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    Il nuovo presidente dell’Esecutivo Marin Corva soddisfatto della fiducia ottenuta

    By Ilaria Rocchi Luglio 22, 2018 229
    Marin Corva Marin Corva Željko Jerneić

    Con il 58,03 per cento delle preferenze, rispettivamente 2.967 schede a suo favore, Marin Corva – con Maurizio Tremul ha formato la lista Uniti per l’Unione – è il nuovo presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. L’altro candidato, Sandro Damiani, si è fermato al 39,74%, incassando 2.032 appoggi. Guardando alla “geografia” di queste elezioni, Corva ha trionfato in 33 Comunità degli Italiani (quasi il 65% dei sodalizi, considerato che il seggio di Stridone è stato disertato), ottenendo percentuali assai alte soprattutto in quelle più piccole (affermandosi però nettamente anche in alcune storiche e grandi, come Fiume, dove ha totalizzato il 65,27 dei consensi), ossia a Plostine (93,43), seguita da Zagabria (92,86), Visinada (91%), Montona (90,24%), Lipik (90,23%), Visignano (84%), Draga di Moschiena (82,76%) e Isola – Dante (81,81%). Damiani l’ha superato invece in 18 CI: a Capodistria, Castelvenere, Crassiza, Dignano, Isola – Besenghi (a ulteriore conferma della spaccatura tra le due CI isolane), Lussinpiccolo, Parenzo, Pirano, Pisino (qui addirittura con l’87,20%), Pola, Rovigno, Salvore, Spalato, Sterna, Torre, Valle, Verteneglio e anche a Zara. Nel precedente mandato dell’Assemblea, i consiglieri di molte di queste località si erano fatti portatori della contestazione nei confronti della leadership uscente dell’UI, principalmente di Maurizio Tremul, tant’è che promuovendo una serie di modifiche dello Statuto UI avrebbero voluto precludergli la possibilità di candidarsi (dopo due mandati consecutivi, non poteva più scendere in campo per la Giunta, ma si voleva bloccare anche la sua corsa a presidente).

    Alla consultazione hanno aderito 5.115 elettori su complessivi 29.388 aventi diritto, ossia il 17,40%; diverse le schede bianche e quelle nulle (rispettivamente 117 e 138, insieme quasi il 5%). Cavalca il dato della scarsa affluenza lo sconfitto Damiani, che vi legge un “totale fallimento delle Giunte di Tremul, non dell’ultimo anno, degli ultimi quattro o otto, ma di tutta la sua attività politica, il suo totale fallimento perché è lui che governa la minoranza da 27 anni. Non si può rimproverare a Rovigno o Pola di essere andati in pochi a votare: sono andati in pochi perché non hanno più fiducia nell’UI, nella minoranza italiana. Abbiamo chiuso, quando arrivano questi dati a Roma sarà da ridere – ha dichiarato alla Voce del popolo –. Da quando l’Italia si è messa in campo dalla seconda metà degli anni ’60 decidendo di dare una mano alla minoranza italiana, se si mettono insieme tutti i soldi dati, Roma ci ha dato 250 milioni di euro. Siamo alla frutta. Tremul deve dare le dimissioni e togliersi di mezzo, il che significa rifare le elezioni per il presidente dell’UI. Non so se tecnicamente sia possibile o meno, però non riesco a capire che razza di giustificazione troverà”.

    Tra le priorità

    Che lo scollamento tra corpo elettorale e dirigenza sia un problema da affrontare con urgenza (e non solo a parole), se ne rende conto anche Corva, che lo pone tra i punti prioritari delle riflessioni che andrà a fare prossimamente con la sua squadra e con le persone di fiducia che l’hanno sostenuto. Soddisfatto del risultato ottenuto e del distacco significativo dall’altro candidato, con un esito persino migliore rispetto a quello raggiunto quattro anni fa da Maurizio Tremul, all’epoca in lista con Furio Radin. Ma a inorgoglirlo è soprattutto il consenso conquistato a Fiume, la sua città ma anche la Comunità di cui per due anni è stato presidente del Comitato esecutivo. Dunque, per certi versi è stato un test del suo operato. “Ringrazio tutti i connazionali che mi hanno votato. Sono felice del risultato, ringrazio i connazionali che hanno riconosciuto il lavoro che ho fatto in questi due anni. Il fatto che mi rende più felice è l’avere avuto l’appoggio di quelli che mi conoscono meglio”.

    Nel frattempo, sta consultando le persone che faranno parte del suo team ed è già al lavoro sulla linee programmatiche generali della Giunta esecutiva per il mandato 2018 – 2022. Ora non resta che attendere la convocazione della nuova Assemblea UI (probabilmente verso la fine di luglio, anche se lo scadenzario elettorale dà come margine “estremo” il 17 agosto): sarà in quella sede che presenterà i membri della sua Giunta esecutiva. Ha già in mente dei nomi? “Sì, certo, ma al momento non posso ancora anticiparli. Posso dire che voglio accanto a me persone competenti, preparate ed esperte per i settori che guideranno – precisa –, persone giovani e disposte a dedicarsi con passione, serietà e grande impegno a quest’incarico”. Non ancora quarantenne, laureato in Economia a Fiume, sarà un presidente di Giunta che delegherà e decentralizzerà. Tra le priorità, la riflessione sulla scarsa affluenza, la ricucitura delle spaccature all’interno del corpo della CNI e alcune modifiche all’assetto di Unione Italiana, in primis la composizione dell’Esecutivo, per farlo passare da cinque ad almento sette o nove membri.

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