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    Tradizione e modernità

    By Diana Pirjavec Rameša Dicembre 16, 2018 163
    Tradizione e modernità Željko Jerneić

    Ci siamo recati alla CI di Gallesano, reduce dai festeggiamenti per i 70. anni di fondazione, qualche giorno dopo la grande serata, organizzata per soci e importanti ospiti che hanno reso onore, con la loro presenza, a questa comunità, uno dei sodalizi storici dell'Istria e di Fiume.

    Ad accoglierci è stato un paese in grande fermento e una CI dalla cui sala grande, quella che ospita gli spettacoli, si diffondevano voci di bambini che stavano facendo le prove del gruppo ritmico. Allegria, tanta allegria, e altrettanta energia positiva che irradia da mura antiche in grado di raccontare, pietra dopo pietra, anno dopo anno, la storia di questa piccola e, nello stesso tempo, forte Comunità italiana che resiste e progredisce, riuscendo a tener vivo il senso di appartenenza, la propria identità, preservata con coraggio e intelligenza. Qui la CI è parte integrante della vita degli italiani di questo paese: al "Circolo" si viene per socializzare, per fare le prove di canto, di ballo, partecipare alla filodrammatica, al gruppo letterario, dedicarsi al folklore, una delle peculiarità di questo paese. In Comunità ci sono numerose attività che rafforzano i legami e danno vitalità a questa comunità. I gallesanesi hanno dedicato giustamente grande attenzione al recupero e alla cura delle proprie tradizioni ed ora godono di questo investimento, mirato, portato avanti con orgoglio, ma non senza difficoltà. E i risultati ci sono, sono palpabili e misurabili.

    La presenza dei numerosi ragazzi e dei numerosi anziani che si impegnano con il medesimo fervore testimoniano di una continuità che è riuscita a superare le sfide della storia. E ciò va riconosciuto. Gallesano, un insediamento in cui in passato si è vissuto prevalentemente di agricoltura, che ha dato al vicino e storico cantiere navale "Scoglio Olivi" numerosi operai e personale qualificato, oggi fa l'occhiolino al turismo, investe nell'enogastro e vanta alcuni importanti produttori di formaggio, olio di oliva e altre bontà che caratterizzano questo territorio.
    Questa è forse una delle poche comunità in cui tradizione e modernità procedono in sintonia. Comunità di destino, forse sarebbe questa la parola giusta per sintetizzare i valori che accomuna queste persone, diverse per età, ma tutte profondamente legate e solidali. La Comunità degli italiani è la loro seconda casa. E quando si entra nella sede della CI "Armando Capolicchio", intestata ad un vecchio partigiano del paese caduto in un'imboscata durante la Lotta Popolare di Liberazione, ci si sente come a casa, accolti dal sorriso e dalla cordialità che contraddistingue queste persone.
    Grande è stato l'impegno profuso nella conservazione e nella trasmissione del dialetto arcaico, l'istrioto, come pure dei canti, dei balli, e della tradizione culinaria di questo paese, ma anche di quella musicale. Qui ai giovani vengono insegnati gli antichi canti "a la pera". "a la longa" e "zota le pive" che la Comunità è riuscita a tramandare e a tutelare: i tre canti gallesanesi infatti sono stati inseriti nella Lista del Patrimonio immateriale dell'Unesco. E non è cosa da poco.
    Abbiamo incontrato la presidente del sodalizio la prof.ssa Diriana Delcaro Hrelja per capire come funziona la CI, quali sono le sue ambizioni e come intende affrontare le sfide del futuro. 

    Com'e andata la festa?

    È stato bellissimo, anche se i preparativi sono stati faticosi. Abbiamo avuto qui in sede tantissimi ospiti, autorità, tanti gallesanesi che hanno voluto essere presenti dal vice presidente del Sabor Furio Radin, al presidente di Unione Italiana Maurizio Tremul, a quello della Giunta Esecutiva dell'UI Marin Corva, il Console generale d'Italia a Fiume Paolo Palminteri. Presente pure il sindaco Klaudio Vitasović e numerosissimi gallesanesi. In quest'occasione ho avuto modi di ringraziare tutti coloro che ci seguono e supportano le nostre iniziative tra cui l'Unione Italiana, l'Università Popolare di Trieste, la Città di Dignano come pure la Regione Istriana. 

    Guidare una CI che vanta settant'anni di vita non credo sia semplice, soprattutto se deve trovare un connubio tra tradizione e modernità...

    " Bisogna accontentare le richieste e le abitudini dei soci più anziani con i desideri dei giovani e trovare un equilibrio non è facile. Tradizione lingua e cultura, ma ma quello che accomuna tutti, vale a dire l'identità e l'amore per la propria lingua e per la propria cultura reputiamo siano fondamentali. Il senso d'appartenenza va insegnato ai propri figli perché solo in questo modo possiamo assicurare il futuro la conservazione e la trasmissione della nostra cultura e di identità. Per non parlare dell' l'istrioto lingua romanica che trae origini molto antiche e che noi curiamo con grande amore.
    La collaborazione con l'asilo e la scuola è fondamentale. Le maestre vengono qui con i ragazzi a fare attività, ma secondo me parte tutto dalla famiglia. Noi siamo solo un aiuto, un supporto.
    Gallesano ha 1500 abitanti di cui 700 dichiarati di nazionalità italiana, rappresentiamo circa la metà della popolazione residente. I matrimoni misti hanno cambiato un po' gli equilibri, soprattutto per quanto riguarda le iscrizioni a scuola. Non dobbiamo dimenticarci che è la mamma colei che segue i ragazzi quando a casa fanno i compiti e ciò incide su determinate scelte. Le iscrizioni stanno un po' diminuendo nella scuola italiana. Devo dire anche che in questi anni abbiamo perso due generazioni, e quando vengono a mancare due classi in un paese così piccolo bisogna trovare risposte efficaci. 

    Come si può rimediare?

    Cerchiamo di valorizzare tutto quello che la scuola fa. Già da due anni portiamo avanti dei progetti di ricerca che riguardano il recupero delle tradizioni tra cui dialetto, gastronomia, festività e il modo in cui queste venivano celebrate. E poi queste ricerche realizzate a scuola noi le pubblichiamo. Credo sia un buon modo per valorizzare il lavoro che fanno congiuntamente i ragazzi e gli insegnanti. E poi stiamo ancora cercando il modo grazie a cui aumentare le iscrizioni... Magari qualche gita in più, qualche riconoscimento in più, ci potrebbe essere d'aiuto. Stiamo ancora cercando di capire quale sia la via da percorrere. 

    E i rapporti con l'amministrazione locale?

    Gallesano è parte integrante del Comune di Dignano. Io ricopro la carica di vice sindaca incaricata per le minoranza italiana. A maggio del 2017 le due assemblee congiunte vale a dire quella della CI di Gallesano e quella della CI di Dignano hanno deciso di comune accordo di candidarmi alla carica di vice sindaco in rappresentanza della Comunità italiana. Da un anno e mezzo oltre ad insegnare ricopro pure l'incarico di vice sindaco.. 

    Quali sono i compiti di lavoro della vice sindaca italiana?

    Tanti. Bisogna equilibrare le richieste che arrivano dalle due comunità (Gallesano e Dignano), e rispondere a tutte e due. Partecipo a decisioni riguardanti non solo l'attività culturale, affronto pure questioni che riguardano il benessere del nostro paese, e dunque infrastruttura e tutto quello che riguarda l'amministrazione di un comune. 

    E il bilinguismo? Funziona?

    Il nostro è un comune bilingue, il nostro sindaco è pure bilingue. Si potrebbe, beninteso, fare di più, nel senso che sarebbe giusto migliorare il bilinguismo visivo oltre a quello amministrativo già praticato. Ogni tanto sfugge qualche dettaglio e allora bisogna prontamente reagire... Importantissimo per tutti i concittadini non solo percepirlo ma anche applicarlo. Stiamo molto attenti perché ci teniamo che il bilinguismo sia diffuso e sia fruibile per tutti i nostri concittadini.
    Negli anni del Secondo dopoguerra la vita qui è stata difficile, abbiamo riconquistato tutto con grande fatica... non era semplice dichiarare la propria italianità nel primo dopoguerra. Ma ci siamo riusciti e ne andiamo fieri. Oggi viviamo in sintonia con questo territorio. 

    Lei è giovane. Sono sicura che alla fine della giornata, dopo aver contribuito all' attività che qui viene svolta... si faccia anche delle domande sul futuro. Su come affrontarlo e con quali priorità risolvere i problemi che indubbiamente esistono. E, soprattutto, su di cui sa di poter contare?

    Noi abbiamo un progetto di autofinanziamento. Tentiamo di metter su un allevamento di lumache, le cioche. Le dirigenze UI- UPT chiedono spesso e volentieri di ricorrere all'autofinanziamento. Noi abbiamo la fortuna di essere i proprietari di questo edificio, quindi niente spese di affitto, abbiamo dato la sede del bar in affitto e qualche introito ci arriva da questa attività. Ora dobbiamo trovare altre modalità di autofinanziamento. Credo che il futuro sia rappresentato anche dall' autofinanziamento anche se reputo che questo non potrà essere totale, perché questa è un'associazione di volontari. I dirigenti vengono sì pagati, ma non è che diventano ricchi... Qui si tratta di un grande amore verso la propria comunità e il desiderio di svolgere attività in CI. Qui non si opera a scopo di lucro. La situazione in questo momento si sta complicando, siamo un po' preoccupati, visto che i finanziamenti arrivano a singhiozzo e non sai mai quando arriveranno e le fatture invece arrivano regolari. 

    Qualche dettaglio sul progetto relativo all'allevamento delle ciocche?

    Abbiamo incaricato una ditta di realizzare uno studio di fattibilità, abbiamo collegamenti con l'Istituto internazionale che ha sede a Cherasco (Italia) e una delle filiali si trova vicino a Udine, dove siamo stati ospiti diverse volte. E abbiamo cercato di informarci al meglio.Non è così semplice come pare. Bisogna avere un team che si occupi solo di questo. Non è possibile farlo a metà. La Comunità non è in grado di farlo da sola.

    Pensiamo ad un'azienda portata avanti da nostri connazionali. Proveremo a finanziarla anche se la CI non può assicurare tutto l'importo. La Comunità starà alle spalle di questa azienda cercheremo di trovare altri mezzi, magari dai fondi europei o qualche cosa del genere. 

    Esiste un mercato per le "cioche"?

    Sì esiste. L'azienda con cui abbiamo contattato sarebbe disposta a prelevare parte della nostra produzione. Bisogna ricordare che noi ogni anno il 15 di agosto abbiamo la tradizionale Festa delle cioche e consumiamo circa 50 chili di cioche... il resto si potrebbe vendere. Il fatto è che si tratta di un grande investimento. La città ci supporta e quindi il terreno per mettere su l'allevamento ci sarebbe. Verrebbe regalato alla CI dalla città ma ci sono ancora tante incognite che vanno chiarite. Siamo appena all'inizio di questo percorso. Bisogna andare con i piedi di piombo. Non è detto che sarà realizzato o forse magari riusciamo a risolvere. 

    C'è una generazione di giovani, stimata a oltre 250.000 persone che ha lasciato la Croazia. Questo problema dei ragazzi che se ne vanno viene recepito anche su questo territorio?

    Non troppo da queste parti, non a Gallesano. La minoranza no. Abbiamo sentito il problema di più agli inizi degli anni Novanta. Tantissimi connazionali se ne andarono a lavorare in Italia lasciando qui le loro famiglie... per non parlare delle badanti che sono state numerose in quegli anni. Molti sono andati a Monfalcone al cantiere, alcuni sono rimasti ma numerosi sono rientrati. Quello che registriamo oggi non è preoccupante. 

    Questa è una zona turistica. In quale modo la CI può contribuire a migliorare l'offerta turistica?

    Diciamo che d'estate abbiamo molta più gente che arriva e cerchiamo di dedicarci a questo segmento di popolazione. Mi riferisco agli esuli che ritornano qui e magari desiderano vedere quanti più spettacoli e quindi il 1.mo di agosto abbiamo oltre alle cioche un'altra manifestazione, oramai tradizionale, che è la degustazione dei piatti tipici gallesanesi. E qua tantissime persone non solo da Gallesano ma anche da altre parti dell'Istria a vengono ad assaggiare piatti che fanno parte della nostra tradizione e che sono andati persi come le trippe di agnello, i "macaroni", pasta fatta in casa dalle nostre signore con il sugo di gallo, per non parlare i nostri tipici dolci...e allora vengono a trovarci in tanti e arrivano anche i turisti. Nella nostra offerta gastronomica ci sono poi prosciutto e formaggi, sempre offerti dai produttori del luogo. Non sono numerosi, ma alcuni si danno un gran da fare.


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