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    Consolato d’Italia, cerimonie per commemorare i defunti

    Le visite ai cimiteri di Capodistria e Crevatini hanno concluso ieri il consueto omaggio ai defunti del Consolato generale d’Italia a Capodistria. Il viceconsole Damiano Nardo è stato accompagnato al cimitero di San Canziano da Alberto Scheriani, presidente della Comunità autogestita costiera della nazionalità italiana e vicesindaco di Capodistria, da Fulvio Richter, presidente della CAN di Capodistria e da Mario Steffé, presidente della CI “Santorio Santorio” e da alcuni connazionali. Il dottor Nardo ha ricordato che la commemorazione dei defunti è un appuntamento molto importante e un doveroso omaggio a coloro che ci hanno ormai lasciati, ma che rappresentano le radici dell’albero che poi è cresciuto nella realtà attuale. La delegazione ha sostato dapprima presso il Monumento ai Caduti durante il secondo conflitto mondiale, dove sono state deposte delle corone di fiori e dedicato un momento di raccoglimento. I presenti hanno proseguito fino alla tomba di Giorgio Cobolli, Medaglia d’oro al valore militare, omaggiata con dei fiori, come anche presso i monumenti funerari della famiglia Quarantotti Gambini e dei genitori di Nazario Sauro. Non poteva mancare un omaggio floreale per ricordare i 12 giovani sterminati da parte dei nazisti nell’ottobre del 1943, mentre tentavano la fuga dopo che erano stati fermati durante un rastrellamento. Prima di prendere parte alla funzione religiosa, officiata in suffragio dei defunti di Capodistria e Bertocchi, celebrata nella cappella del cimitero da don Primož Krečič, dei fiori sono stati posati anche sul Monumento ai Caduti della Grande guerra. La delegazione si è poi diretta verso il cimitero di Santa Brigida, a Crevatini, dove ad attenderla, oltre alla presidente della Comunità degli Italiani di Crevatini, Maria Pia Casagrande, c’erano anche il presidente della CAN di Ancarano, Guglielmo William Tell e il vicesindaco di Ancarano, Franko Železnjak. Qui le corone sono state poste sul Monumento dei Caduti nella Lotta per la liberazione e sulla tomba della famiglia Abram, dove giace anche Apollinio, primo presidente della CI di Crevatini. Come da tradizione, la cerimonia si è conclusa con una messa celebrata da don Franc Šenk.

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    Last modified on Mercoledì, 07 Novembre 2018 12:25