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    Redazione

    Redazione

    Scuola Modello in Comunità, aperte le iscrizioni

    Gennaio 10, 2019

    Riaprono le iscrizioni alla Scuola Modello. Da oggi e fino al 30 gennaio si possono presentare le notifiche per il secondo semestre di lezioni della Scuola di lingua italiana promossa dalla Comunità degli Italiani. Nel primo semestre si sono svolte le lezioni per il corso prescolare, riservato ai bambini dai cinque ai sette anni, e quello per gli alunni delle elementari, entrambi guidati dalla professoressa Tašana Bobanović, quello per adulti A1, guidato dalla professoressa Silvia Pajer, come pure i corsi intitolati gruppo infanzia, ragazzi 1 e ragazzi 2, portati avanti dalla professoressa, nonché coordinatrice della Scuola Modello, Ornella Sciucca.
    Ora, nel secondo semestre, è previsto di arricchire l’offerta anche con un corso di perfezionamento linguistico dedicato a tutti i livelli: la durata media è di 40 ore di lezione a semestre, con il corso per adulti che arriva a 60 e quello per il gruppo infanzia che si ferma a 20. Tutte le informazioni relative ai costi e alle iscrizioni si possono ottenere al numero 091 3012069.
    Il primo semestre è iniziato con 15 iscritti, ma poi con il passare del tempo l’interesse è aumentato per arrivare a un totale di 30 iscritti. La speranza è di aumentare ancora questo numero durante il secondo semestre, anche se difficilmente si riuscirà a tornare in breve ai tempi d’oro, quando la scuola veniva frequentata da più di 70 persone, con cinque insegnanti. (mv)

    Zara, un gioiello che va visitato

    Gennaio 10, 2019

    Il New York Times ha pubblicato la lista dei 52 posti da visitare assolutamente nel 2019. Tra questi in 11.esima esima posizione spiccano Zara e il suo arcipelago. Il giornalista David Farley ha sottolineato che a favorire il piazzamento della città croata è stato l’ottimo risultato centrato dalla nazionale di calcio nonché il fatto che il genio del calcio Luka Modrić sia proprio di Zara. Farley, parlando della città dalmata, ha ricordato che spesso i turisti aggirano questo centro storico in favore dell’Istria, Spalato, Lesina e Ragusa, ma a suo avviso questo cambierà, grazie alla compagnia aerea di Ryanair che ha aumentato il numero di voli verso Zemunik. Così, dalla prossima primavera, Zara sarà collegata con Praga, Amburgo, Colonia e Norimberga. Come si legge sul New York Times, oltre al nucleo medievale di Zara, i turisti sono attratti anche dalla riva e dall’Organo marino costruito dall’architetto Nikola Bašić. Farley ha scritto che “questi devono essere assolutamente vissuti”, aggiungendo che i tramonti zaratini sono così magici che nemmeno Alfred Hitchcock ne rimase immune dopo la su visita nel 1964, definendo il crepuscolo di Zara come il più bello al mondo.

    Medolino. Rassegna dell’olio

    Gennaio 09, 2019

    Si svolgerà anche quest’anno a Medolino la tradizionale mostra internazionale di oli d’oliva “Ulika 2019”, giunta alla 14.esima edizione. L’esposizione si terrà il 27 aprile (sabato) prossimo, nell’albergo Sensimar. Il Comune invita fin d’ora gli interessati, produttori di almeno 50 litri di olio d’oliva di diversa specie, a inoltrare richiesta corredata da due bottigliette da 0,25 litri contenenti i campioni in gara. Le notifiche vanno avanzate dal 14 al 25 gennaio nella Casa sociale a Bagnole (dalle ore 16 alle 18) oppure tramite posta all’indirizzo dell’Associazione “Ulika” (civico 223 del Centro a Medolino). (fp)

    Storie personali, come tanti pezzi di un passato collettivo

    Gennaio 08, 2019

    Un archivio digitale d’interviste a personaggi il cui scopo è di arricchire la storia della presenza culturale italiana nella città quarnerina proprio attraverso la voce diretta dei suoi protagonisti. Si presenta così il nuovo strumento didattico multimediale della Comunità degli Italiani di Fiume, con il nome dell’Archivio della Memoria, che intende contribuire alla conoscenza delle diverse storie personali, come tanti pezzi di un passato collettivo.
    Il progetto – portato avanti da Gianfranco Miksa, giornalista del nostro quotidiano, e da Vanni D’Alessio, dell’Università di Napoli e collaboratore presso il Centro di Studi avanzati sull’Europa sud-orientale dell’Università di Fiume –, consiste nel video intervistare il maggior numero possibile di membri che appartengono alla realtà comunitaria italiana di Fiume, a partire dalle persone nate prima della Seconda guerra mondiale, e di archiviare le loro preziose testimonianze. Secondo queste linee guida, l’Archivio della Memoria è pensato come un contributo alla comprensione e allo studio della nostra storia, cultura e del popolo con tutte le sue sfaccettature. La finalità dello strumento, che rientra nella sfera della tecnologia dell’informazione (IT – Information Technology), è di presentare un quadro completo di quello che la Comunità italiana era ed è, ma anche di quello che è possibile conservare e tramandare alle generazioni future.
    L’Archivio è interamente consultabile sul canale Youtube del sodalizio di Palazzo Modello. Per accedervi, occorre digitare il nome della CI di Fiume, per esteso nel motore di ricerca, e l’internauta sarà indirizzato sul canale telematico in questione. Da lì sono consultabili le interviste, che per il momento sono quattro e variano da un’ora alle oltre due ore e mezzo di durata.
    I due autori dell’archivio, Miksa e D’Alessio, auspicano di costituire un nucleo consistente di fonti orali, la meta è di trenta testimonianze, che potrà essere utilizzato da ricercatori di oggi e di domani per svolgere ulteriori ricerche, indagini e per tramandare e insegnare una parte della storia, quella fiumana, della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia.
    Il canale parte con l’intervista a Giacomo Scotti (classe 1928), poeta, narratore, saggista, storico, traduttore letterario e giornalista. Segue quella a Bruno Petrali (classe 1925), personalità di spicco nella storia della Comunità Nazionale Italiana, tanto da essere stato il primo annunciatore professionista di Radio Fiume, e in seguito anche attore e direttore del Dramma Italiano, nonché celebre cantante e telecronista sportivo di Radio Tv Capodistria. Si continua poi con Maria Schiavato, ex direttrice della Scuola Elementare Italiana “Mario Gennari” – l’odierna “San Nicolò” –, da anni in pensione, che ha subito in prima persona il travolgimento del sistema scolastico italiano a Fiume. E infine quella a Mario Schiavato (1931), scrittore, alpinista e tipografo de La Voce del Popolo, tra gli autori fiumani “rimasti”, sicuramente uno dei più rappresentativi. È stato spettatore dell’esodo ed ha sofferto con i rimasti il grande vuoto della desolazione.
    A tutti loro è stato chiesto di trasmettere i ricordi legati all’infanzia a Fiume, alla guerra, ai bombardamenti, all’arrivo dell’autorità jugoslava, al mutamento sociale e culturale che ne conseguì, all’esodo, alla lingua italiana e al dialetto fiumano, al rapporto con la maggioranza e altri specifici argomenti per ciascun interlocutore. Inoltre, per facilitarne la visione è stato inserito – in alcune delle interviste e presto anche nelle altre – un “Indice di argomenti”, situato nella parte bassa della descrizione del video, che permette di selezionare determinati episodi della testimonianza dei protagonisti.

    Mancano lavoratori nonostante 150mila disoccupati

    Gennaio 07, 2019

    Nonostante il numero delle persone in cerca di un impiego si sia ridotto (in verità, più per l'esodo dei giovani che per un aumento dell'occupazione), la Croazia continua ad avere uno dei più alti tassi di disoccupazione dell'UE, ma anche il problema di non aver adeguato il sistema dell'istruzione al mercato del lavoro.
    Circa 150mila persone sono iscritte alle liste dell'Ufficio nazionale di collocamento, mentre nel contempo in tanti settori mancano lavoratori, perciò si chiede una più ampia liberalizzazione per i lavoratori dall'estero. Il problema è maggiormente sentito nel settore della ristorazione e in quello alberghiero, soprattutto nella stagione turistica, però anche in altri settori è sempre più difficile trovare lavoratori qualificati.
    In base ai dati dell'Ufficio inerenti al mese di ottobre, l'indice della disoccupazione era dell'8,1 per cento, mentre nell'UE corrispondeva al 6,7 per cento. È interessante notare che alcuni Stati dell'Europa centrale e occidentale, con cui una volta potevamo compararci, oggi hanno un tasso di disoccupazione molto minore di quello croato: nella Repubblica ceca è del 2,2 per cento (il minore dell'UE), in Ungheria del 3,7 per cento, in Polonia del 3,8 per cento e in Romania è del 4 per cento.
    Per tentare di ovviare, l'Ufficio nazionale di collocamento ha pubblicato le «Raccomandazioni per le iscrizioni e le borse di studio», in cui suggerisce quali programmi iscrivere per trovare quanto prima un impiego e quali invece evitare, perché già oggigiorno questa qualifiche sono in soprannumero.
    Nelle città maggiori, come del resto in tutto il Paese, viene perciò consigliato di iscrivere i programmi di avviamento alla professione (triennio) di macellaio, operaio edile di vari profili, fabbro, cuoco, cameriere, elettricista, elettrauto, meccanico auto, autista... Per ciò che concerne i programmi quadriennali, si consiglia di iscrivere quelli per diventare infermiere, tecnico sanitario, tecnico alberghiero, tecnico nautico... Chi desidera iscriversi all'Università è consigliato di scegliere medicina, ingegneria, matematica, fisica...
    A causa del surplus di persone in cerca di un impiego già oggi, si consiglia di non iscrivere i quadrienni per conseguire la licenza media in tecnico veterinario, economista, tecnico alimentare, referente amministrativo, tecnico chimico. Sono sconsigliati per la stessa ragione i programmi universitari di politologia, filosofia, traffico, economia aziendale, agronomia...

    Parte la riforma previdenziale

    Gennaio 02, 2019

    A partire dal 2033 in Croazia si potrà andare in pensione a 67 anni. Intanto, i pensionati potranno tornare a competere sul mercato del lavoro (ma sottoscrivendo esclusivamente contratti part time), senza per questo dover rinunciare a percepire la quiescenza. Lo stabilisce la riforma entrata in vigore ieri, resasi necessaria al fine di garantire la sostenibilità del sistema previdenziale. Oltre a imprimere un’accelerazione al processo d’innalzamento dell’età pensionabile, la manovra prevede anche una serie di altre misure tese a disincentivare il ricorso al pensionamento anticipato, a stimolare le nascite e a migliorare il tenore di vita dei cittadini.
    Dal 2019 al 2026 l’età pensionabile delle donne sarà innalzata di quattro mesi all’anno. La misura è stata decisa al fine di colmare più velocemente il divario tra l’età pensionabile delle donne e quella degli uomini. Di conseguenza dal 1° gennaio 2027 per potersi ritirare in pensione sia gli uomini sia le donne dovranno aver compiuto 65 anni d’età e aver versato i contributi prevideniali per almeno 15 anni. 
    Attualmente, si ricorda, le donne possono ritirarsi in pensione all’età di 62 anni e 4 mesi. Dal 2027 al 2033, invece, l’età pensionabile aumenterà di 4 mesi all’anno sia per le donne sia per gli uomini. In questo modo nel 2033 i requisiti minimi per potersi ritirare in pensione saranno di 67 anni d’età e 15 anni di contributi per entrambi i sessi.
    Uno degli scopi della riforma previdenziale consiste nel disincentivare il ricorso al pensionamento anticipato. Un diritto al quale nel corso degli anni si è ricorso talmente spesso che ormai i pensionati con più di 40 anni di contributi alle spalle sono meno del 20 p.c. del totale. Si tratta di una situazione che sta diventando ormai insostenibile per le casse dello Stato. In futuro, però le cose potrebbero cambiare. 
    Stando ai nuovi criteri, il reddito di un lavoratore che decida di ritirarsi in pensione prima di aver maturato il diritto alla quiescenza d’anzianità potrà essere decurtato fino al 18 p.c. La penalizzazione, tuttavia, è stata ridotta rispetto a quella prevista inizialmente. Invece dello 0,34 p.c., la decurtazione è stata fissata allo 0,3 p.c. per ciascun mese di mancato versamento dei contributi previdenziali.

    Bonus bebè

    La riforma contempla anche misure volte a stimolare le nascite, ossia il rinnovo demografico del Paese. Per ciascun figlio partorito o adottato, alle donne saranno riconosciuti sei mesi di contributi aggiuntivi. In tale modo, le pensioni delle lavoratrici che usufruiranno di questo benefit avranno diritto a una maggiorazione del 2 p.c.
    Al fine di garantire un tenore di vita quanto più decoroso ai pensionati, il legislatore ha previsto due possibili metodi di computo delle quiescenze. I futuri pensionati potranno decidere di rinunciare ai risparmi versati nei fondi previdenziali obbligatori (secondo pilastro pensionistico), e avvalersi dell’aggiunta del 27 p.c. per i contributi versati fino al 2002 e del 20,25 p.c. per quelli successivi. In alternativa, se lo giudicheranno più conveniente, i medesimi potranno decidere di intascare la quiescenza calcolata sulla base dei contributi versati nel primo e nel secondo pilastro previdenziale. In tale caso dovranno però rinunciare alle aggiunte del 27, ossia del 20,25 per cento.

    Anche la cultura va in gol

    Dicembre 22, 2018

    Damir Mišković, insieme al sindaco Vojko Obersnel, lo aveva annunciato pubblicamente già durante la “Notte bianca” una decina di giorni fa, ma da ieri c’è anche l’ufficialità: nell’ambito del progetto “Fiume 2020 – Capitale europea della cultura” (CEC), nella sede municipale è stato siglato l’accordo di collaborazione inerente alla realizzazione del programma “One City One Goal” (una città, un gol).
    A porre le proprie firme sul documento sono state la direttrice della società Rijeka 2020, Emina Višnić, il presidente del Rijeka calcio, Damir Mišković, nonché il primo cittadino di Fiume, Vojko Obersnel. All’evento hanno partecipato anche Ivan Šarar, capodipartimento per la cultura, Irena Kregar Šegota, direttrice del Settore per lo sviluppo e la partnership di Fiume 2020, Luka Ivančić, direttore generale del Rijeka calcio, Dean Šćulac, vicepresidente del Rijeka, nonché Lela Vujanić, responsabile dell’indirizzo programmatico “Cucina” nell’ambito del progetto Capitale europea della cultura.

    C’è anche il Liverpool

    Ma di che cosa si tratta di preciso? Nell’ambito del programma “One City One Goal”, come principale punto, verrà organizzato un torneo calcistico a livello di squadre juniores provenienti dalle città che finora sono state insignite del titolo di Capitale europea della cultura. Tra di queste citiamo il Liverpool, un nome che ha fatto la storia del calcio mondiale. Gli incontri si giocheranno allo stadio di Rujevica e in quello di Cantrida, unico al mondo per le sue caratteristiche peculiari. In alcuni segmenti il programma interagisce direttamente con il Riviera del Quarnero, noto torneo di calcio giovanile, che nel 2020 si estenderà anche al calcio femminile.

    Binomio insolito, ma compatibile

    Obersnel ha ringraziato il Rijeka calcio per aver saputo riconoscere l’importanza del programma “One City One Goal”, sottolineando che questa partnership impersona alla perfezione l’insolito abbinamento tra sport e cultura. “Mi rallegra il fatto che la nostra collaborazione, che dura ormai da anni, sconfini anche in attività che non riguardano prettamente la sfera sportiva, soprattutto il calcio. D’altronde, ripetiamo sempre che il progetto CEC è qualcosa che va ben oltre l’aspetto culturale: possiamo renderlo vincente soltanto se lavoreremo tutti insieme, come una vera città. Ogni singolo abitante di Fiume deve riconoscersi in questo progetto, chi nella sfera culturale, chi in quella sportiva, e non necessariamente soltanto in queste due. Nel Rijeka calcio abbiamo trovato un partner serio e ne è la dimostrazione che tutte le squadre fiumane che militano nei campionati di Prima Lega portano sulle loro magliette anche il logo di Fiume 2020 – Capitale europea della cultura”.

    Uno dei simboli della città

    Emina Višnić, direttrice della società Rijeka 2020 che si occupa della realizzazione materiale del progetto CEC, ha ammesso di essere orgogliosa del fatto che il Rijeka calcio, uno dei simboli della città, si sia incluso in prima persona nel dar vita all’iniziativa. “Siamo sicuri che attraverso questo progetto faremo tantissimo per lo sport e la cultura locale, ma anche in merito alla promozione internazionale di Fiume come città”.

    Il presidente del Rijeka, Damir Mišković, si è detto completamente in sintonia con il pensiero degli altri due firmatari dell’accordo di collaborazione. “Il Rijeka, inteso come club calcistico, e la città di Fiume sono un corpo unico. Non a caso da anni il nostro slogan è ‘Insieme siamo il Rijeka’, che può venir interpretato anche come ‘Insieme siamo Fiume’. Tutti noi dobbiamo fare il possibile affinché la nostra bellissima città cresca e diventi sempre più riconoscibile a livello internazionale. Con questo programma, che coinvolgerà tantissime persone, possiamo contribuire parecchio allo sviluppo di Fiume, e non soltanto in ambito culturale e sportivo. Ci saranno tanti avvenimenti e molte persone visiteranno o sentiranno comunque parlare della nostra città”.

    Festival, incontri e mostre

    Ricollegandoci al discorso iniziale, il programma “One City One Goal” riguarderà diverse sfere. È previsto, così, un festival delle canzoni sportive, uno riguardanti i film con la stessa tematica e una conferenza internazionale sul ruolo del calcio nella società moderna. In calendario anche numerosi altri incontri, come ad esempio la presentazione digitale della storia di questo sport. La maggior parte del programma si svolgerà sotto le rocce dello stadio di Cantrida, che la celebre CNN ha proclamato come uno dei più suggestivi impianti sportivi al mondo. Il resto delle attività avranno luogo nello stadio di Rujevica e in diversi punti della città, il tutto per avvicinare quanto più lo sport alle istituzioni culturali e viceversa. Perché, come detto in precedenza, il programma “One City One Goal” unisce due aspetti all’apparenza molto diversi tra loro, ma alla fine compatibili: il calcio e la cultura...

    Per i giornali all’estero taglio del 50 p.c. dei finanziamenti?

    Dicembre 18, 2018

    ROMA | In Senato prosegue l’iter della Legge di Bilancio, che ieri pomeriggio è approdata in Aula. Presentato e poi ritirato alla Camera, è stato riproposto in questo contesto al Senato l’emendamento alla legge di Bilancio che prevede tagli all’editoria. Il testo a prima firma Patuanelli (M5S) – presentato in Commissione Bilancio – prevede tagli a tutte le categorie di giornali che ancora beneficiano di contributi pubblici. Per i quotidiani e i periodici italiani all’estero, il taglio è del 50%: cioè dai due milioni di euro previsti finora si passa a 1 milione di euro. Si tratta di decurtazioni importanti che, se approvate, porrebbero a dura prova anche la stampa delle minoranze linguistiche in Italia, ma non solo. A essere penalizzate sarebbero pure le testate dell’Edit e partire da La Voce del popolo, che di fatto rientra comunque anche nella categoria della stampa italiana edita all’estero. Pertanto è inevitabile che il nostro quotidiano segua con estrema attenzione l’evolversi della situazione al Senato.

    Questo il testo dell’emendamento di Stefano Patuanelli (M5S): “Dopo il comma 471, inserire il seguente: “471-bis. Nelle more di una revisione organica della normativa di settore, che tenga conto anche delle nuove modalità di fruizione dell’informazione da parte dei cittadini, i contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n.70, sono progressivamente ridotti fino alla loro abolizione, secondo le seguenti previsioni: 1) a decorrere dal 1º gennaio 2020: a) la legge 7 agosto 1990, n. 230 è abrogata; b) all’articolo 1, comma 1247, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: “nonché alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 250” sono soppresse;
    2) il contributo diretto erogato a ciascuna impresa editrice di cui all’articolo 2 comma 1 lettera a), b) e c) del decreto legislativo 15 maggio 2017, n.70, in deroga a quanto stabilito all’articolo 8 decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, è ridotto progressivamente nel seguente modo: a) per l’annualità 2019 l’importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa editoriale sarà ridotto del 20 per cento della differenza tra l’importo spettante e 500mila euro; b) per l’annualità 2020 l’importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa editoriale sarà ridotto del 50 per cento della differenza tra l’importo spettante e 500mila euro; c) per l’annualità 2021 l’importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa editoriale sarà ridotto del 75 per cento della differenza tra l’importo spettante e 500mila euro;
    3) a decorrere dal 1º gennaio 2022 gli articoli da l a 24 del decreto legislativo 15 maggio 2017, n.70 sono abrogati; 4) il contributo diretto erogato complessivamente alle imprese editrici di cui all’articolo 2 comma 1 lettera g) del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, in deroga a quanto stabilito dagli articoli 18 e 22 del decreto legislativo 15 maggio 2017, n.70, per gli anni 2019, 2020 e 2021 è pari a 1 milione di euro;
    5) al fine di perseguire obiettivi di valorizzazione e diffusione della cultura e del pluralismo dell’informazione, dell’innovazione tecnologica e digitale e della libertà di stampa, con uno o più decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono individuate le modalità per il sostegno e la valorizzazione di progetti, da parte di soggetti sia pubblici che privati, finalizzati a diffondere la cultura della libera informazione plurale, della comunicazione partecipata e dal basso, dell’innovazione digitale e sociale, dell’uso dei media, nonché progetti volti a sostenere il settore della distribuzione editoriale anche avviando processi di innovazione digitale, a valere sul fondo per il pluralismo di cui all’art 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198”.
    Queste sono dunque giornate decisive per i giornali delle minoranze linguistiche e per la stampa all’estero. Siamo in presenza comunque di una situazione incerta, con una manovra ancora tutta da scrivere e coperture da definire vista la trattativa in corso con l’Unione europea sul deficit di bilancio. In ogni caso l’opposizione e la stampa italiana tutta sono sul chi vive. La Federazione Nazionale della Stampa e l’Ordine nazionale dei giornalisti hanno organizzato una manifestazione di fronte a Montecitorio per sensibilizzare il governo sulle pesanti conseguenze che eventuali tagli potrebbero avere. Si temono la chiusura di numerosi giornali e la perdita di posti di lavoro. Pertanto si chiede a tutti i parlamentari di votare con libertà di coscienza a tutela del pluralismo e della libertà di stampa.

    Bilancio regionale. 80mila kune in più per le minoranze

    Dicembre 18, 2018

    PISINO | L’Assemblea della Regione istriana ha approvato, all’ultima seduta che si è tenuta ieri a Pisino, con 36 voti a favore, 3 contrari e un astenuto, il Bilancio per il 2019 – che ammonta a 1 miliardo 424 milioni e 700mila kune –, con le rispettive proiezioni per il 2020 e il 2021. La parte che interessa la Regione istriana arriva a 307 milioni e 350,682 kune, ossia il 21,6% dell’importo complessivo, mentre i fondi destinati ai fruitori dei mezzi arrivano a 1 miliardo 117 milioni e 349.317 kune, ossia il 78,4% del Bilancio.

    Sono stati presentati in tutto 12 emendamenti sia da parte dei singoli consiglieri sia dai club di consiglieri, mentre un emendamento è stato avanzato dal presidente della Regione istriana, Valter Flego. Quest’ultimo si riferiva alla proposta di aumentare i fondi destinati all’Università “Juraj Dobrila” di Pola di 450mila kune. Tra gli emendamenti accolti dall’Assemblea, quello che prevede ulteriori 80mila kune a favore delle attività delle associazioni delle minoranze nazionali, quindi gli emendamenti che prevedono 200mila kune per la stesura dell’Analisi della situazione del settore ICT in Istria, 50mila kune per la celebrazione della Giornata dell’Europa sul Monte Maggiore, quindi 150mila per l’Unione sportiva dell’Istria e, precisamente, da destinare alle attività rivolte allo sviluppo del settore tra le giovani generazioni e tra le persone disabili. Inoltre, 50mila kune aggiuntive sono previste per la gara ciclistica “Primavera istriana – Istrian Spring Trophy” e 70mila per la realizzazione della documentazione progettuale per la costruzione di un centro d’accoglienza per gli animali abbandonati.

    «Credo nelle qualità delle persone»

    Dicembre 14, 2018

    UMAGO | È capodistriana ma umaghese di residenza, Marina Paoletić, la nuova responsabile dei Settori Cultura e Teatro, Arte e Spettacolo della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. Due settori importanti, storici, fondamentali per la nostra Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Dopo una laurea specialistica in Storia dell’arte e conservazione dei beni artistici e architettonici presso l’Università degli Studi di Udine e successivamente un corso d’aggiornamento per l’acquisizione delle competenze psicologico-pedagogiche presso l’Università “Juraj Dobrila” di Pola, si dedica alla docenza, insegnando storia dell’arte alla SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie e al Ginnasio “Antonio Sema” di Pirano. Nel suo lungo curriculum vanta, tra le altre esperienze, anche la pubblicazione del volume “Un mare, una barca e tante storie” (Associazione degli amanti del mare e dei beni culturali “Batana salvorina”, Umago 2017, pp.96), scritto da lei in collaborazione con Silvano Pellizon e Christian Petretich. Inoltre, si è occupata di ricerche sulle nobili famiglie Sabini e Grisoni, studiando i loro intrecci matrimoniali, gli interessi, i loro palazzi capodistriani e le loro proprietà agresti, in particolare Daila.

    Marina Paoletić ha raccolto le redini del settore da Marianna Jelicich Buić, assumendo l’incarico lo scorso agosto. L’abbiamo contattata per un’intervista.
    “Ho assunto l’incarico in maniera molto inaspettata, spinta dalla volontà di mettere in pratica le conoscenze che possiedo – esordisce Marina Paoletić –. È una sfida intesa a portare dei miglioramenti nelle tante manifestazioni culturali che contraddistinguono la nostra realtà comunitaria”.

    Quali sono questi miglioramenti?

    “Quale storica dell’arte non posso non riferirmi all’Ex Tempore di Grisignana, alla quale desidero non solo portare più artisti ma creare anche un luogo di condivisione e di contatto tra gli artisti, che serva da spunto, poi, per poter lavorare insieme. Sono dell’avviso che da unione e confronto emergano nuove realtà e idee artistiche. Per il Concorso d’arte e cultura ‘Istria Nobilissima’ vorrei che ci fosse una maggiore diffusione e riflesso delle qualità artistiche di tutti coloro che vi partecipano. Non a caso con la cerimonia di premiazione – in programma questa sera alla Comunità degli Italiani di Torre –, sarà allestita una mostra di tutte le opere premiate. Una pratica che era assente da diverse edizioni”.

    Quali sono le linee guida su cui intende basare il suo mandato?

    “La linea principale consisterà nell’avvicinare maggiormente i giovani alle nostre manifestazioni. Mi riferisco a tutti gli eventi, non solo all’Ex Tempore o a Istria Nobilissima, ma anche a Voci Nostre, al Festival dell’istroveneto, alle attività musicali e ad altre manifestazioni. Quello che intendo fare è di avviare un processo di rinascita per quanto riguarda i giovani, riattivarli, renderli partecipi e offrire loro degli sbocchi concreti per quelle che sono le possibilità offerte dalla CNI. La mia idea, o meglio indole, è di valorizzare le varie attività portate avanti dall’UI, e di arricchirle con una ventata di novità. Ci sono tanti giovani che possiedono una moltitudine di talenti. Vorrei aiutarli a esporsi e farli avere un maggiore ruolo nelle varie attività che svolge l’UI; creare un trampolino di lancio per tante realtà culturali in tutti i sensi”.

    Nello specifico a che cosa aspira?

    “Quello che desidero proporre, che è poi un’idea maturata in seguito della pubblicazione legata alla ‘Batana salvorina’ – ‘Un mare, una barca e tante storie’, che ho scritto insieme a Silvano Pelizzon e a Christian Petretich, concerne la ricostruzione di una memoria comune, fatta da persone semplici, che in certi luoghi è ancor sempre assente. In altre parole, desidero allacciare maggiormente i contatti non solo tra rimasti ed esuli, ma anche tra giovani e meno giovani per recuperare attimi di vita vissuta, tradizioni, mestieri e tutto quello che può emergere da tali punti d’incontro. Questa pubblicazione è stata per me un’esperienza bellissima perché nel realizzarla c’è stato un vero e proprio contatto tra generazioni, realtà e scelte diverse. E grazie alla quale sono poi emersi spaccati di vita e tantissime storie di gente semplice che solitamente non vengono raccontate e che senza una precisa documentazione scritta o video, rischierebbero di andare perse per sempre. Credo che ogni nostra CI possa lavorare e adoperarsi per far emergere simili iniziative. Insomma dare una forma alla memoria storica-orale, alla nostra identità, per tramandarla alle generazioni future”.

    Quali sono i finanziamenti su cui può contare il suo settore?

    “Siamo ancor sempre nella fase di realizzazione del Piano finanziario. Tuttavia posso dire che i presupposti economici sono più o meno quelli degli anni passati. Non ci sono grandi variazioni rispetto all’anno precedente. Per cui spero di poter creare queste attività perché credo molto nelle qualità delle persone e nei loro buoni propositi”.

    Qual è il rapporto con il Dramma Italiano?

    “La compagnia di prosa in lingua italiana non è più sotto l’ingerenza del Settore Cultura e Teatro, Arte e Spettacolo, ma rientra nella sfera delle istituzioni della CNI. Sono comunque molto contenta delle nuove linee guida del direttore Giulio Settimo. Allo stesso modo sono soddisfatta delle idee e delle attività che la compagnia di prosa in lingua italiana di Fiume sta realizzando per i nostri ragazzi. Soprattutto della scelta di insegnare l’importanza di frequentare il teatro. Valori che spesso diamo per scontati, ma che in realtà mancano”.

    Le opere premiate a Istria Nobilissima e all’Ex Tempore negli ultimi anni finivano depositate negli spazi dell’UI. Non crede che meritino di essere esposte?

    “È un vero peccato che le opere siano rinchiuse tra le quatto mura del magazzino. La mia idea, con il supporto del presidente della GE, Marin Corva, è di allestirle nelle sedi delle varie Comunità degli Italiani in modo da valorizzarle al massimo”.

    Una digitalizzazione delle opere porterebbe a un’ulteriore vita online?

    “In realtà tutte le opere sono state fotografate, e quindi digitalizzate per le varie antologie. Purtroppo queste non sono ancora fruibili. Sì, è vero, si potrebbe creare un apposito sito Internet, per renderle visibili in maniera molto più ampia”.


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