Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
    Redazione

    Redazione

    Raffineria di Fiume. Ecco la colonna di distillazione alta ben 55 metri

    Gennaio 17, 2019

    Una colonna alta ben 55 metri è arrivata ieri nel porticciolo di Podurinj. Si tratta della colonna di distillazione per l'impianto Topping III (distillazione atmosferica) della Raffineria di Fiume, che sarà installata nell’ambito del rifacimento dell’impianto di Urinj (a est del capoluogo quarnerino). La torre di frazionamento, come viene chiamata anche la colonna utilizzata nella distillazione topping, è un'apparecchiatura chimica costituita da una torre cilindrica in acciaio all'interno della quale, ad intervalli regolari, si trovano dei piatti orizzontali, che dividono la torre in vari "stadi". I piatti possono avere diverse geometrie e hanno lo scopo di porre in intimo contatto le due correnti (liquida e gassosa) che si incontrano in corrispondenza di ogni piatto. La temperatura della torre è elevata alla base e va diminuendo con l'altezza. La carica, in parte in fase vapore, viene messa nella "zona di esaurimento" della colonna (cioè sul fondo), dove si vaporizza ulteriormente grazie a una riduzione di pressione. Il vapore, mano a mano che sale in colonna, viene in contatto con il liquido che scende dai piatti di distillazione superiori. I composti che hanno una temperatura di ebollizione più bassa (ovvero sono più volatili) passano in fase vapore e risalgono verso la parte alta della colonna, mentre i prodotti più pesanti (detti "residuo atmosferico" o "residuo topping"), che hanno una temperatura di ebollizione superiore, rimangono in fase liquida, per cui vengono prelevati dal fondo della colonna. Da alcuni piatti di distillazione si "spillano" i tagli petroliferi, che vengono inviati alle lavorazioni successive. I tagli petroliferi sono miscele di idrocarburi che hanno una temperatura di ebollizione compresa in un determinato intervallo. Le frazioni che si ottengono da una colonna di distillazione sono generalmente: incondensabili, GPL, benzina, cherosene, gasolio leggero, gasolio pesante, residuo atmosferico.

    L’intervento, il cui costo ammonta a 800 milioni di kune (poco più di 100 milioni di euro), è iniziato i primi giorni di quest’anno e, come spiegato dalla compagnia petrolifera Ina, coinvolge ben 2000 subappaltatori.

    Terremoto a Ravenna. Avvertito anche in Istria e a Fiume

    Gennaio 15, 2019

    Paura nella notte in tutto l’Alto Adriatico per un terremoto segnalato tre minuti dopo mezzanotte. Stando ai dati diffusi da Emsc (Centro sismologico euro mediterraneo) il sisma avrebbe raggiunto la magnitudo 4.6 della scala Richter, con epicentro in Emilia Romagna, ma nettamente avvertito anche in Veneto e in molte zone della Lombardia. Segnalazioni sono avvenute anche in tutta l’Istria, da Parenzo a Montona, ma anche a Fiume. L’area epicentrale sarebbe stata localizzata in mare, a 11 chilometri dalla costa di Ravenna. Sempre secondo Emsc, l’ipocentro (il punto all'interno della Terra dove comincia a propagarsi la frattura che genera un terremoto)sarebbe  stato localizzato a 25 km di profondità. La Protezione civile italiana ha fatto sapere che dalle prime verifiche non risultano danni a persone o cose. 

    Una seconda scossa di magnitudo 3 è stata registrata alle 00.29. L'epicentro è stato individuato a 9 chilometri da Cervia (Ravenna) e a una profondità di 22 chilometri. All'1.45 l'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) ha registrato, con epicentro a nove chilometri da Ravenna, un'altra scossa di magnitudo 2.2 e altre due scosse, entrambe di magnitudo 2, sono state registrate nella stessa zona, rispettivamente alle ore 4.44 e alle ore 4.57.

    Pola. Monte Zaro, una scalinata che invoca aiuto

    Gennaio 14, 2019

    Sale la china di Monte Zaro in prolungamento di via Laginja ed è uno dei percorsi pedonali più battuti del centrocittà, dopo le vie Sergia e Flanatica, le piazze Foro, Primo maggio e i Giardini. Ma è anche una delle strade lastricate più pericolose di Pola. Stiamo parlando della scalinata Jurina e Franina, una delle salite di Monte Zaro, la più importante a dire il vero, sia dal punto di vista storico-architettonico, sia da un’ottica esclusivamente urbanistica. Chi la frequenta perché abita il colle oppure usufruisce dei servizi delle numerose istituzioni (chiese, asili, scuole, istituto di correzione per adolescenti, ecc.) ne sa qualcosa: il suo lastricato è due volte pericoloso. Per prima cosa, è costituito in larga parte da ciottoli di mare, ben levigati, ormai, per l’usura, e certamente poco sicuri per una deambulazione in forte pendenza, soprattutto in discesa, mentre in salita si presenta forse un po’ più praticabile. In secondo luogo, questa pavimentazione così poco sicura si è andata ulteriormente deteriorando, e oggi presenta buche di notevole superficie che finiscono per mandare in crisi i pedoni che non hanno percorsi alternativi di scegliere, specie se anziani e poco sicuri sulle loro proprie gambe

    Alcuni cittadini cominciano ad accusare seri problemi di spostamento. E non sono pochi, perché non sono pochi i fedeli che tutti i sabati frequentano la Chiesa Avventista che si affaccia sulla scalinata, né sono pochi i clienti dello studio architettonico-progettistico che a sua volta si affaccia alla scalinata, dirimpettaio della alla Chiesa. E non sono pochi i genitori e i nonni che ogni giorno accompagnano i bambini all’asilo, non sono pochi i residenti dei condomini di Monte Zaro che devono scendere la china per raggiungere il mercato, i negozi del centrocittà, e sicuramente non sono pochi i ragazzi e i giovani che frequentano il Centro sociale Rojc, passando da via Gaj ma anche per la Scalinata Jurina e Franina.

    Il testo completo sull'edizione di domani della Voce

    Svizzera. Fuoco distrugge pullman di alunni spalatini: illesi

    Gennaio 12, 2019

    Un pullman con a bordo allievi di alcune scuole medie di Spalato è interamente bruciato in un tunnel in Svizzera. Per fortuna tutti sono scesi prima che le fiamme divampassero. Purtroppo, molti nel panico hanno visto andar distrutti documenti e cellulari. E cosi non hanno potuto avvisare immediatamente le famiglie che satavno tutti bene. Per fortuna tutti illesi hanno trovato riparo in una caserma dei Vigili del fuoco. I ragazzi stavano tornando dalla settimana bianca trascorsa proprio in Svizzera.  L'autobus era della fiumana Autotrans, come si legge in una nota dell'agenza di stampa Hina, che ora fa parte del gruppo tedesco Arriva.

    Castello di Tersatto, allarme smottamento

    Gennaio 12, 2019

    Sono iniziati i lavori di restauro nella parte occidentale del Castello di Tersatto. Durante i lavori di sanamento dello storico edificio, una volta ripulito da erbacce e sterpaglie, la zona nordorientale ha fatto emergere alla base una pendenza rocciosa anomala e instabile, motivo per il quale, in accordo con i conservatori, è stato necessario un intervento urgente onde evitare lo smottamento della massa o del terreno.

    Fiume, Capitale europea della cultura 2020. Scritte in italiano sugli autobus cittadini

    Gennaio 10, 2019

    Anche se il 2019 ha scandito solo pochi rintocchi, a Fiume si respira già l'aria di Capitale europea della cultura 2020. Alcuni autobus snodabili della azienda municipale Autotrolej, sulla loro fiancata in tutta la sua lunghezza e a caratteri cubitali riportano la scritta in italiano “2020. Capitale europea della cultura".
    Iniziativa davvero lodevole di coloro che l'hanno promossa e della municipalizzata.

    Falce e martello sul monumento a Tuđman

    Gennaio 07, 2019

    Una falce e martello sul monumento a Franjo Tuđman. Ha destato scalpore il fatto verificatosi nella notte tra sabato e domenica nel pieno centro di Zagabria, dove uno sconosciuto ha imbrattato il monumento al primo presidente croato, il quale in passato è stato un alto ufficiale dell’ex Armata popolare jugoslava, che è stato scoperto un mese fa alla presenza dei massimi vertici dello Stato. 

    Ieri la falce e martello, simbolo della fratellanza proletaria che con il tempo è diventato uno dei segni di riconoscimento del comunismo, è stata rimossa, ma sui social è scoppiata la polemica tra i detrattori di Tuđman e coloro che lo ritengo il padre della Croazia moderna. A gettare benzina sul fuoco è stato anche l’autore del monumento, Kuzma Kovačić, la ui opera è costata ai contribuenti della capitale 4,5 milioni di kune (cica 600mila euro). Lo scultore ha dichiarato di conoscere chi abbia deciso di imbrattare la sua opera: “Riconosco la stessa calligrafia di coloro che hanno disegnato la svastica sul terreno di gioco dello stadio Poljud di Spalato (prima della gara Croazia-Italia del 12 luglio 2015, ndr). Sì, sto parlando dell'UDBA (la polizia segreta dell'ex Jugoslavia, ndr), ossia di coloro che non hanno mai accettato la Croazia indipendente”. Il monumento si trova ora sotto l’occhio vigile della Polizia.

    CI di Fiume, allegria fino a notte fonda. Fotogallery by Ivor Hreljanović

    Gennaio 01, 2019

    Tanta allegria, condita da canti e balli alla Comunità degli Italiani di Fiume per l'addio al 2018 e il benvenuto al 2019. Tutto esaurito al Salone delle Feste con il trio Casablanca e Alida Delcaro che non si sono risparmiati per far divertire i presenti.

    Capodanno in Croazia: la fotogallery dell'agenzia Pixsell

    Gennaio 01, 2019

    Botti, fuochi d'artificio, musica e tanto divertimento. Anche in Croazia è arrivato così il 2019. In questa fotogallery, gli scatti più belli di Fiume, Pola, Spalato, Zara, Dubrovnik (Ragusa) e Zagabria.

    Tragedia ferroviaria in Serbia: cinque vittime

    Dicembre 21, 2018

    Almeno 5 morti fra i quali due bambini, e almeno una decina di feriti: è la tragica notizia che ha provocato costernazione generale in Serbia. Sul passaggio a livello incustodito a Donje Međurovo nei pressi di Niš, nel sud del Paese, oggi verso le 7,30 si è verificato un terribile incidente fra un autobus e un treno: dalla violenza dell'impatto il bus si è spezzato in due tronconi di cui uno è stato scagliato fuori dai binari. Si teme che tra i feriti ci siano ancora dei bambini trattandosi del pullman che trasporta alunni sulla tratta da Novo Selo alla scuola di Bunja e diversi pendolari. I feriti sono stati evacuati dal luogo dell'impatto, dopodiché i vigili del fuoco hanno provveduto al controllo fra le lamiere in modo da verificare se ci fosse ancora qualche ferito. È stata aperta un'inchiesta. Il treno che ha impattato il bus viaggiava sulla linea Niš-Prokuplje. Dalla violenza dell'impatto la parte posteriore del treno è deragliata. L'azienda delle infrastrutture delle FS (Ferrovie serbe) in un comunicato precisa che “il passaggio a livello, teatro dell’incidente, non è dotato di sbarra, ma della necessaria segnaletica verticale".


    Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /home/editfi5/public_html/editnews/templates/ts_news247/html/com_k2/templates/default/user.php on line 269
    Pagina 1 di 4