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    Redazione

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    A Cantrida trionferà la nostalgia

    Settembre 08, 2018

    FIUME | Diventerà una tradizione? Per ora il progetto del “Ritorno a Cantrida” è perfettamente riuscito, con il tutto esaurito raggiunto in tempo record. La nostalgia, evidentemente, è forte quanto la passione calcistica e stasera porterà nel tempio fiumano del pallone oltre diecimila spettatori. L’entusiasmo è stato contagioso. Anche in Slovenia, e non per caso, la partita amichevole tra Rijeka e Maribor nel vecchio stadio che ha 105 anni di onorato servizio alle spalle, ha suscitato molto interesse a livello mediatico. Matjaž Kek, oggi allenatore del Rijeka, colui che ha portato a Fiume il primo titolo nazionale nella storia del club, è allo stesso tempo un idolo del calcio sloveno: portò la nazionale ai Mondiali in Sudafrica nel 2010, “rischiando”, tra l’altro, di superare la fase a gironi, traguardo mancato per un soffio. Inoltre, fu allenatore del Maribor, amato anche lì e dove torna regolarmente tutte le volte che gli impegni glielo consentono. Dalla Stiria slovena arriveranno oggi circa 600 tifosi per i quali è stato organizzato un treno speciale. Si tingerà di viola, quindi, lo spicchio abitualmente riservato ai tifosi ospiti a Cantrida, sulla gradinata Est. Per i sostenitori del Maribor verrà allestita anche una fan zone sulla spiaggia, vicino al beach bar Morski prasac (Maiale di mare), cui non potranno accedere i tifosi del Rijeka per motivi di sicurezza.

    I cancelli dello stadio verranno aperti alle 18, due ore prima del fischio d’inizio, e gli organizzatori invitano tutti a non venire all’ultimo momento. I pochi ingressi, infatti, sono tra i motivi per i quali lo stadio di Cantrida ha avuto problemi nell’ottenere l’omologazione da parte dell’Uefa. L’Armada e il Rijeka calcio hanno organizzato l’evento nella sosta di campionato, proponendo un’amichevole che ha sicuramente un certo fascino. È la prima volta che il Rijeka torna a giocare qui dopo più di tre anni, cioè dal trasferimento a quello che doveva essere lo stadio provvisorio a Rujevica e che oggi non lo è più. Tre anni fa, infatti, c’erano delle concrete indicazioni secondo cui la realizzazione dello stadio nuovo a Cantrida sembrava essere un’ipotesi possibile, quasi certa. Invece, nel frattempo, sono cambiate tante cose, a partire dal disimpegno della Social Sport, cioè dell’imprenditore ligure Gabriele Volpi, dall’intero progetto. A Rujevica saranno legati anche dei bei ricordi, a partire dalla conquista del primo titolo, ma Cantrida la rimpiangono ancora in tanti. La curva fiumana scandisce regolarmente, in ogni occasione, “Cantrida, Cantrida….”, una sorta di rito propiziatorio per un ritorno che non avverrà tanto presto.
    Il Rijeka a Cantrida potrebbe tornarci, di tanto in tanto, in occasioni come quella di oggi, ma per quanto riguarda le partite ufficiali ci si dovrà mettere il cuore in pace. Rujevica resterà a lungo lo stadio del Rijeka per il quale esisterebbe anche un progetto per la copertura integrale.
    I biglietti sono esauriti e pure i posti in tribuna stampa, ma per chi non potrà assistere dal vivo all’evento ci sarà la diretta televisiva su Arenasport e in Slovenia su Šport TV. Il parcheggio è riservato per i veicoli di pronto intervento e per chi è accreditato, più o meno come avveniva in passato quando il Rijeka giocava sempre a Cantrida. L’Autotrolej introdurrà corse straordinarie sulla linea 1 su cui si potrà viaggiare gratis. Ai punti di ristoro, a differenza delle partite ufficiali, non ci saranno restrizioni nella vendita di birra e altri alcolici. Si potranno acquistare i gadget ufficiali del club e quelli dell’Armada, mentre all’interno dello stadio, prima e durante la partita, vengono annunciate delle sorprese. Nonostante la scarsa importanza dell’evento sportivo come tale, potrebbe essere una festa memorabile.
    Nel Rijeka di oggi non c’è tanta gente che possa sentire nostalgia per Cantrida. Andrej Prskalo è uno che è legato al Rijeka e allo stadio di Cantrida, anche se albonese. Ci veniva da bambino con il papà e quindi come... portiere. “Ho ricordi bellissimi – dice il portiere riferendosi allo stadio –, di tanti allenamenti, partite nelle giovanili e quindi in Prima Lega. Ci torno spesso e volentieri e ora sono felice che venga organizzato quest’evento proprio qui, davanti a spalti gremiti. L’Armada ha sempre saputo creare un’atmosfera stupenda a Cantrida e sono convinto che lo farà anche questa volta”.

    Investire nelle nuove generazioni

    Settembre 08, 2018

    ROVIGNO | Iniziato il nuovo anno scolastico, la Città di Rovigno ha colto l’occasione per annunciare tutte le novità e gli investimenti operati nel settore scolastico, come anche per ricordare i progetti di lunga data. “Ogni anno – ha rimarcato il sindaco Marko Paliaga nel corso di una conferenza stampa – il nostro impegno è finalizzato al miglioramento e all’innalzamento degli standard nelle strutture scolastiche, in modo da poter offrire ai nostri alunni un soggiorno quanto più sereno nelle scuole”.

    Sussidi per i più bisognosi

    Partendo dal sovvenzionamento dei libri di testo, la Città ha assicurato anche quest’anno 240mila kune per gli alunni delle scuole elementari le cui famiglie adempiono alle condizioni previste dalla Delibera sull’assistenza sociale. Il sussidio per gli alunni delle classi inferiori ammonta così a 500 kune, mentre quello per gli alunni delle classi superiori a 800 kune. Pertanto, c’è ancora tempo per inviare le richieste per i suddetti sussidi fino alla fine del mese.

    Promozione del bilinguismo

    La novità di quest’anno sarà l’acquisto da parte della Città dei libri di testo di lingua italiana per gli alunni delle elementari croate e, viceversa, dei libri di lingua croata per gli alunni della Scuola elementare italiana con lo scopo di promuovere il bilinguismo e avvicinare alla maggioranza la cultura e la lingua della Comunità nazionale autoctona, nonché i valori della multiculturalità sui quali da sempre si basa la Città di Rovigno. Si tratta, precisamente, di 806 libri di testo e quaderni attivi di italiano e 134 libri di testo e quaderni attivi di lingua croata.
    La Città ha provveduto, inoltre, ad attrezzare le aule di informatica di tutte e tre le scuole elementari (“Juraj Dobrila”, “Vladimir Nazor” e “Bernardo Benussi”) con 38 PC da tavolo e 6 lavagne intelligenti del valore di 240.780 kune.

    Scuole INclusive

    Anche quest’anno, verranno assicurati 9 insegnanti di sostegno in tutte le scuole elementari, nell’ambito del progetto “Scuole INclusive 5+”. La Città prevede per tale scopo una cifra di 60mila kune all’anno (il che corrisponde al 15% del valore complessivo del progetto). Oltre a ciò, verrà finanziato un assistente per un alunno che non è stato incluso nel progetto, ma per il quale esiste la necessità. La Città assicurerà a questo scopo 20mila kune annuali.

    Un’aula nuova per la «Bernardo Benussi»

    Con 30mila kune, la Città ha reso possibile l’adattamento di un’aula nella Scuola elementare italiana “Bernardo Benussi” per l’insegnamento della sezione per i bambini con difficoltà nello sviluppo e nell’apprendimento. L’aula è stata attrezzata con protezioni su pavimento e pareti, nonché attrezzature didattiche adatte, ossia dischi tattili, percorsi sensoriali, palle motorie, palline sensoriali luminose, lettini gonfiabili e altre attrezzature utili per rendere l’aula completamente funzionale e su misura degli alunni in questa sezione specifica.
    Nelle scuole elementari viene finanziato con 230mila kune anche il lavoro dei collaboratori professionali, ossia due psicologi, un logopedista e da quest’anno anche un pedagogo alla “Bernardo Benussi”, che lavorerà part-time.

    Trasporto gratuito

    Per gli alunni che frequentano le Scuole medie superiori la Città finanzia il 25% dell’abbonamento mensile al trasporto pubblico che in questo modo diventa completamente gratuito, visto che il rimanente 75% viene finanziato dai fondi del bilancio statale. A tale scopo la Città ha destinato 100mila kune per un totale di 50 alunni.
    In tutte le scuole elementari, compresa quest’anno quella di Villa di Rovigno – come annunciato dalla caposettore per gli Affari sociali Edita Sošić Blažević –, dove il progetto dovrebbe iniziare con la prossima settimana, la Città garantisce il soggiorno prolungato gratuito per gli alunni. Nel progetto, nel quale la Città ha investito un milione e 325mila kune, sono inclusi 10 insegnanti per altrettanti gruppi di studio.
    L’amministrazione cittadina finanzia in parte (con 164.700 kune dal bilancio) anche le lezioni di ginnastica e cultura fisica per mantenerle negli alti standard raggiunti e rendere possibili le lezioni separate per maschi e femmine.

    Borse di studio da ottobre

    Edita Sošić Blažević, caposettore per gli Affari sociali, ha colto l’occasione per invitare tutti gli interessati a presentare domanda al Concorso pubblico per le Borse di studio destinate ad alunni e studenti. Le richieste potranno essere inviate dal 1º al 15 ottobre. A questo scopo è stata allocata una somma pari a 1 milione e 800mila kune per un totale di 168 fruitori.

    La costruzione del nuovo asilo

    Alla conferenza stampa sono stati presentati anche progetti e investimenti minori nella manutenzione degli edifici scolastici. Come sottolineato dal sindaco, Marko Paliaga, il progetto principale è la costruzione del nuovo asilo a Villa di Rovigno. La nuova struttura sorgerà a fianco dell’edificio della scuola che accoglie, attualmente, anche la sezione periferica del Giardino d’infanzia “Neven”. Una volta ultimato il progetto, l’asilo potrà accogliere tre gruppi, inclusa una sezione nido, mentre l’edificio della scuola verrà riadattato per i bisogni del gruppo del soggiorno prolungato, che si terrà provvisoriamente negli spazi adattati dell’Associazione dei pensionati, come annunciato da Edita Sošić Blažević.

    Risistemazione degli ambienti

    Grazie a quest’importante progetto, per la prima volta in assoluto, i genitori residenti non dovranno viaggiare fino a Rovigno per portare i loro bambini all’asilo, ma potranno usufruire della struttura nella loro zona di residenza, che avrà la possibilità di accogliere bambini dal primo al settimo anno d’età. I lavori dovrebbero iniziare tra marzo e aprile del 2019. Il progetto prevede la costruzione, inoltre, di una sala polivalente per attività e manifestazioni, un guardaroba e una cucina distributiva.
    Con il nuovo edificio si otterrebbero 703m² di superficie utile, che permetteranno anche la risistemazione degli ambienti della struttura scolastica che attualmente ospita le due sezioni prescolari, frequentate da 43 bambini dai 3 ai 7 anni d’età.

    Un’offerta formativa assai invitante

    Settembre 05, 2018

    CAPODISTRIA | A quasi un anno dall’apertura del cantiere, lunedì sera è stata inaugurata la sede dislocata in via Porta Isolana, della scuola elementare “Pier Paolo Vergerio il Vecchio”. Il taglio del nastro all’ingresso del moderno e spazioso edificio è stato effettuato da Maja Makovec Brenčič, ministro dell’Istruzione e Boris Popovič, sindaco del Comune di Capodistria. Al loro fianco Guido Križman, preside della SE, Monica Bertok, direttrice dell’asilo “Delfino blu”, Alberto Scheriani vicesindaco e presidente della CAN costiera e Felice Žiža, deputato al seggio specifico della CNI al Parlamento sloveno. Prima di entrare nella rinnovata struttura, il folto pubblico, con presenti numerosi esponenti del mondo CNI, tra cui Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana e Marko Gregorič vicepresidente della Giunta UI, di quello scolastico e istituzionale del territorio, ha assistito a un programma culturale con le esibizioni dei piccoli del giardino d’infanzia e dei ragazzi dell’elementare. Da ieri, martedì, l’edificio è frequentato dai bambini delle due sezioni prescolari dell’asilo “Delfino blu” e dagli alunni delle prime cinque classi elementari della “Vergerio”. Negli oltre 1.300 metri quadrati di superfici si estendono aule, uffici, cucina e refettorio, servizi, biblioteca e spogliatoi. Installato anche un ascensore. L’intervento, del valore di oltre 1 milione e 600mila euro, è stato finanziato dal dicastero lubianese, con la partecipazione della municipalità capodistriana che ha stanziato ulteriori 108mila euro.

    Sostegno statale e comunale

    “Grazie al coinvolgimento delle autorità locali e statali è stata trovata una soluzione alla situazione di stallo che perdurava da molti anni, per la quale spesso abbiamo lavorato in condizioni non ideali, data l’insufficienza di aule a disposizione. Il Collegio dei Nobili che vanta oltre 400 anni, dimostrandoli tutti, ha bisogno oltretutto di interventi di ristrutturazione”, ha esordito Križman. “Oggi non inauguriamo soltanto una nuova sede, che servirà a migliorare la qualità delle attività didattiche e la nostra offerta formativa, ma offriamo anche nuove prospettive di crescita della Comunità Nazionale Italiana che ha nella scuola uno dei cardini della propria attività del presente e del futuro”. La soluzione, che unisce sotto lo stesso tetto i piccoli dell’asilo e le prime classi dell’elementare, complessivamente 120 bambini, va anche a rafforzare il legame all’interno del sistema scolastico della CNI, facilitando il prosieguo del percorso formativo dei ragazzi. “Noi attiveremo le due sezioni dei prescolari dai 4-5 anni e tra i 5 e i 6, liberando spazio nella sede centrale in Riva Vojko, dove abbiamo nuovamente un boom delle iscrizioni e quindi potremo adibire un’aula a un nuovo gruppo”, ha chiarito la Bertok.

    Il Collegio dei Nobili sarà ristrutturato

    “Oggi è un giorno di festa per tutti e per i bambini dei due istituti italiani credo sarà un’esperienza speciale, che ricorderanno per molto tempo”, ha ribadito Popovič, mettendo in rilievo i sostanziosi stanziamenti comunali in ambito scolastico. Anche il ministro uscente, Makovec Brenčič ha commentato l’impegno di Lubiana nel risolvere la situazione vissuta dalla scuola italiana capodistriana. “Questo è stato uno dei primi compiti che abbiamo affrontato a inizio mandato e sono felice di poterlo concludere proprio con la concretizzazione del progetto”, ha aggiunto, lodando la collaborazione con il Comune e con la scuola stessa. “Tutto è stato mirato pensando ai più giovani, migliorando le condizioni d’insegnamento e avvicinandoli ulteriormente allo spirito di convivenza tra la CNI e la popolazione slovena”, ha concluso. “Si tratta di un importante momento per la crescita della realtà scolastica. Considerando pure che il numero degli iscritti nei nostri istituti prescolari ed elementari è in aumento, grazie alle migliori infrastrutture siamo anche in grado di adeguare l’offerta formativa”, ha commentato Žiža. “L’acquisizione ha per noi un significato particolare, visto che riusciamo a prenderci cura dei nostri ragazzi con il recupero di un prestigioso palazzo in centro città”, ha detto Scheriani, anticipando che con il ministero è stato raggiunto l’accordo per la ristrutturazione del Collegio dei Nobili. Dall’ultima riunione è scaturito che nel 2019 si dovrebbe arrivare a tutti i progetti esecutivi, compresa la licenza edilizia, mentre nel 2020 si dovrebbe dare il via all’opera.

    Addio al poeta e accademico Ciril Zlobec

    Agosto 24, 2018

    LUBIANA | È venuto a mancare nella giornata di ieri Ciril Zlobec, uno dei maggiori poeti sloveni, oltre che romanziere, saggista, antologista, traduttore, redattore, accademico. Italianista e poeta di larghe frequentazioni europee, ha contribuito in maniera importante alla diffusione della cultura italiana in Slovenia, traducendo in sloveno opere di Dante, Ariosto, Foscolo, Leopardi, Carducci, Ungaretti, Quasimodo, Sciascia, Moravia e altri.

    Nato il 4 luglio 1925 a Ponikve (Carso triestino, dalla parte slovena), nono e ultimo figlio di una famiglia contadina, frequentò la scuola elementare italiana nel vicino paese, le prime classi ginnasiali nel seminario minore, prima a Gorizia, poi a Capodistria. Nel 1941 fu espulso dal seminario “perché scriveva poesie in sloveno” (erano gli anni duri del fascismo) e, di conseguenza, “per assenza di spirito religioso”.
    Gli anni successivi furono per Zlobec segnati dalla logica della guerra: a diciassette anni, in quanto sloveno “sospetto”, fu confinato in Abruzzo. Nel settembre del ’43 ritornò in patria e prese parte attiva alla Resistenza slovena. Dopo la guerra continuò gli studi a Lubiana, si laureò in lingua e letteratura slovena e russa. Per tre decenni lavorò nel giornalismo dirigendo quotidiani, riviste letterarie. Esordì insieme ad altri tre autori con l’antologia “Pesmi štirik” (‘Poesie di quattro’, 1953), che segnò il distacco della poesia slovena dal realismo socialista. Sorretti da uno slancio vitalistico che trasforma in coraggiosa accettazione la disperante consapevolezza dei limiti dell’esistenza, i suoi versi si segnalano per la varietà dei ritmi, l’uso insistente della suddivisione strofica, la concretezza delle immagini – “Pobeglo otroštvo” (L’infanzia fuggita), 1957; “Pesmi jeze in ljubezni” (Poesie d’ira e d’amore), 1968; “Kras” (Carso), 1976; “Nove pesmi” (Nuove poesie), 1985; “Moja kratka večnost” (La mia breve eternità: antologia personale), 1950-1990.

    Le minoranze, una realtà

    Assiduo frequentatore di convegni e simposi, Ciril Zlobec partecipò nel 1994 a Trieste a “Incontri internazionali di poesia. settembre 1994”, sul tema “Il ruolo culturale delle minoranze nella nuova realtà europea”, con “Quando la minoranza diventa un malinteso”, vale a dire un problema. A quel congresso di Trieste, difendendo i diritti delle minoranze slovena in Italia e italiana oltre confine, Zlobec disse tra l’altro: “La reale posizione della minoranza non è mai tale da essere soddisfacente per la minoranza”. E più avanti: “Le minoranze sono qui e vi resteranno… Resteranno con il loro e nostro problema. Ma con la loro bicultura, il loro bilinguismo e con il dialogo potranno servire da modello di convivenza. A condizione però che ci sia per essi una vera democrazia”.
    Nome assiduo nei volumi della nostra rivista culturale “Battana” – dal maggio 1966 fino al dicembre del 1990 –, sempre sensibile alla realtà delle minoranze, in un numero del 1989 contribuì con il testo “Minoranze fra maledizione e speranza”.

    La poesia

    Ritornando all’opera poetica di Zlobec, la critica ha rilevato che dal surrealismo degli inizi maturò poi una poetica personalissima, basata su concetti cosmologici e sulle sue esperienze umane. È stato considerato soprattutto poeta d’amore, inteso nel senso più ampio e autentico del termine. In un’intervista aveva affermato: “Delle mie poesie d’amore ho fatto la storia della mia vita. L’amore è un sentimento universale, di amore si può impazzire, per amore puoi uccidere. Le grandi liriche d’amore sono di solito indirizzate verso un aspetto dell’amore: fortunato o sfortunato. Io descrivo mia moglie, che è anche fidanzata, madre ed amica. L’amore è la mia religione laica.”
    Per meriti nel campo culturale e letterario Zlobec è stato più volte onorato con i massimi riconoscimenti nazionali sloveni, tra gli altri con la Medaglia d’oro per il lavoro (culturale) e con il Distintivo d’oro della libertà. Numerosi pure i Premi letterari assegnatigli in Italia quali Città dello Stretto, Eugenio Montale, Campiello, Giuseppe Acerbi, Carlo Betocchi, Circe Sabaudia, Sigillo della Città di Trieste, Fulvio Tomizza.

    Nel weekend in arrivo il primo assaggio autunnale

    Agosto 24, 2018

    L’estate si prepara a fare le valigie. A partire dalla giornata di sabato la bella stagione subirà infatti un duro attacco direttamente dal Circolo polare artico. Dal profondo nord è in arrivo un esteso vortice di bassa pressione, alimentato da gelide correnti artiche, che prenderà ulteriore vigore attraversando la Scandinavia, per poi puntare direttamente verso il cuore dell’Europa. La marcia del ciclone sarà inesorabile e dal grande caldo di questi giorni piomberemo improvvisamente in autunno con un crollo termico di 10-12 gradi.

    Prima però vivremo ancora una giornata molto calda. Oggi la colonnina di mercurio oscillerà tra i 31 e i 32°, ma attenzione al tasso di umidità che da oggi inizierà a salire e che inevitabilmente farà aumentare la sensazione di caldo. Nemmeno di notte sarà possibile trovare un po’ di refrigerio dato che i valori termici difficilmente scenderanno sotto i 24 gradi.
    Nel weekend, però, cambierà tutto. Dalla tarda serata di sabato è previsto un netto peggioramento con piogge e temporali che in poche ore si estenderanno su tutta la Regione. I fenomeni potrebbero risultare anche violenti con precipitazioni a tratti abbondanti, nubifragi e grandinate accompagnate da un’intensa attività elettrica. Non si escludono nemmeno episodi alluvionali che faranno aumentare il rischio idrogeologico provocando inoltre possibili criticità nel sistema di drenaggio urbano.

    Una «bomba meteorologica»

    Da domenica mattina avremo invece un piccolo break con precipitazioni deboli o assenti, ma dal pomeriggio giungerà una nuova sfuriata per l’arrivo di quella che gli esperti definiscono “bomba meteorologica”. Si tratta di un fenomeno che prevede la formazione di una supercella temporalesca in grado di scaricare al suolo decine e decine, se non addirittura centinaia di millimetri di pioggia in poche ore. Tale evento estremo non è stato ancora confermato, ma i modelli matematici indicano per domenica comunque una sua possibile formazione sull’Alto Adriatico. Le piogge si esauriranno invece nel corso della notte tra domenica e lunedì quando però irromperà la bora che sferzerà tutta le Regione provocando possibili mareggiate lungo la costa, oltre che condizionare i collegamenti marittimi con le isole quarnerine. Come detto, il ciclone autunnale porterà un sensibile abbassamento delle temperature. Domenica le massime non supereranno i 23 gradi centigradi sulla costa, mentre da lunedì scenderanno ancora di 2-3 gradi. L’inizio della prossima settimana vedrà poi la rimonta dell’alta pressione che porterà un tempo più stabile, soleggiato e soprattutto con temperature che rientraranno nella media del periodo. L’ultimo colpo di coda di questa pazza estate ha dunque i giorni contati, per la gioia degli animi più sensibili, ormai sfiancati dal caldo e dall’afa, un po’ meno invece per chi, magari, si appresta ad andare in vacanza.

    Un attentato al diritto all’informazione

    Agosto 16, 2018

    Dopo aver letto in questi giorni con grande sconcerto la presa di posizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Vito Crimi, circa l’intenzione dell’attuale governo italiano di cancellare i contributi per le imprese editrici di quotidiani e periodici diffusi all’estero, tra i primi a reagire è stato Alessandro Zehentner, presidente del Comites di Barcellona. Originario di Abbazia, Zehentner è stato candididato da Forza Italia alle recenti elezioni per il Parlamento italiano e conosce molto bene le realtà delle Comunità italiane residenti al di fuori dei confini del Bel Paese.

    30 centesimi per connazionale
    “Il Sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Sen. Vito Crimi, del Movimento 5 Stelle, ha preannunciato che ‘la contribuzione pubblica presto sparirà’ e che ‘gli attori del settore dovranno prepararsi al distacco totale dalla contribuzione statale’, indicando pertanto quali sono le intenzioni del governo targato 5 Stelle-Lega anche verso i giornali italiani pubblicati e diffusi all’estero. Non voglio entrare nel merito dei contributi pubblici concessi alla stampa in Italia, non tocca certo a me difendere la stampa a livello nazionale, ma certo posso sottolineare, anche come presidente di un Comites, che per quanto riguarda gli Italiani all’estero quest’intenzione governativa è da condannare nella maniera più assoluta”, scrive Zehentner nel suo comunicato e precisa: “Noi italiani residenti all’estero siamo otre cinque milioni, oltre tre milioni nella sola Europa. I quotidiani e i periodici editi e diffusi all’estero ricevono soltanto il 3,27 p.c. del totale erogato secondo la legge vigente: vengono pertanto ‘concessi’ oltre confine circa 1.700.000 Euro, circa 30 centesimi di euro all’anno per ogni connazionale iscritto all’AIRE”.

    Senso di appartenenza
    Ora, a prescindere dalla percentuale, quest’importo assicura il mantenimento di un diritto fondamentale, quello all’informazione nella lingua materna. Nel suo comunicato, Zehentner ha cercato di spiegare l’importanza di questo diritto, e quindi anche del servizio garantito anche grazie ai finanziamenti pubblici italiani “a chi, probabilmente anche nelle file dell’attuale governo, non ha mai vissuto o lavorato un solo giorno della propria vita oltre i confini della nostra amata Patria”. “I giornali editi in lingua italiana garantiscono, oltre alla preziosissima informazione locale, anche il senso di appartenenza a un Comunità, alla nostra grande Comunità Italiana. Ho girato moltissimo tutta l’Europa e ho trovato splendidi prodotti editoriali in Belgio, in Germania, in Spagna, in Croazia, in Svizzera, come in molti altri Paesi europei. Suggerirei al Sottosegretario Crimi di farsi recapitare qualcuno di questi giornali prima di dire che ‘s’invitano gli editori a produrre un’informazione di qualità’, lasciando così indirettamente intendere che la qualità delle nostre riviste e quotidiani italiani editi all’estero non goda, attualmente, di tale connotazione”, scrive Zehentner, che poi pone a Vito Crimi una serie di domande dirette: “Ha letto qualche giornale o rivista estera in nostro attuale Sottosegretario?
    Si è informato circa l’importanza dei servizi di informazione territoriale di quanto viene pubblicato dalle testate giornalistiche Italiane all’estero? Si è informato circa i costi generali (sedi, stipendi dei giornalisti, costi di stampa, costi di distribuzione) che hanno le stesse testate? Si è informato se e quanto altre entrate finanziarie possano sopperire a una soppressione dei contributi pubblici per i giornali editi e diffusi all’estero?”.

    Testate giornalistiche a rischio
    Riflettendo su questi quesiti prosegue: “Presumo che la risposta non potrà che essere negativa visto quanto proposto dallo stesso sottosegretario Sen. Crimi. Se si procede a un’eufemistica ‘riduzione graduale fino alla soppressione’ dei contributi pubblici italiani, moltissimi giornali italiani editi all’estero e diffusi a titolo gratuito, chiuderanno i battenti, licenzieranno i loro giornalisti e dipendenti e gli oltre cinque milioni di Italiani residenti all’estero (minoranze linguistiche comprese) resteranno senza questo preziosissimo cordone ombelicale con la nostra lingua, cultura ed informazione in lingua italiana”.

    Una battagllia concreta
    “Quello che meraviglia – rileva Zehentner – è che anche i parlamentari delle due formazioni politiche Movimento 5 Stelle e Lega eletti nelle Circoscrizioni Estere non aprano bocca; meraviglia che dopo aver promesso appoggio e aiuto a chiunque, ora gli stessi si allineino alle direttive delle loro segreterie politiche. No caro Sottosegretario Crimi, noi non ci allineiamo, non tacciamo; noi lotteremo perché questo progetto liberticida, questo attentato ai nostri diritti all’informazione all’estero non vada a buon fine. Partiremo dalla base, dalle associazioni, dai Comites. La risposta di noi Italiani residenti all’estero non mancherà di essere immediata. Lasci stare le sovvenzioni vigenti, non ci prenda in giro con frasi tipo ‘si devono spostare parte dei contributi dalla offerta alla domanda’ perché di frasi prive di ogni significato logico (pagare i lettori perché leggano) ultimamente ne abbiamo sentite fin troppe. E non si tratterà di un approccio, come dice lei, stile ‘ha da passà a nuttata’, ma di una protesta seria, concreta, contundente in tutte le sue forme a difesa – conclude nella sua reazione Alessandro Zehentner – dei diritti di tutti noi italiani residenti oltre confine”.

    [FOTO] Santuario di Tersatto, processioni e riti

    Agosto 15, 2018

    Anche quest’anno è stato altissimo l’interesse dimostrato dai fedeli di Fiume, ma anche dalle migliaia di pellegrini giunti da tutta la Croazia che hanno affollato il centro di Tersatto e il Santuario mariano in occasione della solennità dell’Assunta, una delle maggiori festività mariane.

    foto: Goran Žiković

    L’Italia attenta ai diritti all'informazione all'estero?

    Agosto 14, 2018

    Dopo aver letto in questi giorni con grande sconcerto la presa di posizione del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria Vito Crimi, circa l'intenzione dell'attuale Governo Italiano di cancellare i contributi per le imprese editrici di quotidiani e periodici diffusi all'estero, a reagire tra i primi è stato Alessandro Zehentner, Presidente del Com.It.Es di Barcellona, di origini istriane, già candidato alle recenti elezioni per il Parlamento italiano, che ben conosce le realtà delle Comunità italiane residenti al di fuori dei confini del Bel Paese.
    “Il Sottosegretario all'Informazione e all'Editoria Sen. Vito Crimi, del Movimento 5 Stelle, ha preannunciato che 'la contribuzione pubblica presto sparirà’ e che ‘gli attori del settore dovranno prepararsi al distacco totale dalla contribuzione statale’, indicando pertanto quali sono le intenzioni del Governo targato 5 Stelle-Lega anche verso i giornali italiani pubblicati e diffusi all'estero” – scrive in un comunicato stampa Zehentner.
    “Non voglio entrare nel merito dei contributi pubblici concessi alla stampa in Italia, non tocca certo a me difendere la stampa a livello nazionale, ma certo posso sottolineare, anche come Presidente di un Com.it.es all'estero, che per quanto riguarda gli Italiani all'estero quest’intenzione governativa è da condannare nella maniera più assoluta.
    Noi ITALIANI residenti all'estero siamo otre cinque milioni, oltre tre milioni nella sola Europa. I quotidiani e i periodici editi e diffusi all'estero ricevono solo il 3,27% del totale erogato secondo la Legge vigente: vengono pertanto ‘concessi’ oltre confine circa 1.700.000 Euro, circa 30 centesimi di Euro all'anno per ogni connazionale iscritto all'AIRE.
    Cosa garantiscono i nostri giornali editi e diffusi all'estero?
    Provo a spiegarlo a chi, probabilmente anche nelle file dell'attuale Governo, non ha mai vissuto o lavorato un solo giorno della propria vita oltre i confini della nostra amata Patria.
    I giornali editi in lingua italiana garantiscono, oltre alla preziosissima informazione locale, anche il senso di appartenenza a un Comunità, alla nostra grande Comunità Italiana.
    Ho girato moltissimo tutta l'Europa e ho trovato splendidi prodotti editoriali in Belgio, in Germania, in Spagna, in Croazia, in Svizzera, come in molti altri Paesi europei.
    Suggerirei al Sottosegretario Crimi di farsi recapitare qualcuno di questi giornali prima di dire che si "invitano gli editori a produrre un'informazione di qualità’, lasciando così indirettamente intendere che la qualità delle nostre riviste e quotidiani italiani editi all'estero non goda, attualmente, di tale connotazione.
    Ha letto qualche giornale o rivista estera in nostro attuale Sottosegretario?
    Si è informato circa l'importanza dei servizi di informazione territoriale di quanto viene pubblicato dalle Testate Giornalistiche Italiane all'estero?
    Si è informato circa i costi generali (sedi, stipendi dei giornalisti, costi di stampa, costi di distribuzione) che hanno le stesse testate?
    Si è informato se e quanto altre entrate finanziarie possano sopperire ad una soppressione dei contributi pubblici per i giornali editi e diffusi all'estero?
    Presumo che la risposta non potrà che essere negativa visto quanto proposto dallo stesso Sottosegretario Sen. Crimi.
    Se si procede a un’eufemistica ‘riduzione graduale fino alla soppressione’ dei contributi pubblici italiani, moltissimi giornali italiani editi all'estero e diffusi a titolo gratuito, chiuderanno i battenti, licenzieranno i loro giornalisti e dipendenti e gli oltre cinque milioni di Italiani residenti all'estero (minoranze linguistiche comprese) resteranno senza questo preziosissimo cordone ombelicale con la nostra lingua, cultura ed informazione in lingua italiana” – rileva Zehentner.
    “Quello che meraviglia è che anche i Parlamentari delle due formazioni politiche Movimento 5 Stelle e Lega eletti nelle Circoscrizioni Estere non aprano bocca; meraviglia che dopo aver promesso appoggio e aiuto a chiunque, ora gli stessi si allineino alle direttive delle loro Segreterie Politiche.
    No caro Sottosegretario Crimi, noi non ci allineiamo, non tacciamo; noi lotteremo perché questo progetto liberticida, questo attentato ai nostri diritti all'informazione all'estero non vada a buon fine.
    Partiremo dalla base, dalle associazioni, dai Comites. La risposta di noi Italiani residenti all'estero non mancherà di essere immediata.
    Lasci stare le sovvenzioni vigenti, non ci prenda in giro con frasi tipo ‘si devono spostare parte dei contributi dalla offerta alla domanda’ perchè di frasi prive di ogni significato logico (pagare i lettori perché leggano) ultimamente ne abbiamo sentite fin troppe. E non si tratterà di un approccio, come dice lei, stile ‘ha da passà a nuttata’, ma di una protesta seria, concreta, contundente in tutte le sue forme a difesa dei diritti di tutti noi ITALIANI residenti oltre confine” – conclude nella sua reazione Alessandro Zehentner.

    Si torna sotto le rocce di Cantrida

    Agosto 14, 2018

    Dopo oltre tre anni, il Rijeka giocherà nuovamente una partita allo stadio di Cantrida. L’avversario sarà il Maribor, che secondo il coefficiente UEFA è al momento la migliore squadra della regione. L’incontro amichevole, in programma l’8 settembre, è organizzato dall’Armada e dall’agenzia Inspiro Lab, con il sostegno della Città di Fiume. Rijeka e Maribor hanno in comune alcune cose, a cominciare da Matjaž Kek, stiriano di nascita e “fiumano d’adozione”. C’è poi lo sponsor generale, la Sava osiguranje, come pure il fatto che entrambe le squadre rappresentano i rispettivi Paesi sulla scena europea.
    Lo stadio di Cantrida, posizionato in una conca tra il mare e le rocce, è uno dei simboli di Fiume, oltre che essere famoso in tutto il mondo a causa della sua particolarità architettonica. Dell’impianto, che festeggia i suoi 105 anni dall’inaugurazione ufficiale, hanno scritto e parlato anche case televisive come Eurosport, Daily Mail o CNN. Nel corso della storia, si sono disputate partite valide per tre campionati nazionali: quello italiano di Serie A, quello jugoslavo e per ultimo la Prima Lega croata. Tra le squadre a calcare l’erba di Cantrida meritano una particolare nota Juventus e Real Madrid, senza dimenticare Siviglia o Feyenoord, compagini che hanno nella loro bacheca anche titoli europei. Il ritorno, magari per un giorno, sarà sicuramente un dolce ricordo per le tante generazioni di fiumani, in attesa magari che il progetto di costruzione della “nuova Cantrida” prenda forma. Per il momento siamo lontani da ciò, e pertanto vale approfittarne.
    “Per l’Armada e i tifosi del Rijeka questa partita riveste un grande significato. Torneremo in quella che è casa nostra, l’unica, e avremo modo si sostenere la squadra del cuore sotto le leggendarie rocce di Cantrida. Vorremmo che in futuro il Rijeka giocasse a Cantrida anche qualche partita ufficiale e riteniamo che l’amichevole con il Maribor sia un primo passo in questa direzione”, dice
    il presidente del club dei tifosi dell’Armada, Dejan Božić.

    Bijelo Dugme, tra nostalgia vecchia e buona musica

    Agosto 14, 2018

    CAPODISTRIA| Nostalgia, tanti ricordi, ma soprattutto la musica: sono gli ingredienti del tour mondiale dei Bijelo Dugme, la band della ex Jugoslavia, che tra gli anni 70 e 80, sino alla sfacelo del Paese, ha venduto 6 milioni di dischi. Tra le tappe anche la Slovenia, che dopo il sold out all’Arena Stožice di Lubiana, con 12mila presenze, hanno voluto esibirsi pure a Capodistria. Ad accoglierli 4.500 persone circa: “È quanto ci aspettavamo perché molti fan erano già stati al concerto di Lubiana” hanno spiegato gli organizzatori, dichiarandosi soddisfatti della risposta del pubblico. Ma a “cantare” non sono solo i numeri, bensì la verve che nonostante l’età non più giovane dei musicisti, è sempre coinvolgente. Goran Bregović, Alen Islamović, Mladen Vojičić - Tifa (questo è quello che oggi rimane dei Bijelo Dugme), hanno trascinato il pubblico in oltre due ore di emozioni, ma dicevamo, soprattutto, di nostalgia per la loro musica, che un tempo univa i popoli della Jugoslavia, senza distinzioni di lingua, religione, o nazionalità. “È quello che vogliamo ancora oggi, non in una connotazione politica, bensì per il semplice piacere di stare assieme, condividere le canzoni che ci sono rimaste, una delle poche belle cose che ci ha lasciato la Jugoslavia. L’industria del rock non permetterà la fine dei Rolling Stones, altrettanto farà nei confronti dei Dugme” hanno ribadito i tre cantanti prima di raggiungere il palco e celebrare i 40 anni della loro carriera, fatta sì di successi, ma anche di conflitti all’interno del gruppo, che hanno determinato lunghi periodi di separazione. Emblematico è stato l’addio al gruppo di Željko Bebek, che ha scelto di proseguire da solista, tutt’ora deciso a non ricongiungersi con il resto dei Bijelo Dugme. Resta tuttavia un traguardo invidiabile perché poche sono le band in grado di resistere al difficile, anzi spesso impietoso mercato musicale. I Dugme, tra l’altro, sono stati segnati dalla sanguinosa dissoluzione della Jugoslavia. A questo tour il gruppo ha dato una carattere etno con il supporto di un coro e di trombettisti, così come piace a Bregović, che tra l’altro ha avviato con successo una carriera da solista. I nostalgici incalliti sono rimasti forse un po’ delusi da questa chiave di lettura, perché cambia i connotati alle canzoni originali, ma il risultato è in un’indiscutibile allegria, in grado di coinvolgere sia giovani sia adulti. Tra il pubblico c’erano, infatti, diversi ragazzini accompagnati dai genitori: “Siamo curiosi di conoscere da vicino la musica che i nostri genitori ascoltavano da giovani” hanno detto alcuni prima di entrare in platea e lasciarsi andare alle note di “Lipe cvatu”, “Bosanac”, “Napile se ulice”, “Tajna veza” e di tanti brani che hanno iscritto i Dugme nella storia della musica dell’area balcanica. All’epoca erano, infatti, in tanti a definirli i “Rolling Stones“ o i “Beatles“ della Jugoslavia”.