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    Redazione

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    Croazia. Nikola Kalinić cacciato dalla Russia

    Giugno 19, 2018

    ILICHEVO | “Non era pronto e lo abbiamo mandato a casa”. È ciò che ha detto il selezionatore Zlatko Dalić prima dell’allenamento di ieri pomeriggio della Croazia sulla questione della partenza di Nikola Kalinić dalla Russia. Il tecnico ha parlato poco, pochissimo, spiegando: “Nell’amichevole contro il Brasile ha detto di non essere pronto, poi lo ha ripetuto contro la Nigeria quando ho voluto farlo entrare e, infine, non se l’è sentita di allenarsi ieri mattina. Ho accettato con calma e, dal momento che ho bisogno che i miei giocatori siano pronti per giocare e a posto, ho preso questa decisione mandandolo a casa”. L’attaccante si sarebbe lamentato per il mal di schiena, ma da quanto si può capire il suo malessere è di ben altra natura. Il bomber, o ex bomber, ha fatto le valigie ed è rientrato in Croazia lasciando vuoto un posto che non potrà essere colmato. La rosa si riduce così a 22 giocatori.

    Era troppo bello per essere vero. Nel calcio croato, contaminato da ogni sorta di conflitti, sembrava essere tornata la pace. Un allenatore nuovo, senza pesanti eredità dal passato, ha preso in mano una squadra che ha prima superato le qualificazioni per raggiungere il Mondiale e poi ha creato un’atmosfera positiva che non si avvertiva da tempo. Il culto della nazionale è ricomparso e tutte le stelle sono tornate a giocare come fanno nei rispettivi club.
    Il tema in questi giorni dovrebbe essere l’Argentina di Messi, ma Nikola Kalinić ha attirato tutta l’attenzione su di sé. L’attaccante sta confermando il suo periodo nero, già notato e visto nel Milan di Gattuso e pare avere perso totalmente la strada che lo aveva visto crescere e diventare un protagonista assoluto nella Fiorentina. Ora un 2018 sottotono con la crisi di gol al Milan, i fischi dei tifosi rossoneri, la panchina punitiva o no da parte di Gattuso e l’autogol in finale di Coppa Italia, anche se ininfluente. Adesso staremo a vedere cosa dirà il mercato e quanto sarà disposto a pagare per lui un club che vorrà rilanciarlo, che ci crederà nonostante tutto. Ci ha creduto anche il selezionatore Zlatko Dalić, che ha voluto convocarlo e portarlo in Russia, anche se era reduce da una stagione da dimenticare.

    Un referendum discriminatorio

    Giugno 16, 2018

    FIUME | La Legge elettorale in vigore in Croazia va modificata. Le regole attuali non offrono sufficienti garanzie e il sistema nel suo insieme presenta troppo lacune. Sono dati inconfutabili sui quali gli esperti in materia hanno raggiunto il consenso già da tempo. Non si tratta di opinioni squisitamente accademiche. Indicazioni in questo senso sono giunte anche dagli organi competenti a dare indicazioni vincolanti in materia. In questo senso si è espressa infatti la Corte costituzionale che ha dichiarato le circoscrizioni elettorali non conformi alle disposizioni della Legge fondamentale dello Stato. Le regole vanno dunque riscritte. Bisogna però farlo con la piena consapevolezza dell’importanza del tema. Soprattutto bisogna farlo avendo a mente tutto il sistema ed evitando soluzioni parziali che rischiano di peggiorare la situazione. In altre parole, il sistema elettorale croato va sottoposto a una riforma complessiva che deve essere frutto di un’analisi e di valutazioni ponderate e non a un referendum che punta a ridurre la portata dei diritti degli appartenenti alle minoranze.

    Il rischio di manipolazione

    Ne sono convinti i relatori intervenuti all’incontro dibattito sull’iniziativa referendaria promossa da “Il popolo decide” organizzato a Fiume dalla Sezione dei giornalisti in pensione della Regione litoraneo-montana e dall’Associazione d’amicizia croato-serba: Sanja Barić, vicerettore dell’Università degli Studi di Fiume e professoressa di diritto costituzionale; Vesna Crnić Grotić, preside della Facoltà di Giurisprudenza, professoressa di diritto internazionale e presidente del Comitato d’esperti per la Carta europea sulle lingue regionali o minoritarie e Nikola Petković, professore della Facoltà di Filosofia di Fiume – dipartimento Studi culturali. “In generale il problema con i referendum sta nel fatto che siamo tutti consapevoli della portata positiva di questo strumento giuridico che consente al corpo elettorale di esprimersi in merito a una determinata questione, ma non anche dei suoi aspetti negativi. Questi però non mancano e anzi sono importanti”, ha detto in apertura Sanja Barić. Facendo poi il punto sugli aspetti che troppo spesso non vengono considerati e che rendono il referendum uno strumento inadeguato per riformare le regole elettorali, ha citato la sua natura duale che porta inevitabilmente a una contrapposizione e alla scarsa trasparenza che deriva da una normativa che presenta troppe lacune.

    Uno strumento che divide

    “Il referendum per sua natura non consente il raggiungimento di un compromesso tra le varie richieste che la società esprime; porta a una divisione netta tra chi è a favore di una proposta e chi la osteggia, disincentivando il dialogo perché favorisce un dibattito emotivo, relegando in secondo piano gli argomenti razionali”, ha detto la Barić, facendo presente che troppo spesso le consultazioni popolari vengono sfruttate per spacciare per decisioni popolari progetti voluti da circoli ben definiti che perseguono i loro obiettivi particolari mettendo in atto delle vere e proprie campagne di marketing politico. “Nel caso del referendum promosso dall’Iniziativa civica ‘Il popolo decide’ sono diversi gli elementi che ci portano a concludere che il vero obiettivo sia la riduzione dei diritti delle minoranze attraverso la riduzione del numero dei parlamentari eletti in loro rappresentanza e la cancellazione del diritto di votare la fiducia al governo e il bilancio. Per raggiungere questi obiettivi i promotori hanno ben pensato di presentare una serie di questioni accettabili ad ampie fasce della popolazione. Possiamo quindi parlare di una manipolazione”, ha detto la Barić, stigmatizzando la proposta di creare due categorie di parlamentari e ricordando che la democrazia non è uno stato privo di regole. “La nostra è una democrazia costituzionale che prevede limitazioni a tutto e per tutti, incluso il popolo che deve rispettare le norme della Costituzione”, ha fatto presente, dicendosi certa che riguardo ai quesiti referendari la Corte costituzionale non mancherà di esprimersi una volta che il Sabor avrà formalizzato la richiesta in tal senso. “I diritti umani e quelli minoritari sono, per dirla in parole semplici, muri portanti del nostro sistema giuridico e quando si tratta di tutelarli la Corte non ha mai fatto passi indietro”, ha detto.

    REFERENDUM minoranze
    Principi internazionali

    Una proposta che cozza anche con i principi fondamentali sui quali si regge il sistema internazionale di tutela delle minoranze e sul quale si è soffermata la prof.ssa Crnić Grotić. “Sottoscrivendo le convenzioni internazionali in materia di protezione delle minoranze – tra le quali spiccano la Convenzione quadro e la Carta europea sulle lingue regionali e minoritarie del Consiglio d’Europa – la Croazia ha assunto degli obblighi che impongono il rispetto del divieto di ogni forma di discriminazione e in particolare di quella su base etnica. L’iniziativa referendaria che punta a modificare in modo inappropriato e inadeguato la legge elettorale non rispetta questi obblighi in quanto non è in sintonia con il principio della parità di trattamento e viola il divieto di discriminazione“, ha detto la Crnić Grotić.

    Solidarietà e reciprocità

    Per Petković visto il clima generale sarebbe necessario innanzitutto riscoprire i valori della solidarietà e della reciprocità per poi impegnarci a ricostruire la cultura del dialogo pubblico in cui non ci si limita a osservare chi parla, ma si ascolta ciò che viene detto. “Oggi tutti tendono a stigmatizzare e squalificare l’interlocutore. Siamo immersi nella cosiddetta cultura da tabloid. Il rischio è che si finisca col fare passi indietro e a tornare indietro nel tempo perdendo molto. Noi oggi dobbiamo tornare a lottare per conquistare cose che credevamo di aver conquistato già molti decenni fa, inclusi i diritti delle donne e delle minoranze”, ha detto, invitando a reagire e a dire ‘no’ alle tendenze che piuttosto che al futuro guardano al passato.

    Porto delle diversità

    Un invito formalizzato anche dal sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, in una lettera indirizzata ai partecipanti all’incontro-dibattito – ma anche a tutti coloro che ritengono che la battaglia contro chi vuole incidere negativamente sui diritti umani e su quelli minoritari sia una battaglia giusta – e letta nella sala del Consiglio municipale dal suo vice Nikola Ivaniš. Una lettera nella quale il sindaco ha invitato ad alzare la voce contro chi vorrebbe ridurre gli appartenenti alle minoranze a cittadini di serie B e a continuare a costruire una società tollerante. “Una società che rispecchia l’idea alla base di quel porto delle diversità che Fiume ha voluto come slogan e con il quale ha ottenuto il titolo di Capitale Europea della Cultura 2020. Un concetto che sentiamo appieno e che orgogliosamente vogliamo implementare ulteriormente”, ha detto Ivaniš. Sulla stessa linea anche gli altri interventi susseguitisi nel corso della serata, tra i quali citiamo quelli del vicepresidente della Regione litoraneo-montana eletto in rappresentanza della minoranza serba, Petar Mamula, del presidente del Consiglio regionale della minoranza serba, Zoran Stanković, e del politologo Franjo Butorac.

    Più sussidi per i cittadini meno abbienti

    Giugno 13, 2018

    La Città assicurerà anche quest’anno un buono acquisto per i manuali scolastici destinato alle famiglie meno abbienti. Come proposto dalla capodipartimento per la sanità e la previdenza sociale, Karla Mušković, questo programma dovrebbe includere più famiglie in quanto è stata elevata la soglia massima delle entrate familiari del 75 per cento. In questo modo nelle famiglie con due persone questa ammonterebbe a 5.075 kune, con tre persone fino a 6.525, con quattro fino a 8.750, mentre per ogni prossimo membro verrebbero aggiunte ulteriori 1.225 kune. Nel corso di quest’anno scolastico, sono stati 931 gli alunni che hanno avuto diritto a un buono per i manuali scolastici. La nuova proposta, se approvata dal Consiglio cittadino, entrerà nel bilancio cittadino 2018 e nelle proiezioni per il 2019 e 2020. I mezzi finanziari sono invece già stati stanziati.

    Lo Stato dovrebbe assicurare i manuali

    La proposta è stata accolta dal sindaco Vojko Obersnel, il quale ha voluto ribadire il fatto che le scuola elementare è una scuola d’obbligo. “Non vedo per quale motivo allora l’acquisto dei manuali non venga finanziato dal bilancio nazionale. La pratica messa in atto da varie altre città, che fanno a gara a chi offrirà più mezzi per l’acquisto dei manuali per tutti gli alunni, la reputo poco valida. Mi sembra assurdo che la Città debba finanziare anche coloro che hanno entrate al di sopra della media. Noi continueremo ad aiutare chi ha bisogno e con l’aumento della soglia massima quest’anno ci saranno più alunni che riceveranno il sussidio”, ha dichiarato il sindaco.
    I fruitori del Programma sociale avranno così diritto ai buoni del valore da 250 a 500 kune per le classi inferiori e da 500 a 1.000 per quelle superiori. L’importo è rimasto invariato rispetto all’anno scorso.
    Aumenterà anche il numero dei fruitori che avranno diritto al sussidio per il trasporto pubblico in quanto sono stati ampliati i criteri d’invalidità.
    È stato inoltre proposto di inserire nel Programma sociale anche gli asilanti e gli stranieri sotto protezione sussidiaria per evitare il rischio di marginalizzazione. Tutte queste proposte verranno discusse nel corso del prossimo Consiglio cittadino.

    Retta mensile di 720 kune

    La capodipartimento per l’educazione e l’istruzione, Sanda Sušanj, ha proposto che dal prossimo anno l’importo della retta mensile negli asili privati venga equiparata a quella negli asili cittadini, che ammonta a 720 kune. La Città coprirà la differenza in base al tariffario in vigore lo scorso anno pedagogico. Questo sarà valido però soltanto per le famiglie che hanno la residenza a Fiume.
    Nel bilancio per il 2019 sono stati così assicurati 6,4 milioni di kune, ovvero 1,7 milioni di kune in più rispetto al 2018. “In questo modo daremo la possibilità a tutti quei genitori che non hanno potuto iscrivere i bambini negli asili cittadini, di farlo in quelli privati. Purtroppo, anche se ci sono nuovi asili, il numero dei bambini non iscritti è ancora relativamente alto”, ha detto Sanda Sušanj.
    Come tradizione vuole, la Città finanzierà anche quest’anno la Fiera delle borse di studio che avrà luogo il 18 ottobre nel Campus di Tersatto. L’importo previsto ammonta a 10mila kune.

    Stop ai lavori durante l’estate

    Irena Miličević, a capo del dipartimento cittadino per gli affari comunali, ha parlato dei lavori che vengono svolti in città durante i mesi estivi.
    “Negli anni precedenti, i lavori portati avanti dalle varie municipalizzate venivano sempre eseguiti dal 15 giugno al 15 settembre in quanto in tale periodo il traffico era meno intenso. Visto che negli ultimi anni il numero degli affittacamere privati è aumentato sensibilmente anche a Fiume, i diretti interessati hanno richiesto che queste attività vengano sospese durante l’estate. Dal momento che ci sono tanti lavori in corso che non è possibile fermarli in quanto hanno dei termini ben precisi, cercheremo di mettere in atto questa richiesta a partire dall’anno prossimo”, ha concluso Irena Miličević.

    Novità anche per i tassisti

    In base al nuovo regolamento, l’organizzazione del trasporto dei taxi non è più di competenza della Città, la quale avrà soltanto il compito di rilasciare il permesso per tale attività, che verrà a costare 500 kune. “Purtroppo, noi siamo sempre una nazione molto ‘avanti’ – ha commentato in modo sarcastico il sindaco –. In tutto il mondo il trasporto in taxi viene regolato in base a delle leggi ben specifiche. Le macchine devono essere di un dato colore, non devono avere più di tanti anni di servizio e il tariffario deve essere uno solo. Noi invece abbiamo voluto il ‘mercato libero’ dove ognuno può fare ciò che vuole. Invito quindi tutti coloro che avranno da ridire sui tassisti di inviare le proprie lamentele al ministero dei Trasporti e non alla Città”.

    [FOTO] Istroveneto 2018

    Giugno 08, 2018

    Festival dell’Istroveneto, per alcuni un mondo nuovo, ma per molti, un tuffo nelle proprie radici, che anche se conosciute, è un piacere rivivere in quanto danno un sentimento di famiglia, di amicizia, di unità, essendo un ulteriore emblema di amore per questa cultura, per questo dialetto che ancora oggi è la lingua madre di molti abitanti del territorio istriano.

    Foto: Erika Barnaba

    [FOTO] Fiumanka 2018: alla regata dei media La Voce al primo posto

    Giugno 08, 2018

    L’equipaggio della Voce del Popolo è in testa dopo le prima giornata della regata riservata ai rappresentanti dei mass media (European Sailing Race – EMSR) che si svolge nell’ambito della 19ª edizione della Fiumanka, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati della vela e del mare. L’imbarcazione del nostro quotidiano, sponsorizzata dall’azienda Feralis di Ines Bolkovac e con skipper Borna Giljević, nel percorso disegnato davanti alla diga foranea ha preceduto gli equipaggi della Radiotelevisione croata (HRT), Nova TV, Kanal Ri, Radio Fiume, Novi List, l'austriaca ORF, la slovena RTV SLO e l'ungherese MTVA. Il risultato assume maggiore importanza se si considera che alcuni degli avversari hanno al timone skipper di fama internazionale. L'equipaggio della Voce, che ricorderemo l'anno scorso chiude al terzo posto, cercherà di difendere domani il primato nella terza prova, che si disputerà nell'ambito della regata principale. La partenza alle 12.

    Foto: Goran Žiković

    [Video] Fiumanka 2018: Anche quest’anno l’equipaggio de La Voce è salpato per la tradizionale regata

    Giugno 08, 2018

    I nostri video prima della partenza dell'equipaggio della Voce

    Il Festival dell’Istroveneto incontra il MIFEST

    Giugno 08, 2018

    Penultima giornata con il Festival dell’Istroveneto, manifestazione, organizzata dall’Unione Italiana sotto gli auspici e con il sostegno della Regione istriana, della Città di Buie, dell’Università Popolare di Trieste, del Comune di Muggia e del Consiglio per le minoranze della Repubblica di Croazia, che si avvale di un contributo finanziario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana e del quale la nostra testata è sponsor mediatico. Il primo appuntamento è a Buie (ore 9.30), alle SEI “Edmondo De Amicis”, nell’ambito dei laboratori didattici “Imparar fasendo” e “Capire e farsi capire scrivendo: la grafia del veneto/istroveneto alla prova della modernità”, del dott. Alessandro Mocellin, che alle ore 12.30 verrà proposto agli alunni della SMSI “Leonardo da Vinci”. Alle ore 10.30, invece, alla SEI “Galileo Galilei” di Umago, è previsto il laboratorio “Ocio che te conto… strumenti per apprendere il dialetto istroveneto”, della dr. sc. Paola Begotti. In serata, alle ore 19.30, al Teatro dell’Università Popolare Aperta di Buie avrà luogo il terzo atto della Rassegna teatrale “Su e ∫o pel palco”. Questa sera, il Festival dell’Istroveneto incontra il MIFEST (Festival della Comunità Nazionale Italiana), organizzato dal Centro Italiano “Carlo Combi” di Capodistria, che alle ore 20.30 ospiterà la seconda serata del Festival della canzone inedita in istroveneto “Dimela cantando” presso la Chiesa di San Francesco a Capodistria. Ospite della serata l’Orchestra “Vecia Trieste”. La quarta edizione del MIFEST inizia (ore 9) presso la Taverna (ex Magazzino del sale) e Piazza Carpaccio a Capodistria. Saranno presenti 23 istituzioni della Comunità Nazionale Italiana, tra cui Comunità degli Italiani del Capodistriano e del Buiese, tutte le istituzioni prescolari e scolastiche dei Comuni costieri, i programmi italiani di Radio Capodistria (quest’ultima con la diretta radiofonica da piazza Carpaccio), l’Info-libro di Capodistria, la Società Dante Alighieri – Comitato di Capodistria, l’Ufficio “Europa” dell’Unione Italiana e l’Associazione POEM - pari opportunità di Capodistria. Il ricco programma culturale, che sarà condotto da Jessica Acquavita, coinvolgerà istituzioni prescolari e scolastiche del Capodistriano.

    Riviera: Rijeka, altro pareggio

    Maggio 30, 2018

    KOSTRENA | Il Rijeka, detentore del titolo, fatica al Riviera del Quarnero. Dopo il 3-3 contro il Venezia nel primo turno, ieri allo stadio Žuknica di Kostrena i fiumani sono stati fermati sul pari anche dal Pomorac. È finita 1-1, con il Rijeka passato in vantaggio dopo 11 minuti di gioco con Zrilić, che ha sprecato altre occasioni nel primo e all’inizio del secondo tempo. Al 47’, però, i padroni di casa hanno pareggiato i conti con Radović. Fino al termine i Rijeka ci ha provato, ma senza segnare. Oggi la giornata decisiva. Nel primo match si affronteranno Pomorac e Venezia, quindi Rijeka e Olimpija, con gli sloveni già qualificati ai quarti. Per essere sicuri di passare il turno i fiumani devono vincere. Se finisce in parità il primo incontro, anche un punto basterà per superare la fase a gironi.
    In precedenza si sono qualificate ai quarti l’Udinese, l’Osijek e appunto l’Olimpija. Al termine di una gara intensa e per buona parte incerta, la squadra slovena ha battuto per 3-1 il Venezia. Allo Žuknica i “verdi” sono passati in vantaggio con un gol di Petrovič all’11’. Soltanto 3 minuti più tardi è arrivato il gol del Venezia segnato da Kader. Alla mezz’ora gli sloveni hanno segnato per il 2-1 con Kurež, che ha ribadito in rete una conclusione di Petrovič ribattuta dalla difesa. Nel finale del primo tempo il Venezia è stato pericoloso con due conclusioni nella stessa azione, entrambe respinte dal portiere dll’Olimpija.
    Nella ripresa, al 46’ Pečar ha approfittato di una dormita collettiva della retroguardia del Venezia realizzando per il 3-1. La reazione c’è stata, ma senza esito.
    Nel gruppo C l’Osijek ha battuto per 3-1 il Domžale, mentre nel gruppo D l’Udinese si è imposta per 2-0 sulla Dinamo.


    Il programma odierno

    Pomorac-Venezia (A, 16.30), Olimpija-Rijeka (A, 18.30), Rudar-Maribor (B, 17), Sampdoria- Željezničar (B, 19), OŠK Omišalj-Domžale (C, 16.30), Osijek-Gabala (C, 18.30), Vinodol-Udinese (D, 16.30), Dinamo-Budućnost (D, 18.30).

    Referendum. Vogliono ghettizzare gli appartenenti alle minoranze

    Maggio 29, 2018

    ZAGABRIA Nubi fosche si addensano sulle Comunità Nazionali in Croazia. Anche se le autorità di Zagabria sottolineano spesso e volentieri che la legislazione nazionale in materia di diritti minoritari è ai massimi livelli continentali, resta il fatto che le norme faticano a essere applicate nella prassi. Per non parlare delle iniziative e delle esternazioni dal sapore prettamente antiminoritario che si stanno moltiplicando da anni. A rendere la situazione particolarmente preoccupante sono le inizietive referendarie tese, tra l’altro, a ridurre il numero e a ridimensionare le prerogative dei parlamentari delle etnie. Per fare il punto della situazione, per quanto concerne la posizione e i diritti delle comunità etniche e il clima politico che si respira in questo contesto nel Paese l’agenzia Stina ha interpellato il presidente del Consiglio nazionale delle minoranze Aleksandar Tolnauer.


    Riduzione dei diritti

    Nell’esaustiva intervista rilasciata alla Stina, Tolnauer ha sottolineato: “In questi giorni siamo testimoni del fatto che nella società operano gruppi politici e iniziative civiche che vorrebbero indire un referendum con l’obiettivo di ridurre o limitare la portata dei diritti riconosciuti agli appartenenti alle minoranze nazionali. Si tratta di null’altro se non di un tentativo di procedere con una ghettizzazione degli appartenenti alle etnie di minoranza. Da parte nostra, al contempo, operiamo per assicurare alle minoranze residenti in Croazia una tutela in linea con gli standard europei, quindi anche per assicurare loro l’integrazione nella società nel pieno rispetto della loro identità nazionale e culturale. Un’eventuale riduzione dei diritti riconosciuti ai gruppi minoritari finirebbe col favorire la marginalizzazione degli appartenenti a queste comunità a tutto discapito dell’integrazione. Per questo motivo auspico che la Presidenza del Consiglio d’Europa significhi per la Croazia un qualcosa di positivo. Stando agli annunci, una delle priorità sarà proprio quella dei diritti delle minoranze e sono certo che questo favorirà la diffusione della consapevolezza riguardo agli standard democratici che vigono in materia e che sono stati fatti propri dall’UE, ma anche ai valori e agli obiettivi delle politiche minoritarie”.

    Politiche minoritarie

    In occasione della sua recente visita a Zagabria il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thørbjorn Jagland, ha espresso un giudizio molto positivo sul livello di tutela assicurato alle minoranze nazionali. Al contempo i rapporti del Tutore civico e quello della Casa dei diritti umani rivelano che i problemi non mancano. Come spiega questa diversità di valutazione?

    “È noto che le istituzioni importanti, sia nazionali sia europee, guardano a vari temi utilizzando le lenti della burocrazia. Questo porta a una semplificazione delle cose e spesso anche a un eccessivo formalismo. La verità è che le normative croate riguardanti le minoranze nazionali rientrano nel gruppo delle migliori in tutta Europa. Abbiamo una Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali molto buona; ci sono poi leggi speciali che regolano le questioni inerenti all’uso della lingua, all’istruzione… Il problema sorge nel momento dell’attuazione delle norme in vigore. Qui tutto diventa più difficile. Purtroppo dopo aver registrato alcuni importanti passi avanti per quanto concerne l’attuazione delle norme varate nell’ambito della politica minoritaria della Croazia nel periodo precedente all’adesione all’Unione europea siamo entrati in una fase di stagnazione di questi stessi diritti. In alcuni casi potremmo parlare anche di marginalizzazione della questione, ad esempio questo è quant’era avvenuto durante il mandato del governo presieduto da Tihomir Orešković. Adesso però mi sento di dire che siamo in una fase diversa in quanto ci siamo resi tutti conto di quanto siano deleteri atteggiamenti di questo tipo. Il governo presieduto da Andrej Plenković è interessato a favorire uno sviluppo qualitativo delle politiche minoritarie nella società croata. Questo ha portato al raggiungimento dell’accordo ai sensi del quale i deputati delle minoranze sostengono il governo, e dal canto suo l’Esecutivo ha approvato i Programmi operativi per le minoranze nazionali fino al 2020. Si tratta del documento, o se vogliamo del piano, più concreto e più ambizioso per quanto concerne il miglioramento dello status degli appartenenti alle minoranze nazionali mai varato in Croazia. Ovvio, non è che con la sua approvazione i problemi siano stati risolti; per ottenere questo risultato bisognerà lavorare molto, ma il contesto nel quale farlo è stato definito e questa è una circostanza che dobbiamo responsabilmente riconoscere. Dobbiamo comunque mantenere il contatto con la realtà e renderci conto che i temi legati allo status degli appartenenti alle minoranze non sono un problema che affligge esclusivamente la società croata. Attualmente si nota una significativa crescita di atteggiamenti antisemiti in Germania, in diversi Paesi membri dell’UE le difficoltà in materia di integrazione dei rom sono ben più accentuate di quanto non lo siano in Croazia… Quello che conta, in un contesto del genere, è vedere quale posizione assumono a riguardo le istituzioni statali e sociali. Quello che fa la differenza sono i messaggi che queste lanciano, i loro atti e le decisioni concrete. In particolare è importante vedere quali strumenti propongono di utilizzare per risolvere il problema”.

    Programmi operativi

    Lo scorso autunno il governo ha approvato i Programmi operativi per le minoranze nazionali per il periodo 2017-2020. Come vanno le cose per quanto riguarda la loro attuazione? Le minoranze possono considerarsi soddisfatte?

    “Con l’attuazione dei Programmi operativi siamo appena all’inizio. Certo che a riguardo non manca qualche espressione d’insoddisfazione, ma va detto che non mancano nemmeno i risultati positivi. Ogni Programma ha una sua dinamica, quello che conta è assicurare il sostegno finanziario e di altro genere necessario perché ciò non rimanga lettera morta. Ad ogni modo, al momento da entrambe le parti viene espressa comprensione per le ragioni dell’altro e la pazienza non si è esaurita. Auspico che a breve siano visibili i primi risultati concreti e gli effetti positivi delle misure previste. Non è la prima volta che vengono definiti dei Piani strategici per le minoranze nazionali; spesso abbiamo sentito pronunciare frasi fatte e promesse: ci sarà, si farà, si risolverà, bisogna… Questa volta nei Piani operativi sono stati previsti anche i cosiddetti benchmark, ovvero c’è la possibilità di misurare l’efficacia delle misure. Inoltre, i risultati possono essere presentati non soltanto agli appartenenti alle minoranze, bensì più in generale all’opinione pubblica e quindi potremo giudicare meglio quali vantaggi sono scaturiti dall’attuazione dei Programmi operativi. In altre parole, è stato ridotto lo spazio per la demagogia politica. Desidero però ripetere ancora una volta che il governo presieduto da Andrej Plenković sta dimostrando un livello di sensibilità riguardo ai temi importanti per le comunità nazionali ben più alto di quanto non avvenisse nel passato”.

    Migliorare la società

    Lei non si è mai tirato indietro quando c’era bisogno di rivolgere critiche alle istituzioni delle minoranze e ai loro rappresentanti. Ha sempre però fatto presente che la responsabilità in fatto di attuazione delle politiche minoritarie ricade sulla maggioranza. Come valuta la situazione attuale? Come siamo messi in fatto di tolleranza, di rispetto dei valori europei in materia di integrazione, di multiculturalità e di tutela dei diritti delle minoranze nazionali? Perché si è arrivati, ad esempio, a organizzare tre cerimonie commemorative per le vittime di Jasenovac?

    “Indipendentemente dal fatto di appartenere alla maggioranza o a una minoranza tutti dovrebbero sentirsi chiamati a contribuire al miglioramento della società croata. La Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali gioca un ruolo molto importante per quanto concerne l’integrazione degli appartenenti alle comunità minoritarie nella nostra società, assicurando al contempo tutela all’identità nazionale e culturale. La Legge costituzionale fornisce anche strumenti atti a contrastare i tentativi di ghettizzazione e il fenomeno dell’assimilazione. Per arrivare però a una situazione in cui a tutti sia garantita la parità e nessuno si senta discriminato dobbiamo avere anche il diritto di non essere tutti uguali. In un contesto che riconosce le diversità è molto importante l’atteggiamento sociale degli appartenenti alla maggioranza che attraverso le scelte fatte in materia di politiche sociali deve esprimere un alto tasso di responsabilità e favorire la diffusione della tolleranza. Purtroppo alle volte la maggioranza assume un atteggiamento passivo e questo apre ai tentativi di rivedere la storia fatti per scriverne una migliore che però non c’è stata. Tutto può sempre essere analizzato dal punto di vista storico, si possono sempre riprendere in mano i documenti, ma non ritengo che ci siano gli spazi per procedere con grandi dibattiti riguardo ai campi nazisti e alle terribili vicende avvenute in questi lager. A riguardo esistono degli standard, sono quelli dettati dalla civiltà moderna. Nel momento in cui accetteremo questi indiscutibili valori e ci confronteremo con le conseguenze che da questi derivano saremo in grado di evitare il moltiplicarsi delle cerimonie di commemorazione e potremo dedicarci all’essenza: esprimere un omaggio alle vittime.”

    Festival dell’Istroveneto: resi noti i vincitori

    Maggio 26, 2018

    Sono stati resi noti i vincitori dei Concorsi Letterario e Video nell’ambito della VII edizione della rassegna promossa dall’Unione Italiana, volta a tutelare e promuovere il dialetto del territorio. Al concorso letterario sono pervenuti complessivamente 55 lavori, divisi in tre categorie: quella dei Pici (6-10 anni) con 23 elaborati, Medi (11-14 anni) con 31 lavori, e quella dei Grandi (15-18 anni) con un unico elaborato. La giuria, composta da Tiziana Dabović, Suzana Todorović e Roberta Dubac, dopo aver analizzato i lavori pervenuti in forma anonima, ha deciso di assegnare nella Categoria Pici il 1° premio a Luna Rosso, della SE “Vincenzo e Diego De Castro” Pirano, per il lavoro “Un giorno in barca con nono”. Nella motivazione si legge “Una giornata trascorsa a pescare presentata come splendido racconto scenografico. L’ampio spettro di termini tecnici dialettali e l’inserimento di dialoghi genuini regala una storia densa di sapienza e di vita vera”. Il 2° premio è andato a Damian Codiglia Vidach, della SEI “Galileo Galilei” di Umago, per “Co piovi”. “Il racconto ruota attorno ai modi di dire della nostra tradizione. Il ragionamento di carattere umoristico e scherzoso, dimostra altresì una precoce maturità intellettiva dell’autore/autrice” è riportato nella motivazione. Il 3° premio è stato assegnato a Paola Vasić, della SE “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, Scuola periferica di Gallesano, per “Briscola”. La motivazione: “La poesia illustra le caratteristiche del gioco della briscola che vengono incluse in spigliate e giocose rime. L’uso dei vocaboli dialettali è appropriato e non affatto forzato. Il gioco presentato nella presente poesia riflette le tradizioni e la cultura istriane, valorizzando le nostre radici. Nei versi conclusivi l’autore/l‘autrice espone l’importanza dell’amicizia e dello ‘stare insieme’”.

    Nella Categoria Medi, il 1° premio è andato a Luca Vigini, della SEI “Galileo Galilei” di Umago, per “El confin del golfo de Piran xe el stesso dela Savudrijska vala”. La motivazione: “L’eterna contesa del Gofo di Pirano raccontata con gioco ironico e grande resa dialettale. Il protagonista è un ribon, un pesce che diventa simbolo dell’umanità istriana che rifiuta categorie nazionali, giochi di potere e assurde decisioni politiche che non comprendano il valore culturale dell’inclusione. Il pesce e la sua famiglia scompaiono e diventano mito — una finale aperto di denuncia, ma anche di eterna speranza”. Il 2° premio è andato a Alex Četojević ed Erik Kozlović, della SEI “Galileo Galilei” di Umago, per “EI bucàl”. “La poesia è costruita con termini di uso comune, ‘la canotiera... el bucal...’ oggetti essenziali, d’uso famigliare che fanno sorridere ed indicano la volontà dell’autore di divertire. I versi in rima aggiungono alla composizione un ritmo incalzante e fluido”, scrive nella motivazione. Il 3° premio è stato assegnato a Serena Coronica, della SEI “Galileo Galilei” di Umago, grazie al lavoro “Barufe de casa”. Nella motivazione si legge “L’autrice decide di adoperare il dialetto in forma di dialogo. In esso ci avvicina - senza idealizzarla - una tipica sera in, famiglia, esponendo il ruolo dei genitori e le ‘baruffe’ tipiche tra figli. L’autrice usa espressioni e strutture dialettali appropriate arricchendole con espressioni italiane, inglesi e croate dimostrando la conoscenza e coscienza di quella che è l’attuale realtà dialettale: le espressioni che riguardano la tecnologia moderna e quelle che si riferiscono a istituzioni e concetti nuovi non trovano necessariamente il corrispondente dialettale. L’autrice dimostra che in dialetto si può parlare di tutto: inserendo espressioni straniere come tablet, punjač. cellulare e fen, oppure adattandole foneticamente al dialetto materno, ad es. boizjo”.
    Nella Categoria Grandi, il 1° premio, è andato a Paolo Biloslavo della SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie, per “Tanto buna e tanto onesta la se mostra”. “La traduzione di ‘Tanto gentile e tanto onesta pare” risulta limpida, semplice, ma con grande carico di profondità nella scelte dei termini e delle costruzioni in dialetto. Colpisce particolarmente la frase ‘I oci no i finissi de vardarla’. È un bellissimo tentativo di avvicinare Dante a noi”.
    Per quanto concerne, invece, il Concorso Video, Sono pervenuti complessivamente 4 video. Di cui 3 nella categoria Under 18, e uno in quella di Over 18. La giuria, composta da Matija Debeljuh, Marko Voštan e Stefano Antonini, dopo aver preso visione dei lavori pervenuti, ha scelto di premiare, nella categoria Under 18, il video “I maghi de Sissiole” realizzato dal Gruppo di animazione della SEI “V. e D. De Castro” di Pirano, sezione periferica di Sicciole con il Primo premio. Il filmato “A su scoio... La nostra ponta de galo” della: Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola, si è aggiudicato il secondo premio. Mentre il terzo è andato al filmato “Gialo al Mansioli” del Gruppo cinematografico della Comunità degli Italiani “P. B. degli Ughi” di Isola.
    Nella categoria Over 18 è stato premiato Tiziano Suran di Rovigno per “Viagio de un Istrian”.