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    Un’arte che rivaluta il passato

    By Gianfranco Miksa Novembre 08, 2018 47

    FIUME | “La mia arte è la mia realtà”. S’intitola così la mostra collettiva che sarà inaugurata domani 9 novembre, alle ore 19, nel Piccolo Salone in Corso a Fiume. L’esposizione di carattere internazionale è stata presentata ieri in conferenza stampa. Come illustrato dalla curatrice Marina Tkalčić del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Fiume (MMSU), “La mia arte è la mia realtà” è il frutto di un progetto omonimo, nato dalla collaborazione del Goethe-Institut e dell’Istituto francese in Croazia con il sostegno del Fondo franco-tedesco Elysée, inteso a esaminare e a rivalutare il difficile lascito del passato. In particolare la memoria, rilegata ormai al dimenticatoio, di gruppi etnici marginali come quello della minoranza Rom. In tale contesto, “La mia arte è la mia realtà” intende portare avanti un discorso di riconciliazione, attraverso la costruzione di un futuro comune nell’Europa unita.
    Il motivo per cui questi temi vengono esaminati alla mostra è il centenario della fine della Prima guerra mondiale. E quindi, attraverso il contesto artistico, ma anche contemporaneo, l’esposizione diventa uno strumento per ricordare le turbolente e violente circostanze socio-politiche, i traumi, le migrazioni e la convivenza che il Primo conflitto mondiale causò.
    A parlare del progetto è stata l’autrice dell’esposizione e curatrice, Sanja Kojić Mladenov, la quale ha evidenziato come questa comprenda le opere di 14 artisti che pongono in discussione la visibilità, ma anche la posizione della produzione artistica dei Rom, come parte integrale ed egualitaria, all’interno dello spazio culturale europeo. Alla mostra partecipano il collettivo artistico della Croazia, “Iste”, le cui attività mirano a mettere in guardia il pubblico sulla continua e crescente presenza discriminante all’interno della società croata, e l’artista visuale Siniša Labrović con la documentazione video fotografica delle performance “Za Dno – Desnica novih obećanja (Per il fondo – La destra delle nuove promesse). Oltre a costoro, la mostra presenta le opere di artisti provenienti da Francia, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Slovacchia, Ungheria, Canada e Germania.
    Come annunciato in conferenza stampa, oltre alla curatrice Sanja Kojić Mladenov, alla cerimonia d’apertura della mostra saranno presenti 8 dei 14 artisti che espongono alla mostra. Inoltre, il Goethe-Institut organizza un bus gratuito da Zagabria a Fiume e ritorno, per cui tutti gli interessati possono rivolgersi all’indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., e prenotarsi.

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    Last modified on Giovedì, 08 Novembre 2018 14:14