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    Nana Tomić tra le migliori segretarie del Paese

    By Patrizia Chiepolo Mihočić Novembre 03, 2018 184
    Nana Tomić, segretaria modello Nana Tomić, segretaria modello Ivor Hreljanović

    Fare un lavoro che piace e farlo con passione e dedizione è sicuramente una fortuna, ma anche un pregio. Se poi si viene anche premiati a livello nazionale, la soddisfazione sale alle stelle. Questa sera a Zagabria verranno premiate le migliori segretarie dell’anno. Tra queste figura anche Nana Tomić, segretaria della Scuola media superiore italiana di Fiume, che da 9 anni tiene “sotto controllo” tutta l’attività scolastica. Dopo avere frequentato la scuola elementare italiana Dolac, l’ex Liceo e poi la Facoltà di giurisprudenza a Fiume, Nana ha lavorato per un periodo in una ditta che si occupava di edilizia. Poi alla SMSI c’è stato bisogno di una supplenza, visto che l’ex segretaria era in permesso parto, ed è subentrata lei. “La collega Silvia Vračar è poi ritornata in classe a insegnare e io sono rimasta al suo posto. È un lavoro completamente diverso da quello che facevo prima. Però mi sono trovata bene da subito. Tra l’altro sono ritornata nelle mia scuola, il che mi rende ancora più felice”, ci spiega Nana Tomić, visibilmente emozionata.

    Ha avuto subito un buon rapporto con i colleghi?

    “Alcuni li conoscevo già da prima. L’ex preside Ingrid Sever, poi, è stata mia professoressa e quindi non ci sono stati problemi. Mi hanno aiutato tantissimo perché è un lavoro molto vario che non è difficile, ma bisogna sapere fare di tutto. La collaborazione con il nuovo preside è davvero ottima, e lo dico sinceramente. Sia dalla parte umana che professionale. È davvero una persona alla mano. E poi lo conoscevo da prima in quanto abbiamo frequentato entrambi il Liceo. Trascorriamo moltissimo tempo insieme perché deve esserci collaborazione, altrimenti non funziona”.

    Oltre al classico lavoro, ovvero alle sue mansioni quotidiane, è inclusa anche in altri progetti e attività

    “È impossibile seguire alla lettera soltanto il lavoro che dovrebbe venire svolto dalla segretaria. Sono in continuo contatto con tutti, bisogna preparare la documentazione, gestire l’amministrazione, insomma avere le mani un po’ dappertutto. Siamo tutti abbastanza legati e affiatati e ci aiutiamo a vicenda. Devo dire che l’amministratrice e i bidelli sono la mia mano destra. Siamo un team molto valido”.

    Essere a contatto con i ragazzi è un lavoro stressante o gratificante?

    “Per me non è stressante. Non ho mai avuto delle brutte esperienze. Sono ragazzi molto educati e bravi. Siamo una scuola piccola e l’atmosfera è per così dire intima e quindi non ho mai avuto dei casi dove ci sono stati problemi irrisolvibili. Nel mio lavoro succedono spesso situazioni stressanti, che si sarebbero dovute risolvere ieri e non attendere domani. Però non sono cose negative, fanno parte del mio lavoro”.

    Chi l’ha candidata per il premio?

    “Io non avevo assolutamente idea di quello che i miei colleghi stavano ‘tramando’. È stata un’idea della prof.ssa Rina Brumini che ha organizzato il tutto durante l’estate in collaborazione con il preside. Io non conoscevo nemmeno l’esistenza di questo premio. Avevo letto qualcosa anni fa perché me lo aveva fatto vedere la mia collega, Diana Smocovich, però non l’ho preso in considerazione seriamente. Poi un giorno il preside mi ha invitato nel suo ufficio dove c’erano altri colleghi perché aveva da dirci qualcosa. Io pensavo si trattasse di qualche nuovo progetto o attività, e invece la prof.ssa Brumini mi ha annunciato che avevo vinto questo riconoscimento. Sono rimasta scioccata ed emozionata allo steso tempo. Mi ha fatto tanto piacere il loro pensiero, perché sapere che durante l’estate, mentre tutti pensano soltanto alle vacanze, ci sono i colleghi che ti candidano per un simile premio. È davvero molto gratificante. Li ringrazio con tutto il cuore”.

    Nella candidatura inviata dai suoi colleghi sta scritto che senza di lei la scuola sarebbe un posto troppo serio e senz’anima. Quanto significato ha per lei questo premio?

    “Tantissimo per il solo fatto che sono stati i miei colleghi a organizzare il tutto. Perché se hanno visto che mi impegno e che voglio bene a tutti loro, questo è per me il riconoscimento più grande. Spesso trascorro più tempo a scuola che a casa e quindi sapere che ci sono colleghi che ti apprezzano è davvero entusiasmante. Lavorare in un ambiente sereno, trovarsi bene con i propri colleghi è davvero una grande fortuna”.

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    Last modified on Sabato, 03 Novembre 2018 11:17