Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
    ad Top header

    Nato dall’amicizia con Silvio Cattalini un testamento per le future generazioni

    By Rosanna Turcinovich Giuricin Novembre 18, 2018 152

    I temi del dialogo e della pace e il rispetto del passato da tramandare ai posteri sono stati al centro dell’attenzione di un convegno svoltosi a Zara nei giorni scorsi nella sede della Comunità degli Italiani. Protagonista Franco Fornasaro, scrittore, pubblicista, farmacista di Cividale del Friuli, di famiglia di Pirano, o come egli stesso ama ricordare: “Sono stato definito un outsider culturale. Non sono profugo, non sono esule, non sono un rimasto e non sono un ritornato; in compenso, da quando sono nato, ho sempre frequentato il mondo di là dell’Adriatico Orientale. Coltivando in vario modo la mia histrianitas italofona-mistilingue, irrobustita da legami quarantennali con i conterranei fiumani e, infine, legata sentimentalmente alle isole del Quarnero, dove nacque, visse e lavorò mio padre e prima ancora operò il nonno”.

    Una calorosa accoglienza

    Accompagnato da Bruna Zuccolin, presidente del Comitato ANVGD di Udine, da Emilio Fatovic e da Elio Varutti, ha presentato a Zara – accolto calorosamente da Rina Villani, presidente della Comunità degli Italiani della città dalmata – il suo libro “Gli appunti di Stipe-Stipine bilješke” nella versione bilingue.
    L’opera è nata qualche anno fa dal suo incontro con Silvio Cattalini – alla cui memoria è stato dedicato l’appuntamento di Zara, perché era uno degli ultimi sogni dello storico presidente dell’ANVGD di Udine. S’erano conosciuti nel corso di un ciclo di conferenze che il dott. Fornasaro aveva tenuto all’Università della Terza età. Un’amicizia esplosa con slancio e con il desiderio di Cattalini di lasciare, attraverso la penna dell’amico Franco, riflessioni e pensieri dopo una vita d’impegno nell’associazionismo, con lo sguardo rivolto alla ricomposizione. Uno dei suoi progetti, perfettamente riuscito, fu quello di portare nella sua Dalmazia, centinaia di persone, via mare, provenienti dall’FVG e dal resto d’Italia, per far conoscere “dal vivo” la sua storia. Era stato il rampollo di una famiglia di gente di mare, proprietari del cantiere Cattalini di Zara, svanito nel nulla con le nazionalizzazioni del dopoguerra da parte del potere jugoslavo, insediatosi nella città dopo decine di bombardamenti che l’avevano rasa al suolo. Per la famiglia Cattalini non restava che l’esodo. Così Silvio s’era laureato a Milano in Ingegneria e dopo una lunga carriera di successo, decise di trasferirsi a Udine, non proprio in riva al mare, ma comunque vicino a Trieste, dove partecipava spesso alla riunioni dell’Associazione Giuliani nel Mondo di cui è stato vicepresidente per lunghissimi anni.

    Il pensiero di Lucio Toth

    Ora tutta quest’esperienza, non in termini biografici, ma come racconto di una maturazione del pensiero con tante riflessioni sul presente, di quello che dovrebbe essere l’approccio nei confronti di una storia tragica e amara del confine orientale, è riproposta in questo libro, che ha fortemente voluto fosse tradotto in croato, a beneficio di quel pubblico che deve conoscere la storia di un popolo che rimane comunque legato ai luoghi di provenienza diretta o indiretta. A che cosa serve la sofferenza se è fine a sé stessa. La vera giustizia sarà allorquando il mondo conoscerà i percorsi delle genti adriatiche, ma soprattutto concetti, analisi, riflessioni. Da questo punto di vista Cattalini aveva abbracciato con grande slancio, e senz’altro era stato anche il suo programma sul campo a renderlo più credibile, il pensiero di Lucio Toth, sui cittadini di Zara di oggi, che devono diventare depositari anche della memoria degli esuli.
    Ma perché Fornasaro? Lo spiega in questa lunga risposta nella quale riassume il suo impegno, che naturalmente continua, anche con l’ultimo romanzo dedicato a “Sigeardo de Civitate”.
    “Ho conosciuto molti connazionali rimasti, o presentando i miei romanzi o, semplicemente visitandole, una decina di Comunità degli Italiani; grazie all’ERAPLE, ho intessuto rapporti con il mondo degli esuli, in particolare all’estero in convegni con i loro discendenti; negli Anni Novanta sono stato invitato a convegni promossi dall’Università di Venezia e dall’IRSAE del Veneto, come esperto sulle tematiche balcaniche, pubblicando spesso gli interventi discussi; ho partecipato, anche in qualità di attore, all’atto unico denominato “Il Viaggio”, liberamente ispirato al romanzo, “Fine Stagione”, che fa parte della mia trilogia istriana.

    Legami importanti e fondamentali

    “Tutto ciò da considerare non come un’auto-incensazione, ma ribadendo la speciale diversità che mi accumuna a quasi tutte le nostre genti autoctone, in cui la tradizione culturale risente e risuona di una cultura adriatico-linguistica e sociale che per secoli ha guardato a Venezia come alla capitale naturale, che ha considerato la sua mondità capace di recepire le differenze su cui insistevano lo Stato veneto e il suo sistema… il recente riconoscimento UNESCO sulle mura adriatico-orientali e la rete costituita ad hoc devono pur dire qualcosa…
    “Ecco perché continuo a ribadire quanto siano importanti e fondamentali i legami con il mondo dei rimasti pur tra insidie e difficoltà; lo dicevo e lo affermavo con forza ben prima della dissoluzione iugoslava. Qualcuno lo scrisse o lo disse apertamente: in tempi non sospetti. Pertanto anche il passaggio zaratino ha significato mantenere viva la fiammella della nostra cultura bimillenaria, continuando a mettere in campo la nostra storia, che deve essere sempre più insegnata e intercettata dalle nuove generazioni dei pochi giovani in loco e dagli altri giovani discendenti, ovunque si trovino; i connazionali che vivono nelle nuove Repubbliche adriatiche orientali poi devono essere ulteriormente valorizzati: occorre sostenerli forse molto di più di un tempo nella loro difficile partita quotidiana, dove essere ancora propositivi e presenti sul territorio avito è già un punto a favore.
    Abbiamo il diritto-dovere di continuare a credere nella nostra storia e di negare culturalmente la definizione pura e semplice che ci fa conoscere solo come minoranza, in loco e nel villaggio globale. La partita è ad handicap, ma l’aggancio europeo è imprescindibile, anche se sembra, in questo momento, fuori-moda.

    Tre grandi maestri

    “Personalmente ho negli occhi, presenti nel cuore e considerati come maestri, tre grandi personaggi che ho conosciuto de visu e che nei confronti nella nostra storia mi hanno insegnato tantissimo: l’istriano Fulvio Tomizza, di cui conservo con orgoglio e affetto un toccante epistolario; il fiumano Dario Donati, a suo tempo funzionario dello Stato italiano, dal quale ho attinto testimonianze indelebili e lo zaratino Silvio Cattalini, con il quale ho toccato delle punte di vera commozione rileggendo gli avvenimenti degli ultimi due secoli e che alla fine hanno fatto emergere il romanzo documentario bilingue ‘Gli appunti di Stipe-Stipine bilješke’”.
    A presentare a Zara “Gli appunti di Stipe”, ottavo romanzo di Franco Fornasaro, tradotto nel 2017 in “Stipove bilješke”, è stato Emilio Fatovic, nato a Zara nel 1948 e oggi Consigliere del Comitato economico sociale europeo di Bruxelles. L’ha definito “un romanzo documentario bilingue, italiano e croato, sui rapporti tra i popoli dell’Adriatico orientale, per far conoscere ai giovani le radici della storia. L’onore dell’incontro per tenere assieme le culture del mondo slavo con il mondo latino, perché sono convinto che tali culture non si debbano perdere, dato che la diversità va coltivata per restare uniti”.
    La traduzione croata in “Stipove bilješke” è della giornalista della Voce del popolo Helena Labus Bačić e della lettrice Martina Crnolatec. La prima edizione italiana del testo, a cura dell’ANVGD di Udine, è del 2015. Per la seconda edizione ha collaborato l’Ente regionale Acli per i problemi dei lavoratori emigrati (Eraple).
    “Con ‘Gli appunti di Stipe’ – sottolinea ancora Fornasaro – ci si pone in una visione di pace e di stampo europeo, nei rapporti tra italiani, sloveni e croati. Ciò rientra nello spirito di fondo della Legge 30 marzo 2004 n. 92, che istituì il Giorno del ricordo, col fine di conservare e rinnovare ‘la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale’. La cultura italofona va, lungo l’Istria, Fiume e la Dalmazia, da Muggia a Dulcigno, in Montenegro, dove di recente e, nonostante quello che è successo con le guerre balcaniche degli anni ‘90, 2017 cittadini si sono dichiarati di lingua e cultura italiana”.
    Proprio nelle scuole delle Bocche del Cattaro (Montenegro), di recente, un volume di Fornasaro è stato adottato come libro di testo. Il volume in questione è intitolato “L’Adriatico di Gino - Gino, evo Jadrana!”, dell’editore Tiskara Šuljić, Eraple-FVG, 2013. La duplice edizione, in lingua italiana e croata, è stata ispirata, patrocinata e realizzata dall’Ente Regionale Acliper i problemi dei lavoratori emigranti del Friuli Venezia Giulia (Eraple-FVG). Con la sigla Acli si intende Associazioni cristiane lavoratori italiani. Con tale opera editoriale l’ente suddetto ha voluto solennizzare l’entrata della Croazia nell’Unione Europea, valorizzando la collaborazione in atto da tempo con la Comunità degli Italiani di Fiume. L’iniziativa è stata supportata dalla Regione Autonoma FVG e ha ricevuto il patrocinio della Federazione Acli Internazionali, della sede del Belgio.

    Rate this item
    (0 votes)
    Last modified on Domenica, 18 Novembre 2018 17:08