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    «Ristrutturazione? In linea con le regole sulla concorrenza»

    By Krsto Babić Settembre 08, 2018 55
    «Ristrutturazione? In linea con le regole sulla concorrenza» Željko Jerneić

    ZAGABRIA | Il piano di ristrutturazione dell’Uljanik non soddisfa né il governo croato né la Commissione europea. A farlo presente è stato il ministro dell’Economia, Darko Horvat, dopo aver discusso l’argomento assieme al commissario europeo per la concorrenza, la danese Margrethe Vestager. Nel corso della loro riunione di ieri a Zagabria, Horvat e la Vestager hanno concordato sul fatto che il documento al quale i manager del Gruppo Uljanik hanno lavorato nel corso degli ultimi sei, sette mesi deve essere rivisto. Stando al loro giudizio il piano non garantirebbe la stabilità a lungo termine della cantieristica navale a Fiume e Pola.

    “Il governo non s’imbarcherà in progetti che non sono sostenibili sul piano economico. Non siamo convinti che i cantieri navali di Pola e Fiume possano operare sul mercato nei termini previsti nel piano”, è stato perentorio il ministro dell’Economia.

    Il commissario non si sbilancia

    Margrethe Vestager non ha voluto sbilanciarsi in merito alla sorte del piano. Il commissario europeo non si è espresso né sul numero dei possibili esuberi né sulle aspettative di Bruxelles attinenti all’assetto definitivo del programma di ristrutturazione. Non è stato chiarito neppure quanto bisognerà attendere affinché la Commissione europea si esprima ufficialmente in merito al piano di ristrutturazione (inoltrato a Bruxelles il 13 luglio scorso). Nel corso del suo soggiorno a Zagabria Margrethe Vestager è stata ricevuta pure dal premier Andrej Plenković e dal ministro dello Sviluppo regionale e dei Fondi europei, Gabrijela Žalac.
    Il messaggio della Commissione europea, che traspare dalle prese di posizione dei funzionari UE, è chiaro: il piano di salvataggio della cantieristica deve rispettare le regole comunitarie sulla libera concorrenza e non ridursi a un modo per gettare al vento altro denaro dei contribuenti. Deve inoltre includere contributi finanziari da parte degli azionisti della società che gestisce i cantieri. La Commissione è tuttavia perfettamente consapevole dell’importanza che il Gruppo Uljanik ha per la regione istroquarnerina nel suo insieme. Per il momento comunque tutto appare ancora in alto mare, anche se si ha l’impressione che queste giornate possano rivelarsi decisive per i destini della cantieristica nazionale e per lo sviluppo industriale delle due maggiori città dell’Istria e del Quarnero.

    Quattro possibili scenari

    Per quanto riguarda il futuro del Gruppo Uljanik, ossia dei cantieri navali 3. maj di Fiume e Scoglio Olivi di Pola si prospettano almeno quattro possibili scenari. Il primo contempla l’avvio del programma di ristrutturazione con l’attuale partner strategico, ossia la società Kermas energija dell’imprenditore zagabrese Danko Končar. Il secondo ruota attorno all’ipotesi che nel ruolo di partner strategico del Gruppo polese a Končar subentri un altro investitore. Nei giorni scorsi è circolata la voce che a tale proposito Zagabria abbia sondato il terreno in Cina, Corea del Sud, Germania e Ucraina. In alternativa, potrebbe succedere che la società navalmeccanica istro-quarnerina sia obbligata ad avviare un concordato preventivo, o peggio ancora essere sottoposta a procedura fallimentare.
    Al momento, nonostante la bocciatura del piano preparato a Pola, gli scenari più verosimili paiono essere ancora quelli attinenti al processo di ristrutturazione. Affinché il medesimo possa essere avviato è necessario il nulla osta della Commissione europea. In questi casi l’Unione europea insiste sul rispetto di tre principi. Il piano di ristrutturazione del Gruppo Uljanik, deve risultare conforme ai principi della concorrenza, limitare le spese a carico dei contribuenti e prevedere il contributo finanziario degli azionisti.
    Prima della partenza di Margrethe Vestager alla volta della Croazia, dall’ufficio stampa della Commissione europea è stato segnalato che l’Esecutivo dell’UE è perfettamente conscio dell’importanza che l’Uljanik ha per l’Istria. Inoltre, è stato notato che la Commissione segue l’evolversi della situazione e gli interventi compiuti dal governo croato, ossia gli sforzi profusi da Zagabria al fine di garantire l’erogazione degli stipendi ai cantierini.
    A Bruxelles non è sfuggita neppure la notizia relativa alla cancellazioni di quattro commesse affidate ai cantieri navali istro-quarnerini. Un fatto, questo che rischia di far rimettere ai Banski dvori le garanzie statali concesse al Gruppo Uljanik per la realizzazione delle navi in questione.

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    Last modified on Sabato, 08 Settembre 2018 11:40