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    Međugorje l’apparizione della mafia

    By Ilaria Rocchi Agosto 20, 2018 238
    Numerosissimi i pellegrini che ogni anno visitano Međugorje Numerosissimi i pellegrini che ogni anno visitano Međugorje Zoran Grizelj/PIXSELL

    In attesa di capire se le visitazioni della Vergine Maria siano autentiche è stata accertata la presenza di altre “manine”, molto meno celesti: la malavita. Međugorje nel mirino anche delle mafie napoletane in cerca di profitti: durante la celebrazione di una messa nella cappella dell’aeroporto Chopin di Varsavia, nel corso di un’omelia sul tema della lotta tra il bene e il male, l’inviato di papa Francesco a Međugorje, Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Warszawa-Praga in Polonia, ha parlato di infiltrazioni mafiose nel paesino dell’Erzegovina divenuto da decenni meta di milioni di pellegrini. A riportarlo è stato il blog del giornalista David Murgia, che a sua volta ha ripreso il resoconto del settimanale cattolico polacco Niedziela e della Radio EM. Ma a rilanciare le parole di Hoser, in Italia, è stata anche l’emittente della Cei TV2000. “Da un lato, incontriamo migliaia di giovani che usano il sacramento della penitenza e della riconciliazione. D’altra parte, bisogna essere consapevoli che a causa del massiccio afflusso di pellegrini, questo posto è penetrato dalle mafie, tra cui quelle del Napoletano, che conta sui profitti”, ha tuonato mons. Hoser, le cui parole hanno indignato gruppi di fedeli napoletani.

    Accuse indubbiamente durissime, visto soprattutto il ruolo di enorme responsabilità che è stato affidato a questo presule, che ha specificato l’attività di diverse organizzazioni criminali, tra le quali si precisa la provenienza geografica di una di esse, un cartello malavitoso che speculerebbe economicamente sul santuario. Hoser ha detto: “E vediamo come si stanno mobilitando le forze maligne per disturbare tutto. Mi dovrò confrontare con quelle forze a Međugorje. Lì dove è luogo di massicce conversioni, enormi folle che si confessano, dove i confessori non sono mai a sufficienza. In quel luogo ci sono anche azioni demoniache che stanno cercando di fare tutto per rovinare quel luogo”. E ancora: “Lì già stanno penetrando le mafie non solo per il flusso di pellegrini ma anche per le loro vittime, che devono pagare per poter stare là, la mafia per esempio napoletana, ho già sentito che c’è là, e anche un’altra. E quindi come è successo a Czestochowa, quando c’era il comunismo, a fianco la principale entrata del santuario di Jasna Gora c’era una clinica per aborti. Un reparto ginecologico che soprattutto faceva interruzioni di gravidanza. Questa è la realtà e non dobbiamo essere ingenui davanti a questa realtà”.

    L’arcivescovo polacco ha accennato dunque alle mafie: quella napoletana, cioè la camorra, e “anche un’altra”, non precisata. Secondo il quotidiano Il Mattino di Napoli, dietro le affermazioni dell’arcivescovo c’è quanto sta emergendo nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sull’esorcista abusivo Michele Barone, sospeso dal servizio, arrestato a febbraio scorso e accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente di almeno tre donne, tra cui una ragazzina di 13 anni, durante sedute di preghiera e riti definiti esorcistici. Il prete di Casapesenna, nel Casertano, era vicino al cardinale Liberio Andreatta, che un anno fa è stato sostituito come amministratore delegato dell’Opera Romana dei Pellegrinaggi, incarico che ricopriva dal 2013 (dal 2011 era anche direttore dell’ufficio per l’edilizia di culto). Per anni Michele Barone, cugino omonimo di un ex camorrista del clan Zagaria, ha organizzato viaggi verso Međugorje, sia dalla Campania che dall’Irlanda. Indagando sul suo conto, la Guardia di Finanza, starebbe trovando diversi elementi significativi che avvalorerebbero la tesi di un business della Camorra sui pellegrinaggi.

    Viaggi e accessori

    Intanto sui viaggi verso l’Erzegovina organizzati sia dal circuito ufficiale sia dalle agenzie che mettono a disposizione pacchetti per i turisti. Arrivati a destinazione i pellegrini che arrivano da Napoli e Caserta alloggiano tutti in tre alberghi, sempre gli stessi. Si indaga, dunque, sulla proprietà di queste strutture per capire se dietro ci possa essere la mano della Camorra. Infine, spiega il Mattino, c’è la questione delle guide abusive che operano a Međugorie. Solo in parte l’affare coinvolgerebbe il clan dei casalesi (probabilmente per quel che riguarda la speculazione edilizia nella costruzione di piccoli alberghi), ma il grosso del business sarebbe nelle mani dei gruppi camorristici di Napoli. In modo particolare i Mazzarella di Poggioreale e piazza Mercato e gli Zaza di San Giovanni. Molti di quei proprietari ufficiali degli hotel in realtà sarebbero intestatari fittizi, un altro indizio sulla possibile presenza e interesse della camorra, abituata da decenni al sistema dei “prestanomi”.

    Difficile calcolare il volume d’affari alimentato dalle visioni ma sono tre i punti su cui i clan avrebbero messo le mani. I viaggi, gli alberghi e le guide abusive che operano. La camorra lucrerebbe su tutto ciò, alle spalle di migliaia di ignari pellegrini. E sembra che la “regia” sia tutta napoletana. A fare gola è anche quel numero enorme di pellegrini che ogni anno affollano la strada che porta alla collina delle apparizione e che comprano di tutto: scarpe, borse, maglioni, articoli di ogni tipo. Tutto rigorosamente falso. E, come sostiene il Corriere del Mezzogiorno, fonti accreditate riferiscono che la merce arriva dal porto di Ragusa-Dubrovnik, uno dei posti più vicini alle coste italiane, che da decenni vede un’alleanza tra i clan napoletani e quelli locali.

    Ancora nessun pronunciamento, invece, circa la soprannaturalità delle apparizioni mariane che si susseguono da decenni. Papa Bergoglio in data 31 maggio 2018 ha nominato appunto mons. Hoser quale “visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Međugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis”, cioè a disposizione della Santa Sede. Un passo che sta a indicare che, in attesa di future decisioni in merito alla natura del fenomeno, la priorità è e rimane la cura pastorale dei pellegrini che si riversano nella località. La scelta del vescovo polacco rappresenta un primo passo nella soluzione indicata dalla commissione Ruini, vale a dire una presa in carico diretta da parte della Santa Sede dell’accompagnamento pastorale per i milioni di persone che visitano il paesino dell’Erzegovina divenuto famoso dal giugno 1981 per le apparizioni mariane più numerose della storia.

    Giudizio positivo

    Agli inizi del mese, il visitatore speciale ha fatto visita al Međugorje e ci tornerà probabilmente un’altra volta prima di consegnare i risultati a Papa Francesco. Il suo giudizio è senz’altro favorevole. “Questo culto, che qui è così intenso, è estremamente importante e necessario per il mondo intero. Preghiamo per la pace, perché oggi le forze distruttrici sono immense: il commercio delle armi non smette di crescere, i giovani sono in lotta, le famiglie sono in lotta, la società è in lotta. Ci occorre un intervento del Cielo, e la presenza della Santa Vergine è uno di questi interventi. È un’iniziativa di Dio. Io vorrei dunque incoraggiarvi e confortarvi, in quanto inviato speciale del Papa: propagate nel mondo intero la pace, per mezzo della conversione del cuore.
    Il più grande miracolo di Medjugorje sono i confessionali che sono qui. (…) Qui ho sentito quelle parole secondo cui quelli che non credono sono coloro che non hanno ancora percepito l’amore di Dio. Infatti, chi tocca l’amore di Dio e la sua misericordia, non può resistervi. Noi siamo, dunque, testimoni di ciò che salva le vite, di ciò che salva il mondo. I frati francescani mi hanno detto che qui vengono pellegrini da ottanta Paesi del mondo. Il che significa che questo invito si è diffuso fino ai confini della terra, come aveva detto Cristo inviando i suoi apostoli. Voi siete quindi i testimoni dell’amore di Cristo, dell’amore di sua Madre e dell’amore della Chiesa”. Parole straordinarie che certamente rimarrano incise per lungo tempo nel cuore di tanti pellegrini.

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