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    Capodistria rispolvera la storia degli odonimi

    By jb Settembre 12, 2018 189
    Timotej Pirjevec, Damian Fischer e Alberto Scheriani Timotej Pirjevec, Damian Fischer e Alberto Scheriani Jana Belcijan

    CAPODISTRIA | Nel centro storico capodistriano si darà il via domani all’affissione delle tabelle informative che riportano gli antichi toponimi cittadini. Nello specifico, si tratta di 25 odonimi di altrettante piazze, piazzette e calli cui faranno seguito anche la centrale piazza del Duomo (oggi piazza Tito) e il piazzale del Baluardo, oggi piazza Ukmar, dove in assenza dell’edificio sul quale compariva un tempo, la tabella sarà installata su un’asta. “Per noi si tratta del recupero storico e culturale della città”, ha spiegato ieri Alberto Scheriani, vicesindaco del Comune di Capodistria durante la presentazione del progetto. “Questa volta abbiamo deciso di chiarire gli scopi dell’iniziativa, informando i cittadini che abbiamo formalizzato al massimo la procedura, a partire dal decreto comunale, con il sindaco che ha formato la Commissione responsabile dei lavori”, ha osservato Timotej Pirjevec, a capo dell’Ufficio per gli affari sociali, riferendosi al disguido avvenuto nel novembre del 2017, quando la prima tabella era stata posta nella piazza centrale, generando una serie di incomprensioni, critiche e polemiche scatenatesi sui social media. “Il nostro obiettivo era fornire maggiori informazioni sulla città e abbiamo dovuto cercare la chiave giusta per affrontare il compito”, così Damian Fischer, presidente della Commissione municipale preposta. Le attività, ha illustrato, si sono basate sulla relazione Martissa in riferimento alla toponomastica capodistriana del 1883, entrata in vigore nel 1905. Il documento, infatti, non presenta odonimi legati al periodo tra le due guerre mondiali, che sono però pur sempre relativamente vicini nel tempo, ad esempio non più legati al dominio della Serenissima. Le tabelle avranno uno stile unitario, con l’antico nome introdotto dal “già” in italiano, come pure in sloveno e inglese, nonché con l’aggiunta eventuale dei nomi popolari di certe piazze, dove questi erano quasi più usati di quello ufficiale. Importante, inoltre, l’inserimento dello stemma del Comune di Capodistria, a testimoniare l’ufficialità della targa. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con l’Unità piranese dell’Ente per la tutela dei beni culturali, che ci ha indicato ogni singola affissione nel dettaglio”, così ancora Fischer. La municipalità ha inoltre inviato 142 avvisi ai proprietari degli edifici interessati, ricevendo solamente tre risposte contenenti osservazioni negative, di cui due risolte.

    “Significa che le persone si rendono conto della ricchezza del retaggio culturale cittadino, che è la base della nostra storia di cui evidentemente siamo tutti orgogliosi”, ha concluso Pirjevec. La prossima fase che potrebbe avere inizio nel 2019, riguarda la Calegaria, ossia le sue vie traverse, un tempo con odonimi propri, le quali oggi sono inglobate nel nome Calegaria con i vari numeri civici che si susseguono. L’intenzione è di proseguire con l’iniziativa, ampliandola alle principali vie e, avendo diversi borghi dell’entroterra mostrato interesse, al momento si parla di Crevatini e Scoffie, di portare lo stesso sistema dal punto di vista grafico anche nelle località che lo richiederanno, previa analisi e studio da parte della Commissione preposta.

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    Last modified on Mercoledì, 12 Settembre 2018 13:54