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    «Credo nelle qualità delle persone»

    Marina Paoletić Marina Paoletić Ivor Hreljanović

    UMAGO | È capodistriana ma umaghese di residenza, Marina Paoletić, la nuova responsabile dei Settori Cultura e Teatro, Arte e Spettacolo della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. Due settori importanti, storici, fondamentali per la nostra Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Dopo una laurea specialistica in Storia dell’arte e conservazione dei beni artistici e architettonici presso l’Università degli Studi di Udine e successivamente un corso d’aggiornamento per l’acquisizione delle competenze psicologico-pedagogiche presso l’Università “Juraj Dobrila” di Pola, si dedica alla docenza, insegnando storia dell’arte alla SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie e al Ginnasio “Antonio Sema” di Pirano. Nel suo lungo curriculum vanta, tra le altre esperienze, anche la pubblicazione del volume “Un mare, una barca e tante storie” (Associazione degli amanti del mare e dei beni culturali “Batana salvorina”, Umago 2017, pp.96), scritto da lei in collaborazione con Silvano Pellizon e Christian Petretich. Inoltre, si è occupata di ricerche sulle nobili famiglie Sabini e Grisoni, studiando i loro intrecci matrimoniali, gli interessi, i loro palazzi capodistriani e le loro proprietà agresti, in particolare Daila.

    Marina Paoletić ha raccolto le redini del settore da Marianna Jelicich Buić, assumendo l’incarico lo scorso agosto. L’abbiamo contattata per un’intervista.
    “Ho assunto l’incarico in maniera molto inaspettata, spinta dalla volontà di mettere in pratica le conoscenze che possiedo – esordisce Marina Paoletić –. È una sfida intesa a portare dei miglioramenti nelle tante manifestazioni culturali che contraddistinguono la nostra realtà comunitaria”.

    Quali sono questi miglioramenti?

    “Quale storica dell’arte non posso non riferirmi all’Ex Tempore di Grisignana, alla quale desidero non solo portare più artisti ma creare anche un luogo di condivisione e di contatto tra gli artisti, che serva da spunto, poi, per poter lavorare insieme. Sono dell’avviso che da unione e confronto emergano nuove realtà e idee artistiche. Per il Concorso d’arte e cultura ‘Istria Nobilissima’ vorrei che ci fosse una maggiore diffusione e riflesso delle qualità artistiche di tutti coloro che vi partecipano. Non a caso con la cerimonia di premiazione – in programma questa sera alla Comunità degli Italiani di Torre –, sarà allestita una mostra di tutte le opere premiate. Una pratica che era assente da diverse edizioni”.

    Quali sono le linee guida su cui intende basare il suo mandato?

    “La linea principale consisterà nell’avvicinare maggiormente i giovani alle nostre manifestazioni. Mi riferisco a tutti gli eventi, non solo all’Ex Tempore o a Istria Nobilissima, ma anche a Voci Nostre, al Festival dell’istroveneto, alle attività musicali e ad altre manifestazioni. Quello che intendo fare è di avviare un processo di rinascita per quanto riguarda i giovani, riattivarli, renderli partecipi e offrire loro degli sbocchi concreti per quelle che sono le possibilità offerte dalla CNI. La mia idea, o meglio indole, è di valorizzare le varie attività portate avanti dall’UI, e di arricchirle con una ventata di novità. Ci sono tanti giovani che possiedono una moltitudine di talenti. Vorrei aiutarli a esporsi e farli avere un maggiore ruolo nelle varie attività che svolge l’UI; creare un trampolino di lancio per tante realtà culturali in tutti i sensi”.

    Nello specifico a che cosa aspira?

    “Quello che desidero proporre, che è poi un’idea maturata in seguito della pubblicazione legata alla ‘Batana salvorina’ – ‘Un mare, una barca e tante storie’, che ho scritto insieme a Silvano Pelizzon e a Christian Petretich, concerne la ricostruzione di una memoria comune, fatta da persone semplici, che in certi luoghi è ancor sempre assente. In altre parole, desidero allacciare maggiormente i contatti non solo tra rimasti ed esuli, ma anche tra giovani e meno giovani per recuperare attimi di vita vissuta, tradizioni, mestieri e tutto quello che può emergere da tali punti d’incontro. Questa pubblicazione è stata per me un’esperienza bellissima perché nel realizzarla c’è stato un vero e proprio contatto tra generazioni, realtà e scelte diverse. E grazie alla quale sono poi emersi spaccati di vita e tantissime storie di gente semplice che solitamente non vengono raccontate e che senza una precisa documentazione scritta o video, rischierebbero di andare perse per sempre. Credo che ogni nostra CI possa lavorare e adoperarsi per far emergere simili iniziative. Insomma dare una forma alla memoria storica-orale, alla nostra identità, per tramandarla alle generazioni future”.

    Quali sono i finanziamenti su cui può contare il suo settore?

    “Siamo ancor sempre nella fase di realizzazione del Piano finanziario. Tuttavia posso dire che i presupposti economici sono più o meno quelli degli anni passati. Non ci sono grandi variazioni rispetto all’anno precedente. Per cui spero di poter creare queste attività perché credo molto nelle qualità delle persone e nei loro buoni propositi”.

    Qual è il rapporto con il Dramma Italiano?

    “La compagnia di prosa in lingua italiana non è più sotto l’ingerenza del Settore Cultura e Teatro, Arte e Spettacolo, ma rientra nella sfera delle istituzioni della CNI. Sono comunque molto contenta delle nuove linee guida del direttore Giulio Settimo. Allo stesso modo sono soddisfatta delle idee e delle attività che la compagnia di prosa in lingua italiana di Fiume sta realizzando per i nostri ragazzi. Soprattutto della scelta di insegnare l’importanza di frequentare il teatro. Valori che spesso diamo per scontati, ma che in realtà mancano”.

    Le opere premiate a Istria Nobilissima e all’Ex Tempore negli ultimi anni finivano depositate negli spazi dell’UI. Non crede che meritino di essere esposte?

    “È un vero peccato che le opere siano rinchiuse tra le quatto mura del magazzino. La mia idea, con il supporto del presidente della GE, Marin Corva, è di allestirle nelle sedi delle varie Comunità degli Italiani in modo da valorizzarle al massimo”.

    Una digitalizzazione delle opere porterebbe a un’ulteriore vita online?

    “In realtà tutte le opere sono state fotografate, e quindi digitalizzate per le varie antologie. Purtroppo queste non sono ancora fruibili. Sì, è vero, si potrebbe creare un apposito sito Internet, per renderle visibili in maniera molto più ampia”.

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    Last modified on Venerdì, 14 Dicembre 2018 13:26