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    Un attentato al diritto all’informazione

    Dopo aver letto in questi giorni con grande sconcerto la presa di posizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Vito Crimi, circa l’intenzione dell’attuale governo italiano di cancellare i contributi per le imprese editrici di quotidiani e periodici diffusi all’estero, tra i primi a reagire è stato Alessandro Zehentner, presidente del Comites di Barcellona. Originario di Abbazia, Zehentner è stato candididato da Forza Italia alle recenti elezioni per il Parlamento italiano e conosce molto bene le realtà delle Comunità italiane residenti al di fuori dei confini del Bel Paese.

    30 centesimi per connazionale
    “Il Sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Sen. Vito Crimi, del Movimento 5 Stelle, ha preannunciato che ‘la contribuzione pubblica presto sparirà’ e che ‘gli attori del settore dovranno prepararsi al distacco totale dalla contribuzione statale’, indicando pertanto quali sono le intenzioni del governo targato 5 Stelle-Lega anche verso i giornali italiani pubblicati e diffusi all’estero. Non voglio entrare nel merito dei contributi pubblici concessi alla stampa in Italia, non tocca certo a me difendere la stampa a livello nazionale, ma certo posso sottolineare, anche come presidente di un Comites, che per quanto riguarda gli Italiani all’estero quest’intenzione governativa è da condannare nella maniera più assoluta”, scrive Zehentner nel suo comunicato e precisa: “Noi italiani residenti all’estero siamo otre cinque milioni, oltre tre milioni nella sola Europa. I quotidiani e i periodici editi e diffusi all’estero ricevono soltanto il 3,27 p.c. del totale erogato secondo la legge vigente: vengono pertanto ‘concessi’ oltre confine circa 1.700.000 Euro, circa 30 centesimi di euro all’anno per ogni connazionale iscritto all’AIRE”.

    Senso di appartenenza
    Ora, a prescindere dalla percentuale, quest’importo assicura il mantenimento di un diritto fondamentale, quello all’informazione nella lingua materna. Nel suo comunicato, Zehentner ha cercato di spiegare l’importanza di questo diritto, e quindi anche del servizio garantito anche grazie ai finanziamenti pubblici italiani “a chi, probabilmente anche nelle file dell’attuale governo, non ha mai vissuto o lavorato un solo giorno della propria vita oltre i confini della nostra amata Patria”. “I giornali editi in lingua italiana garantiscono, oltre alla preziosissima informazione locale, anche il senso di appartenenza a un Comunità, alla nostra grande Comunità Italiana. Ho girato moltissimo tutta l’Europa e ho trovato splendidi prodotti editoriali in Belgio, in Germania, in Spagna, in Croazia, in Svizzera, come in molti altri Paesi europei. Suggerirei al Sottosegretario Crimi di farsi recapitare qualcuno di questi giornali prima di dire che ‘s’invitano gli editori a produrre un’informazione di qualità’, lasciando così indirettamente intendere che la qualità delle nostre riviste e quotidiani italiani editi all’estero non goda, attualmente, di tale connotazione”, scrive Zehentner, che poi pone a Vito Crimi una serie di domande dirette: “Ha letto qualche giornale o rivista estera in nostro attuale Sottosegretario?
    Si è informato circa l’importanza dei servizi di informazione territoriale di quanto viene pubblicato dalle testate giornalistiche Italiane all’estero? Si è informato circa i costi generali (sedi, stipendi dei giornalisti, costi di stampa, costi di distribuzione) che hanno le stesse testate? Si è informato se e quanto altre entrate finanziarie possano sopperire a una soppressione dei contributi pubblici per i giornali editi e diffusi all’estero?”.

    Testate giornalistiche a rischio
    Riflettendo su questi quesiti prosegue: “Presumo che la risposta non potrà che essere negativa visto quanto proposto dallo stesso sottosegretario Sen. Crimi. Se si procede a un’eufemistica ‘riduzione graduale fino alla soppressione’ dei contributi pubblici italiani, moltissimi giornali italiani editi all’estero e diffusi a titolo gratuito, chiuderanno i battenti, licenzieranno i loro giornalisti e dipendenti e gli oltre cinque milioni di Italiani residenti all’estero (minoranze linguistiche comprese) resteranno senza questo preziosissimo cordone ombelicale con la nostra lingua, cultura ed informazione in lingua italiana”.

    Una battagllia concreta
    “Quello che meraviglia – rileva Zehentner – è che anche i parlamentari delle due formazioni politiche Movimento 5 Stelle e Lega eletti nelle Circoscrizioni Estere non aprano bocca; meraviglia che dopo aver promesso appoggio e aiuto a chiunque, ora gli stessi si allineino alle direttive delle loro segreterie politiche. No caro Sottosegretario Crimi, noi non ci allineiamo, non tacciamo; noi lotteremo perché questo progetto liberticida, questo attentato ai nostri diritti all’informazione all’estero non vada a buon fine. Partiremo dalla base, dalle associazioni, dai Comites. La risposta di noi Italiani residenti all’estero non mancherà di essere immediata. Lasci stare le sovvenzioni vigenti, non ci prenda in giro con frasi tipo ‘si devono spostare parte dei contributi dalla offerta alla domanda’ perché di frasi prive di ogni significato logico (pagare i lettori perché leggano) ultimamente ne abbiamo sentite fin troppe. E non si tratterà di un approccio, come dice lei, stile ‘ha da passà a nuttata’, ma di una protesta seria, concreta, contundente in tutte le sue forme a difesa – conclude nella sua reazione Alessandro Zehentner – dei diritti di tutti noi italiani residenti oltre confine”.

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    Last modified on Giovedì, 16 Agosto 2018 08:30