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    Redazione

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    Italiani del Montenegro: l’orgoglio del Bel Paese

    Agosto 10, 2018

    CATTARO Si è svolto a Cattaro, nella Sala Conferenze della Chiesa di San Paolo, il Convegno Internazionale “La Comunità Italiana del Montenegro tra memoria identità e futuro europeo”, primo della serie d’importanti appuntamenti programmati per la Settimana della cultura italiana in Montenegro, che si conclude il 10 agosto. L’ambasciatore Italiano a Podgorica, Luca Zelioli, nell’esprimere grande soddisfazione per la qualità della manifestazione culturale e per l’alto livello dei partecipanti, ha elogiato l’attività dell’Università Popolare di Trieste, salutando la presidente Maria Cristina Benussi e il direttore generale Fabrizio Somma, quale ente delegato della Regione Friuli Venezia Giulia per la Legge Reg. 16/2014 art.27 bis a favore anche della Comunità Nazionale Italiana in Montenegro, che gode del riconoscimento dell’autoctonia da parte del governo montenegrino. L’alto rappresentante istituzionale italiano ha ricordato l’impegno della Comunità degli Italiani nell’ambito dei corsi di lingua italiana che si svolgono da più di 15 anni. Ha evidenziato inoltre l’importanza della certificazione linguistica italiana e della modernizzazione del sistema didattico in questo Paese, intrapresa e da intraprendere con sempre maggiore impegno, anche in collaborazione con la CI in Montenegro, nelle sedi operative sui territori di Teodo, Antivari, Budua, Cettigne e Castelnuovo, secondo i temi affrontati dal Capo dello Stato Milo Đukanović con il suo omologo italiano Sergio Mattarella, nel corso della sua recente visita a Roma. Il sindaco di Cattaro, Vladimir Jokić si è unito agli elogi per l’importante attività culturale che viene svolta dalla CI con la partecipazione dell’UPT nella città e agli stretti rapporti con tutte le istituzioni montenegrine che la CI mantiene costantemente. Nel suo intervento, il presidente della CI del Montenegro, Aleksandar Dender, ha voluto ricordare punto per punto il grande lavoro svolto a partire dal 2004, anno di costituzione della Comunità Italiana, ad oggi grazie ai fondi della Legge Regionale del Friuli Venezia Giulia 16/2014 già Legge 79/1978 FVG. A seguire, il neo parlamentare sloveno per la minoranza italiana Felice Žiža ha sottolineato l’importanza della presenza, all’appuntamento montenegrino, della rappresentanza della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano con a capo la presidente Manuela Rojec, e del Comune di Pirano, e di intraprendere rapporti di collaborazione sempre più stretti e scambi culturali e di esperienze tra i sodalizi in Slovenia e Croazia con quello del Montenegro, che raccoglie in sé tutti gli italiani autoctoni dello Stato.
    Il convegno è proseguito con la prolusione della presidente dell’UPT, prof.ssa Maria
    Cristina Benussi su “La Cultura letteraria italiana nell’Adriatico Orientale”. Dopo il suo intervento sono seguiti quelli di autorevoli personaggi quali Antimo Cesaro già viceministro dei Beni Culturali Italiani (Nuova Università Vanvitelli di Caserta) e Tina Komel, già ministro degli sloveni nel mondo.


    Riconoscimento delle istituzioni
    Oltre al patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Podgorica, il convegno ha goduto della collaborazione e della cooperazione dell’Università degli Studi “Niccolò Cusano” di Roma (Giangiacomo Vale e Silvio Berardi), dell’Università dell’Insubria (Paolo Bellini) e dell’Università degli Studi di Trieste (Giuliana Parrotto). Presenti all’appuntamento anche Maja Kremenović, segretaria generale e consulente per i progetti presso l’Alleanza delle Minoranze Nazionali della Repubblica Serba – Facoltà di Filologia dell’Università di Banja Luka e componente dell’Associazione degli Italiani di Bosnia. Infine, gli interventi di Maria Teresa Albano del Centro Italiano di Cultura a Podgorica, Kristian Knez, del Centro Italiano “Carlo Combi” di Capodistria e della Società di Studi Storici Geografici di Pirano. Il Centro di ricerche storiche di Rovigno (Croazia) è stato rappresentato con la lettura del testo di Ezio Giuricin, impossibilitato a presenziare per sopravvenuti impegni. In conclusione, il riconoscimento di tutte le istituzioni presenti, dell’importanza di proseguire l’attività culturale svolta in questi primi 15 anni di vita della Comunità degli Italiani di Cattaro in Montenegro.

    Un’artista che vuole dare spazio alle vere emozioni

    Agosto 09, 2018

    OSSERO Ossero, cittadina che unisce le isole di Cherso e Lussino, ospita spesso attività culturali di artisti italiani che sono di... casa sulle isole quarnerine. Tra queste, la mostra intitolata “To Osor in concert”, dell’artista trevigiana Lisa Perini. Allestita nella Sala municipale della cittadina isolana, l’esposizione è un omaggio al luogo e all’incanto della sua terra, al suono del suo mare, all’armonia del suo paesaggio e alla musica dei suoi concerti.

    La bellezza della natura
    Lisa Perini, con la sua pittura, le sue installazioni e performance, vuole dare spazio alle emozioni che vengono da ogni luogo, incantarsi e incantarci di fronte a un paesaggio lagunare come davanti alla cartina lucente che avvolge una caramella, osservare un’architettura con la stessa intensità di un frammento colorato di plastica, di una perlina di Murano o di un ciuccio di bimbo, sognare una natura che realizzi pienamente, attraverso le visioni e i “Paradisi” di cui l’arte è capace, quel sentimento di totalità che può abbracciare erbe, fiori, cieli, animali e uomini come parti inscindibili della stessa vitale pulsione.
    In Lisa, parafrasando Nietzsche, il Caos originario da cui sempre scaturisce la pittura partorisce stelle danzanti.

    La «Grande tela del paesaggio di Ossero»
    Nel suo quadro intitolato “Grande tela del paesaggio di Ossero” (tecnica mista su tela, 2017), l’artista ho voluto rappresentare un paesaggio di Paradiso con vele nel mare che sono come farfalle che volano nel cielo e si espandono nella Galassia e nell’Universo verso la Via Lattea. Come la stessa scrittrice scrive nella descrizione dell’opera, i gatti, le pecore, le capre, le farfalle, le libellule e gli uccelli sono una grande compagnia in armonia tra di loro. Anche gli angeli suonatori nel cielo portano allegria e musica. Perini ha ritratto anche la statua della “Donna suonatrice”, di Ivan Mestrović, posta nella piazza di Ossero: anch’essa assieme agli angeli compone una dolce melodia che viaggia per la Via Lattea e l’Universo. La luna l’ha dipinta di un verde smeraldo che richiama la dolce musica del mare, il sole l’ha dipinto di un colore azzurro scuro e rosso in modo da lasciare il quadro “rosso su rosso” con un gioco di cromatismi. Le nuvole nella sua grande tela assieme agli uccelli, al sole e alla luna, rappresentano la bellezza del cielo e le meraviglie del paesaggio della Croazia. Anche le biciclette sono simbolo di libertà. Guardando il dipinto, l’artista trevigiana immagina di essere a Ossero. In modo astratto ha dipinto anche i profili delle montagne con gli alberi. Il Leone veneziano che legge il libro aperto – presente nelle porte di Ossero – è simbolo di pace e protegge tutto il paesaggio. La parte più in rilievo è la parte centrale dell’opera. L’artista ha usato le carte da musica con la loro trasparenza rossa per gli sfondi delle onde del mare per far vibrare il quadro con gli hertz musicali. In una grande tela senza cornice l’autrice dell’opera ha usato la materia con tre tipi di impasti: acrilici, sabbia e gesso. Ha applicato della carta stagnola d’argento e carta da musica anche per ottenere degli effetti di rilievo, ha usato colori acrilici e ad olio. Per alcune parti ha usato uova mescolate con i colori ad olio; ha mescolato anche l’uovo con i glitter; ha usato sia il tuorlo che l’albume: in questo modo si cerca di utilizzare tutto evitando gli sprechi.
    Un’artista poliedrica
    Lisa Perini, nata a Treviso nel 1973, ha conseguito la laurea specialistica in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Risiede a Treviso e per lavorare si divide tra Treviso, Venezia e Ossero. È un’artista che ha al suo attivo vari premi e numerose mostre personali e collettive in Croazia, Italia e altri Paesi europei. Una sua installazione permanente si trova nell’aerostazione Canova di Treviso. Nel 2003 ha partecipato alla 50ª Biennale di Venezia nell’ambito del progetto Brain Accademy Apartment, con un’opera digitale, e nel 2007 alla 52ª edizione con l’opera installativa “Farfalla Veneziana” nell’ambito di P3Project. L’artista si esprime con pittura, lavori digitali, installazioni, mosaico e scultura. Il colore diviene nelle sue opere un personale alfabeto per rielaborare e filtrare la rappresentazione, in particolare con l’uso del prediletto rosso, che traccia l’originale orizzonte dell’artista volto alla paradisiaca bellezza. La mostra rimarrà in visione per tutto il mese di agosto.

    La rivista «Quaderni» espressione della CNI

    Agosto 09, 2018

    ROVIGNO  Alle pubblicazioni uscite quest’anno e dedicate al 50º del Centro di ricerche storiche di Rovigno si aggiunge il XXIX volume dei “Quaderni”, presentato ieri in conferenza stampa dalla redattrice Orietta Moscarda Oblak e dalla ricercatrice Paola Delton.

    Dal 1971 al 2018, la rivista “Quaderni” si è affermata come uno strumento che ha contribuito a mettere le fondamenta disciplinari della contemporaneistica nella regione istriana pubblicando complessivamente ben 311 articoli di 131 autori, per un totale di 11.691 pagine.

    Rispetto delle idee altrui
    “La rivista – spiega Moscarda Oblak – si propone sia come espressione della Comunità Nazionale Italiana, sia come luogo di lavoro e di ricerca, in cui il confronto e il dibattito sono garantiti dal rispetto delle idee altrui e dal principio del rigore. Oltre a ciò, dedica l’attenzione alla ricostruzione delle vicende locali e regionali, mantenendo al contempo un’attenzione al dibattito storiografico, all’analisi di diversi aspetti della storia istro-fiumana-dalmata in età contemporanea, alle ricerche originali realizzate dai ricercatori dell’Istituto, nonché alle biografie che valorizzano personaggi che hanno dato il loro contributo storico-culturale al territorio”.
    Il nuovo volume presentato comprende 11 contributi di autori e collaboratori dell’Istituto per un totale di 486 pagine. In questo numero trovano spazio le ricerche originali realizzate dai ricercatori dell’Istituto e dei nostri collaboratori italiani e croati, presentando svariati filoni tematici che vanno dalla storia politica, alla storia dell’arte e architettura, alla storia sociale.
    A presentarle è stata Orietta Moscarda Oblak, che firma anche il saggio d’apertura, dal titolo “L’elaborato sull’attività delle organizzazioni e gruppi nemici a Fiume dell’ottobre 1946”, in cui presenta un documento inedito rinvenuto nel corso di una missione di ricerca presso l’Archivio di Stato di Fiume, che aveva come obiettivo lo studio dell’instaurazione del potere popolare nella città di Fiume, gettando luce su quello che fu il cuore pulsante, ancorché nascosto, del sistema di potere jugoslavo durante la guerra e nell’immediato dopoguerra, ossia l’Ozna. L’importanza del documento sta nel fatto che esso attesta in maniera inequivocabile l’uccisione e la repressione dei gruppi e organizzazioni nemiche, in questo caso gli autonomisti e il Comitato di liberazione nazionale, da parte del servizio segreto militare prima, di Stato poi.
    Segue il contributo di Ivan Buttignon, ricercatore dell’Università di Trieste, intitolato “Tra ‘crisi vere’ e ‘crisi farsa’. L’invasione jugoslava della Zona A nel 1947”, nel quale descrive e analizza in modo critico le contingenze ipotizzate dagli informatori del Dicastero dell’Interno italiano in ordine alla tentata annessione di Trieste del 15 settembre 1947, per poi esaminare le versioni di alcuni dei principali attori coinvolti nella vicenda.
    Il ricercatore Raul Marsetič è l’autore dello studio “Le perdite militari e civili a Pola e nel circondario durante il Primo e Secondo conflitto mondiale con dopoguerra (1914-1947)”, che ha portato alla redazione di un accurato e preciso elenco delle perdite umane avvenute per motivi bellici a Pola e nel suo circondario nel periodo che va tra l’agosto del 1914 e il settembre del 1947. Nel conteggio sono state incluse, senza alcuna distinzione, tutte le 1.128 vittime militari e civili.

    Valido apporto documentario
    Paola Delton si è occupata invece del quaderno di scuola compilato dallo scolaro Lucio Tonelli di Fontane (Orsera) nel corso dell’anno scolastico 1938-1939, un valido apporto documentario per la storia della scuola italiana nel periodo fascista, che consente una riflessione sulla vita di uno scolaro in un piccolo borgo istriano alla vigilia del secondo conflitto mondiale.
    Il saggio successivo, “Io sono la voce – l’organo cattolico rovignese degli anni ‘30”, dell’autore Diego Han, nasce con lo scopo di analizzare dettagliatamente il mensile cattolico rovignese “Io sono la voce”, edito da monsignor Bartolomeo Codemo e pubblicato nella città istriana dal gennaio 1933 al luglio 1939, esponendone il contesto e la struttura del foglio, dopodiché l’attenzione viene posta sull’esame del rapporto instauratosi fra il sacerdote e la popolazione rovignese, nonché sulla sua relazione con le autorità fasciste.
    David Orlović propone l’articolo “‘Strinseremo la cintura non importa de patir’. Cenni sulla propaganda delle ‘controsanzioni’ nella Provincia d’Istria (1935-1936)”, in cui analizza l’effetto unificante che la propaganda contro le sanzioni economiche imposte all’Italia da parte della Lega delle nazioni ebbe sulla popolazione istriana.
    Ferruccio Canali, docente all’Università di Firenze, presenta la seconda parte del saggio dedicato alle avanguardie artistiche nella Trieste tra le due guerre: futuristi, razionalisti e costruttivisti, soffermandosi sulla figura di Ernesto Nathan Rogers, sulla sua innovativa “III Mostra del Mare” e in generale sul Razionalismo triestino. Tullio Vorano di Albona, propone il saggio “‘La repubblica di Albona’ del 1921: l’utopia di un movimento operaio” in cui analizza lo sciopero dei minatori della Società “Arsa” di Carpano, considerato uno dei primi movimenti antifascisti in assoluto, ma che poi assunse una dimensione economico-sindacale sbocciata in rivendicazioni utopistiche.

    Intreccio tra intellettuali giuliani e istriani
    Segue il contributo di Dean Brhan, collaboratore di Cittanova, dal titolo “La corrispondenza istriana della famiglia Lupieri (Un epistolario tra la Carnia e l’Istria XVIII-XIX secolo)”, un consistente numero di lettere riguardanti la corrispondenza istriana di questa famiglia che migrò tra la località istriana di Sanvincenti e il villaggio di Luint per alcuni secoli.
    In un lungo saggio che porta il titolo “Guido Miglia, scrittore Istriano”, Silva Bon, collaboratrice triestina, analizza la produzione giornalistica e letteraria di Miglia. Una fitta rete di carteggi ha permesso all’autrice di ricostruire l’intreccio tra intellettuali giuliani e istriani.
    Conclude il numero il saggio “Una famiglia rovignese in Dalmazia” di Mihovil Rismondo, il quale offre una breve presentazione della famiglia di marittimi rovignesi Rismondo, che nella seconda metà del XIX secolo si trasferì a Makarska, dove sviluppò la propria attività fondando una compagnia di navigazione a vapore che manteneva i collegamenti tra Trieste e le città e le isole della Dalmazia.

    Festa dell’Assunzione: Tersatto attende 40mila fedeli

    Agosto 09, 2018

    Tutto pronto nel Santuario mariano di Tersatto per accogliere decine di migliaia di pellegrini in occasione della festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo, una tra le più importanti ricorrenze religiose. Saranno, infatti, più di 40mila i fedeli che in questi giorni saliranno sul colle che sovrasta la città di Fiume per venerare la Madonna e rivolgerle una preghiera.

    Come rilevato dal nuovo guardiano del Santuario, fra Bernard Barbarić, quest’anno la Chiesa celebra anche altre due importanti ricorrenze, oltre alla festa della Madonna. La prima si è svolta in giugno quando è stato ricordato il 15° anniversario della visita del papa Giovanni Paolo II a Tersatto, mentre a settembre verrà celebrato il 40° dell’arrivo al Santuario di Madre Teresa di Calcutta, in collaborazione con la Comunità albanese. “È la prima volta che organizzo gli eventi in occasione della festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo a Tersatto e sono sicuro che anche quest’anno, grazie alla collaborazione con i mass media e con le forze dell’ordine, tutto si svolgerà senza problemi – ha dichiarato fra Barbarić –. Il programma liturgico di quest’anno sarà molto semplice. Dal 12 al 14 agosto è previsto il triduo di preghiera guidato da fra Josip Grubišić, che introdurrà i fedeli all’evento centrale, ovvero alla festa dell’Assunzione. La Santa Messa sarà officiata tradizionalmente alle 18.30 tutti e tre i giorni, preceduta dalla devozione mariana alle 17.45. I festeggiamenti si concluderanno il 15 agosto con la celebrazione dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, quando i riti liturgici avranno luogo alle ore 6, 7, 8, 9, 10, 11.30 e 18.30. Il rito delle ore 10, officiato da fra Ilija Vrdoljak, sarà dedicato ai pellegrini giunti per venerare la Beata Vergine Maria. Alle 18.30 è prevista la tradizionale processione con l’effigie della Madonna, seguita dalla funzione religiosa celebrata dall’arcivescovo di Fiume, mons. Ivan Devčić. I fedeli potranno confessarsi dalle 5.30 alle 13, nonché dalle 16 fino al tardo pomeriggio nei 18 confessionali a disposizione”.
    Regime di circolazione
    Boris Skeledžić, responsabile del reparto di sicurezza del traffico stradale della Questura litoraneo-montana, ha dichiarato che, come ogni anno, il 15 agosto il regime di circolazione del traffico subirà delle modifiche tra le ore 6 e le 22. Non ci saranno cambiamenti rispetto agli anni precedenti per quanto riguarda il transito.
    “La circolazione sarà vietata nelle seguenti vie e piazze: via Joakim Rakovac (dalla pizzeria “Kalorija” fino a piazza dei Francopani), via Radić, via Serafin Schön (a partire dal Parco degli eroi), via Drago Šćitar, piazza Viktor Bubanj, via Slavko Krautzek (fino al Campus universitario). I divieti non riguarderanno i veicoli di pronto intervento (Polizia, Pronto soccorso, Vigili del fuoco, Elektroprimorje, Vodovod i kanalizacija ed Energo). Alle zone a traffico limitato potranno accedere pure i taxi, i veicoli muniti dei necessari accrediti e le corriere dell’Autotrolej”, ha riferito Skeledžić, confermando che i veicoli muniti di permessi speciali potranno circolare liberamente durante tutta la giornata.
    Marinko Puškarić, comandante della Terza stazione di Polizia, ha voluto sottolineare che gli agenti saranno a Tersatto per fare in modo che i pellegrini si sentano a loro agio in caso di problemi. “Considerato il terrorismo che si sta diffondendo nel mondo, vorrei invitare tutti i cittadini a segnalare eventuali casi sospetti agli agenti, sia in loco che telefonando al numero 192 o 112. La Croazia per fortuna non è meta dei terroristi, però la prudenza non è mai troppa”, ha aggiunto Puškarić.
    Autobus come nei giorni feriali
    Per evitare ingorghi, i cittadini vengono comunque invitati a fare uso dei mezzi di trasporto che per l’occasione seguiranno l’orario delle giornate feriali. “Le linee numero 2 e 8 saranno a disposizione dei pellegrini e in caso di necessità, ci saranno delle corse aggiuntive che partiranno dalla Stazione ferroviaria” ha sottolineato la portavoce dell’Autotrolej, Kristina Prijić.
    La fermata dell’autobus davanti alla chiesa sarà soppressa per l’occasione, per cui i passeggeri potranno scendere soltanto davanti al Palasport dove, tradizionalmente, ci sarà anche la fiera.

    Niente musica “profana”
    Quest’anno non è previsto nessun concerto per allietare i presenti dopo il programma religioso. “Sono nuovo nel campo e non mi sono organizzato in tempo. Quando ho iniziato a fare il giro di telefonate ormai tutti avevano degli impegni. Prometto che l’anno prossimo avremo sette concerti in uno”, ha concluso scherzando fra Bernard Barbarić.

    [FOTO] La seduta costitutiva dell'Assemblea dell'Unione Italiana

    Agosto 08, 2018

    Rijeka, scatta l’operazione Sarpsborg Obiettivo dichiarato: ipotecare i play-off

    Agosto 08, 2018

    FIUME | Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, o magari usare le classiche frasi di circostanza (“non ci sono squadre deboli”) finché vogliamo, ma è un dato di fatto che il sorteggio di Nyon ha spianato al Rijeka la strada verso la fase a gironi dell’Europa League. Sarpsborg, e poi eventualmente una tra Pyunik Erevan e Maccabi Tel Aviv, non sono certo avversarie irresistibili (soprattutto perché si rischiava di pescare Siviglia, Gent o Besiktas, nda) e pertanto i presupposti per centrare uno degli obiettivi stagionali ci sono eccome, ed è un’occasione piuttosto ghiotta. Molto probabilmente Matjaž Kek non sposerà questa corrente di pensiero, per lo meno pubblicamente, e chissà che non sia magari anche un bene cercare di mantenere alta la concentrazione e non sottovalutare nessuno. “Timore no, rispetto sì”, aveva detto qualche giorno fa lo sloveno riferendosi al Sarpsborg 08 FF (questa la denominazione ufficiale), avversario domani sera nell’andata del terzo turno preliminare di Europa League. La compagine norvegese ha effettivamente delle buone qualità, come confermato anche dallo scout Rade Ljepojević, che ha assistito di persona alla gara di ritorno con il San Gallo, ma l’impressione è che in due partite la superiorità tecnica del Rijeka debba per forza emergere. Oggi alle 20.45 bisognerà giocoforza provare a ottenere un risultato positivo, in modo da poter poi cercare il passaggio del turno una settimana dopo a Rujevica, con l’aiuto dei tifosi.
    “Non facciamo i conti senza l’oste – ha detto il direttore del Rijeka, Luka Ivančić, dopo il sorteggio di lunedì in Svizzera –. Prima di tutto dobbiamo superare l’ostacolo scandinavo e in seguito penseremo al futuro. Non è certo una casualità che il Sarpsborg abbia eliminato il San Gallo. Ho parlato con i rappresentanti del Maccabi Tel Aviv e a dire il vero loro non sono molto soddisfatti del sorteggio. Se dovessimo andare in Israele ci aspetteranno temperature intorno ai 40 gradi, senza dimenticare il fatto che loro in Patria hanno uno status di istituzione. Del Pyunik non sappiamo quasi nulla, ma poco importa: come detto prima, adesso la priorità è il Sarpsborg. Da quanto ho avuto modo di capire non va sottovalutato, ma è sicuramente una compagine a nostra portata”.
    Allenamento alle 18.30
    Raggiungere la Norvegia è decisamente più semplice di quanto lo sarà, eventualmente Erevan o Tel Aviv. Il volo charter con a bordo il Rijeka partirà oggi da Veglia alle ore 9, con arrivo a Oslo circa tre ore dopo. Dalla capitale norvegese ci sono poi poco meno di due ore in pullman fino a Sarpsborg. Come consuetudine, in serata ci sarà la tradizionale conferenza stampa organizzata dall’UEFA, che avrà inizio alle ore 18.15. Un quarto d’ora dopo la squadra fiumana si allenerà nel piccolo, ma accogliente, stadio Sarpsborg, dalla capienza di circa 4.700 spettatori. La similitudine con il Rijeka è che anche da quelle parti il pubblico è molto partecipe, in barba alla tradizionale “freddezza” nordica. Lo scorso campionato di Eliteserien la squadra di Geir Bakke ha concluso al terzo posto, scatenando subito l’entusiasmo dei tifosi per questo piazzamento storico. Infatti, fino al 2003 il Sarpsborg militava in quarta divisione norvegese, ottenendo la promozione nel massimo torneo soltanto nel 2010 (retrocedendo subito e tornandoci nel 2012). Ora, dopo aver ottenuto un risultato storico a livello nazionale, questa generazione vuole lasciare il segno nella storia del club anche per quanto concerne la scena europea. Il Rijeka, insomma, è avvisato... (nt)

    Juričić faro del Rijeka a Cantrida e Rujevica

    Agosto 08, 2018

    Erano decisamente altri tempi... All’estero si poteva andare dopo avere compiuto 28 anni. Srećko Juričić, attuale direttore sportivo del Rijeka, comunque da giocatore rimase fedele al Rijeka per ben dodici anni, fino al 1985 quando 31.enne si trasferì in Belgio. In maglia bianca vanta ben 684 partite, più di tutti gli attuali giocatori della prima squadra messi assieme. A dieci anni i primi calci al pallone; a venti, nel 1974, l’approdo con il Rijeka alla massima divisione. Da allora il Rijeka non è mai retrocesso, siamo arrivati al 44.esimo campionato nazionale di seguito.
    Giocatore, allenatore (nel 1994 perse la finale di Coppa Croazia con la Dinamo) a Fiume, Pola, Pisino, Capodistria... In Medio Oriente per vent’anni. Alla guida di quattro nazionali: Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Oman e Yemen. Da sei anni, dall’arrivo di Damir Mišković, ricopre con successo il ruolo di direttore sportivo del Rijeka. Juričić è la storia del Rijeka sui campi di casa: Jugoslavia (due Coppe nazionali da giocatore e una Coppa dei Balcani) e Croazia (quattro trofei da direttore sportivo), ma anche in Europa. Quarant’anni fa, infatti, il Rijeka di Juričić inaugurava in Coppa delle Coppe (nell’edizione successiva ospitò la Juventus di Zoff e Trapattoni, 0-0 a Cantrida e 0-2 a Torino) l’era moderna in Europa. Battendo il Wrexham 3-0 a Cantrida (0-2 nel ritorno), con uscita di scena negli ottavi con i belgi del Beveren. Il Rijeka domani in Norvegia, a Sarpsborg, inizia la caccia alla quarta fase a gironi di Europa League. Cinque anni fa vi approdò battendo nello spareggio lo Stoccarda, mentre nella stagione seguente superò i moldavi dello Sheriff allenati da Zoran Zekić. L’anno scorso, dopo avere fallito l’assalto (Olympiacos) alla Champions League, Damir Mišković, Srećko Juričić e Matjaž Kek, il triumvirato vincente, hanno portato il Rijeka per la sesta volta in Europa.
    In Norvegia inizia l’assalto alla fase a gironi, ovvero ai play-off contro la vincente di Pyunik-Maccabi. A caccia di gloria e denaro. Il premio è infatti di 2,92 milioni di euro. Per non parlare del valore dei giocatori. Ricordate la stupenda vittoria sul Milan a Rujevica? Oppure quelle su Standard Liegi e Feyenoord Rotterdam a Cantrida? E il Siviglia che si salvò in pieno recupero? Il Rijeka rispetto alla scorsa primavera, quando la squadra ha brillato, ha perso solo due pedine, Bradarić e Leovac. Pavelić, uomo di fascia destra, arrivato dal Rapid Vienna, e Čanađija, centrocampista rientrato dal prestito all’Olimpija sono i nomi nuovi inseriti nell’undici di Matjaž Kek nelle prime due giornate di campionato. Gorica e Inter, sei gol e sei punti, non possono dare una risposta sul valore reale di questo nuovo Rijeka, che comunque dovrebbe essere all’altezza della passata stagione. Sarà tutto più chiaro dopo la trasferta in Norvegia, nonché la partita di domenica con l’Hajduk a Rujevica. Due esami importanti. Grandi sono le aspettative della tifoseria, abituata a godersi spettacoli di lusso. La cifra di quasi seimila abbonati in uno stadio di 8.200 posti parla chiaro dell’entusiasmo che regna s Fiume e dintorni...

    L’ANVGD ricorda Stelio Spadaro

    Agosto 07, 2018

    Un uomo del dialogo, un intellettuale dell’Adriatico orientale e il rappresentante di una sinistra moderna che aveva riscoperto il senso della Patria: con Stelio Spadaro scompare una figura davvero importante della cultura italiana. Molteplici furono i suoi incontri con il compianto presidente dell’Associazione nazionale Venezia, Giulia e Dalmazia, Lucio Toth, dai quali sorsero i presupposti per scrivere pagine importantissime per la contestualizzazione della questione delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nella storia italiana. Sono state tante le occasioni in cui il lavoro preparatorio di Spadaro ha aiutato le associazioni della diaspora adriatica a creare momenti di condivisione, di riflessione storica e di costruzione di nuove prospettive patriottiche ed europee. Le sue opere come storico, il suo operato di politico e la comprensione umana per le tragedie della nostra comunità contribuiscono a creare il profondo lutto che l’ANVGD, e il suo presidente Renzo Codarin, esprimono in memoria di Stelio Spadaro.

    Processo Salpietro. Rigettata la richiesta di Horvatinčić

    Agosto 07, 2018

    SEBENICO Sarà il giudice Ivan Jurišić a presiedere il nuovo processo a carico dell’imprenditore zagabrese Tomislav Horvatinčić che il 16 agosto del 2011 nelle acque di Capocesto (Primošten) aveva travolto e ucciso con il suo motoscafo i coniugi Salpietro. Questo quanto reso noto ieri dalla portavoce del Tribunale di Comunale di Sebenico, Melina Gulin Pavlaković, la quale ha spiegato che la presidente del Tribunale, Iris Živković, ha rigettato la richiesta presentata dalla difesa di Horvatinčić relativa alla ricusazione del giudice Ivan Jurišić, perché “non vi è alcun motivo fondato per allontanarlo dall’adempimento dei suoi doveri giudiziari”.


    Un processo da rifare
    Ricordiamo che nel maggio scorso il Tribunale Regionale di Zara, su decisione del giudice Hrvoje Visković, aveva cassato la sentenza del Tribunale comunale di Sebenico che nell’ottobre dello scorso anno aveva assolto l’imprenditore zagabrese per l’incidente marittimo, ordinando di fare ripartire il processo penale dai nastri di partenza. Nella spiegazione, la Corte d’appello aveva sottolineato tra l’altro che il giudice Maja Šupe del Tribunale di Sebenico, nell’assolvere lo scorso ottobre l’imputato, aveva commesso gravi violazioni del Codice di procedura penale poiché le motivazioni che stavano alla base dell’assoluzione erano chiaramente contraddittorie. In particolare veniva messa in dubbio la parte riguardante la sincope vasovagale, ovvero la perdita accidentale o temporanea di coscienza, che era stata accettata dalla giudice quale prova decisiva esibita dalla difesa e sulla quale si era poi basata la sentenza assolutoria.
    Richiesta di ricusazione
    Il 6 giugno scorso si è tenuta la prima udienza durante la quale la difesa di Horvatinčić ha chiesto la ricusazione del giudice Ivan Jurišić, chiamato a presiedere il nuovo procedimento giudiziario, perché sua moglie è sostituto procuratore di Sebenico. Per questo motivo, secondo i legali dell’imputato, viene messa in dubbio la sua imparzialità. “In questo procedimento penale, due sentenze sono state annullate su decisione del Tribunale regionale di Zara in seguito ai ricorsi presentati dall’Ufficio del procuratore di Sebenico, dove è impiegata la moglie del giudice Ivan Jurišić. La scienza giuridica ci dice chiaramente che il Tribunale deve essere imparziale e indipendente nei procedimenti penali. Riteniamo che il nostro timore sia fondato”, dichiarò Veljko Miljević, difensore di Horvatinčić, motivando la richiesta. Il legale precisò che “non si tratta di una delegittimazione del giudice a livello personale”, rilevando che la richiesta di ricusazione “è stata presentata perché sul procedimento giudiziario, che deve essere obbiettivo e imparziale, non devono esserci ombre di dubbio sull’obiettività e l’imparzialità del giudice”. L’istanza venne così inviata alla presidente del Tribunale, Iris Živković, la quale ha deciso ieri di respingerla.

    Documentazione medica
    All’uscita dalla prima udienza Tomislav Horvatinčić si soffermò con i giornalisti davanti al Tribunale e disse di essere convinto che la sua difesa reggerà anche in questo procedimento. “In questo nuovo processo punteremo sull’ampia documentazione medica in mio possesso che riguarda sia il periodo precedente l’incidente sia quello successivo”, dichiarò l’imprenditore. (mr)

    Morto l’accademico Nedjeljko Fabrio

    Agosto 06, 2018

    FIUME | È venuto a mancare sabato mattina a Fiume, all’età di 81 anni, lo stimato letterato e accademico Nedjeljko Fabrio. Grande scrittore e intellettuale di prestigio, Fabrio era nato a Spalato nel 1937 per trasferirsi nel 1947 con i genitori a Fiume, dove è rimasto fino alla fine. È proprio nel capoluogo quarnerino che aveva concluso le scuole elementari e le medie superiori, per poi trasferirsi durante gli studi a Zagabria. Nel 1961 conseguì presso la Facoltà di filosofia la laurea in lingua croata e letteratura dei popoli slavi del Sud e lingua e letteratura italiana. Dopo gli studi tornò a Fiume trovando un impiego come lettore presso l’Università popolare, e quindi come drammaturgo presso il Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”. Nel 1971 tornò a Zagabria dove lavorò in qualità di redattore del Programma drammaturgico della Televisione croata e in seguito come docente all’Accademia di arti drammatiche. È stato inoltre redattore del foglio “Riječka revija” e ha fondato la rivista “Kamov”, diventandone caporedattore. Nedjeljko Fabrio è stato membro ordinario dell’Accademia croata di arti scientifiche, e dal 1989 al 1995 anche presidente della Società degli scrittori croata. Nel 2007 è stato insignito del Premio nazionale “Vladimir Nazor” per l’opera omnia.
    Nel corso della sua infanzia, il grande accademico ha vissuto in prima persona gli innumerevoli mutamenti storici avvenuti a Fiume, ha testimoniato all’esodo degli italiani di queste terre, ma anche a quello di altre realtà nazionali, di cui ha scritto tantissimo nel corso della sua esistenza. Sono questi, infatti, i temi di cui si è occupato maggiormente nelle sue opere letterarie, tutte di grande successo. Una volta aveva detto: “Scrivendo di Fiume, città in cui tra il XIX e XX secolo si sono succeduti sette Stati, e sotto l’influenza della cultura slava, rumena, germanica e ungherese, offro un tema che l’Europa sa riconoscere. Il mio vantaggio è che ho vissuto parte di questi fatti”.
    A Fiume, Nedjeljko Fabrio era particolarmente legato al teatro. “Ho iniziato a frequentarlo all’età di dieci anni – aveva raccontato in un’occasione –. Ho avuto l’onore di ascoltare compositori e direttori d’orchestra quali Ivan Matetić Ronjgov, Lovro Matačić e Boris Papandopulo, ma anche solisti quali Milan Pihler, Marija (Mica) Glavačević, Branko Medanić e altri, nonché artisti drammatici come ad esempio Veljko Maričiž, Anđelko Štimac, e via di seguito. Quando ho iniziato a scrivere per il teatro, ero maggiormente in contatto con Boris Papandopulo”. È proprio nel Teatro di Fiume che sono state messe in scena due delle più grandi opere drammatiche di Fabrio, “Reformatori” (Riformatori) nel 1968, e “Čujete li svinje kako r
    okću u ljetnikovcu naših gospodara?” (Sentite i maiali grugnire nel villino dei nostri padroni?) nel 1970. Il suo celebre romanzo storico di stampo postmoderno “Vježbanje života” (Esercitazione alla vita), del 1985, è diventato uno degli spettacoli teatrali antologici di maggiore successo a Fiume, per la drammaturgia di Darko Gašparović e la regia di Georgij Paro. Definita “cronistoria drammatica”, la pièce ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. Realizzata nel febbraio del 1990, in sei anni è stata presentata ben 85 volte, sempre dinanzi a una gremita platea. Grande successo di pubblico ha avuto anche lo spettacolo “Smrt Vronskog” (La morte di Vronski), di Ivica Bona, trasposizione teatrale dell’omon
    imo grande romanzo di Nedjeljko Fabrio del 1994. Nel corso della sua proficua attività letteraria, l’accademico si è interessato molto delle opere di autori di confine quali Fulvio Tomizza e Scipio Slataper. La sua ultima opera teatrale è stato un libretto per balletto intitolato “Maestro”, ispirato alla vita e all’opera del compositore Boris Papandopulo.