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    Ricomporre l’armonia come in un alveare

    By Rosanna Turcinovich Giuricin Settembre 30, 2018 187

    “Sapori molecolari. La chimica degli alimenti: miele, caffè, olio d’oliva”. È uno dei titoli guida di NEXT, il Festival della ricerca scientifica, in pieno svolgimento a Trieste, iniziato ieri, si concluderà domani, domenica. Tra i partecipanti anche il Circolo Istria di Trieste, che da anni si occupa di far conoscere i prodotti del territorio, in particolare il miele.

    Ne ragioniamo con il presidente, Livio Dorigo, che annuncia una moltitudine di attività che vedranno impegnata la nuova dirigenza del Circolo.
    “Il Circolo si è rinnovato e ringiovanito con nuovi nomi – sottolinea Livio Dorigo –, sia di esuli che di italiani residenti in Istria. Uno dei primi impegni affidati alla nuova compagine sarà, attraverso un convegno che si svolgerà nel mese di ottobre, prospettare una serie di iniziative per rilanciare l’attività della nostra comunità in Istria, che dovrà senz’altro coinvolgere anche la componente esodata. E ciò non vuole essere utopia, ma un impegno concreto, che dovrà svilupparsi su una trama prettamente culturale, con riferimento alla nostra tradizione e alle nostre radici, con una partecipazione attiva anche delle regioni italiane nelle quali la nostra cultura si riconosce, vale a dire Veneto e Puglia, come è ben emerso dalle ultime ricerche fatte dal Circolo Istria stesso”.

    In che cosa consiste questo legame e quali ricadute può avere sul presente?

    “Il discorso parte dalle centuriazioni dell’agro-polese, le ville rustiche romane, dal bosco di Montona, attraverso l’arsenale di Venezia e alla battaglia di Lepanto, in cui operarono delle galee armate in Istria e in Dalmazia, che sopportarono e vinsero l’urto della flotta ottomana. Sono presupposti che ci impegnano nel presente a perseguire dei precisi progetti e relativi risultati.
    In questo periodo e in modo particolare in quest’ultima fase, nel mese di settembre, il Circolo, sta raccogliendo in modo soddisfacente i frutti che hanno caratterizzato la sua attività pluriennale anche nel mondo delle risorse genetiche autoctone del territorio”.

    Uno dei risultati è la partecipazione a NEXT. Da che cosa è determinata?

    “Dal lungo lavoro svolto con le api e nell’opera di divulgazione delle caratteristiche del miele del territorio. A NEXT si parlerà dei sapori molecolari. Il miele è in grado di fornire tante risposte in questo contesto. Ma non finisce qui. Domenica 30 settembre saremo presenti al convegno che si svolgerà a Montedoro, in zona Noghere, con una conferenza intitolata ‘L’uomo incontrò l’ape’, durante la quale verranno messe in evidenza le attività a riguardo svolte dal nostro Circolo, in collaborazione con gli apicoltori dell’Istria, in particolare dell’Alto Buiese e di Grisignana”.

    Quale parte della vostra attività verrà presentata a NEXT e poi a Montedoro?

    “Tutto il materiale didattico prodotto in questi anni: e sono ben cinque pubblicazioni, una delle quali ha ottenuto un riconoscimento da parte dell’UNESCO intitolata Ricontadinizziamo la società.
    Dovremo sicuramente sottolineare i risultati positivi ottenuti nel corso dell’anno nel quadro dell’attività d’alternanza scuola e lavoro, che presenteremo anche al corpo insegnante delle scuole medie superiori per suscitare ulteriormente il loro interesse e continuare quest’impegno anche nel futuro. Di grande importanza l’attività svolta presso il punto di aggregazione giovanile Toti, con il Comune di Trieste e i ricreatori del territorio che anche quest’anno, come in precedenza, hanno partecipato ai nostri incontri in cui si sono sviluppate iniziative didattiche supportate da interventi pratici sul nostro apiario, sito nell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, presente da ben cinque anni, curato da Roberto Superina, presidente del Consorzio provinciale apicoltori con la collaborazione del nostro Circolo”.

    “Dolce come il miele” è il titolo di un prontuario pubblicato recentemente dal Circolo come guida alle vostre iniziative e non soltanto. Di che cosa si tratta?

    “L’Università di Trieste ha analizzato i mieli del territorio, dal Carso a Cherso e soprattutto gli aromi nel quadro di un’azione che vuole utilizzare tali essenze nell’aromaterapia ed apiterapia, legate con le vibrazioni elettromagnetiche prodotte dalle api all’interno dell’alveare, preziose nella lotta contro l’ansia e tutte le difficoltà psicologiche prodotte dai ritmi della vita moderna. Si tratta di esperienze che raccontiamo sul nuovo sito  www.circoloistria.com del Circolo, nella sezione Castellieri. Il libretto ‘Dolce come il miele’ , ne racconta i percorsi, soprattutto la didattica affrontata con i ragazzi che sono spesso i protagonisti delle nostre iniziative. È un modo diverso di raccontare la nostra storia, attraverso il ruolo dell’alveare”.

    Che cosa s’intende per ricontadinizzare la società? Orti urbani?

    “Esattamente, si tratta di un esperimento fatto con Bio-est. Risultati: giovani e meno giovani se ne sono occupati per un rilancio della cultura contadina”.

    Perché è così importante il rapporto con la terra?

    “Per superare lo sradicamento. Incontro sempre più spesso giovani attratti da questa dimensione, per la necessità di riprendere il rapporto con quella che, non a caso, si chiama madre terra. Un concetto sul quale riflettere anche per rivedere il nostro atteggiamento nei confronti di queste attività”.

    Altre pubblicazioni in cantiere?

    “Il Circolo lavora molto, soprattutto stampando volumi che ne sottolineano l’impegno. In quest’ultimo periodo, abbiamo prodotto ‘Veronica vivrà per sempre’ sui progetti per lo studio ed il recupero dell’istrioto di un gruppo di autori, poi ‘Biologia marina a Trieste e nell’Alto Adriatico’ di Giuliano Orel e Nicola Bettoso e, nel ciclo Castellieri e approdi, ‘I molluschi della tradizione istro-veneta’ anche con una serie di convegni-degustazioni a Muggia e a Crevatini. Il prof. Orel si occupa di tutto ciò che è legato al mare e che sul nostro sito si può vedere nella sezione Approdi. Molti dei suoi libri ed interventi si possono leggere o scaricare. Ma diamo spazio anche ai personaggi illustri del nostro passato, in questo caso uno dei fondatori del Circolo, Guido Miglia. Abbiamo pubblicato in collaborazione con l’IRSML il bellissimo libro di Silva Bon ‘Rivivere l’Istria’ a lui dedicato. Siamo molto attenti ai percorsi storici. Di Franco Colombo è uscito ‘Le signorie medievali in Istria’. In preparazione ‘Le ville rustiche romane’ di Gaetano Bencic, che si collega al discorso sulla centuriazione precedentemente trattato e sulla nascita del dialetto istroromanzo”.

    Perché è così importante capire il sistema di centuriazione in Istria?

    “Si tratta del più grande monumento che Roma abbia lasciato in Istria, su cui si basa ancora oggi la locale viabilità, su cui poi si è sviluppata l’attività agricola così ben descritta da Cassiodoro, che ha individuato nell’Istria il territorio di gran lunga ‘più ubertoso’ del Mediterraneo nel quale si insediarono i patrizi romani nelle ville rustiche, compreso Ottaviano Augusto che apprezzava la qualità del vino Pucinum, di cui era un grande estimatore. Si tratta di tematiche fondamentali che si legano alla storia più recente e al presente, con le prospettive di rilancio del territorio, suggeriscono legami con altre realtà, uscendo dalla logica locale”.

    Il Secolo breve ha pesato moltissimo su questo nostro mondo di frontiera; il superamento costa fatica ed è ancora in corso. Quali le premesse per una visione diversa dei contatti, dei progetti?

    “Il convegno in preparazione per la fine di ottobre, affronterà questa tematica con la partecipazione di intellettuali di tutta l’area che ci riguarda: interverranno Kristjan Knez, Nelida Milani, Loredana Bogliun, Guglielmo Cevolin, Sandro Gherro, Giorgio Tessarolo, Fulvio Varljen, Franco Fornasaro, Guido Rumici, Silva Bon, Gaetano Bencic, Laura Marchig e altri, a cura di Ezio Giuricin. Ma stiamo anche predisponendo la stampa di un libro di Francesco Fait sull’esodo dalle creste di Muggia. È forse il più piccolo in assoluto in Europa, ma indicativo. Credo sia un condensato della storia dell’esodo raccontato attraverso le testimonianze di coloro che dovettero compiere una scelta nel momento in cui, per tracciare il confine seguendo una linea costruita a tavolino, divisero a metà le case, separarono la stalla dall’edificio padronale o il campo, divisero in due la cucina. Delicato e nello stesso tempo forte come un pugno nello stomaco”.

    Il rapporto del Circolo con le altre associazioni degli esuli?

    “Collaboriamo soprattutto con l’IRCI, che anche nell’occasione del convegno, ci mette a disposizione le sale e sarà con noi, con i suoi massimi esponenti, ad affrontare il tema ‘Italiani dell’Adriatico orientale: un progetto per il futuro’, che ci comprende tutti e vuole lanciare un messaggio di collaborazione a tutti i livelli, con un approccio moderno e rispettoso dei bisogni del nostro popolo sparso. Sarà un momento importante per il nostro Circolo e per noi tutti”.

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    Last modified on Domenica, 30 Settembre 2018 10:27