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    Prove tecniche di compromesso

    By Dario Saftich Novembre 27, 2018 53
    Prove tecniche di compromesso Tomislav Miletic/PIXSELL

    Si prospetta un inizio inverno caldo in Croazia, proprio in un periodo in cui i meteorologi annunciano l’arrivo di temperature particolarmente rigide. Domani dovrebbe iniziare l’annunciano sciopero del pubblico impiego con l’obiettivo di ottenere congrui aumenti salariali. I dipendenti pubblici dovrebbero incrociare le braccia un giorno alla settimana fino al raggiungimento di un accordo soddisfacente con il datore di lavoro, ossia con il governo.
    Fervono comunque le trattative tra l’Esecutivo e le parti sociali per scongiurare l’agitazione. Ieri c’è stato un ennesimo incontro tra i leader sindacali e il ministro del Lavoro Marko Pavić.
    Le due parti dovrebbero tornare a riunirsi oggi. Si respira un clima di cauto ottimismo, anche se i Sindacati ribadiscono di non avere alcuna intenzione di accontentarsi delle briciole, degli avanzi del bilancio. A giocare a loro favore è anche il fatto che sia previsto un aumento degli stanziamenti per i vari Ministeri nella Finanziaria per l’anno prossimo. Il bilancio è all’insegna della generosità un po’ per tutti, visto il buon andamento economico, favorito dai record turistici. Ma c’è di più. L’esodo strisciante della manodopera verso lidi migliori, ovvero verso Occidente e conseguente difficoltà di reperire sul mercato del lavoro molti profili professionali sta costringendo gli imprenditori ad aumentare gli stipendi. La manodopera di riserva, ossia d’importazione, latita pure, visto che si stanno prosciugando i tradizionali bacini ai quali attingeva il Paese, a iniziare dai croati di Bosnia. Appare inevitabile, a questo punto, che ad alzare la posta sia anche il pubblico impiego, che ha buon gioco a richiedere aumenti salariali pari a quelli che si stanno registrando in altri comparti. Tanto più che cominciano a mancare ad esempio medici e infermieri. E gli insegnanti da tempo sono sottopagati.
    Il governo offre un aumento dei salari del 3 per cento, i leader sindacali chiedono ben di più. Resta da vedere se vi siano gli spazi per un compromesso oppure se si andrà davvero a un braccio di ferro. Tirare troppo la corda non conviene comunque a nessuno, anche se uno sciopero un giorno alla settimana è probabilmente pensato per non creare eccessivi disagi per i fruitori dei pubblici servizi. Vale in ogni caso la pena di essere ottimisti, anche perché la storia del movimento sindacale insegna da queste parti che non si è mai andati fino in fondo, ossia fino al punto di spezzare la corda.

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    Last modified on Martedì, 27 Novembre 2018 12:01