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    Via Kandler o via delle pedane?

    By Rosanna Mandossi Benčić Febbraio 06, 2019 173

    Quanti paroloni usa il burocratese per dire, ad esempio, che riporterà a una relativa normalità una via storica come via Kandler, oggi nelle mani della ristorazione più scadente (eccezioni a parte) che ci sia in città? Restyling, interventi d’estetica urbana, riqualificazione, e chi più ne ha, più ne metta. E che restyling sia. Quando però? Nel 2020, hanno detto i governanti e gli esecutori tecnici in una delle sedute consiliari, ci sarà il rifacimento di oltre mezzo chilometro di pavimentazione di via Kandler, e prima ancora saranno avviate indagini archeologiche e si penserà a fare l’analisi statica degli edifici. Meno male, si potrebbe dire. Ma quando lo faranno però tutto questo lavoro, se il 2020 è praticamente dietro l’angolo? E a giudicare dallo stato attuale in cui versano i caseggiati di quella che chiamiamo Cittavecchia, l’analisi della statica potrebbe (o almeno dovrebbe) durare un bel po’, perché non sarà certamente cosa di poco conto, considerato il degrado in cui si è lasciato che sprofondasse l’intera zona abitata.

    Ciò che continuiamo a vedere passando per la storica via è l’abbandono. 

    Il brusio estivo

    Nella memoria abbiamo il ricordo estivo degli avventori per lo più stranieri, pigiati tra i tavolini delle terrazze disseminate lungo via Kandler, e il brusio delle tante voci e delle belle lingue che s’incrociano tra un boccone e l’altro. Sono bocconi di pizza, di pasta e di grigliata: almeno così promette uno dei locali vicino a piazza San Tomaso, che li offre tutti, anche se la cucina nemmeno te la immagini, perché non riesci proprio a capire dov’è che l’hanno pigiata. Ti viene allora da dire che è pur vero che chi s’accontenta gode. Come fanno i frequentatori 

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