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    Redazione

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    Juričić faro del Rijeka a Cantrida e Rujevica

    Agosto 08, 2018

    Erano decisamente altri tempi... All’estero si poteva andare dopo avere compiuto 28 anni. Srećko Juričić, attuale direttore sportivo del Rijeka, comunque da giocatore rimase fedele al Rijeka per ben dodici anni, fino al 1985 quando 31.enne si trasferì in Belgio. In maglia bianca vanta ben 684 partite, più di tutti gli attuali giocatori della prima squadra messi assieme. A dieci anni i primi calci al pallone; a venti, nel 1974, l’approdo con il Rijeka alla massima divisione. Da allora il Rijeka non è mai retrocesso, siamo arrivati al 44.esimo campionato nazionale di seguito.
    Giocatore, allenatore (nel 1994 perse la finale di Coppa Croazia con la Dinamo) a Fiume, Pola, Pisino, Capodistria... In Medio Oriente per vent’anni. Alla guida di quattro nazionali: Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Oman e Yemen. Da sei anni, dall’arrivo di Damir Mišković, ricopre con successo il ruolo di direttore sportivo del Rijeka. Juričić è la storia del Rijeka sui campi di casa: Jugoslavia (due Coppe nazionali da giocatore e una Coppa dei Balcani) e Croazia (quattro trofei da direttore sportivo), ma anche in Europa. Quarant’anni fa, infatti, il Rijeka di Juričić inaugurava in Coppa delle Coppe (nell’edizione successiva ospitò la Juventus di Zoff e Trapattoni, 0-0 a Cantrida e 0-2 a Torino) l’era moderna in Europa. Battendo il Wrexham 3-0 a Cantrida (0-2 nel ritorno), con uscita di scena negli ottavi con i belgi del Beveren. Il Rijeka domani in Norvegia, a Sarpsborg, inizia la caccia alla quarta fase a gironi di Europa League. Cinque anni fa vi approdò battendo nello spareggio lo Stoccarda, mentre nella stagione seguente superò i moldavi dello Sheriff allenati da Zoran Zekić. L’anno scorso, dopo avere fallito l’assalto (Olympiacos) alla Champions League, Damir Mišković, Srećko Juričić e Matjaž Kek, il triumvirato vincente, hanno portato il Rijeka per la sesta volta in Europa.
    In Norvegia inizia l’assalto alla fase a gironi, ovvero ai play-off contro la vincente di Pyunik-Maccabi. A caccia di gloria e denaro. Il premio è infatti di 2,92 milioni di euro. Per non parlare del valore dei giocatori. Ricordate la stupenda vittoria sul Milan a Rujevica? Oppure quelle su Standard Liegi e Feyenoord Rotterdam a Cantrida? E il Siviglia che si salvò in pieno recupero? Il Rijeka rispetto alla scorsa primavera, quando la squadra ha brillato, ha perso solo due pedine, Bradarić e Leovac. Pavelić, uomo di fascia destra, arrivato dal Rapid Vienna, e Čanađija, centrocampista rientrato dal prestito all’Olimpija sono i nomi nuovi inseriti nell’undici di Matjaž Kek nelle prime due giornate di campionato. Gorica e Inter, sei gol e sei punti, non possono dare una risposta sul valore reale di questo nuovo Rijeka, che comunque dovrebbe essere all’altezza della passata stagione. Sarà tutto più chiaro dopo la trasferta in Norvegia, nonché la partita di domenica con l’Hajduk a Rujevica. Due esami importanti. Grandi sono le aspettative della tifoseria, abituata a godersi spettacoli di lusso. La cifra di quasi seimila abbonati in uno stadio di 8.200 posti parla chiaro dell’entusiasmo che regna s Fiume e dintorni...

    L’ANVGD ricorda Stelio Spadaro

    Agosto 07, 2018

    Un uomo del dialogo, un intellettuale dell’Adriatico orientale e il rappresentante di una sinistra moderna che aveva riscoperto il senso della Patria: con Stelio Spadaro scompare una figura davvero importante della cultura italiana. Molteplici furono i suoi incontri con il compianto presidente dell’Associazione nazionale Venezia, Giulia e Dalmazia, Lucio Toth, dai quali sorsero i presupposti per scrivere pagine importantissime per la contestualizzazione della questione delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nella storia italiana. Sono state tante le occasioni in cui il lavoro preparatorio di Spadaro ha aiutato le associazioni della diaspora adriatica a creare momenti di condivisione, di riflessione storica e di costruzione di nuove prospettive patriottiche ed europee. Le sue opere come storico, il suo operato di politico e la comprensione umana per le tragedie della nostra comunità contribuiscono a creare il profondo lutto che l’ANVGD, e il suo presidente Renzo Codarin, esprimono in memoria di Stelio Spadaro.

    Processo Salpietro. Rigettata la richiesta di Horvatinčić

    Agosto 07, 2018

    SEBENICO Sarà il giudice Ivan Jurišić a presiedere il nuovo processo a carico dell’imprenditore zagabrese Tomislav Horvatinčić che il 16 agosto del 2011 nelle acque di Capocesto (Primošten) aveva travolto e ucciso con il suo motoscafo i coniugi Salpietro. Questo quanto reso noto ieri dalla portavoce del Tribunale di Comunale di Sebenico, Melina Gulin Pavlaković, la quale ha spiegato che la presidente del Tribunale, Iris Živković, ha rigettato la richiesta presentata dalla difesa di Horvatinčić relativa alla ricusazione del giudice Ivan Jurišić, perché “non vi è alcun motivo fondato per allontanarlo dall’adempimento dei suoi doveri giudiziari”.


    Un processo da rifare
    Ricordiamo che nel maggio scorso il Tribunale Regionale di Zara, su decisione del giudice Hrvoje Visković, aveva cassato la sentenza del Tribunale comunale di Sebenico che nell’ottobre dello scorso anno aveva assolto l’imprenditore zagabrese per l’incidente marittimo, ordinando di fare ripartire il processo penale dai nastri di partenza. Nella spiegazione, la Corte d’appello aveva sottolineato tra l’altro che il giudice Maja Šupe del Tribunale di Sebenico, nell’assolvere lo scorso ottobre l’imputato, aveva commesso gravi violazioni del Codice di procedura penale poiché le motivazioni che stavano alla base dell’assoluzione erano chiaramente contraddittorie. In particolare veniva messa in dubbio la parte riguardante la sincope vasovagale, ovvero la perdita accidentale o temporanea di coscienza, che era stata accettata dalla giudice quale prova decisiva esibita dalla difesa e sulla quale si era poi basata la sentenza assolutoria.
    Richiesta di ricusazione
    Il 6 giugno scorso si è tenuta la prima udienza durante la quale la difesa di Horvatinčić ha chiesto la ricusazione del giudice Ivan Jurišić, chiamato a presiedere il nuovo procedimento giudiziario, perché sua moglie è sostituto procuratore di Sebenico. Per questo motivo, secondo i legali dell’imputato, viene messa in dubbio la sua imparzialità. “In questo procedimento penale, due sentenze sono state annullate su decisione del Tribunale regionale di Zara in seguito ai ricorsi presentati dall’Ufficio del procuratore di Sebenico, dove è impiegata la moglie del giudice Ivan Jurišić. La scienza giuridica ci dice chiaramente che il Tribunale deve essere imparziale e indipendente nei procedimenti penali. Riteniamo che il nostro timore sia fondato”, dichiarò Veljko Miljević, difensore di Horvatinčić, motivando la richiesta. Il legale precisò che “non si tratta di una delegittimazione del giudice a livello personale”, rilevando che la richiesta di ricusazione “è stata presentata perché sul procedimento giudiziario, che deve essere obbiettivo e imparziale, non devono esserci ombre di dubbio sull’obiettività e l’imparzialità del giudice”. L’istanza venne così inviata alla presidente del Tribunale, Iris Živković, la quale ha deciso ieri di respingerla.

    Documentazione medica
    All’uscita dalla prima udienza Tomislav Horvatinčić si soffermò con i giornalisti davanti al Tribunale e disse di essere convinto che la sua difesa reggerà anche in questo procedimento. “In questo nuovo processo punteremo sull’ampia documentazione medica in mio possesso che riguarda sia il periodo precedente l’incidente sia quello successivo”, dichiarò l’imprenditore. (mr)

    Morto l’accademico Nedjeljko Fabrio

    Agosto 06, 2018

    FIUME | È venuto a mancare sabato mattina a Fiume, all’età di 81 anni, lo stimato letterato e accademico Nedjeljko Fabrio. Grande scrittore e intellettuale di prestigio, Fabrio era nato a Spalato nel 1937 per trasferirsi nel 1947 con i genitori a Fiume, dove è rimasto fino alla fine. È proprio nel capoluogo quarnerino che aveva concluso le scuole elementari e le medie superiori, per poi trasferirsi durante gli studi a Zagabria. Nel 1961 conseguì presso la Facoltà di filosofia la laurea in lingua croata e letteratura dei popoli slavi del Sud e lingua e letteratura italiana. Dopo gli studi tornò a Fiume trovando un impiego come lettore presso l’Università popolare, e quindi come drammaturgo presso il Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”. Nel 1971 tornò a Zagabria dove lavorò in qualità di redattore del Programma drammaturgico della Televisione croata e in seguito come docente all’Accademia di arti drammatiche. È stato inoltre redattore del foglio “Riječka revija” e ha fondato la rivista “Kamov”, diventandone caporedattore. Nedjeljko Fabrio è stato membro ordinario dell’Accademia croata di arti scientifiche, e dal 1989 al 1995 anche presidente della Società degli scrittori croata. Nel 2007 è stato insignito del Premio nazionale “Vladimir Nazor” per l’opera omnia.
    Nel corso della sua infanzia, il grande accademico ha vissuto in prima persona gli innumerevoli mutamenti storici avvenuti a Fiume, ha testimoniato all’esodo degli italiani di queste terre, ma anche a quello di altre realtà nazionali, di cui ha scritto tantissimo nel corso della sua esistenza. Sono questi, infatti, i temi di cui si è occupato maggiormente nelle sue opere letterarie, tutte di grande successo. Una volta aveva detto: “Scrivendo di Fiume, città in cui tra il XIX e XX secolo si sono succeduti sette Stati, e sotto l’influenza della cultura slava, rumena, germanica e ungherese, offro un tema che l’Europa sa riconoscere. Il mio vantaggio è che ho vissuto parte di questi fatti”.
    A Fiume, Nedjeljko Fabrio era particolarmente legato al teatro. “Ho iniziato a frequentarlo all’età di dieci anni – aveva raccontato in un’occasione –. Ho avuto l’onore di ascoltare compositori e direttori d’orchestra quali Ivan Matetić Ronjgov, Lovro Matačić e Boris Papandopulo, ma anche solisti quali Milan Pihler, Marija (Mica) Glavačević, Branko Medanić e altri, nonché artisti drammatici come ad esempio Veljko Maričiž, Anđelko Štimac, e via di seguito. Quando ho iniziato a scrivere per il teatro, ero maggiormente in contatto con Boris Papandopulo”. È proprio nel Teatro di Fiume che sono state messe in scena due delle più grandi opere drammatiche di Fabrio, “Reformatori” (Riformatori) nel 1968, e “Čujete li svinje kako r
    okću u ljetnikovcu naših gospodara?” (Sentite i maiali grugnire nel villino dei nostri padroni?) nel 1970. Il suo celebre romanzo storico di stampo postmoderno “Vježbanje života” (Esercitazione alla vita), del 1985, è diventato uno degli spettacoli teatrali antologici di maggiore successo a Fiume, per la drammaturgia di Darko Gašparović e la regia di Georgij Paro. Definita “cronistoria drammatica”, la pièce ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. Realizzata nel febbraio del 1990, in sei anni è stata presentata ben 85 volte, sempre dinanzi a una gremita platea. Grande successo di pubblico ha avuto anche lo spettacolo “Smrt Vronskog” (La morte di Vronski), di Ivica Bona, trasposizione teatrale dell’omon
    imo grande romanzo di Nedjeljko Fabrio del 1994. Nel corso della sua proficua attività letteraria, l’accademico si è interessato molto delle opere di autori di confine quali Fulvio Tomizza e Scipio Slataper. La sua ultima opera teatrale è stato un libretto per balletto intitolato “Maestro”, ispirato alla vita e all’opera del compositore Boris Papandopulo.

    Allegra rimpatriata dopo quarant’anni

    Agosto 06, 2018

    Si sono ritrovati a Fiume per festeggiare i 40 anni dalla maturità, gli allievi che conclusero gli studi nel 1978 all’ex Liceo di Fiume. Dapprima c’è stata la foto di rito dinanzi al palazzo, poi la visita alla sede del Liceo, ora SMSI, con l’immacabile appello e un’occhiata ai voti dell’epoca. Tutti sono rimasti ammirati per l’aspetto attuale dell’edificio, che rispetto a 40 anni fa versa in condizioni decisamente migliori, grazie agli interventi di restauro. Infine, c’è stata la cena conviviale in un ristorante del centro.
    Alla rimpatriata hanno preso parte dieci ex allievi dei complessivi 19 maturandi. Nella foto scattata dinanzi al Liceo Daniela Barbalich, Ines Borčić, Diana Dessardo, Ilde Frank, Irena Maržić, Giuliana Milavez, Viviana Ostojić, Mirjana Pavletić e Dario Saftich, assieme alle professoresse Ermina Sluga – capoclasse – e Vera Štimac. Più tardi alla cena si è unito anche Mauro Ravnich. Assenti giustificati Antinea Bencich, Valnea D’Adda, Denis Host, Valnea Krstulovich, Enrico Martinez, Bruno Nacinovich, Nerina Venzais e Iris Vrus. Prematuramente scomparso purtroppo Lino Scotti.

    Zara. Visita all’asilo italiano «Pinocchio»

    Agosto 06, 2018

    Nei giorni scorsi una delegazione dell’associazione “E ai bambini con affetto” guidata dalla sua presidente Livia Mjeda ha fatto visita all’asilo italiano “Pinocchio” a Zara. L’obiettivo è stato quello di presentare alla presidente della Comunità degli Italiani di Zara, Rina Villani, il progetto nazionale “Vogliamo allenare la vista”, iniziato nel 2017. Nel comunicato stampa diffuso dalla presidente Livia Mjeda si sottolinea che il progetto vuole sensibilizzare la popolazione della Croazia e mettere a conoscenza della gente le difficolta dei bimbi con problemi alla vista, dei loro genitori e la problematica in generale dei bambini ipovedenti. Il programma si svolge sotto l’altro patronato del Presidente della Repubblica di Croazia, Kolinda Grabar-Kitarović. A dare il suo sostegno all’iniziativa sono stati anche il Ministero della Sanità, il Dicastero per la Demografia, la Famiglia, i Giovani e la Politica sociale, il Centro clinico ospedaliero di Fiume e l’NZZJZ fiumano.

    Giunta. All’esame dell’Assemblea UI

    Agosto 06, 2018

    DIGNANO Sarà Palazzo Bradamante, sede della Comunità degli Italiani di Dignano, a ospitare la prima sessione dell’Assemblea dell’Unione Italiana per il mandato 2018-2022. La seduta costitutiva del massimo organismo rappresentativo e deliberativo dell’associazione apicale degli Italiani in Croazia e Slovenia è stata convocata l’8 agosto 2018, con inizio alle 17,30.

    La decisione è stata già comunicata pure ai consiglieri eletti l’8 luglio scorso, alle Ambasciate e ai Consolati generali d’Italia in Croazia e Slovenia, ai deputati della Comunità nazionale italiana al Parlamento croato e alla Camera di Stato della Repubblica di Slovenia, rispettivamente Furio Radin e Felice Žiža, alla vicepresidente della Regione istriana eletta nelle file della minoranza nazionale italiana, Giuseppina Rajko, al presidente dell’Università popolare di Trieste, Maria Cristina Benussi, e ad Antonio Ballarin, presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati. L’informazione, firmata dal neopresidente dell’UI, Maurizio Tremul, è stata notificata pure al presidente eletto della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, alla direttrice dei Servizi amministrativi dell’UI, Orietta Marot, ai presidenti dei Consigli della minoranza nazionale italiana delle Regioni litoraneo-montana e istriana, rispettivamente Melita Sciucca e Gianclaudio Pellizzer, ad Alberto Scheriani, presidente della Comunità autogestita costiera della nazionalità italiana, al presidente dell’AINI, Mauro Jurman, e alla presidente del Comites di Fiume, Rosanna Bernè. L’invito a partecipare al forum è stato esteso pure ai membri della Giunta esecutiva uscente dell’UI, nonché ai presidenti della Comunità degli Italiani.
    La proposta dell’ordine del giorno dell’incontro prevede tre punti: elezioni e nomine; discussione e approvazione delle linee programmatiche della Giunta esecutiva per il mandato 2018-2022 e approvazione del decreto attinente all’elezione dei membri e approvazione delle Linee programmatiche della Giunta esecutiva per il mandato 2018-2022; varie ed eventuali. Il primo punto (elezioni e nomine), a sua volta contempla sette fasi: nomina della Commissione elettorale dell’Assemblea UI; elezione del presidente e del vicepresidente dell’Assemblea; nomina del verbalista e dei verificatori dei verbali dell’Assemblea; elezione del presidente e dei membri della Commissione per la verifica dei mandati; elezione del presidente e dei membri del Comitato elezioni e nomine; elezione del presidente e dei membri del Comitato per lo Statuto ed il Regolamento; elezione del Comitato dei garanti, d’appello e di controllo.

    Direttrici fondamentali
    All’Assemblea UI, si ricorda, spetta l’onere di tracciare le direttrici fondamentali di tutta l’attività, stabilire i programmi, approvare le conclusioni generali, nominare ed eleggere gli organismi direttivi e statutari, controllarne l’attività, ispirare l’azione di tutte le strutture, degli organismi operativi, delle istituzioni dell’Unione e degli Enti ad essa associati. L’Assemblea approva in particolare l’indirizzo programmatico fondamentale dell’UI; i lineamenti programmatici e i piani di attività dei singoli settori e conferma i progetti proposti da tutti i suoi organi istituzionali e operativi; lo Statuto e le relative modifiche ed integrazioni; il programma operativo annuale.

    Una serie di nomine
    L’Assemblea elettiva viene convocata nel termine di giorni 30 dalla data di proclamazione dei risultati elettorali per l’Assemblea dell’UI, del presidente dell’UI e del presidente della Giunta esecutiva dell’UI, durante la quale, in conformità allo Statuto dell’UI, vengono eletti il presidente e il vicepresidente dell’Assemblea (con voto segreto dalla maggioranza assoluta dei consiglieri), i membri della Giunta esecutiva e il presidente e i membri del Comitato dei garanti, d’appello e di controllo. L’Assemblea deve nominare la Giunta esecutiva entro il termine di tre mesi dalla sua prima convocazione. In caso contrario, allo scadere del termine, vengono indette elezioni anticipate. Sino alla nomina dei nuovi organismi rimangono in carica, per il disbrigo degli affari correnti, quelli uscenti, nominati dalla precedente legislatura.
    L’Assemblea elettiva viene convocata su richiesta del neoeletto presidente dell’UI, e il suo lavoro viene svolto in una o più sedute. L’Assemblea elettiva conclude i propri lavori con l’elezione di tutti gli organi stabiliti dallo Statuto UI.
    L’Assemblea è costituita da 75 rappresentanti eletti a suffragio diretto, eguale, libero e segreto. L’Assemblea è deliberativa se alle sessioni è presente la maggioranza assoluta dei consiglieri (la metà più uno dei consiglieri dell’Assemblea). Il Regolamento interno dell’Assemblea sancisce che la seduta costitutiva è presieduta dal consigliere più anziano, coadiuvato dai servizi amministrativi dell’UI, fino all’elezione del presidente dell’Assemblea, con i relativi diritti e doveri. Con la costituzione dell’Assemblea decadono il mandato dei consiglieri uscenti e le loro cariche negli organismi interni ed esterni all’Assemblea, qualora esse siano connesse allo status di consigliere.

    La composizione dell’Esecutivo
    Ricordiamo che nei giorni scorsi sono stati resi noti i nomi di alcuni dei candidati a membri della Giunta UI guidata dal neopresidente Marin Corva, eletto alle elezioni dello scorso 8 luglio. Il vicepresidente dell’Esecutivo sarà Marko Gregorič (Isola) con delega all’Informazione ed editoria-Università e ricerca scientifica-Attività sportive. Queste le altre componenti della Giunta dell’UI: la fiumana Iva Bradaschia Kožul avrà la delega all’Educazione ed istruzione-Organizzazione, sviluppo e quadri, Marina Paoletić (Madonna del Carso) sarà la responsabile dei settori Cultura-Teatro arte e Spettacolo e, infine, Martina Benolić (Umago) avrà la delega per i settori Economia-Affari giuridico-amministrativi-rapporti con le CAN, con i Consigli della minoranza Italiana e i rappresentanti politici della CNI-Finanze e bilancio. Il presidente Marin Corva terrà per sé la delega Coordinamento e rapporti con le CI-Attività sociali, religiose e sanitarie-Attività giovanili-Attività per la Terza età. Questa dovrebbe essere almeno per ora la composizione della nuova Giunta dell’Unione Italiana, in attesa della riforma che dovrebbe ampliare l’Esecutivo e portarlo a sette componenti. Per giungere a questo risultato è necessario però procedere prima alla modifica dello Statuto dell’Unione Italiana. Marin Corva per ora non si è voluto sbilanciare sui possibili nominativi mancanti all’appello: i nomi sono però già nel cassetto. Sappiamo la loro provenienza (Bassa Istria), ma il presidente prima di renderli noti preferisce aspettare le varie tappe necessarie per arrivare alla loro nomina.

    [FOTO] Remi, vele e forte senso identitario

    Agosto 04, 2018

    È stata inaugurata ieri sera a Trieste la mostra dell’IRCI, curata da Piero Delbello, dedicata al rapporto tra il mare e lo sport nella Venezia Giulia, a Fiume e in Dalmazia tra il 1870 e il 1950. L’esposizione è stata allestita nella sede del Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata.
    L’intento è di far conoscere la nascita, lo sviluppo, la storia e i risultati conseguiti dall’associazionismo sportivo di queste terre, improntato spesso anche a un forte spirito nazionale italiano.

    foto: Goran Žiković

    Gli F-16 Barak israeliani domani sorvoleranno Knin

    Agosto 04, 2018

    ZAGABRIA I primi due esemplari di F-16 Barak croati saranno denominati Bljesak (Lampo) e Oluja (Tempesta). Un omaggio a due delle vittoriose operazioni condotte dalle Forze armate croate durante la Guerra patriottica. Ad annunciarlo è stato il vicepremier e ministro della Difesa, Damir Krstičević, dopo l’atterraggio di una squadriglia di caccia supersonici dell’Aeronautica militare israeliana (IAF) all’Aeroporto militare di Pleso.


    Percorsi circa 3.000 km
    A Zagabria sono arrivati tre F-16 Barak (scortati da un MiG 21 bis croato), dello stesso tipo di quelli con i quali la Croazia ha deciso di equipaggiare dal 2020 la sua Aeronautica militare (HRZ-PZO). Domenica prossima i caccia israeliani sfrecceranno sopra la Fortezza di Knin, assieme agli aerei e agli elicotteri dell’HRZ-PZO nell’ambito delle celebrazioni indette in occasione della Giornata della vittoria, del ringraziamento patriottico e dei difensori croati (5 agosto), ossia del 23.esimo anniversario dell’Operazione Tempesta, che nell’estate del 1995 portò alla reintegrazione dei territori occupati.
    I piloti israeliani, dopo essere decollati dalla Base di Ramat David, hanno percorso circa 3.000 chilometri senza concedersi soste prima di raggiungere lo spazio aereo croato (gli F-16 hanno un’autonomia di volo di 4.000 chilometri). A porgere il benvenuto ai piloti dell’IAF, oltre al vicepremier Krstičević alla 91° Base dell’HRZ-PZO c’erano il primo ministro Andrej Plenković, l’Ambasciatore israeliano a Zagabria, Zina Kalay Kleitman, il capo di Stato maggiore delle Forze armate croate, Mirko Šundov, il comandante dell’HRZ-PZO, Mato Mikić, l’attaché militare israeliano in Croazia, Harel Taggar, e numerosi altri ufficiali e rappresentanti delle istituzioni.
    Il governo croato, si ricorda, nel marzo scorso ha deciso di procedere all’acquisto di uno stormo di caccia multiruolo israeliani di seconda mano (gli F-16C/D Block 30 sono stati prodotti dal 1986 al 1989), ma costantemente aggiornati e conformi agli standard NATO. I 12 caccia supersonici multiruolo di produzione USA saranno pagati circa 2,9 miliardi di kune. La somma sarà versata a rate, nell’arco di 10 anni. I primi due caccia supersonici dovrebbero arrivare in Croazia nel 2020 e gli ultimi entro la fine del 2022. Questo ha portato a una nuova stagione nei rapporti tra i due Paesi, foriera di ulteriori forme di collaborazione in tutti i settori.

    «Manca la cultura della pace»
    Nonostante siano passati 23 anni dalla fine del conflitto, le ferite della guerra però faticano ancora a rimarginarsi. Alla vigilia dei festeggiamenti a Knin, il Consiglio nazionale serbo (SNV), presieduto da Milorad Pupovac, ha avvertito che la cultura della pace e del dialogo non ha ancora messo le radici in Croazia. Nel Paese, secondo l’SNV, non esiste ancora la consapevolezza che le perdite demografiche sono dovute in buona parte all’esodo della popolazione serba. Il Consiglio nazionale serbo, inoltre, stigmatizza le recenti campagne referendarie indirizzate contro le minoranze, che non favoriscono di certo la creazione di un clima di tolleranza.

    «Nudi come», la nuova campagna Benetton firmata da Oliviero Toscani

    Agosto 02, 2018

    Contro le guerre civili, contro le mafie e le violenze urbane dell’identità, contro i feroci conflitti etnici, contro le guerre di faglia e di religione, contro il terrorismo e contro tutti i razzismi risorgenti c’è la gioiosa con-fusione come valore, il Cantico delle Creature che avvicina al cielo e sottomette il mondo. "Nudi come", la nuova campagna pubblicitaria Benetton per l'autunno inverno 2018, firmata da Oliviero Toscani, il cui video è stato trasmesso da Benetton oggi anche al nostro quoridiano in anteprima è come sempre destinata a far discutere. Protagonisti degli scatti del fotografo un gruppo di ragazzi e ragazze. Di diverse etnie. Nudi. Puri. Che si abbracciano. L'immagine e il video di Oliviero Toscani riflettono tutti i valori fondanti di Benetton: la diversità, l'uguaglianza e un'idea del futuro che è più urgente che mai. A partire dalla prima settimana di agosto foto e video sono stati pianificati su billboards, quotidiani e periodici (online e offline) e sui canali social del marchio. Il video ha una voce che crea una narrazione profonda, è un mezzo potente per esprimere il contenuto del marchio United Colors of Benetton.