settembre 08, 2018 143
    UPT. La presidente Cristina Benussi rimette il mandato nelle mani di Massimiliano Fedriga Zeljko Jerneic

    TRIESTE | Ieri pomeriggio, è arrivata la notizia che Cristina Benussi, presidente dell’Università Popolare di Trieste, ha rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Ma procediamo per gradi.

    UPT: un piccolo giallo che nasce da una semplice domanda che molti si sono fatti in questo momento. Chi ha fatto avere alla stampa locale la lettera di dimissioni di Renzo Grigolon inviata all’UPT a luglio, alla quale sono seguite le dimissioni di Roberto Fermo, di nomina comunale? Il diretto interessato fa sapere che non è stato lui a divulgarla. E quindi? La risposta è chiara: l’ha inviata qualcuno che voleva far scoppiare il caso UPT. Perché? Raccolte varie dichiarazioni di ambienti molto vicini alla sede di Piazza Ponterosso, le ipotesi sono molte, ma una emerge su tutte. Dopo la situazione blindata della precedente Giunta regionale e la nomina di quella nuova, si attendeva che qualcosa cambiasse, ma visti i tempi lunghi, bisognava spezzare il silenzio dando in pasto all’opinione pubblica le dimissioni dei due, gli avvisi di garanzia e quant’altro.

    Vaso di Pandora

    Aprire il vaso di Pandora è sempre un azzardo. Chi non ammetteva la politica disinvolta dell’UPT, con spese fuori dai binari delle regole contabili, forse non immaginava che l’attenzione nei confronti dell’Ente avrebbe prodotto un effetto domino.
    Si stanno approssimando altre defezioni, persone che stanno consegnando le proprie dimissioni, altre che ci stanno pensando. Ma tutto questo potrebbe sembrare una semplice congettura giornalistica anche perché i diretti interessanti non vogliono che il loro nome venga dato in pasto alla stampa, anche se, con le dimissioni di Cristina Benussi, tutto si scioglie.
    Tanta agitazione quindi sta producendo gli effetti desiderati da chi ha innescato la miccia: il Comune ha provveduto immediatamente a nominare il nuovo rappresentante.

    Rientra Colavitti

    Rientra all’UPT Piero Colavitti, che ha già avuto una lunga esperienza nell’Ente morale triestino. Commercialista in molte della realtà gestite da Renzo Codarin – “a titolo gratuito per le associazioni degli esuli”, fa sapere Colavitti –, molto vicino anche al sindaco Roberto Dipiazza “che seguo sin da quando era sindaco di Muggia”, durante il suo periodo di presenza in Piazza Ponterosso, non era stato tenero con le dinamiche dell’Ente, arrivando anche a delle denunce ai responsabili in qualità di direttore amministrativo, conclusesi poi con un nulla di fatto. L’atmosfera comunque non era delle più distese. Perché questo suo ritorno? La speranza di chi gli assegna ancora una volta questo ruolo è che riesca a “mettere a posto i conti”. Il che presuppone, e lo rivelano i numerosi verbali dei revisori dei conti ai quali non è stato dato seguito, che l’Ente denoti una scarsa capacità nel far quadrare i bilanci, spostando e incrociando i mezzi delle singole voci di bilancio che nessun regolamento concede né permette, pena pesanti sanzioni.

    Regole contabili

    “Sarebbe bene – sottolineava ieri mattina Colavitti, sempre molto schietto nelle sue dichiarazioni – che la presidente e tutto il CdA rassegnassero le dimissioni: dopo tre anni di bilanci in negativo è buona regola che ciò avvenga”. E così è stato.
    A chi considera questo suo ritorno come una battaglia personale, Colavitti risponde con slancio: “No, nessuna battaglia, intendo aiutare l’Ente così come nel precedente mandato, durante il quale avevo fatto rispettare le regole contabili, sia dall’UPT che dall’UI, perché se di collaborazione si tratta è giusto operare nell’ambito delle medesime norme. L’altro mio impegno riguardava le scuole che hanno bisogno di insegnanti formati e in gamba, in grado di cambiare la situazione, di mantenere il livello linguistico, ma spesso erano posti riservati agli amici degli amici senza le competenze necessarie. Anche la Regione a questo punto deve muoversi per creare nuovi equilibri”. E anche in questa seconda richiesta è stato accontentato in poche ore. Già nel pomeriggio di ieri si dava seguito alle sue previsioni.

    Tiziana Gibelli

    In effetti a muoversi è stata proprio la Regione, per voce dell’assessore alla Cultura, Tiziana Gibelli, dopo mesi di inutile attesa dei documenti già richiesti all’ente qualche tempo fa. Non soltanto, si apprende che da maggio non sono stati pagati i contributi pensionistici degli occupati, il che comporta responsabilità che rasentano il penale.
    Perché questa mancanza di liquidità? Nasce dall’equilibrio tra finanziamenti dovuti e quelli incamerati, o c’è dell’altro? “Soldi spesi male”, è la risposta di funzionari che voglio mantenere l’anonimato. I documenti contabili lo riveleranno. Gli organi competenti ora andranno fino in fondo.

    Politica estera italiana

    Ma al di là delle difficoltà contingenti, nelle ultime riunioni, il governatore dell’FVG, Massimiliano Fedriga, aveva ribadito la volontà di applicare anche alla Comunità italiana le linee di sviluppo della politica estera italiana. Un’attenzione già ribadita in campagna elettorale e durante gli incontri con Maurizio Tremul. Si rimane in attesa dei prossimi sviluppi.

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    Last modified on Sabato, 08 Settembre 2018 11:45