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    Secondo binario: spesa eccessiva?

    CAPODISTRIA| È destinato a far discutere il piano finanziario per il secondo binario sulla tratta ferroviaria Capodistria-Divaccia. Il documento, approvato dal governo, prevede una spesa di 1,2 miliardi di euro per un delicato tracciato sul Carso, con forti dislivelli da superare e numerose gallerie da costruire. Il ministro per l’Infrastruttura, Alenka Bratušek, non ha spiegato chiaramente se sarà costruito soltanto un binario aggiuntivo, da abbinare quindi a quello già esistente. Gli ingenti mezzi finanziari necessari saranno prelevati dal bilancio nazionale, da crediti con istituti bancari europei, come la Banca per lo sviluppo, dai fondi comunitari, da accordi con banche commerciali nazionali e, infine, con nuove imposte sui traffici marittimi e ferroviari. Questo piano non prevede la partecipazione ai finanziamenti di Paesi terzi. Spesso era stata citata la disponibilità dell’Ungheria per un prestito di 200 milioni di euro, visto che per il Porto di Capodistria passano numerose merci dirette all’Europa centrale. I contributi stranieri erano stati contestati dai sindacati che temevano in cambio dei finanziamenti, concessioni nei terminal portuali, come accaduto altrove. L’esecutivo ha confermato di voler affrontare con mezzi propri e crediti bancari l’investimento. Attualmente è già in corso la costruzione delle vie di collegamento con il tracciato della ferrovia. Quindi sarà scelta la ditta appaltatrice che dovrà concludere l’opera entro il 2022. “Luka Koper” ha salutato il passo avanti nell’importante intervento, rilevando che gli investimenti operati autonomamente dallo scalo, tendono ad aumentare le merci manipolate, che poi potranno essere consegnate rapidamente al destinatario proprio con la nuova ferrovia.
    Gli osservatori qualificati che seguono il progetto sono tornati a ripetere che la spesa prevista è esagerata e che con altre soluzioni si poteva pervenire allo stesso risultato spendendo la metà o anche meno. L’ipotesi che non siano costruiti due binari nuovi, abbandonando quello in funzione, ha scatenato le ire delle Comunità locali direttamente interessate. Dal raddoppio della tratta si attendevano soprattutto che fossero risolti una volta per tutti i problemi legati alla tutela antincendio. Il binario in funzione attraversa o lambisce i loro villaggi e d’estate spesso i treni appiccano incendi con le scintille provocate dalle ruote. Non escludono proteste per contestare il progetto governativo.

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    Last modified on Domenica, 27 Gennaio 2019 11:37