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    Crisi ucraina. Rischi di guerra

    By Drago Kraljević Dicembre 02, 2018 65
    Crisi ucraina. Rischi di guerra minsvyaz.ru (CC0)

    La versione russa sull’attuale crisi ucraina è chiara: una settimana fa tre navi della marina da guerra dell’Ucraina, “Berđansk“, “Nikopolj“ e “Jani Kapu“, in violazione delle disposizioni degli articoli 19 e 21 della Convenzione dell’ONU sul diritto del mare, hanno fatto il loro ingresso nelle acque della Russia, chiuse in via provvisoria e hanno effettuato per alcune ore manovre pericolose, ignorando le legittime richieste delle navi militari russe che le seguivano e che avevano imposto loro di fermarsi. la Russia ha bloccato lo stretto di Kerch dopo che la Marina ucraina ha violato il confine marittimo. L’Unione europea ha reagito immediatamente alla versione russa definendola di fatto una disinformazione, rilevando che l’accordo bilaterale del 2003 tra Mosca e Kiev regolamenta la navigazione nello stretto di Kerch e tratta il Mar d’Azov come acque interne della Russia e dell’Ucraina. In Occidente e in Ucraina le valutazioni di questo incidente sono chiaramente molto diverse rispetto a quelle russe. Le azioni militari di Mosca, rilevano le fonti occidentali, rappresentano un nuovo tentativo di applicare la politica della forza alla luce anche delle circostanze politiche interne russe. Il presidente ucraino Petro Poroshenko non ha perso l’occasione per chiamare in aiuto i suoi alleati e pregarli di difendere il suo Paese dall’aggressione russa. Dall’altro lato il segretario generale del Consiglio di sicurezza di Mosca, Nikolaj Patrushev, ha definito le mosse di Kiev una fonte permanente di minaccia, per cui l’incidente marittimo va visto come l’ennesimo crimine commesso dalla parte ucraina. La Corte costituzionale di Kiev ha dato di recente il via libera alla legge che consente l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza atlantica e nell’Unione europea. Gli istruttori militari britannici, americani e canadesi già da tempo addestrano migliaia di soldati ucraini. Kiev ha annunciato di recente che “a causa dell’annessione russa della Crimea” intende rivedere l’accordo con Mosca sulla navigazione, in quanto sulla sua sponda del Mar d’Azov vorrebbe costruire una base militare navale, nella quale potrebbero fare il loro ingresso le navi della NATO. E così via... Tutte queste decisioni e dichiarazioni contribuiscono a gettare benzina sul fuoco delle tensioni.
    Invece di giudicare di chi sia la colpa per l’attuale inasprimento della situazione, vale la pena di tracciare un quadro sui dati di fatto che incidono ancor oggi sui rapporti tra Russia, Ucraina e Unione europea. Dopo la caduta del Muro di Berlino, il rafforzamento dell’UE e della NATO inizialmente non era visto come un pericolo per gli interessi russi. Con il passare del tempo la situazione è sostanzialmente cambiata. Per tutelare gli interessi russi, ad esempio in Ucraina, è necessario indebolire l’influenza europea, e questo è possibile solamente se nell’Unione prendono piede il nazionalismo, l’euroscetticismo, si rafforzano i sovranisti, l’estrema destra e i vari movimenti populistici. La situazione in Ucraina attualmente è molto complessa e pericolosa, perché si stanno rafforzando le forze neonaziste, mentre la popolarità del presidente Poroshenko cala a vista d’occhio. Con l’introduzione dello stato d’assedio nel Paese a quattro mesi dalle elezioni di fatto si vuole impedire, tra l’altro, lo svolgimento regolare delle elezioni parlamentari. Quando lo stato d’emergenza serve a qualcuno per rimanere al potere, allora sono possibili sorprese pericolose e spiacevoli. Specialmente in una situazione caratterizzata da tensioni, scontri politici, conflitti armati, con il coinvolgimento degli Stati Uniti, della NATO e dell’UE negli avvenimenti ucraini. Stando ad alcuni analisti, Petro Poroshenko non gode più dell’appoggio di Washington. Per cui è possibile attendersi che gli americani, tenendo conto degli obiettivi che si erano posti al momento dell’abbattimento delle autorità ucraine con i fatti di piazza Majdan, preferirebbero a capo dell’Ucraina un nuovo Presidente, molto più radicale, disponibile ad avviare uno scontro militare sanguinoso con la Russia. Dopo di che potrebbe prendere l’avvio lo scenario preparato a lungo “di difesa dell’Ucraina e dell’UE dalla lungamente attesa aggressione russa”. Attualmente l’Ucraina non può fare affidamento su un sostegno militare concreto dell’Occidente, perché mancano molti dei presupposti necessari. Concretamente, la Russia non dimostra davvero di voler attaccare l’Ucraina, la quale a sua volta non è membro della NATO. Inoltre singoli Paesi dell’UE non sono favorevoli a un inasprimento delle tensioni, in quanto ciò non è nel loro interesse.

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    Last modified on Lunedì, 03 Dicembre 2018 10:37