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    Premio Tommaseo a Rosita Missoni e i Fiumani pensano a Gardone 2019

    By Rosanna Turcinovich Giuricin Settembre 23, 2018 314
    Rosita Missoni con Toni Capuozzo, anch’egli Premio Tommaseo Rosita Missoni con Toni Capuozzo, anch’egli Premio Tommaseo

    Dopo l’incontro di giugno a Pola nel mese e quello di Rovigno a settembre, altri due Raduni alle porte e non nei luoghi di provenienza, come nel caso dei due precedenti, per cui a ottobre s’incontreranno i Fiumani (6 e 7) a Montegrotto e i Dalmati a Padova (13 e 14). Qualcuno sta cercando di proporre, timidamente, un incontro per tutti gli esuli, ma forse l’idea non è ancora matura o forse non troverà mai la giustificazione per potersi realizzare. La popolazione degli esuli attivi nelle associazioni diminuisce di anno in anno e senza un ricambio generazionale forte e diffuso, sarà difficile continuare nel solco della tradizione. Comunque, questi incontri mantengono ancora sempre intatti sia il forte richiamo che il fascino della sfida.
    “Ci contiamo” – dichiara lo zoccolo duro dei partecipanti, escogitando ogni anno una valida ragione per esserci e convincere figli e nipoti a seguirli. Per chi organizza l’appuntamento nei luoghi di provenienza, c’è un punto di attrazione forte nel voler rivedere i luoghi d’origine, più facile forse coinvolgere le famiglie. A Rovigno, alla Serata in famiglia hanno partecipato più di 300 persone, con gli anziani che chiacchieravano e i giovani scatenati in pista. Così com’era stato per i Fiumani, nell’ultimo tentativo di qualche anno fa di riportare i concittadini sparsi, nella città quarnerina durante una manifestazione congiunta esuli-rimasti. Centinaia di persone coinvolte, ma non è bastato a determinare la scelta definitiva di tenere il raduno in loco.

    “Ora però siamo testimoni di grandi cambiamenti, nel mondo e nella nostra città” – afferma Guido Barzzoduro, presidente dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, non più solo Libero Comune. Ha cambiato nome proprio per adeguarsi alle nuove condizioni, ai rapporti con la città di oggi. “Alcuni per noi molto positivi: si sta lavorando a Fiume per l’introduzione del bilinguismo visivo nel centro storico, con il contributo di un gruppo di giovani in gamba della Comunità degli Italiani che hanno voluto coinvolgere anche alcuni esuli eccellenti, in questo caso Giovanni Stelli e Marino Micich, della Società di Studi Fiumani. È soltanto un esempio di ciò che possiamo fare insieme, come in passato, ma molto di più nel futuro, con Fiume che diventa Capitale europea della cultura nel 2020: noi siamo a disposizione”.
    Evoluzione, è un concetto che l’Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo, ha fatto proprio da tempo, trasformando il programma classico del Raduno con gli incontri del Consiglio e dell’Assemblea, in un’occasione per tracciare un profilo culturale della comunità dalmata, attraverso l’analisi dell’editoria nel corso dell’ultimo anno.
    “Quest’edizione si svolgerà nelle sale dell’Università di Padova – sottolinea il presidente, Franco Luxardo – per significare il legame storico con la Dalmazia, attraverso una testimonianza ricca e molto bella, rappresentata dagli stemmi che adornano gli spazi che ci ospiteranno e che raccontano delle nostre città. Ci sono volumi che contengono studi e immagini sull’argomento e che ci rendono orgogliosi della nostra provenienza”.
    Al tema, la Società Dalmata di Storia Patria – Venezia dedicò due interi volumi (XXI e XXII) dei suoi “Atti e Memorie” (p.10) alla ricerca compiuta dal dr. Michele Ghezzo negli archivi dell’Università, che portò alla scoperta di oltre 400 laureati dalmati tra il 1600 e il 1947.
    “Lascio immaginare – sottolinea Luxardo – l’emozione del dottor Ghezzo, quando fu il primo al mondo ad aprire polverosi incartamenti che dal ‘600 giacevano intonsi in archivio”.

    Presenti le nipoti di Ottavio Missoni

    Sulla scia del lungo elenco di uomini illustri, i Dalmati hanno istituito anni fa il prestigioso Premio Tommaseo, che viene assegnato a personalità che hanno fatto conoscere la realtà dalmata nel mondo. Quest’anno la premiata è Rosita Missoni, in memoria di Ottavio, ma anche per la sua vicinanza alla comune causa: la motivazione infatti recita “Per scelta e affinità elettiva da sempre al nostro fianco, erede e testimone della famiglia che è simbolo della dalmaticità”. Saranno presenti i membri della famiglia, in particolare le nipoti, già inserite nel mondo della moda che Ottavio viveva in modo molto particolare, quasi con distacco, ma fondamentale per determinarne il successo, insieme. Come raccontava nelle numerose interviste: “Lori lavorava, mi sempre diretor”. Rappresentando una delle eccellenze del Made in Italy, nel 1972 il New York Times decretò che i Missoni “fanno la migliore maglieria del mondo”. Il Marchio Missoni Home, materiali e idee per la casa, è una delle più recenti invenzioni di Rosita, donna e imprenditrice di successo.

    Il ricordo del Senatore Lucio Toth

    Ma quest’anno sarà anche l’occasione per ricordare il compianto Lucio Toth, del quale proprio in questi giorni esce nelle librerie il suo romanzo postumo “Il disertore dalmato”, edito dalla Musa Thalia di Venezia. La domenica, che era solitamente il suo momento di confronto con i presenti sui grandi temi della civiltà adriatica, un amico, il Sen. Carlo Giovanardi, prenderà la parola per un intervento di commemorazione del centenario della prima guerra mondiale (1918-2018) nelle nostre terre.

    Una cultura profonda che unisce

    I Fiumani allungano le giornate del raduno a Montegrotto, iniziando anche loro da Padova, con la prima di una serie di conferenze che il nuovo direttivo ha voluto varare a partire da giovedì 4 ottobre.
    C’è una cultura profonda che unisce la città di Fiume ad altre realtà urbane del nord Italia: storie grandi e minime, arrivi e partenze, la condivisione del pensiero di uomini illustri e l’evoluzione delle comunità al loro interno. Una delle più longeve e caratterizzanti è quella ebraica che ritroviamo a Fiume come a Trieste, Venezia e naturalmente a Padova, sede da decenni dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo che non poteva che cercare di evidenziare questo collegamento.

    La Comunità ebraica a Fiume

    Il primo appuntamento, sarà intitolato proprio “La Comunità ebraica a Fiume”, giovedì 4 ottobre ore 17, nel Museo della Padova ebraica, in via delle Piazze 26. Relatore la dott.ssa Silva Bon, noto storico dell’FVG, già presidente dell’Istituto regionale per la Cultura ebraica dell’FVG, che interverrà sulla storia e sui drammi della comunità ebraica nella città liburnica di Fiume nel corso dei secoli fino alla Shoah e all’esodo della comunità italiana dopo la Seconda guerra mondiale.
    La Bon è autrice di numerosi libri sugli ebrei del territorio. Padova è sempre stata la città della cultura universitaria alla quale si sono formati i più grandi intellettuali di tutto il territorio Alto Adriatico, Fiume compresa. Da queste premesse nasce la riflessione che si snoderà con ulteriori due incontri – da ottobre a dicembre 2018 – voluti congiuntamente dall’AFIM e dal Museo della Padova ebraica, in collaborazione con la locale Comunità ebraica, la Società di Studi Fiumani e la Coop Culture. Le serate sono coordinate, per l’AFIM, dal segretario generale Adriano Scabardi e dal consigliere incaricato delle politiche culturali, Franco Papetti, con l’avallo del presidente Guido Brazzoduro.
    A novembre (giovedì 8), Rina Brumini, docente della Scuola superiore di Lingua Italiana di Fiume e autrice di uno studio sulla storia della comunità ebraica a Fiume, presenterà la sua opera, soffermandosi sulla realtà della Comunità ebraica a Fiume dalla ricostituzione, nel secondo dopoguerra, a oggi. Un’analisi interessante che indaga soprattutto la dimensione culturale di questa presenza che la Brumini intende ampliare nel futuro.

    L’anno prossimo Fiumani al Vittoriale

    Terzo appuntamento, giovedì 6 dicembre alle ore 17, con le autrici di volumi che, in diverso modo, affrontano le storie del mondo ebraico legate a Trieste e Fiume. Silvia Cuttin, con i suoi libri “Ci sarebbe bastato” e “Il vento degli altri. La Cuttin dialogherà con Rosanna Turcinovich Giuricin autrice di “Maddalena ha gli occhi viola”.
    E la storia sarà protagonista anche al Raduno di Montegrotto, sia con uno scambio di idee sui programmi futuri, variazioni denominazione e Raduno dell’anno 2019 nella zona del Vittoriale – Lago di Garda – per commemorare il centenario dell’impresa di Fiume, ma soprattutto con l’intervento di Giovanni Stelli, presidente della Società di Studi Fiumani di Roma, con una conferenza sul Proclama del Consiglio Nazionale del 30 ottobre 1918 con a capo Antonio Grossich.
    Toth lo diceva spesso, in queste occasioni, che è la storia che ci deve guidare nelle parole delle menti più apert
    e e illuminate, nel pensiero scevro da condizionamenti, nazionalismi e tragedie. Una storia che proietti verso il futuro, che è anche nella realtà di un diverso ritorno alle terre di provenienza, “attraverso la nostra storia insegnata ai giovani italiani, sloveni e croati e quanti abitano queste terre” – diceva Toth nel suo messaggio ai Dalmati e a tutti gli uomini di buona volontà che si riconoscono in questo pensiero di grande civiltà.

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    Last modified on Domenica, 23 Settembre 2018 17:51