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    Redazione

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    Fiume. Vademecum del Consolato generale d’Italia

    Agosto 01, 2018

    FIUME | Il Consolato generale d’Italia a Fiume accogliendo il principio di condivisione trasparente della Pubblica Amministrazione, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di Roma e dal Dipartimento per la Funzione Pubblica, ha realizzato un documento, vademecum, volto a fornire, ai cittadini, immediate e utili informazioni circa attività e servizi offerti dagli uffici. Tale vademecum, denominato #SosKonzulat, presenta, inoltre, schematiche direttive inerenti alle modalità di richiesta dei predetti servizi, ai documenti necessari e ai contatti utili nonché alle connessioni web ai siti di maggiore interesse. Nato dalla volontà di rendere semplice e facilmente fruibile, per i cittadini italiani e stranieri, la conoscenza delle attività del Consolato e degli strumenti a disposizione degli utenti, il vademecum #SosKonzulat racchiude una vasta panoramica di servizi e informazioni, utili a chiunque necessiti il supporto e l’intervento del Consolato generale d’Italia a Fiume. Le versioni interattive, scaricabili in formato pdf e video, del vademecum #SosKonzulat sono scaricabili sul sito del Consolato generale d’Italia a Fiume:
    https://consfiume.esteri.it/consolato_fiume/it
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    Per i fiumani sarà un agosto di fuoco

    Agosto 01, 2018

    In attesa del nullaosta da parte del Rijeka, che a Rujevica ritengono una formalità malgrado alcuni problemi di...soldi, Filip Bradarić ha fatto tappa a Spalato prima di approdare a Cagliari. Ieri ci ha confessato che la Serie A era il suo sogno, in quanto il più bel campionato del mondo. Un torneo che, complice l’arrivo di Vrsaljko all’Inter, attualmente vede impegnati ben nove nazionali croati presenti ai Mondiali di Russia. Bradarić ha detto inoltre che è stato Badelj a fargli sciogliere gli ultimi dubbi. Darijo Srna, ex capitano della Croazia e futuro compagno di squadra in Sardegna, ha ovviamente insistito sull’arrivo di Filip con un lavoro diplomatico. L’allenatore Rolando Maran vede Bradarić regista davanti alla difesa nel 4-1-3-2. Per il Rijeka lo spalatino è ormai soltanto un bel ricordo, e lo stesso vale per il giocatore, che può ringraziare il tecnico Matjaž Kek, che dall’anonimato all’Hajduk lo ha portato in nazionale e al raggiungimento di un contratto stellare. Ci ha guadagnato, ovviamente, pure il Rijeka. Tutti contenti, anche se il presidente Damir Mišković ha ieri sottolineato che con Bradarić chiude la sua partecipazione in prima persona nei discorsi di mercato. Non ne vuole più sapere. Piena fiducia a Srećko Juričić e Ivan Mance, rispettivamente direttore sportivo e vicedirettore sportivo, nonché al vicepresidente Dean Šćulac e al direttore generale Luka Ivančić. Sarà questo quartetto a decidere in futuro tutto riguardo al mercato in uscita e in entrata. Decisamente qualcosa puzza di marcio nella spartizione dei...meriti sul trasferimento di Bradarić.
    Il Rijeka, comunque, è partito con il piede giusto, aprendo la stagione con una secca vittoria con il Gorica. Un 2-0 che rappresenta il più classico dei KO nel calcio. Giocando quanto bastava e segnando due gol stupendi. Pavičić ha confermato subito di essere un gioiello e un artista del calcio, abbinando fantasia e intelligenza. Pavelić, nome nuovo sulla fascia destra, è un rinforzo a tutti gli effetti. Tanta corsa e una stangata per il colpo definitivo agli ospiti. Il loro bunker è saltato in appena sette minuti.
    Pavelić e Čanađija, ritornato dal prestito all’Olimpija, sono due nuove pedine, in attesa di vedere all’opera il centrocampista Lončar. Mamić, terzino sinistro, è finito invece in tribuna. C’è dunque ressa per i posti a disposizione in panchina! A conferma che il Rijeka ha una squadra ben amalgamata e pronta a lottare per il titolo. Non piace a Kek questo ritornello, ma è la realtà. Lui sostiene che la squadra si stia appena formando. Rispetto alla primavera, quando il Rijeka dominava la scena, mancano soltanto Bradarić e Leovac.
    Per i fiumani venerdì contro l’Inter inizia un agosto di fuoco. Il mese della verità. Se riescono a superare il terzo turno di qualificazione di Europa League, in agosto saranno in campo ben otto volte! Quattro in campionato e altrettante in Europa. Per poi iniziare settembre con la trasferta al Maksimir, ospiti della Dinamo. Una volta chiuso questo ciclo infernale, la situazione in merito alle possibilità di questo nuovo (o vecchio) Rijeka del maestro Matjaž Kek sarà molto più chiara.

    Firmata alla Farnesina a Roma la Convenzione tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste per il 2018

    Luglio 31, 2018

    Firmata questa mattina a Roma, presso la Farnesina, la Convenzione annuale tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste per il finanziamento dei progetti e delle iniziative della Legge 73/01 per la Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia per il 2018, indicati dall’Unione Italiana d’intesa con il MAECI e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ai sensi delle modifiche legislative introdotte nel 2017.
    La Convenzione è stata firmata dal Direttore Generale della Direzione per l’Unione Europea, Min. Plen. Giuseppe Maria Buccino Grimaldi, in rappresentanza del MAECI, dal Presidente e dal Presidente della Giunta Esecutiva, Maurizio Tremul, rispettivamente Marin Corva, in rappresentanza dell’Unione Italiana e dalla Presidente Maria Cristina Benussi, in rappresentanza dell’Università Popolare di Trieste. Alla firma erano presenti il Presidente del Comitato di Coordinamento per le attività in favore della Minoranza Italiana in Slovenia e Croazia, Min. Plen. Francesco Saverio De Luigi, il Revisore dei Conti del MAECI, Amb. Massimo Spinetti, l’Ufficiale Rogante Anna Maria Giallatini e il Direttore Generale dell’UPT, Fabrizio Somma.
    La Convenzione stanzia l’importo di € 3.388.250,00, per la realizzazione del Piano e Programma di lavoro dell’UI nel campo scolastico, universitario, culturale, artistico, socio-economico, della formazione, dei media e dell’informazione, delle attività delle Comunità degli Italiani, delle Istituzioni della CNI, delle borse studio per i giovani e altro ancora (http://unione-italiana.eu/Backup/documents/2010-2014/LII-GE_Capodistria_25.7.2018/535_Piano_UI_2018_I_Assest_Con_LII_GE.pdf), di cui Euro 1.096.223,00 di competenza dell’UI e Euro 2.292.027,00 di competenza dell’UPT. Si tratta di un atto fondamentale, affermano i Presidenti dell’UI, Maurizio Tremul e Marin Corva, per poter assicurare le risorse necessarie alla CNI per proseguire nell’opera di mantenimento e sviluppo della cultura, della lingua e dell’identità italiana sul territorio del suo insediamento storico.
    L’impegno dell’UI, hanno rilevato i Presidenti Tremul e Corva a margine della firma della Convenzione, è ora quello di individuare tutte le modalità giuridiche, normative e operative perseguibili e applicabili affinché si possano erogare nel più breve tempo possibile le risorse urgenti e indispensabili alle Comunità degli Italiani, anzitutto, per assicurarne il normale e corretto funzionamento. Per il prossimo anno l’UI prodigherà ogni sforzo, a tutti i livelli, affinché l’incresciosa e insostenibile situazione venutasi a creare quest’anno con il mancato finanziamento del Fondo di Promozione per le Comunità degli Italiani, nella quota del 50%, da parte della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per il tramite dell’UPT in forza del Bando emesso dall’Ente Morale triestino, non abbia più a ripetersi.
    Nel corso del colloquio con i rappresentanti della D.G.EU del MAECI, in calce alla firma della Convenzione, i rappresenti dell’Unione Italiana hanno sottolineato l’urgenza che nella finanziaria per il 2019 dello Stato italiano sia inserito il rifinanziamento, per il triennio 2019-2021, della Legge 72/01 “Interventi a tutela del patrimonio storico e culturale delle comunità degli esuli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia” e della Legge 73/01 “Interventi a favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia”. In relazione alla Legge 73/01, i Presidenti dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul e Marin Corva, nell’esprimere gratitudine per il sostegno costante che l’Italia assicura alla CNI in Croazia e Slovenia, hanno auspicato che l’impegno finanziario possa essere aumentato alla luce dell’incremento qualitativo e quantitativo delle attività più ampiamente culturali realizzate dalla Comunità, delle nuove progettualità in campo socio-economico, con particolare attenzione all’imprenditoria giovanile e dei molteplici interventi pianificati in campo scolastico, educativo e della formazione.

    Istria, impazza la febbre del calcio

    Luglio 14, 2018

    La febbre del calcio impazza in tutto il Paese e l’Istria non è certamente immune a questo “stato patologico temporaneo”. In tutte le città più grandi verrà organizzata la visione pubblica, su maxi schermo, della finalissima dei Mondiali di calcio tra Francia e Croazia. L’incredibile cavalcata della squadra di Dalić in Russia ha suscitato un enorme interesse anche tra i turisti, tant’è che le piazze sono diventate improvvisamente troppo strette.

    Pola, spettacolo all’Arena

    Un caso eclatante è Pola, dove la diretta TV – il fischio d’inizio verrà dato alle 17 – potrà essere seguita nientemeno che nella splendida, impareggiabile cornice dell’Arena, dove migliaia di tifosi accorreranno per ammirare le gesta dei “gladiatori” in maglia a scacchi, nella speranza di poter assistere a un evento storico, quello di vedere Modrić sollevare la grande coppa riservata al vincitore. L’importanza dell’evento – piazza Foro è diventata troppo piccola per poter accogliere tutti gli appassionati – ha messo in secondo piano anche il Festival del cinema, con le proiezioni che verranno spostate al Cinema Valli, spostamento che avverrebbe soltanto in caso di maltempo.

    Parenzo, maxi schermo in Riva

    Parenzo non vorrà essere da meno e come nel caso della semifinale Croazia-Inghilterra, l’incontro verrà trasmesso in Riva su uno schermo LED di 50 metri quadrati, nei pressi del Caffè cittadino, con il programma che avrà inizio già alle ore 15. La visione pubblica della partita è organizzata dalla Città di Parenzo, in collaborazione con il Poreč Open Air Festival e la società calcistica Jadran.

    Rovigno, «fan zone» in piazza

    Dopo che le prime 6 partite della nazionale croata ai Mondiali in Russia sono state trasmesse con successo nella zona per i tifosi di Radio Rovigno FM e dopo l’euforia in occasione dell’eccesso della Croazia alla finalissima di Mosca, il maxi schermo verrà spostato dall’area allestita dall’emittente radiofonica rovignese alla piazza centrale. La “fan zone” sarà attiva già a partire dalle 16. Gli organizzatori invitano tutti, ospiti e cittadini, a sostenere con entusiasmo la nazionale croata.

    «Forza ragazzi, Umago è con voi»

    La diretta della finale del Campionato mondiale di calcio verrà trasmessa in pubblico anche a Umago, Città europea dello sport. In piazza Primo maggio, davanti allo schermo gigante, ci saranno certamente tantissimi umaghesi, ma anche turisti. L’appuntamento, come comunicato dall’Ufficio stampa della Città, è per le ore 16 e lo slogan sarà come sempre bilingue: “Sretno vatreni, Umag je uz vas – Forza ragazzi, Umago è con voi”. Una scritta, un programma, uno striscione che piace e che infuoca ancora di più l’estate delle vacanze.
    Moltissimi turisti, per esempio, pur avendo la TV in camera o nell’appartamento, hanno espressamente chiesto di voler partecipare alla diretta in piazza Primo maggio, che si trova davanti alla locale Casa di cultura “Ante Babić” e la Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza”. Sul maxi schermo LED, e con migliaia di tifosi, l’atmosfera sarà sicuramente molto calda, esattamente come contro l’Inghilterra, con la città invasa da migliaia di umaghesi e turisti. Umago, città della sport a livello europeo, già con un occhio alla finale di calcio e con l’altro all’ATP di tennis, dunque non dormirà.

    Albona, chiusa via Zelenice

    La Città di Albona, dal canto suo, invita tutti i tifosi a seguire lo storico evento nello stesso luogo in cui sono state festeggiate le vittorie della nazionale di Zlatko Dalić il 7 e l’11 luglio scorsi, ossia nella parte centrale di via Zelenice, vicino ai semafori lampeggianti. Il programma comprenderà pure un’offerta di cibo e bevande, come pure l’esibizione del Deejay Elvis. Lo stesso tratto di via Zelenice sarà per questo motivo chiuso al traffico dalle ore 13 alla mezzanotte.

    Buie, tutti in piazza Tito

    Anche la Città di Buie, in collaborazione con l’Ente per il turismo e l’Università Popolare Aperta locale, sta organizzando per domenica la trasmissione della finale del Campionato mondiale di calcio tra Croazia e Francia su uno schermo gigante in piazza Tito. Verranno allestiti punti di accoglienza e di ristoro da parte dei locali del posto durante tutto il programma, che inizierà a partire dalle ore 16.

    L’Istria odierna è basata sui valori dell’antifascismo

    Giugno 26, 2018

    Festeggiata in tutta la Croazia, la Giornata della lotta antifascista è stata celebrata anche nelle località istriane, con cerimonie solenni e la deposizione di corone di fiori sui monumenti ai caduti, in ricordo del 22 giugno 1941 quando, a Sisak, venne istituito il primo distaccamento partigiano.

    A Buie ricordata la battaglia per la liberazione

    Nel Buiese, a causa del maltempo, la ricorrenza è stata celebrata a Buie (non a Plovania, come di consueto) con un comizio presso il teatro cittadino e la posa delle corone di fiori davanti al monumento ai caduti in piazza Tito.
    L’incontro, come da tradizione, è stato organizzato dalle Associazioni locali dei combattenti antifascisti in collaborazione con le Città e i Comuni del Buiese e con la Regione istriana. Dopo l’inno nazionale, intonato dai cori “Lavanda” di Cittanova e “Corona” di Umago, è seguito un minuto di silenzio per i caduti nella Guerra della liberazione.
    A fare gli onori di casa è stato il sindaco Fabrizio Vižintin, il quale ha dato il suo benvenuto a tutti i presenti, in particolare ai rappresentanti del Movimento di liberazione nazionale, dichiarando: “L’antifascismo è una visione del mondo che non dobbiamo dimenticare, bensì trasmettere alle generazioni più giovani, sempre meno consapevoli dei crimini accaduti durante la Seconda guerra mondiale. Ecco perché dobbiamo fare del nostro meglio per insegnare loro che cos’è il fascismo e il nazismo e che cosa significa essere antifascista”.
    Ai presenti si è rivolto pure il sindaco del Comune di Verteneglio, Paolo Klarić, il quale ha ringraziato i combattenti sopravvissuti del Movimento di liberazione (presenti in sala) per i loro sacrifici.

    L’Istria vive i valori dell’antifascismo

    Valter Drandić, presidente dell’Assemblea della Regione istriana, il quale ha portato anche i saluti del presidente della Regione Valter Flego, ha evidenziato il contributo dell’Istria alla lotta contro il fascismo e alla convivenza civile tra i tre popoli della penisola. “L’antifascismo che oggi celebriamo, lo viviamo quotidianamente, coltivando tutti i valori dell’umanesimo, della libertà, della fratellanza, dell’uguaglianza e della solidarietà, sviluppati attraverso un lungo periodo storico – ha dichiarato –. Mantenendo vivi questi valori, ringraziamo coloro che si sono battuti affinché noi oggi possiamo lavorare e vivere in armonia”. In sala pure diversi rappresentanti delle Associazioni dei combattenti antifascisti dell’Italia, della Slovenia e della Croazia: Edi Andreašić, neoeletto presidente dell’Unione degli antifascisti del Buiese, Giuseppina Rajko, vicepresidente della Regione istriana, Claudio Stocovaz, sindaco del Comune di Grisignana, Rino Duniš, presidente del Consiglio cittadino di Buie e Tomislav Ravnić, presidente dell’Associazione degli antifascisti della Regione istriana.
    “Da molti anni ci incontriamo qui per confermare i valori dell’antifascismo, profondamente impressi in noi, al che ci obbligano la storia e le numerose vittime del terrore fascista – ha sottolineato Ravnić –. Abbiamo perso 17mila persone in Istria, per la maggior parte vittime della Guerra d’indipendenza della Croazia, che non sarebbe stata possibile senza la lotta antifascista. Noi abbiamo creato lo Stato croato grazie alla lotta di liberazione, e i partecipanti alla Guerra d’indipendenza hanno difeso tali valori, cosa che apprezziamo e per la quale abbiamo grande considerazione”.
    La cerimonia di Buie è stata arricchita dalle esibizioni della Banda d’ottoni “Naša Sloga” di Babici.

    Umago, celebrata la Giornata dello Stato

    Le due Giornate, quella dell’Antifascismo e quella dello Stato, che ricorrono, rispettivamente il 21 e il 25 giugno, rappresentano due momenti solenni per l’intero Buiese. Innanzitutto, perché la Lotta partigiana è costata 617 vittime di cui 251 caduti in combattimento, 98 fucilati e 268 finiti nei campi di concentramento, e quindi perché con la Giornata dello Stato è stata costituita una nuova nazione, per la quale tutti i Comuni e le Città dell’ex Buiese hanno dato un grande contributo, inviando centinaia di soldati al fronte della Lika e fornendo assistenza a miglia di profughi della Croazia e della Bosnia Erzegovina.
    La Giornata dello Stato a Umago viene commemorata sia al parco “Humagum” che al cimitero. Alla cerimonia di ieri mattina, che si è tenuta sotto la pioggia, hanno partecipato il presidente del Consiglio municipale Jurica Šiljeg, il sindaco Vili Bassanese e i tre vicesindaci Mauro Jurman, Floriana Bassanese Radin e Ivan Belušić, assieme a numerosi reduci della Guerra patria.
    L’Unione antifascista della zona, presieduta di recente dall’ex sindaco di Buie Edi Andreašić, ha deposto corone di fiori ai monumenti principali del territorio che ne conta ben 14 che vanno ad aggiungersi alle 32 targhe in ricordo dei caduti partigiani e civili, fucilati dai tedeschi e dai fascisti.
    Dunque, per questa zona l’antifascismo è importante e tali ricorrenze vengono sempre ricordate dalle massime autorità municipali, con in testa il sindaco Bassanese, il presidente dell’Unione antifascista Edi Andreašić, ma anche dai reduci della 154ª brigata dell’Esercito croato, dell’Associazione dei disabili di guerra e da molti cittadini. In tali occasioni si commemorano anche i caduti dei centri limitrofi, come Babici, Giurizzani, Madonna del Carso, Bassania, Morno. Lo stesso vale per gli altri Comuni e Città della zona come Cittanova, Verteneglio, Portole e Grisignana. Molte le commemorazioni congiunte, come quella di Plovania e Villa Cucciani, perché fino al 1993 questi territori erano tutti parte del Comune di Buie.
    Il sindaco di Umago, durante il suo discorso bilingue, ha ricordato quelli che sono i principali valori che vanno difesi.
    “La Giornata della lotta antifascista esalta e ricorda i valori che siamo pronti a difendere. Libertà, dignità e uguaglianza rappresentano i massimi ideali sostenuti dall’antifascismo. Ideali che devono venir tramandati alle future generazioni affinché gli orrori del fascismo non si ripetano mai più”, ha ribadito Bassanese. E sa da una parte molti giovani migrano all’estero in cerca di un lavoro meglio retribuito, tanti altri scelgono di venire a vivere in questa zona, proprio per la sua spiccata e decantata multiculturalità.

    Corone di fiori anche a Parenzo

    A Parenzo, il sindaco Loris Peršurić ha organizzato il tradizionale ricevimento in Municipio per la delagazione dell’Associazione dei combattenti antifascisti del Parentino, guidata dal presidente Arduino Matošević. Nel suo discorso, Peršurić ha sottolineato che per l’Istria e per Parenzo vale la pena amare e preservare i valori antifascisti. La municipalità si sta prendendo cura dei monumenti ai caduti in tutta l’area parentina. Quest’anno sono stati rimessi a nuovo quelli di Sbandati, Radovani e di Parenzo.
    Matošević ha ringraziato il sindaco per la collaborazione pluriennale, dopodiché è stata deposta una corona di fiori ai piedi del monumento ai caduti in piazza del Popolo e al monumento in onore di Joakim Rakovac. Corone floreali sono state deposte pure a Foscolino, Sbandati, Villanova e Mompaderno.

    La lotta per la libertà

    La Città di Rovigno ha ricordato la Giornata della Lotta antifascista e la Giornata dello Stato con la tradizionale cerimonia alla Casa della cultura, alla quale hanno preso parte diversi ospiti, tra i quali il deputato al Sabor Giovanni Sponza, il presidente dell’amministrazione statale Draženko Janjušević, il generale dell’Esercito croato Sergio Rabar e numerosi rappresentanti delle Associazioni scaturite dalla Guerra patria.
    Ai presenti si è rivolto il sindaco Marko Paliaga, il quale ha ricordato tali ricorrenze come le più significative per quanto riguarda la creazione della nuova storia croata, ma anche per la lotta contro il fascismo e il nazismo e per la liberazione della Croazia, nelle quali i cittadini di Rovigno hanno dato un grande contributo.
    “Gli eventi che ricordiamo oggi fungono da promemoria di quella libertà tanto aspirata da ogni essere umano, la libertà di scegliere, di essere ciò che siamo, di essere fedeli, rispettati e di rispettare la comunità che ci circonda. L’opportunità di dimostrare, con il proprio lavoro e l’impegno, che siamo degni di vivere in libertà”, ha concluso Paliaga.
    La cerimonia è stata arricchita dall’esibizione della klapa “Valdibora”, dopodiché il sindaco e il presidente del Consiglio cittadino Valerio Drandić hanno deposto corone di fiori sul monumento ai caduti e alle vittime del terrore fascista alla Croce centrale del cimitero Laste.

    La denuncia all’esame della Commissione esteri

    Giugno 21, 2018

    LUBIANA | Il premier sloveno uscente, Miro Cerar, ha convocato ieri i partiti dell’arco parlamentare per metterli al corrente in merito all’intenzione del governo di denunciare la Croazia alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) a causa del contenzioso confinario, ovvero della mancata attuazione della sentenza del Tribunale d’arbitrato. In seguito al ciclo di consultazioni nelle file della maggior parte dei partiti è prevalsa la prudenza. L’LMŠ di Marjamn Šarac, uno dei potenziali incaricati per la formazione del futuro Esecutivo, ha espresso il parere che forse sarebbe opportuno attendere l’insediamento del nuovo governo prima di intraprendere qualsiasi azione.
    Il premier Miro Cerar ha dichiarato dopo l’incontro con i leader dei partiti che il governo intende portare il testo della denuncia al cospetto della nuova Commissione esteri del Parlamento che si riunirà dopo la costituzione della Camera di Stato scaturita dalle ultime elezioni politiche. L’intento del governo uscente è di sporgere la denuncia nei confronti della Croazia al più tardi entro il prossimo 10 luglio.

    Kovačić: «L’Argentina non è solo Messi»

    Giugno 20, 2018

    ILICHEVO | Per un giorno la nazionale croata è stata, suo malgrado, al centro dell’attenzione mediatica, dopo che Nikola Kalinić è stato rispedito a casa dall’allenatore Zlatko Dalić. Già all’indomani nella sala stampa della base croata a Roschino i rappresentanti dei media stranieri non c’erano quasi più.

    Prima della partenza per Nizhny Novgorod, dove domani sera la Croazia scenderà in campo contro l’Argentina nel secondo turno del Gruppo D, ai giornalisti, in larga maggioranza croati, si sono rivolti Mateo Kovačić e Ante Rebić. La prima domanda è stata rivolta a Rebić, protagonista contro la Nigeria e uno dei possibili uomini chiave per la sfida contro l’Argentina, che ha avuto parecchi problemi con l’Islanda nel primo match del girone, in difficoltà in occasione degli inserimenti, soprattutto sulla fascia, tra le linee dei centrocampisti e dei difensori. Per Rebić, inoltre, è un periodo che lo vede costantemente nei primi undici. “Sono titolare, mi pare, da quattro partite – commenta Rebić –, cercando di mettercela tutta e ponendo la squadra al primo posto. Credo che lo facciano tutti e lo si è potuto notare anche in occasione della nostra prima partita con la Nigeria. Affrontando gli argentini dobbiamo rimanere uniti come lo siamo stati finora, consapevoli del fatto che dall’altra parte c’è Messi che, a mio parere, rappresenta il 50 per cento della loro squadra. Dobbiamo arginare le sue iniziative difendendoci come ha saputo fare l’Islanda. Abbiamo sicuramente delle buone chance. Perišić e io, come laterali, forse avremo più spazi a disposizione, ma staremo a vedere come si disporranno gli avversari. Non ne abbiamo ancora analizzato tutti gli aspetti, ma lo faremo prima della partita”.

    Leo è un giocatore straordinario

    A differenza di Rebić, titolare in nazionale, nonché all’Eintracht Francoforte, Mateo Kovačić con la Nigeria è partito dalla panchina. Nemmeno quest’anno, inoltre, ha potuto assaporare la finale di Champions League vinta dal suo Real Madrid. A differenza di Nikola Kalinić, a lui non sta stretto il ruolo di riserva. Comunque, Kovačić conosce bene Messi, affrontato nella Liga, forse un po’ più qualificato rispetto ad altri per parlarne: “Per intenderci, l’Argentina dipende molto da Messi, ma anche se escludiamo lui si tratta di una squadra molto forte in tutte le posizioni. A lui, naturalmente, occorrerà prestare maggiore attenzione. Che dire di Leo? È un giocatore straordinario, che in ogni momento può inventare qualcosa e fare la differenza. Anche con l’Islanda, secondo me, ha disputato un’ottima gara, anche se non ha segnato, fallendo poi un rigore. Sono cose che possono capitare anche ai migliori. L’Argentina è una squadra che gioca con undici calciatori e non puoi preparare una partita pensando soltanto a Messi”.

    Grande qualità a centrocampo

    Secondo le stime, oggi la linea dei centrocampisti croati sul mercato vale di più rispetto a quella dell’Argentina. Al di là di queste valutazioni, proprio a centrocampo potrebbe esserci la battaglia decisiva. “Sono d’accordo – risponde Kovačić –, che la Croazia ha grandissime qualità a centrocampo, e non solo lì. Abbiamo dei giocatori straordinari anche in attacco, con una difesa solida e un ottimo portiere. Non dobbiamo temere l’Argentina perché, tra l’altro, ritengo che siamo superiori a loro anche individualmente, escludendo, ovviamente, Messi. Rispettiamo lui e tutti gli altri, ma dobbiamo guardare soprattutto a noi stessi. Questo deve essere il nostro atteggiamento”.
    La stampa spagnola è interessata alle vicende dei calciatori provenienti dalla Liga, come lo stesso Kovačić che ha dovuto rispondere anche alla domanda che riguarda la nazionale spagnola, l’avvicendamento sulla sua panchina e l’arrivo del nuovo tecnico alla guida del suo Real. “Adesso che mi trovo qui penso soprattutto alla nazionale, ma siccome me l’avete chiesto vi rispondo che il nuovo allenatore non lo conosco personalmente. La situazione nella Spagna è strana, ma sono cose che a noi della nazionale croata interessano poco”.
    I due laterali a centrocampo, Perišić e Rebić, sono entrambi abituati a giocare sulla fascia sinistra. Nel corso della gara, molto spesso, si scambiano le posizioni. “Credo che abbiamo trovato un’ottima intesa, anche se entrambi preferiamo la sinistra. A dire il vero, oggi per noi è lo stesso se l’allenatore ci schiera a sinistra o a destra. Non ci sono problemi né per me né per Perišić”, ha detto Rebić.

    Nessun timore reverenziale

    Anche l’Argentina, forse più di altri, tiene in panchina calciatori da 100 milioni di euro come Higuain o Dybala. In questo senso, potrebbe avere un potenziale offensivo non ancora espresso a questo Mondiale. Kovačić se ne rende conto: “L’Argentina ha in panchina gente che giocherebbe in ogni altra nazionale, nell’undici di partenza, ma hanno un allenatore che ha diritto a fare le proprie scelte. Hanno una rosa ampia per cui occorre pensare a tutti i giocatori che la compongono”.
    C’è timore reverenziale nei confronti di una grande nazione calcistica oppure la Croazia si è liberata di quello che, qualche volta, è sembrato come un complesso di inferiorità? È un quesito che è stato posto ripetutamente alla nazionale che oggi, come mai finora, sembra davvero avere la compattezza e la qualità per non doversi sentire inferiore a nessuno. Un eventuale successo con l’Argentina significherebbe il passaggio del turno e farebbe crescere l’autostima che qualche volta è venuta meno nelle grandi occasioni. “Così come siamo scesi in campo contro la Nigeria, rispettando l’avversario, rispetteremo anche l’Argentina. È stato così anche con il Brasile in amichevole quando siamo riusciti a reggere il confronto per un’ora. Adesso siamo pronti per questa grande sfida, motivati e convinti di poter arrivare agli ottavi. Infine, pensando a Messi, l’unico modo per marcarlo è quello di farlo con il collettivo. Controllarlo a uomo, uno contro uno, è difficile. Il nostro selezionatore ha sicuramente in mente la tattica per lui. Ripeterei – conclude Kovačić –, che nell’Argentina non c’è soltanto lui”.
    Rebić ha quindi parlato del suo nuovo ruolo di titolare: “Per prima cosa, per me è un piacere e un grande onore essere stato convocato e trovarmi qui. A questo punto per me è lo stesso stare in campo o in panchina dove ho trascorso parecchio tempo prima di queste ultime partite. Per due anni, tra l’altro, non sono nemmeno stato convocato. È bello, naturalmente, poter giocare e a me spetta giustificare la fiducia del selezionatore”.
    Nel 2014 al Mondiale in Brasile c’erano entrambi, giovanissimi. Rispetto ad allora sia Kovačić che Rebić sostengono che ci sia un’atmosfera migliore, con un gruppo compatto e quattro anni di esperienza in più.

    Croazia. Nikola Kalinić cacciato dalla Russia

    Giugno 19, 2018

    ILICHEVO | “Non era pronto e lo abbiamo mandato a casa”. È ciò che ha detto il selezionatore Zlatko Dalić prima dell’allenamento di ieri pomeriggio della Croazia sulla questione della partenza di Nikola Kalinić dalla Russia. Il tecnico ha parlato poco, pochissimo, spiegando: “Nell’amichevole contro il Brasile ha detto di non essere pronto, poi lo ha ripetuto contro la Nigeria quando ho voluto farlo entrare e, infine, non se l’è sentita di allenarsi ieri mattina. Ho accettato con calma e, dal momento che ho bisogno che i miei giocatori siano pronti per giocare e a posto, ho preso questa decisione mandandolo a casa”. L’attaccante si sarebbe lamentato per il mal di schiena, ma da quanto si può capire il suo malessere è di ben altra natura. Il bomber, o ex bomber, ha fatto le valigie ed è rientrato in Croazia lasciando vuoto un posto che non potrà essere colmato. La rosa si riduce così a 22 giocatori.

    Era troppo bello per essere vero. Nel calcio croato, contaminato da ogni sorta di conflitti, sembrava essere tornata la pace. Un allenatore nuovo, senza pesanti eredità dal passato, ha preso in mano una squadra che ha prima superato le qualificazioni per raggiungere il Mondiale e poi ha creato un’atmosfera positiva che non si avvertiva da tempo. Il culto della nazionale è ricomparso e tutte le stelle sono tornate a giocare come fanno nei rispettivi club.
    Il tema in questi giorni dovrebbe essere l’Argentina di Messi, ma Nikola Kalinić ha attirato tutta l’attenzione su di sé. L’attaccante sta confermando il suo periodo nero, già notato e visto nel Milan di Gattuso e pare avere perso totalmente la strada che lo aveva visto crescere e diventare un protagonista assoluto nella Fiorentina. Ora un 2018 sottotono con la crisi di gol al Milan, i fischi dei tifosi rossoneri, la panchina punitiva o no da parte di Gattuso e l’autogol in finale di Coppa Italia, anche se ininfluente. Adesso staremo a vedere cosa dirà il mercato e quanto sarà disposto a pagare per lui un club che vorrà rilanciarlo, che ci crederà nonostante tutto. Ci ha creduto anche il selezionatore Zlatko Dalić, che ha voluto convocarlo e portarlo in Russia, anche se era reduce da una stagione da dimenticare.

    Un referendum discriminatorio

    Giugno 16, 2018

    FIUME | La Legge elettorale in vigore in Croazia va modificata. Le regole attuali non offrono sufficienti garanzie e il sistema nel suo insieme presenta troppo lacune. Sono dati inconfutabili sui quali gli esperti in materia hanno raggiunto il consenso già da tempo. Non si tratta di opinioni squisitamente accademiche. Indicazioni in questo senso sono giunte anche dagli organi competenti a dare indicazioni vincolanti in materia. In questo senso si è espressa infatti la Corte costituzionale che ha dichiarato le circoscrizioni elettorali non conformi alle disposizioni della Legge fondamentale dello Stato. Le regole vanno dunque riscritte. Bisogna però farlo con la piena consapevolezza dell’importanza del tema. Soprattutto bisogna farlo avendo a mente tutto il sistema ed evitando soluzioni parziali che rischiano di peggiorare la situazione. In altre parole, il sistema elettorale croato va sottoposto a una riforma complessiva che deve essere frutto di un’analisi e di valutazioni ponderate e non a un referendum che punta a ridurre la portata dei diritti degli appartenenti alle minoranze.

    Il rischio di manipolazione

    Ne sono convinti i relatori intervenuti all’incontro dibattito sull’iniziativa referendaria promossa da “Il popolo decide” organizzato a Fiume dalla Sezione dei giornalisti in pensione della Regione litoraneo-montana e dall’Associazione d’amicizia croato-serba: Sanja Barić, vicerettore dell’Università degli Studi di Fiume e professoressa di diritto costituzionale; Vesna Crnić Grotić, preside della Facoltà di Giurisprudenza, professoressa di diritto internazionale e presidente del Comitato d’esperti per la Carta europea sulle lingue regionali o minoritarie e Nikola Petković, professore della Facoltà di Filosofia di Fiume – dipartimento Studi culturali. “In generale il problema con i referendum sta nel fatto che siamo tutti consapevoli della portata positiva di questo strumento giuridico che consente al corpo elettorale di esprimersi in merito a una determinata questione, ma non anche dei suoi aspetti negativi. Questi però non mancano e anzi sono importanti”, ha detto in apertura Sanja Barić. Facendo poi il punto sugli aspetti che troppo spesso non vengono considerati e che rendono il referendum uno strumento inadeguato per riformare le regole elettorali, ha citato la sua natura duale che porta inevitabilmente a una contrapposizione e alla scarsa trasparenza che deriva da una normativa che presenta troppe lacune.

    Uno strumento che divide

    “Il referendum per sua natura non consente il raggiungimento di un compromesso tra le varie richieste che la società esprime; porta a una divisione netta tra chi è a favore di una proposta e chi la osteggia, disincentivando il dialogo perché favorisce un dibattito emotivo, relegando in secondo piano gli argomenti razionali”, ha detto la Barić, facendo presente che troppo spesso le consultazioni popolari vengono sfruttate per spacciare per decisioni popolari progetti voluti da circoli ben definiti che perseguono i loro obiettivi particolari mettendo in atto delle vere e proprie campagne di marketing politico. “Nel caso del referendum promosso dall’Iniziativa civica ‘Il popolo decide’ sono diversi gli elementi che ci portano a concludere che il vero obiettivo sia la riduzione dei diritti delle minoranze attraverso la riduzione del numero dei parlamentari eletti in loro rappresentanza e la cancellazione del diritto di votare la fiducia al governo e il bilancio. Per raggiungere questi obiettivi i promotori hanno ben pensato di presentare una serie di questioni accettabili ad ampie fasce della popolazione. Possiamo quindi parlare di una manipolazione”, ha detto la Barić, stigmatizzando la proposta di creare due categorie di parlamentari e ricordando che la democrazia non è uno stato privo di regole. “La nostra è una democrazia costituzionale che prevede limitazioni a tutto e per tutti, incluso il popolo che deve rispettare le norme della Costituzione”, ha fatto presente, dicendosi certa che riguardo ai quesiti referendari la Corte costituzionale non mancherà di esprimersi una volta che il Sabor avrà formalizzato la richiesta in tal senso. “I diritti umani e quelli minoritari sono, per dirla in parole semplici, muri portanti del nostro sistema giuridico e quando si tratta di tutelarli la Corte non ha mai fatto passi indietro”, ha detto.

    REFERENDUM minoranze
    Principi internazionali

    Una proposta che cozza anche con i principi fondamentali sui quali si regge il sistema internazionale di tutela delle minoranze e sul quale si è soffermata la prof.ssa Crnić Grotić. “Sottoscrivendo le convenzioni internazionali in materia di protezione delle minoranze – tra le quali spiccano la Convenzione quadro e la Carta europea sulle lingue regionali e minoritarie del Consiglio d’Europa – la Croazia ha assunto degli obblighi che impongono il rispetto del divieto di ogni forma di discriminazione e in particolare di quella su base etnica. L’iniziativa referendaria che punta a modificare in modo inappropriato e inadeguato la legge elettorale non rispetta questi obblighi in quanto non è in sintonia con il principio della parità di trattamento e viola il divieto di discriminazione“, ha detto la Crnić Grotić.

    Solidarietà e reciprocità

    Per Petković visto il clima generale sarebbe necessario innanzitutto riscoprire i valori della solidarietà e della reciprocità per poi impegnarci a ricostruire la cultura del dialogo pubblico in cui non ci si limita a osservare chi parla, ma si ascolta ciò che viene detto. “Oggi tutti tendono a stigmatizzare e squalificare l’interlocutore. Siamo immersi nella cosiddetta cultura da tabloid. Il rischio è che si finisca col fare passi indietro e a tornare indietro nel tempo perdendo molto. Noi oggi dobbiamo tornare a lottare per conquistare cose che credevamo di aver conquistato già molti decenni fa, inclusi i diritti delle donne e delle minoranze”, ha detto, invitando a reagire e a dire ‘no’ alle tendenze che piuttosto che al futuro guardano al passato.

    Porto delle diversità

    Un invito formalizzato anche dal sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, in una lettera indirizzata ai partecipanti all’incontro-dibattito – ma anche a tutti coloro che ritengono che la battaglia contro chi vuole incidere negativamente sui diritti umani e su quelli minoritari sia una battaglia giusta – e letta nella sala del Consiglio municipale dal suo vice Nikola Ivaniš. Una lettera nella quale il sindaco ha invitato ad alzare la voce contro chi vorrebbe ridurre gli appartenenti alle minoranze a cittadini di serie B e a continuare a costruire una società tollerante. “Una società che rispecchia l’idea alla base di quel porto delle diversità che Fiume ha voluto come slogan e con il quale ha ottenuto il titolo di Capitale Europea della Cultura 2020. Un concetto che sentiamo appieno e che orgogliosamente vogliamo implementare ulteriormente”, ha detto Ivaniš. Sulla stessa linea anche gli altri interventi susseguitisi nel corso della serata, tra i quali citiamo quelli del vicepresidente della Regione litoraneo-montana eletto in rappresentanza della minoranza serba, Petar Mamula, del presidente del Consiglio regionale della minoranza serba, Zoran Stanković, e del politologo Franjo Butorac.

    Più sussidi per i cittadini meno abbienti

    Giugno 13, 2018

    La Città assicurerà anche quest’anno un buono acquisto per i manuali scolastici destinato alle famiglie meno abbienti. Come proposto dalla capodipartimento per la sanità e la previdenza sociale, Karla Mušković, questo programma dovrebbe includere più famiglie in quanto è stata elevata la soglia massima delle entrate familiari del 75 per cento. In questo modo nelle famiglie con due persone questa ammonterebbe a 5.075 kune, con tre persone fino a 6.525, con quattro fino a 8.750, mentre per ogni prossimo membro verrebbero aggiunte ulteriori 1.225 kune. Nel corso di quest’anno scolastico, sono stati 931 gli alunni che hanno avuto diritto a un buono per i manuali scolastici. La nuova proposta, se approvata dal Consiglio cittadino, entrerà nel bilancio cittadino 2018 e nelle proiezioni per il 2019 e 2020. I mezzi finanziari sono invece già stati stanziati.

    Lo Stato dovrebbe assicurare i manuali

    La proposta è stata accolta dal sindaco Vojko Obersnel, il quale ha voluto ribadire il fatto che le scuola elementare è una scuola d’obbligo. “Non vedo per quale motivo allora l’acquisto dei manuali non venga finanziato dal bilancio nazionale. La pratica messa in atto da varie altre città, che fanno a gara a chi offrirà più mezzi per l’acquisto dei manuali per tutti gli alunni, la reputo poco valida. Mi sembra assurdo che la Città debba finanziare anche coloro che hanno entrate al di sopra della media. Noi continueremo ad aiutare chi ha bisogno e con l’aumento della soglia massima quest’anno ci saranno più alunni che riceveranno il sussidio”, ha dichiarato il sindaco.
    I fruitori del Programma sociale avranno così diritto ai buoni del valore da 250 a 500 kune per le classi inferiori e da 500 a 1.000 per quelle superiori. L’importo è rimasto invariato rispetto all’anno scorso.
    Aumenterà anche il numero dei fruitori che avranno diritto al sussidio per il trasporto pubblico in quanto sono stati ampliati i criteri d’invalidità.
    È stato inoltre proposto di inserire nel Programma sociale anche gli asilanti e gli stranieri sotto protezione sussidiaria per evitare il rischio di marginalizzazione. Tutte queste proposte verranno discusse nel corso del prossimo Consiglio cittadino.

    Retta mensile di 720 kune

    La capodipartimento per l’educazione e l’istruzione, Sanda Sušanj, ha proposto che dal prossimo anno l’importo della retta mensile negli asili privati venga equiparata a quella negli asili cittadini, che ammonta a 720 kune. La Città coprirà la differenza in base al tariffario in vigore lo scorso anno pedagogico. Questo sarà valido però soltanto per le famiglie che hanno la residenza a Fiume.
    Nel bilancio per il 2019 sono stati così assicurati 6,4 milioni di kune, ovvero 1,7 milioni di kune in più rispetto al 2018. “In questo modo daremo la possibilità a tutti quei genitori che non hanno potuto iscrivere i bambini negli asili cittadini, di farlo in quelli privati. Purtroppo, anche se ci sono nuovi asili, il numero dei bambini non iscritti è ancora relativamente alto”, ha detto Sanda Sušanj.
    Come tradizione vuole, la Città finanzierà anche quest’anno la Fiera delle borse di studio che avrà luogo il 18 ottobre nel Campus di Tersatto. L’importo previsto ammonta a 10mila kune.

    Stop ai lavori durante l’estate

    Irena Miličević, a capo del dipartimento cittadino per gli affari comunali, ha parlato dei lavori che vengono svolti in città durante i mesi estivi.
    “Negli anni precedenti, i lavori portati avanti dalle varie municipalizzate venivano sempre eseguiti dal 15 giugno al 15 settembre in quanto in tale periodo il traffico era meno intenso. Visto che negli ultimi anni il numero degli affittacamere privati è aumentato sensibilmente anche a Fiume, i diretti interessati hanno richiesto che queste attività vengano sospese durante l’estate. Dal momento che ci sono tanti lavori in corso che non è possibile fermarli in quanto hanno dei termini ben precisi, cercheremo di mettere in atto questa richiesta a partire dall’anno prossimo”, ha concluso Irena Miličević.

    Novità anche per i tassisti

    In base al nuovo regolamento, l’organizzazione del trasporto dei taxi non è più di competenza della Città, la quale avrà soltanto il compito di rilasciare il permesso per tale attività, che verrà a costare 500 kune. “Purtroppo, noi siamo sempre una nazione molto ‘avanti’ – ha commentato in modo sarcastico il sindaco –. In tutto il mondo il trasporto in taxi viene regolato in base a delle leggi ben specifiche. Le macchine devono essere di un dato colore, non devono avere più di tanti anni di servizio e il tariffario deve essere uno solo. Noi invece abbiamo voluto il ‘mercato libero’ dove ognuno può fare ciò che vuole. Invito quindi tutti coloro che avranno da ridire sui tassisti di inviare le proprie lamentele al ministero dei Trasporti e non alla Città”.