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    Le presidentesse Uno squallore sotto la quiete apparente

    By Gianfranco Miksa Maggio 30, 2018 243

    FIUME Un microcosmo di squallore e cattivo gusto, con una dimensione scatologica nei dialoghi. Il tutto con il proposito di smascherare i conformismi, le ipocrisie religiose e la violenza verbale e fisica, che si celano sotto l’apparente quiete dei rapporti umani. Si presenta così lo spettacolo “Le presidentesse” dello scrittore e drammaturgo austriaco, Werner Schwab, morto a 35 anni per overdose di alcol, andato in scena lunedì al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, quale produzione del Dramma Croato, con la regia di Bojana Lazić. È un testo violento, pazzo, senza possibilità di redenzione, che richiede una messa in scena altrettanto folle, dove lo spettatore avverte tutta la tensione, una continua sensazione di disagio, mista a sferzante ironia e grottesca comicità, con repentine discese nel tragico.

    Lo spettacolo narra di tre pensionate, la conformista e goffa Erna (Tanja Smoje), la maligna mangiauomini Greta (Olivera Baljak) e l’ingenua Mariedl (Katarina Bistrović Darvaš) che adora sturare WC a mani nude. Tutte e tre hanno vite e storie diverse e sono accomunate dal loro essere proletarie, incolte, fanatiche cattoliche, che vivono una vita “di m...da”, con il solido sostegno della religione, perché “la fede è l’unica ancora di salvezza in questa valle di lacrime”.
    Accomunate dalla loro solitudine parlano delle loro miserie: Erna rimpiange i nipotini che suo figlio Herrman, alcolizzato, si rifiuta di far nascere, disgustato dall’umanità; Greta ha una figlia che prima di partire per l’Australia si è fatta asportare utero e ovaie; Mariedl stura i cessi (sia di poveri che di signori) a mani nude, cosa che le permette di vedere ogni giorno il presente e il futuro di un’umanità defecatrice.
    Erna, Greta e Mariedl per calmare gli animi e le tensioni bevono e cominciano a fantasticare sul futuro, immaginano la soluzione dei loro problemi e il cambio di vita come se fosse un film in cui “ci sono sempre anche tanti problemi drammatici, ma poi arrivano le brave persone che li fanno sparire dalla faccia della terra.” Lo spettacolo si conclude però con un brutale omicidio.
    La regia di Bojana Lazić, anche grazie alla cura drammaturgica di Olga Dimitrijević, pone particolare attenzione sulla ricerca dell’attore e ottiene, da ognuno dei tre personaggi, la qualità fisica e verbale in grado di produrre uno spettacolo che è certamente ironico, satirico, senza peli sulla lingua, ma soprattutto un pugno nello stomaco. Molti troveranno questo lavoro uno spettacolo viscerale, scomodo, non per tutti i gusti, ma non per questo meno brillante e spassoso. Da vedere.
    In replica ancora questa sera alle ore 19.30.

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    Last modified on Mercoledì, 30 Maggio 2018 08:09