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    CNI, diritti da applicare. Strada sempre in salita

    L’attuazione dei diritti delle Comunità nazionali autoctone, italiana e ungherese, in Slovenia è stata al centro dell’ultima riunione della Commissione parlamentare per le nazionalità. Ai vari Ministeri era stata chiesta nell’ottobre scorso una relazione sui provvedimenti adottati per far fronte agli obblighi dello Stato nel rispetto del bilinguismo, scritto e parlato, negli uffici pubblici.
    La relazione governativa è stata riassunta dal direttore dell’Ufficio per le nazionalità, Stanko Baluh, ma nessuno dei rappresentanti dei dicasteri presenti ha ritenuto di dover prendere la parola. Il deputato al seggio specifico della CNI alla Camera di Stato, Felice Žiža, ha rilevato che i contatti instaurati con molti Ministeri sono proficui. Consentono di migliorare la posizione delle minoranze autoctone, di porre rimedio a manchevolezze o omissioni nei documenti, nei formulari e anche nelle applicazioni digitali. Come osservato da Žiža, molto è stato fatto, ma ancora molto rimane da fare. Lo dimostrano anche alcune delle relazioni depositate, in forma molto stringata, dai dicasteri, come quello della Salute, sebbene nel comparto, ovviamente, non tutto sia regolato adeguatamente. Il presidente della CAN costiera, Alberto Scheriani, ha definito la seduta molto tecnica, con in agenda questioni dibattute più volte e che ancora attendono una soluzione definitiva.
    Tra le più importanti ha citato i fondi per le attività culturali, invariati da molti anni, che non offrono adeguato sostegno al comparto RTV e alla carta stampata in lingua italiana. Scheriani ha rimarcato l’importanza di attuare concretamente le norme della nuova legge quadro sull’istruzione, soprattutto negli articoli che riguardano l’Ufficio autonomo di consulenza pedagogica per le nostre scuole e la preparazione dei quadri insegnanti in lingua italiana da parte delle Università in Slovenia. Alla sessione della Commissione per le nazionalità della Camera di Stato hanno presenziato, in rappresentanza dell’Unione Italiana, pure il presidente Maurizio Tremul e il vicepresidente della Giunta Esecutiva, Marko Gregorič. Nell’occasione hanno presentato un articolato documento, in cui sono stati affrontati alcuni punti rilevanti e in cui sono state avanzate una serie di proposte e di provvedimenti da adottare per una coerente applicazione dei diritti della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia, dall’aumento dei finanziamenti alle istituzioni unitarie, ai diritti linguistici e al bilinguismo, dall’approvazione della legge organica di tutela della CNI alla promozione dei valori della convivenza, del multiculturalismo e del plurilinguismo, dalla soluzione delle problematiche che attanagliano i programmi italiani delle emittenti radiotelevisive di Capodistria, trasmissioni satellitari in primo luogo, alla cooperazione europea fino ad alcune necessarie modifiche legislative.
    Da rilevare, infine, che è stato pure approvato il programma operativo della Commissione fino al 2022.

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    Last modified on Giovedì, 11 Aprile 2019 13:38