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    Virus del Nilo, nessun allarme

    By Rosanna Mandossi Benčić Settembre 14, 2018 42

    Casi triplicati di Febbre del Nilo in Europa, tanto che pure nel nostro Paese almeno cinque persone versano in condizioni disperate causa il contagio: sono ricoverate nell’Istituto di Medicina intensiva e Infettivologia della Clinica “Dr. Fran Mihaljević” di Zagabria.

    In Istria e a Pola non ci sarebbe nulla da temere, ci dicono a Epidemiologia dell’Istituto di salute pubblica regionale. Un unico caso di contagio è stato registrato di recente, e si è trattato di una persona arrivata in Regione dalla Serbia, tanto che gli esperti sono quasi certi che il paziente avrebbe contratto il virus in quel Paese, dove, stando a quanto diffuso dalle autorità sanitarie, sono stati registrati più di 20 decessi. “Il paziente – così la caporeparto di Epidemiologia, dottoressa Jasna Valić –, è guarito”.
    Un virus endemico
    Secondo gli epidemiologi della vicina Italia, il virus del Nilo è diventato ormai endemico e, molto probabilmente, la sua diffusione è strettamente associata al passaggio degli uccelli migratori e direttamente trasmesso dalla puntura delle zanzare. La sua particolare incidenza, quest’anno, sarebbe stata determinata dal clima particolarmente caldo e umido che avrebbe determinato maggiore proliferazione del virus.
    All’Istituto per la salute pubblica regionale, oltre alla dottoressa Valić a rispondere alle nostre domande è l’ing. Nediljko Landeka, responsabile del Reparto di derattizzazione, disinfestazione e disinfezione. Il virus del Nilo occidentale, apprendiamo, si contrae attraverso la puntura della zanzara “Culex” o “tigre”, e anche Aedes e Anopheles, e si rivela letale per gli anziani e per le persone con un quadro clinico già complesso o con patologie pregresse. Nell’80 per cento dei casi la Febbre del Nilo è asintomatica, nel 20 p.c. si manifesta con sintomi influenzali. Anche se la malattia è prevalentemente asintomatica, chi presenta i sintomi del contagio accusa febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Nei casi più gravi invece, dell’uno per cento, il virus può causare un’encefalite letale e la meningite, patologie neurologiche di tipo severo.

    Nessuna misura straordinaria
    Alla domanda sull’attivazione o meno di procedure speciali di sorveglianza e prevenzione, l’ing. Landeka ci risponde che i trattamenti antizanzare, ovvero la disinfestazione di larve e i trattamenti adulticidi, sono misure di cui il Reparto si fa carico regolarmente. Per metterli a punto, continua, i mezzi vengono assicurati dagli enti locali (Legge sulla protezione della popolazione dalle malattie infettive), mentre è il servizio che pianifica e predispone tecniche e interventi.
    “Cercare di combattere la proliferazione delle zanzare, causa primaria del contagio del virus, aggiunge l’esperto, risulta essere l’unica possibile prevenzione per evitare il contagio”. Non esiste un vaccino, onde per cui si consiglia di osservare tutte le precauzioni possibili: usare prodotti repellenti, zanzariere, ed evitare di creare zone con acqua stagnante.

    Le campagne incolte
    “Un grosso problema per noi – prosegue Landeka – sono i terreni privati, le campagne, in special modo quelle incolte, dove l’acqua per una ragione o per l’altra, tende a trattenersi ovunque. Nei campi irrigati, quindi coltivati, il ristagno dell’acqua è altrettanto un problema, quindi invito i proprietari delle campagne e chiunque coltivi un orto, o abbia un giardino, a prestare attenzione ai ristagni, che, una volta individuati, vanno prosciugati”.
    L’Istituto per la salute pubblica di via Nazor invita gli interessati a consultare il materiale informativo divulgato in rete (agli indirizzi http://zzjziz.hr/fileadmin/user_upload/dokumenti/promo_epidemiologija/letak.jpg e http://zzjziz.hr/fileadmin/user_upload/dokumenti/promo_epidemiologija/komarci-pula.pdf) onde contribuire alla lotta contro la diffusione del virus del Nilo.

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    Last modified on Venerdì, 14 Settembre 2018 09:11