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    Quando la Juventus era il Benfica del Rijeka

    By Orlando Rivetti Marzo 14, 2019 79
    Quando la Juventus era il Benfica del Rijeka Wikipedia

    La Dinamo di Zagabria è sulla bocca di tutti i croati, di tutti coloro che di calcio se ne intendono. Lo è in primo luogo per i risultati conseguiti, ma soprattutto per il livello di gioco fin qui espresso. A parte la “ciliegina” Benfica sulla torta dell’Europa League, la Dinamo di quel Nenad Bjelica che dopo essersi affermato a Vienna (Austria), ha dimostrato il proprio valore a La Spezia, per il calcio croato e un... mostro! Se qualcuno avesse dei dubbi, dia un’occhiata alla classifica: la Dinamo ha un vantaggio di addirittura 17 punti sul Rijeka e ha praticamente chiuso il capitolo campionato.
    Battendo il Benfica nel primo incontro al Maksimir, gli zagabresi hanno offerto champagne a tutti. Nella stagione 2020/21 saranno ben cinque – la metà di quelle iscritte al campionato! –, le squadre croate con il visto europeo, due delle quali nei preliminari di Champions League! Dando uno sguardo alla classifica, dietro alla Dinamo (61) stanno sgomitando in cinque – Rijeka (44), Osijek (42), Lokomotiva e Gorica (38), nonché Hajduk (37) –, come un preannuncio per la stagione di fuoco che deve ancora arrivare, con cinque squadre croate in Europa. Forse non ce ne sarebbero tante nemmeno per disputare il campionato croato, ma questa è un altro argomento.
    Marzo è il mese dei sogni europei. La Dinamo ha atteso il Benfica quasi mezzo secolo e il 7 marzo ha riscritto la storia. L’euforia è alle stelle e sembra che tutti si siano ubriacati con il vino portoghese. Il Rijeka il suo Benfica l’aveva scoperto nella Juventus, il 5 marzo 1980 a Cantrida. Finì a reti inviolate, ma nella partita di ritorno al vecchio Comunale di Torino la Juve infilò due volte Mauro Raunich. Altri tempi... Allora il Rijeka arrivo nei quarti di Coppa delle Coppe con due vittorie (Beerschoot e Lokomotiva Košice), mentre la Dinamo ha dovuto fare sette... salti prima di avere l’opportunità di affrontare il Benfica.
    Questo era il Rijeka che il 5 marzo salì sull’ottovolante: Raunich, Machin, Hrstić, Šugar, Radin, Juričić, Milenković, Lukić, Tomić, Radović, Ružić. Al posto loro sarebbero potuti esserci Valencia, Barcellona o Arsenal... Sulla panchina delle zebre, che in porta aveva il grande Dino Zoff e in attacco Roberto Bettega, c’era Trapattoni, con Ćiro Blažević sulla panchina del Rijeka.
    Ritornando al campionato, il derby di domenica scorsa tra Dinamo e Rijeka ci ha servito una partita dall’esito scontato. I fiumani sono stati ubriacati con tre bicchieri di... vino portoghese, malgrado avessero aperto l’incontro nel modo migliore, portandosi in vantaggio. Hanno giocato (nel vero senso della parola), poco o niente. Poi tutti a parlare di come la Dinamo abbia messo la museruola al più grande “nemico” giocando praticamente con la seconda squadra. Dimenticando, magari, che si era trattato di una scelta tecnica, perché Bjelica ne ha 27 di “cani” al suo guinzaglio, tutti affamati. Dall’altra parte Bišćan aveva ben poco da scegliere. Poteva mandare in campo sé stesso in coppia con Pilipović, oppure puntare sui giovani (Bušnja, Lepinjica...), disegnando una squadra di “seconde linee”. Tra infortuni (Heber?, Čolak...) e squalifiche per somma di ammonizioni, di più non poteva fare. Ma non finisce tutto qui. Domenica a Rujevica arriva l’Osijek, terzo a due punti del Rijeka, e Bišćan al Maksimir ha perso altre due pedine importanti, Pavičić e Mamić, che si sono guadagnati il terzo cartellino giallo ed essendo in diffida sono costretti a saltare un turno.
    Il povero Bišćan ha fuori squadra una... squadra. Non si tratta di gente del valore di quelli di Bjelica, sia ben inteso. Il Rijeka in questa primavera resta un’incognita! Ci aspettavamo di vedere un Rijeka ridisegnato da Bišćan. Per ora abbiamo visto poco, tra gialli, rossi e infortuni. La confusione regna sovrana. Nel gioco sul tappeto erboso e nello spogliatoio. Dopo che nei primi mesi, alla fine dello scorso anno solare, avevamo visto un Rijeka spettacolare.
    Noi al povero Bišćan, comunque, diamo del tempo. Mišković, magari, potrebbe dargli qualche giocatore...

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    Last modified on Giovedì, 14 Marzo 2019 10:33