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    Un sindaco al suo esordio in politica

    By Gianni Katonar Dicembre 31, 2018 198
    Đenio Zadković nel suo studio Đenio Zadković nel suo studio

    Il Comune di Pirano ha da una quindicina di giorni un nuovo sindaco. Dopo due tornate elettorali, i cittadini hanno affidato l’incarico a Đenio Zadković, noto imprenditore locale, che ha fatto in quest’occasione praticamente il suo esordio in politica con il “Movimento per il Comune di Pirano”, partito nato su facebook, per volontà della gente comune alla ricerca di un cambiamento nella qualità della vita a livello locale.

    Come ha accolto l’esito delle urne e l’ampio sostegno degli elettori?

    È stata senza dubbio una bella impressione. Sotto sotto ce l’aspettavamo, ma non con uno scarto percentuale così ampio. Si avvertiva la volontà di cambiare corso. La gente che incontravo nel mio foto laboratorio mi forniva quotidianamente queste informazioni e abbiamo capito che potevamo farcela. In nessun caso avremmo pensato che la vittoria potesse essere tanto netta. Sono stati momenti molto belli, a coronamento di un fenomeno che abbiamo innescato e che è culminato con una splendida affermazione. Siamo, ovviamente, molto soddisfatti.

    Nell’assumere la guida del Comune ha già potuto farsi un’idea sulle condizioni in cui lo ha ereditato?

    In base ai documenti che ci sono stati consegnati e che abbiamo potuto controllare, direi che il Comune è, tutto sommato, in buone condizioni, anche se questo termine è piuttosto generico. Servirà un’ulteriore verifica dei libri contabili e ancora un incontro con la signora Breda Klobas, Capoufficio finanze, che ci ha già presentato una relazione, ma sappiamo che dovremo andare ancora più nei dettagli. Non escludo serva qualche revisione. A prima vista alcune cose mi sembrano strane e in veste di colui che è chiamato a gestire con oculatezza i mezzi pubblici, devo accertarmi di come stanno effettivamente le cose per poter partire da una base ben chiara con il nostro lavoro.

    La prima seduta del Consiglio comunale è ormai archiviata. Come giudica i rapporti tra i partiti che vi sono rappresentati?

    Ho avuto modo di conferire con quasi tutti i consiglieri appena eletti. Con coloro che non ho potuto ancora incontrare, mi riprometto di farlo quanto prima. Penso di poter dire che stiamo andando verso un’ampia coalizione. Personalmente mi ritengo capace di unire le persone, di creare un clima amichevole anche perché sono certo che tutti vogliamo il bene del nostro Comune e siamo pronti a indirizzare le nostre energie in questa direzione. Gli elementi presenti nei vari programmi andranno fusi in un documento unico, che cerchi le possibili sinergie. Poi ci rimboccheremo le maniche ma, come detto, siamo favorevoli a un’ampia collaborazione per portare a termine i compiti che ci saremo prefissi.

    Quale sarà il ruolo dei tre consiglieri ai seggi specifici della CNI?

    Avranno indubbiamente un ruolo molto importante. Mi sembra di poter affermare che gran parte dei nostri intenti si ricollegano a quelli che sono i progetti e le iniziative della Comunità Nazionale Italiana. È l’unica veramente autoctona nel Comune ed è quella che mantiene in vita l’identità della nostra località. Contribuisce a dare un’immagine importante di Pirano ai visitatori, sia quelli di passaggio sia quelli che si trattengono qui per periodi più lunghi. Abbiamo uno splendido patrimonio culturale. Siamo una città della cultura e la storia della nostra destinazione turistica deve poggiare su queste basi. E proprio in questo segmento il contributo della Comunità italiana può essere enorme. Sarà un partner importante e la vedo inclusa praticamente in tutte le nostre future iniziative. Sono continuamente in contatto con i tre consiglieri, Manuela Rojec, Andrea Bartole e Nadia Zigante e sarebbe mio desiderio averli quanto più possibile al mio fianco, affinché possano consigliarmi. Il parere della Comunità italiana sarà per me molto importante e li vedo come partner, anche critici, che sapranno correggere la portata dei nostri interventi. Desidero che le tradizioni, gli usi e i costumi della nostra società restino vivi e il ruolo dei concittadini italiani sarà di primaria importanza in questo campo.

    Lei ha già provveduto a nominare il primo vicesindaco. A quando la scelta degli altri due e per quanto riguarda l’esponente italiano, seguirà l’indicazione già fornita dalla CAN comunale per Manuela Rojec?

    Ho già potuto indicare come mio vice Karlo Radovac, che ricoprirà questo ruolo da professionista. Diversa è per ora la posizione di Gabrijel Franca, che mi subentrerà in Consiglio municipale e soltanto allora potrò nominare anche lui vicesindaco. Per quanto riguarda Manuela Rojec, ho la ferma intenzione di proporla, a sua volta, come mio vice professionista. Sarebbe molto importante poter contare su di lei a tempo pieno per creare una strategia di lavoro. Desidero che il mio raggio d’azione sconfini nei Comuni limitrofi di Capodistria, Isola e Ancarano, ma anche oltre confine dalla parte croata a Umago, Buie e Pinguente. Sul versante italiano auspico collegamenti ancora più stretti con Muggia e Trieste, ma anche con Venezia che vorrei vedere gemellata a Pirano. Manuela Rojec potrebbe svolgere compiti di primo piano nelle relazioni internazionali. Vorrei includerla nella nostra squadra, ma soltanto se questo sarà anche il suo desiderio. Comprendo, però, che voglia rimanere legata alla sua professione d’insegnante e al suo incarico di dirigente della Comunità degli Italiani.

    Come giudica i problemi che assillano la CNI, ad esempio l’applicazione delle norme vigenti, il bilinguismo e così via?

    Proprio in questo comparto il ruolo del vicesindaco italiano professionista sarebbe di vitale importanza. Manuela Rojec parla perfettamente lo sloveno e l’italiano, potrebbe giudicare con cognizione di causa l’applicazione del bilinguismo, ma anche mettere a disposizione le sue competenze linguistiche per evitare sbagli nelle traduzioni. I progetti che abbiamo in cantiere richiederanno precise terminologie che lei conosce benissimo, essendo da anni inclusa nelle attività della Comunità Italiana. Per questo, ripeto, la vorrei con noi in municipio da professionista.

    Quali sarebbero, in sintesi, i progetti di sviluppo del Comune di Pirano?

    Pirano è una perla del Mediterraneo. Già soltanto per il suo patrimonio culturale ha una valore inestimabile. Questa può essere una base di partenza per un suo ulteriore sviluppo. Ma ci sono tante altre particolarità che ci rendono unici. Con il sostegno dell’UE, vorrei fare di Pirano la capitale della cultura europea. A mio parere sarebbe fattibile ottenere il titolo e poi promuoverlo non soltanto a livello locale o nazionale, ma anche in tutto il mondo. D’altra parte intendo adoperarmi per la creazione di nuovi posti di lavoro dal valore aggiunto, che frenino la fuga dei giovani all’estero. È una tendenza inammissibile che va arginata assolutamente. Va poi creata una condizione di mutuo sostegno con gli imprenditori: loro hanno bisogno di noi e noi di loro. Dobbiamo tener conto delle necessità, ascoltare le loro richieste. La cordata deve essere solida ed efficace. In base alla Costituzione siamo uno Stato sociale, ma l’economia deve essere la forza trainante e creare i presupposti nel Comune per il suo ulteriore sviluppo. Questi sono gli elementi su cui lavoreremo. Su tutto, s’innesta ancora il problema del traffico e dei parcheggi, che va risolto. Il nostro programma di lavoro è, ovviamente, molto più ampio, ma come inizio questi progetti dovrebbero avere la priorità.

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    Last modified on Lunedì, 31 Dicembre 2018 11:32