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    Valovine cambia volto

    By Arletta Fonio Grubiša Gennaio 09, 2019 68

    Proteste e appostamenti in loco, lettere di disappunto agli indirizzi regionali e ministeriali, denunce cittadine all’ispettorato all’edilizia, non hanno sortito alcun risultato. La bellezza allo stato brado dell’insenatura di Valovine è stata definitivamente svalutata e sacrificata alle opportunità di guadagno derivanti dall’invadenza degli sport acquatici da proporre in offerta per coloro che la prossima estate pagheranno il divertimento in euro. L’impianto di skilift, in fase di allestimento per permettere la pratica dello sci nautico, così ben sistemato, dirimpetto al campeggio di Stoia, funzionerà da calamita per i turisti in tenda, annoiati dalla semplice balneazione, in cerca di qualche emozione aggiuntiva e divertimento da raccontare al rientro dalla vacanza. Ben interpretando i desideri più reconditi dell’ospite e individuando il proprio tornaconto, l’intraprendente Warm Up - impresa zagabrese che comunque ha ottenuto luce verde dalla Città per la realizzazione del suo progetto - non ha voluto recepire le manifestazioni di disappunto, di coloro che si sono dimostrati contrari all’intervento ambientale, come nemmeno la denuncia municipale, che ha tentato di frenare determinate modalità di costruzione della struttura. Anzi, ha contrapposto tutt’altri argomenti, rilevando che Pola sarà orgogliosa del suo nuovo modernissimo impianto, e, l’insenatura non risulterà più “abbandonata” e “trascurata”, ma acquisterà “più vitalità” alla pari delle altre spiagge (turistiche) cittadine.

    Insenatura tagliata a metà

    I risultati per ora visibili, intanto, cancellano la bella panoramica cui si era abituati: l’immagine del suggestivo tramonto visto dalla terraferma, vede tagliata esattamente a metà l’intera insenatura, al cui centro s’impongono con le proprie forme da parallelepipedi industriali, le grigie costruzioni appostate sopra il molo ancora in fase di costruzione. Una struttura molto larga, che poggia su piloni in cemento armato conficcati e fissati nel bel mezzo del fondale mediante tonnellate di ghiaia. Osservando la linea della battigia si teme che non sia stato un fenomeno di marea a spazzare via gli strati arenari naturali, e non si può non temere per il futuro del fondale sabbioso, dove come segnalato dagli ambientalisti, si trovano le colonie di pinne nobilis. È indubbio che l’investimento di 6,5 milioni di kune per questo Wake park, con tutte le sue gru infilate nei fondali dell’insenatura e che toccano il cielo per far scorrere le funi dello skilift, compormetterà definitivamente la pace della balneazione tranquilla cui era abituata la gente del luogo predisposta a fuggire dal chiasso turistico che castiga le più belle riviere di Pola. In effetti, i responsabili della manovra, beneficiata dalla concessione cittadina sul demanio marittimo, contano di poter proporre un’attività ricreativa disponibile e interessante per il pubblico anche per otto mesi all’anno. Ambizioni, queste che poggiano sulla convinzione che esistano numerosi waker, kiter, skater, appassionati di sci acquatico, snowborder e dello sport in genere, desiderosi di cimentarsi con questo tipo di svago. Dunque, ci si presenta con una fattispecie di proposta da sport urbano extrastagionale dotata di due strutture da skilift per un percorso di circa 420 metri, occupanti una superficie marina di qualche ettaro e da strutture da supporto su terraferma e mare come terrazzi, molo, piattaforme e macchinari. Per ragioni di sicurezza, l’intero complesso del Wake park, che vedrebbe sorgere persino un centro di ristoro galleggiate, resterebbe illuminato giorno e notte. Così per i prossimi vent’anni, qualora la concessione al gestore dell’area non venisse mai revocata.

    La panoramica circostante

    A proposito di Valovine e panoramica circostante, non si può ignorare il fiorire dell’edilizia privata raso mare. Sono dirimpettaie alla baia, enormi ville con circondari che occupano interi appezzamenti, ma anche casamenti in serie, dall’architettura ripetitiva, cubico-geometrica, indubbie “creature” del medesimo progettista. La crescita edilizia, che si spinge anche fino alla strada che conduce in direzione dello stabilimento balneare e del campeggio di Stoia è un fenomeno in crescita negli ultimi anni e non sembra seguire una certa logica da pianificazione ambientale e stilistico architettonica, piuttosto uno sviluppo approssimativo e alquanto sconnesso. I bordi della stradicciola che passa sopra Valovine e prosegue in direzione della zona delle grotte dei Colombi, presentano ancora cespugli (più o meno trasandati), ma i terreni retrostanti sono stati completamente denudati e resi brulli. Più in là ancora, si prepara qualche campo da tennis, subito dopo, ecco anche l’area abbandonata che un tempo era stata adibita al medesimo sport dall’impresa “Arenaturist”. Salendo in cima, sopravvivono i resti del villaggio turistico dei bungalow sloveni, poi trasformato in rifugio di fortuna per sfollati. Dopo le demolizioni, in qualche ultimo bungalow superstite, qualcuno ci abita ancora. Sintomo di malessere sociale affacciato alla medesima insenatura venduta al turismo... Squallida situazione.


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    Last modified on Mercoledì, 09 Gennaio 2019 13:15