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    Il genio di Giotto che illumina la Cappella degli Scrovegni

    By Kristina Blecich Novembre 06, 2018 31
    Il genio di Giotto che illumina la Cappella degli Scrovegni Ivor Hreljanović

    ZAGABRIA | “Magister Giotto – La Cappella degli Scrovegni” è la prima mostra immersiva dedicata a uno dei massimi capolavori di Giotto di Bondone (1267 – 1337), artista simbolo di un Medioevo che diventa altro. Un emozionante intreccio di musica, parole e immagini, reso unico grazie al contributo di un comitato scientifico di respiro internazionale.

    L’esposizione, ideata per raccontare il grande artista italiano e il suo periodo storico, attraverso il maestoso affresco realizzato, con la sua Bottega, tra il 1303 e il 1305 nella città di Padova, è stata inaugurata ieri a mezzogiorno in punto dinanzi a un pubblico ristretto di autorità e Ambasciatori, nella prestigiosa sede del Museo archeologico di Zagabria.

    Un progetto di Cose Belle d’Italia

    La mostra è stata presentata invece in mattinata nella vicina Galleria del Museo archeologico. Il progetto è prodotto da Cose Belle d’Italia Media Entertainment, curato da Alessandro Tomei, professore ordinario di Storia dell’arte medievale, e Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte, che hanno lavorato in stretta collaborazione con il direttore artistico Luca Mazzieri, autore e regista, e con la direttrice esecutiva Alessandra Costantini, architetto e progettista. Alla conferenza stampa hanno preso parte il direttore del Museo archeologico di Zagabria, Sanjin Mihelić, la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, Stefania Del Bravo, il curatore della mostra, Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte, e il direttore artistico e regista dell’evento espositivo, Luca Mazzieri.

    L’arte in una dimensione nuova

    “Grazie alla mostra portata in Croazia da un team di professionisti italiani, l’offerta culturale della città di Zagabria nei prossimi mesi verrà arricchita ulteriormente”, ha annunciato il direttore del Museo ospitante, Sanjin Mihelić. A presentare le caratteristiche della produzione artistica di Giotto è stata la direttrice dell’IIC di Zagabria, Stefania Del Bravo. “È un privilegio potere osservare per primi uno dei capolavori assoluti dell’arte italiana intrecciato a delle tecniche speciali”, ha esordito affermando poi che l’arte di Giotto ha dato vita a un approccio e a una dimensione nuovi nell’arte. “L’arte di Giotto e la pittura prima e dopo il suo periodo – ha detto – possono essere comparate alla nostra cultura prima e dopo l’avvento di Internet. La dimensione umana prende il sopravvento su quella naturale. La dimensione del tempo è quella della memoria mentre la dimensione dello spazio diventa la prospettiva. I volti dipinti da Giotto mettono in risalto la forza dei sentimenti”, ha aggiunto Stefania Del Bravo.

    I vantaggi della multimedialità

    Per quanto riguarda l’aspetto multimediale della mostra, la direttrice dell’IIC ha sottolineato il fatto che le tecnologie più moderne e sofisticate possono aiutare a focalizzare meglio i dettagli. “Spero che grazie a questa mostra, la produzione di Giotto si avvicini maggiormente al popolo croato”, ha auspicato infine.
    Nel suo intervento il curatore della mostra, Giuliano Pisani, ha voluto descrivere la figura di uno dei più grandi pittori dell’arte occidentale. “Giotto è stato un grande rivoluzionario che ha saputo trasformare il linguaggio della pittura e questo rimase giottesco fino all’avvento della grande pittura di Picasso. Questa rivoluzione è avvenuta nella Cappella degli Scrovegni”, ha precisato Pisani. “Dio ha creato il mondo, ogni creatura, tutto ciò che vediamo e dunque anche i colori. Giotto ha operato con l’assistenza del teologo frate Alberto da Padova e il mondo dentro la Cappella degli Scrovegni è stato rappresentato in chiave realistica. I colori usati da Giotto hanno un messaggio. Il suo colore blu – ha spiegato il curatore –, rappresenta la Sapienza di Dio”. È stato quindi fatto l’esempio dell’Adorazione dei Magi in cui i due dromedari appaiono con due bellissimi occhi azzurri. “Nella Cappella notiamo inoltre le reminiscenze del mondo classico. Qui è attuale una grande ricerca dal punto di vista dell’innovazione filologica e una grande complessità dal punto di vista del messaggio cristiano. Giotto affonda le sue radici nell’antichità e nel pensiero di Sant’Agostino. Ed è proprio la scoperta della teologia di ascendenza agostiniana ad avere cambiato l’interpretazione della Cappella”, ha aggiunto.

    Uno dei massimi capolavori

    La Cappella degli Scrovegni di Padova è uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale. La storia iniziò il 6 febbraio 1300 quando Enrico Scrovegni – un ricco banchiere padovano – acquistò l’area dell’antica Arena romana e vi costruì un palazzo sontuoso, collegato a una Cappella destinata a oratorio privato e a monumento sepolcrale. A trentacinque anni, Giotto è chiamato a illustrare questo monumento, secondo un programma iconografico e teologico molto complesso. Nella Cappella degli Scrovegni, nel clima del primo Giubileo della storia, proclamato da Bonifazio VIII in quello stesso febbraio 1300, va in scena la riconciliazione di Dio con l’umanità e il percorso che ciascuno di noi è chiamato a compiere per potere sperare nella salvezza.

    Mostra trilingue

    La mostra di Zagabria – la prima di carattere multimediale dedicata a Giotto – è suddivisa in due spazi consequenziali: uno è relativo ai contenuti artistici e teologici in un’installazione immersiva e scenotecnica, nell’altro sono approfonditi il periodo storico e le tecniche pittoriche utilizzate dall’artista in un breve film girato interamente negli interni della Cappella degli Scrovegni.
    Durante il percorso espositivo (della durata di una ventina di minuti) il visitatore è accompagnato nella narrazione della voce dell’attore Luca Zingaretti (conosciuto al vasto pubblico per il suo ruolo nella seguitissima serie tv “Il commissario Montalbano”) e dal commento musicale del noto jazzista contemporaneo Paolo Fresu, entrambi diffusi attraverso una cuffia professionale a padiglioni auricolari. Oltre che in italiano, la mostra è accessibile anche in lingua croata e inglese.

    Percorso verbale – visivo – musicale

    La produzione artistica di Giotto è raccontata attraverso un percorso verbale – visivo – musicale nel quale il pubblico ha modo di apprendere la rivoluzione compiuta dalla sua opera nel tardo Medioevo, una rivoluzione che ha rinnovato l’arte occidentale aprendo la strada al Rinascimento verso l’età moderna. Le storie francescane di Assisi, la Cappella degli Scrovegni di Padova, i maestosi Crocifissi e le altre opere del Maestro realizzate a Firenze, sono alla base dell’impianto narrativo che si conclude con la Missione Giotto nel 1986, realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea, che per la prima volta nella storia intercettò la Cometa di Halley, dipinta nell’“Adorazione dei Magi” della Cappella degli Scrovegni a Padova.
    “Ma che cosa significa multimedialità oggi?”, è stata la domanda posta dal direttore artistico e regista della mostra, Luca Mazzieri. “Non è soltanto spettacolo puro, ma è la possibilità di educare intrattenendo il pubblico. Siamo dell’idea che la diffusione del patrimonio culturale italiano in maniera multimediale, mediante contributi scientifici, non neghi l’originalità delle opere bensì contribuisca alla loro apprensione”, ha spiegato poi riferendosi alle conseguenze della nuova tecnologia Luca Mazzieri.
    Il Format vuole quindi promuovere la cultura italiana con il contributo di Comitati Scientifici Internazionali, attraverso una divulgazione educativa e d’intrattenimento multimediale rivolta a un pubblico di qualunque età e preparazione culturale, con un programma di diffusione in Europa e nel mondo.

    Autorità

    La cerimonia solenne d’inaugurazione della mostra ha avuto luogo negli spazi del Museo archeologico dinanzi al corpo diplomatico presente in Croazia e ai mass media. In rappresentanza del Ministero della Cultura, all’evento hanno partecipato Zoran Vivek e Iva Hraste Sočo. Non sono mancate l’inviata del sindaco di Zagabria, Eva Brunović, e Andrea Perkov, dell’AIIC.
    Ad aprire ufficialmente la mostra è stato l’Ambasciatore d’Italia a Zagabria, Adriano Chiodi Cianfarani, il quale ha ringraziato i numerosi organizzatori per la realizzazione del progetto, augurando a tutti una buona visione.
    Magister è un Format originale, pensato con una prima trilogia di mostre dedicate a tre grandi Maestri dell’Arte Italiana: Magister Giotto (2017), Magister Canova (2018) – entrambe con il patrocinio del Ministero italiano per i Beni e le Attività Culturali – e, in preparazione, Magister Raffaello. Obiettivo di Magister Giotto è consentire al pubblico, di età e provenienza diverse, di compiere un percorso culturale e artistico d’alto profilo nel quale allestimento, conoscenza e spettacolo si fondono per creare un’unica esperienza di coinvolgimento empatico e partecipazione individuale. La tecnologia – a disposizione dell’arte – offre ai visitatori un’esperienza unica e senza precedenti, dove dettagli pittorici e vicende umane vengono approfonditi culturalmente e amplificati visivamente, per cogliere tutta la profondità dell’arte di Giotto e della sua Bottega.

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    Last modified on Mercoledì, 07 Novembre 2018 12:37