Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

    Vallelunga, bonifica continua

    By Marko Mrđenović Febbraio 08, 2019 69

    Sono oltre 2.500 i residuati bellici finora rimossi dall’ex area militare di Vallelunga. Lo comunica la Questura istriana, i cui artificieri sono impegnati da ormai qualche mese in attività di bonifica del territorio da ordigni esplosivi. Le operazioni di rimozione e distruzione degli ordigni – ricordano i responsabili della Polizia istriana – sono iniziate lo scorso mese di ottobre, soltanto una manciata di giorni dopo una delle tante sedute del Consiglio cittadino nel corso della quale si è discusso proprio del problema della presenza a Vallelunga, un’area fino ad allora aperta al pubblico, di migliaia di ordigni – soprattutto granate – inesplosi. La questione era stata sollevata dal consigliere Robert Fabris, che colse l’occasione per chiedere spiegazioni al sindaco.

    “La Città ha ingaggiato un’agenzia di sicurezza, i cui uomini vigilano all’ingresso dell’ex area militare 24 ore su 24” rispose allora il primo cittadino, aggiungendo che la gestione della zona costiera di Vallelunga non spetta all’amministrazione cittadina, bensì alla Port Authority, che proprio in quei giorni era impegnata nell’elaborazione di un piano di bonifica della zona assieme al Centro nazionale per lo sminamento. Tornando alle operazioni di bonifica da ordigni esplosivi condotte dagli artificieri istriani, la portavoce della Questura, Nataša Vitasović, ha dichiarato in questi giorni che dalla zona smilitarizzata di Vallelunga sono stati rimossi e poi distrutti tutti gli ordigni trovati all’esterno delle vecchie strutture militari. Tuttavia, all’interno di un vecchio e fatiscente magazzino sono ancora presenti numerosi ordigni, che pare non rappresentino una minaccia per la sicurezza dei cittadini. O almeno questo è quanto sostengono gli addetti ai lavori della Questura, i quali hanno escluso la possibilità che i residuati bellici possano innescarsi da soli. Nonostante ciò, anche per evitare che qualcuno possa maneggiare in modo inappropriato gli ordigni, l’Autorità portuale di Pola ha comunque adottato tutte le misure di sicurezza. L’area rimane e rimarrà off limits al pubblico fino a quando anche gli ultimi ordigni non saranno rimossi e distrutti. La chiusura della zona di Vallelunga ai cittadini fino a data da definirsi è stata confermata anche dalla Questura, la cui portavoce ha evidenziato che al momento sono ancora in corso i preparativi per rimuovere gli ordigni rimasti. I responsabili della Questura hanno quindi colto l’occasione per ricordare ai cittadini che maneggiare ordigni esplosi può essere molto pericoloso e che chiunque dovesse trovarli deve immediatamente rivolgersi al più vicino Commissariato di polizia. Come sottolineato in precedenza, fino a ora sono stati rimossi da Vallelunga 2.500 ordigni, tra i quali spiccano diverse granate risalenti alla Seconda guerra mondiali e diversi proiettili antiaereo da 88 millimetri e molto altro ancora.

    Rate this item
    (0 votes)
    Last modified on Venerdì, 08 Febbraio 2019 11:24