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    Redazione

    Redazione

    Croazia Operazione simpatia

    Ottobre 11, 2018

    FIUME | La nazionale croata di calcio, vicecampione del mondo, è a Fiume, sede della sfida di Nations League con l’Inghilterra e dell’amichevole con la Giordania. La prima partita è in programma domani sera, con inizio alle ore 20.45, mentre la seconda si giocherà lunedì, sempre con lo stesso orario. Purtroppo, contro i “Tre Leoni” mancherà la componente principale, ovvero il pubblico. Proprio per questo motivo la Federazione ha voluto omaggiare i tifosi fiumani con una specie di “Open Day”, aprendo i cancelli di Rujevica in occasione dell’allenamento serale. E c’è stato ovviamente il classico bagno di folla a salutare gli eroi di Russia 2018. La tribuna ovest era piena zeppa di genitori con bambini, che quasi tutti indossavano la maglietta di qualcuno dei loro idoli: il più popolare era ovviamente Modrić, seguito da tanti piccoli Rakitić e Perišić. Tra le mamme, invece, si notava una certa preferenza per Lovren e Ćorluka, anche se quest’ultimo non fa più parte della nazionale. A rompere il ghiaccio, nel senso di entrare primo in campo, è stato Domagoj Vida, che si è anche brevemente rivolto al pubblico: “Vi ringrazio per il sostegno, qui a Fiume come durante i Mondiali. In Spagna non abbiamo fatto bene e contro l’Inghilterra vogliamo assolutamente riscattarci”. Poi è stata la volta di Mateo Kovačić e Tin Jedvaj, seguiti da Zlatko Dalić. Osannato dai circa 3.000 presenti sugli spalti, non ha potuto evitare di prendere il microfono e rivolgersi alla platea. “Un grazie al pubblico fiumano per l’accoglienza. Siete straordinari, ma non lo scopro per la prima volta. Posso promettere che cercheremo di contraccambiare l’affetto ricevuto dando tutto in campo”. Tanti anche gli applausi per Andrej Kramarić e Filip Bradarić, i due ex Rijeka, come del resto per lo stesso Dalić, nonché ovviamente per Luka Modrić, l’ultimo a entrare in campo, un po’ come “la ciliegina sulla torta”. L’allenamento, disputato ovviamente al piccolo trotto, è durato circa un’ora, dopo di che i giocatori si sono concessi ai cacciatori di autografi, foto e selfie.

    Dalić: «Rialzare la testa»
    Tornando alla gara con l’Inghilterra, a fare il punto sulla situazione è Dalić. “L’amichevole con il Bjelovar è stata una bella ‘passeggiata’ e una festa del calcio. I giocatori hanno goduto per 90 minuti e, ciò che conta maggiormente, nessuno si è fatto male. Venerdì sera sarà invece un’altra storia. Si giocherà a porte chiuse e dobbiamo cercare di rialzare la testa dopo la batosta con la Spagna. Le tante defezioni degli ultimi giorni hanno complicato sensibilmente le cose in quanto saremo nuovamente rimaneggiati. Alcuni errori commessi a Elche vanno assolutamente corretti: bisogna essere molto più compatti e aggressivi, giocando da squadra. Visto il dispendio di energie fisiche e mentali ai Mondiali in Russia alcuni nostri giocatori non sono ancora al massimo. Ma piangere non aiuta: bisogna ricompattarsi e cercare di ottenere la vittoria. L’Inghilterra ha operato un cambio generazionale e questi ‘baldi giovinotti’ muoiono dalla voglia di mettersi in luce con la maglia della nazionale, che è qualcosa di sacro per tutti gli inglesi”, dice il tecnico, ammettendo: “Abbiamo fatto e faremo ancora una dettagliata analisi della gara con la Spagna. Ma con i miei giocatori non sarò mai troppo severo, anche se dovessero perdere ogni partita. Loro il compito principale lo hanno scritto in Russia, dove si sono laureati vicecampioni del mondo. Per me, però, sono i veri vincitori”.

    Kramarić: «La nazionale è una gioia»
    Andrej Kramarić ha trascorso tanti bei momenti a Fiume e ogni qualvolta ci ritorna per lui è un’emozione particolare. La prima battuta è riservata al suo vecchio club, il Rijeka. “Ogni tifoso fiumano deve essere eternamente grato a Matjaž Kek per quanto fatto nel corso degli anni. Ora si è voltata pagina e sono convinto che il Rijeka continuerà a rimanere ai vertici del calcio croato. Glielo auguro di cuore”. Poi passa alla nazionale: “Per me la maglia della Croazia è sacra. Ogni momento passato qui è motivo di gioia. Per questo tento di dare sempre il massimo, anche in partite di poco conto come quella con il Bjelovar. Contro l’Inghilterra sarà molto difficile, ma dobbiamo assolutamente reagire e farci trovare pronti. Potrebbe essere davvero una bella partita, ma c’è tanto rammarico per gli spalti vuoti”.
    Nevio Tich

    Le minoranze vittime collaterali delle tensioni

    Ottobre 11, 2018

    Il sostegno alla relazione del primo ministro è arrivato dal gruppo parlamentare delle minoranze nazionali. Il deputato della CNI Furio Radin, nel suo intervento, ha posto l’accento sull’escalation degli attacchi verbali e non soltanto tali nei confronti di coloro che vengono considerati diversi.

    Una minoranza di estremisti
    Siamo di fronte a “una minoranza di estremisti che ha i propri mecenati, ovvero assistenti in varie istituzioni, e il cui obiettivo è destabilizzare il governo e il Paese”, ha avvertito Radin, osservando che le minoranze nazionali sono vittime collaterali del clima che si è venuto a creare e che il governo dovrebbe essere più deciso nei confronti di questi gruppi. “Dobbiamo essere più determinati quando avvengono fatti come quelli verificatisi di recente nei confronti dei parlamentari, oppure quando le minoranze e i loro deputati sono esposti alla violenza verbale nel mondo virtuale, ma anche in quello reale”, ha sottolineato l’On. Furio Radin. Il vicepresidente del Sabor ha confermato che i parlamentari dei gruppi etnici rimangono a far parte della maggioranza, sostengono il governo e auspicano che l’Esecutivo guidato da Andrej Plenković riesca a reggere fino alla conclusione naturale della legislatura.

    Difendere i valori democratici
    Anche il deputato della minoranza serba, Milorad Pupovac (SDSS), ha invitato a non prendere sotto gamba il clima attuale e ad affrontare seriamente “le forze che cercano di prendere il controllo dell’opinione pubblica, mettendo alla berlina le persone soltanto perché sono di diversa nazionalità o la pensano in maniera differente da loro”. Pupovac ha ribadito che il gruppo parlamentare dell’SDSS si unisce a tutti coloro che hanno a cuore i valori democratici – tolleranza, pluralismo e protezione delle minoranze – e si battono per difenderli. Il deputato della minoranza serba ha infine rilevato che la Croazia ha bisogno di avere le migliori relazioni possibili con i Paesi vicini e, se queste non ci sono, deve cercare di fare in modo che i rapporti siano meno negativi.

    Croazia, Dalić chiama Sluga. Travolto il Bjelovar per 15-1

    Ottobre 10, 2018

    FIUME | Šime Vrsaljko, Marcelo Brozović, Lovre Kalinić, Duje Čop e Borna Barišić non saranno a disposizione del selezionatore della Croazia, Zlatko Dalić, in vista del confronto di Nations League con l’Inghilterra (venerdì 12 ottobre) e dell’amichevole con la Giordania (lunedì 15 ottobre), partite in programma allo stadio di Rujevica. Come lasciato intendere due giorni fa, e vista l’indisponibilità di Kalinić, il tecnico ha convocato in extremis il portiere del Rijeka Simon Sluga, per il quale si tratta della prima chiamata in nazionale, arrivata in un momento di forma non certo entusiasmante. Considerato che si gioca a Fiume, Dalić ha voluto fargli presumibilmente un regalo.
    Vrsaljko lamenta il solito problema al ginocchio che lo ha costretto a saltare anche diverse gara con l’Inter, mentre gli altri quattro giocatori accusano noie muscolari. In questa situazione per il selezionatore non è certo semplice preparare la ripetizione della semifinale mondiale con l’Inghilterra, vinta dalla Croazia ai supplementari. Venerdì sera Modrić e compagni cercheranno di reagire alla pesante sconfitta per 6-0 contro la Spagna a settembre ma, rispetto al trionfo di quest’estate a Mosca, Dalić sarà privo di pedine importanti come Vedran Ćorluka, Danijel Subašić e soprattutto Mario Mandžukić, ritiratisi dalla nazionale.
    Ieri, intanto, la Croazia ha disputato un’amichevole, o forse meglio dire una gara a carattere esibizionistico, a Bjelovar. I padroni di casa, che nell’occasione festeggiavano il 110º anniversario di fondazione, non potevano ovviamente costituire un banco di prova per la nazionale, che ha stravinto per 15-1 (8-0 all’intervallo). Mattatore dell’incontro è stato Kramarić, autore di cinque reti. Tre invece i gol di Livaja e due quelli di Perišić, mentre a quota uno troviamo Rakitić, Rebić, Jedvaj, Badelj e Pašalić. Dalić ha mandato in campo una formazione combinata, con al centro dell’attacco l’ex Rijeka e Rakitić faro del centrocampo in assenza del capitano Modrić (risparmiato dall’inizio così come anche Lovren e Perišić). In porta Livaković, il quale sarà titolare anche contro l’Inghilterra.       
    In serata la comitiva biancorossa ha poi raggiunto il Quarnero per proseguire con la marcia d’avvicinamento alla partita di venerdì sera. Oggi, con inizio alle 19, la Croazia si allenerà a porte aperte, con i tifosi che avranno l’opportunità di omaggiare la nazionale per l’argento mondiale.

    Southgate lancia i giovani

    Voglia di riscatto anche per l’Inghilterra, che deve cancellare la sconfitta interna con la Spagna. Tante le defezioni in casa dei “Tre Leoni”, con il selezionatore Gareth Southgate che potrebbe far esordire i giovani James Maddison, Jadon Sancho, Lewis Dunk e Mason Mount. Ieri Southgate ha promosso dall’Under 21 il difensore Ben Chilwell, terzino classe 1996 in forza al Leicester, per rimpiazzare l’infortunato Luke Shaw del Manchester United. “La sconfitta ai Mondiali ci brucia ancora tantissimo, ma questa non può essere né una rivincita né tantomeno una vendetta per quanto successo in Russia. La posta in palio è molto inferiore – dice il tecnico –. Saranno due squadre parecchio ridisegnate, che giocheranno comunque per vincere. E sarà anche una partita specifica vista l’assenza di pubblico. Non ricordo di avere mai giocato con gli spalti vuoti. Peccato, perché così viene a mancare una componente molto importante”.

    La magia pucciniana offerta con ammaliante leggerezza

    Ottobre 04, 2018

    ABBAZIA | Gustosissimo e applaudito evento musicale martedì pomeriggio nella bella sala della Comunità degli Italiani della Perla del Quarnero, dedicato ai centossessant’anni della morte di Giacomo Puccini e in particolare alle donne pucciniane e al loro ruolo nella vita, come pure nell’intramontabile produzione lirica del Maestro. Protagonisti brillanti dell’evento musicale, che ha preceduto la solenne cerimonia di conferimento dell’Ordine della Stella d’Italia nella classe di Ufficiale al presidente onorario della Comunità degli Italiani di Abbazia Pietro Varljen (della quale abbiamo gić riferito ieri), sono stati Massimo Favento (violoncello), Corrado Gulin (pianoforte) e in questo caso dall’eccellente artista, soprano e attrice toscana Cristina Ferri, che vanno a comporre la formazione “Lumen Harmonicum” di Trieste.

    È stato certamente un omaggio musical-drammatico originale e accattivante, un itinerario tra “Arie e Fantasie operistiche” in cui si sono intercalate alcune delle più celebri arie delle eroine puccinane alla narrazione di alcuni stralci di vita privata del Maestro e di riflessioni sull’eterno femminino affidato a Dora Manfredi – interpretata da Cristiana Ferri –, giovanissima cameriera in casa Puccini, a Torre del Lago, per la quale il Maestro aveva un affetto particolare, siccome l’aveva conosciuta fin da piccola ed era a conoscenza del suo stato di povertà. La giovane, affezionata a Puccini, ebbe occasione in qualche modo di seguirlo nel suo non facile percorso creativo. Accusata da Elvira, la gelosissima moglie del compositore, di essere l’amante dei Puccini, si suicidò ingoiando del veleno.

    Coinvolgente Cristina Ferri

    Artista di grande sensibilità e comunicatrice spontanea e affascinante, Cristina Ferri ha conquistato il pubblico sia con le sue doti di cantante e attrice che con la sua capacità ammaliante di interagire e coinvolgere il pubblico, con esiti molto simpatici e divertenti. La cantante ha dato vita alle più celebri eroine pucciniane, interpretando le bellissime arie con un’ampia e diversificata gamma espressiva e vivissima musicalità, che si è riflessa in modo particole nel libero e morbido fraseggiare. Dalla furba e innamorata Lauretta – “O mio babbino caro” da “Gianni Schicchi” –, all’eroica piccola Liù della “Turandot”, alla tenera, tenace e tragica Madama Butterfly, per continuare con l’appassionata e audace Tosca, la trasgressiva e volubile Manon Lescaut, per concludere con la romantica Mimì. Il bis non poteva mancare con una mattatrice come Cristina Ferri, la quale ha concluso in bellezza interpretando l’aria della civettuola Musetta, “Quando men vo’…”. Ottimi Corrado Gulin e Massimo Favento nel loro importante contributo allo spettacolo.
    Siamo convinti che questo tipo di spettacolo – firmato da Massimo Favento – rappresenti indubbiamente una formula vincente (a cui dare prosieguo) nell’avvicinare il vasto pubblico alla grande musica in maniera “leggera” e coinvolgente.

    Puccini e il mondo rustico

    Ma torniamo un momento alla casa di Torre del Lago. Puccini non amava la vita in città, appassionato com’era di caccia e avendo indole essenzialmente solitaria. Nel 1891 il Maestro si trasferì dunque a Torre del Lago (ora Torre del Lago Puccini, frazione di Viareggio). Ne amava il mondo rustico, la solitudine e lo considerava il posto ideale per coltivare la sua passione per la caccia e per gli incontri, anche goliardici, tra artisti. Ecco cosa scrive a proposito del suo rifugio: “Gaudio supremo, paradiso, eden, empireo, ‘turris eburnea’, ‘vas spirituale’, reggia... abitanti 120, 12 case. Paese tranquillo, con macchie splendide fino al mare, popolate di daini, cinghiali, lepri, conigli, fagiani, beccacce, merli, fringuelli e passere. Padule immenso. Tramonti lussuriosi e straordinari. Aria maccherona d’estate, splendida di primavera e di autunno. Vento dominante, di estate il maestrale, d’inverno il grecale o il libeccio. Oltre i 120 abitanti sopraddetti, i canali navigabili e le troglodite capanne di falasco, ci sono diverse folaghe, fischioni, tuffetti e mestoloni, certo più intelligenti degli abitanti, perché difficili ad accostarsi…”

    «Torrelaghìte acuta»

    Il Maestro la amava a tal punto da non riuscire a distaccarvisi per troppo tempo e affermare di essere “affetto da torrelaghìte acuta”. Un amore che i suoi familiari rispetteranno anche dopo la sua morte, seppellendolo nella cappella della villa. Qui furono composte, almeno in parte, tutte le sue opere di maggior successo, tranne Turandot. Puccini, l’ultimo dei grandi operisti italiani, influenzato sia dalla musica francese che da Wagner, in vita fu fortemente avversato dalla critica, in quanto ritenuto non in linea con le nuove tendenze musicali. Meno male. Puccini è Puccini e le sue incredibili melodie e il suo genio continuano a trionfare nei palcoscenici mondiali e a incantare il pubblico di tutte le latitudini. Il concerto è stato organizzato dalla Comunità degli Italiani di Abbazia, in collaborazione con l’UPT e il contributo della Regione Autonoma FVG.

    Il diritto all’aborto «non va limitato»

    Ottobre 01, 2018

    ZAGABRIA | La marcia della solidarietà “A voce alta per l’aborto” per il diritto all’aborto libero e accessibile, per il regolamento dell’obiezione di coscienza e per l’assistenza sanitaria pubblica gratuita, si è svolta sabato pomeriggio nel centro di Zagabria. Organizzata dalla Rete antifascista di Zagabria e dalla Piattaforma sui diritti riproduttivi, si è trattato dell’undicesima marcia, a livello annuale, di questo tipo organizzata nella capitale. “Fermiamo la violenza contro la maternità”, “La violenza non è una cosa privata”, “Educazione sessuale senza dogmi nelle scuole”, “Né lo Stato né Dio vicino alle mie ovaie”, sono stati soltanto alcuni degli slogan che si sono potuti leggere sui cartelloni innalzati dagli attivisti, oltre alle bandiere rosse antifasciste e alle bandiere rosse e nere delle associazioni anarchiche presenti anche nelle edizioni passate. “La legge costituzionale del 1974 consente di decidere liberamente sulla gravidanza e tale libertà può essere limitata esclusivamente quando si tratta di protezione della salute. Oggi questa viene minacciata di minaccia”, hanno denunciato gli attivisti. “Attualmente l’aborto è disponibile soltanto per le donne facoltose che hanno disponibilità di denaro, dato che abortire costa tra due e tremila kune. Cosa facciamo con le donne con il salario minimo, le disoccupate, con quelle che ancora studiano o sono senza assicurazione sanitaria, che provengono da aree rurali o sono richiedenti asilo?”, si sono chiesti i militanti, ricordando che il 54 p.c. dei ginecologi in Croazia si rifà all’obiezione di coscienza e quindi, anche se legale, l’aborto continua a essere difficilmente accessibile. “In tal modo, le discussioni pubbliche sull’aborto spesso assumono una dimensione moralizzatrice con richiami al diritto alla vita o alla morte. Ciò esclude il contesto sociale, economico e politico, rafforza la condanna delle donne e le espone a interventi più incerti”, hanno affermato gli organizzatori.

    D’ora in poi per 500 alunni lezioni soltanto la mattina

    Settembre 29, 2018

    Un sogno che finalmente diventa realtà. Così la direttrice della scuola elementare di Čavle, Tanja Stanković, ha descritto l’inaugurazione della nuova ala della scuola, che si estende su 1.650,63 metri quadrati. La scuola, costruita nel 1965 e ampliata nel 1984, ora ha a disposizione un nuovo edificio con otto aule per le classi inferiori divise su due piani. Dispone di una nuova entrata, di un’uscita di sicurezza e di un ascensore per le persone disabili. Tutta l’area attorno alla scuola è stata messa a nuovo, con zone verdi e piante. L’investimento complessivo ammonta a circa 15 milioni di kune assicurati dalla Regione litoraneo-montana, quale fondatore, e dal Comune di Čavle.

    “Tre anni fa è stata posta la prima pietra, mentre ora finalmente possiamo avviare le lezioni nella nuova scuola – ha dichiarato la direttrice –. In quest’anno scolastico contiamo complessivamente 589 alunni divisi in 24 classi, più due classi miste nella scuola periferica di Grobnico. Da lunedì prossimo oltre 500 alunni, quelli dalla III all’VIII classe, avranno finalmente la possibilità di frequentare le lezioni solo nel turno mattutino. Quelli della I e II seguiranno invece le lezioni nel turno mattutino e nell’infraturno”.

    Promesse mantenute

    Tante le autorità che hanno presenziato all’evento. In primo luogo i rappresentanti della Regione: il presidente Zlatko Komadina, la vicepresidente Marina Medarić e la capodipartimento per l’istruzione, Edita Stilin, affiancati dal sindaco di Čavle, Ivana Cvitan Polić, dal suo vice Dean Ljubobratović, dal vicesindaco di Fiume, Marko Filipović, e da tutti gli altri sindaci e vicesindaci del circondario di Fiume. Presente anche Neven Stjepović del Ministero per lo sviluppo regionale e i fondi europei.
    Ivana Cvitan Polić ha dichiarato che il periodo più bello della vita è proprio quello trascorso tra i banchi di scuola. “Per questo motivo abbiamo voluto che i nostri alunni frequentino una scuola nuova, con aule nuove e moderne, climatizzate, con lavagne ‘intelligenti’, affinché questo periodo rimanga per sempre impresso nella loro memoria”.
    Gli abitanti del Grobniciano sono molto ostinati - ha osservato Zlatko Komadina - e sanno sempre quello che vogliono. “Abbiamo lavorato tanto e siamo riusciti a mantenere le nostre promesse e i nostri obblighi in veste di fondatori. I bambini hanno il diritto di frequentare scuole come questa. Il fatto che ancor sempre non sia possibile tenere le lezioni in un solo turno dimostra che siete davvero in tanti”, ha concluso il presidente della Regione.
    Prima dell’inaugurazione ufficiale, ovvero del taglio del nastro, c’è stato un programma d’intrattenimento durante il quale si sono esibiti gli alunni della scuola.
    Il progetto della nuova ala è firmato dall’ufficio “ZDL arhitekti” mentre i lavori sono stati svolti dalle imprese “Makro 5 gradnja” di Capodistria e “Makro 5 inženjering” di Zagabria.
    Patrizia Chiepolo Mihočić

    Quando dichiarare in Italia i redditi percepiti all’estero?

    Settembre 25, 2018

    ROMA | “Se si lavora all’estero, senza essere iscritti all’Aire, bisogna dichiarare i propri redditi anche in Italia, anche se si sono già pagate le tasse nel Paese estero. Questo non significa che si debbano necessariamente pagare le tasse due volte”. Lo scrivono in una nota congiunta la senatrice Pd Laura Garavini e i deputati Pd Angela Schirò e Massimo Ungaro.

    “Infatti il contribuente in virtù della normativa nazionale (Testo Unico delle Imposte sui redditi-Tuir) e internazionale (accordi bilaterali contro le doppie imposizioni) – continuano i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero – ha la facoltà di chiedere il riconoscimento del credito per le imposte pagate all’estero, da esigere, a pena di decadenza, nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui le stesse sono state pagate a titolo definitivo nel Paese estero. In parole semplici significa che nella dichiarazione dei redditi italiana può farsi scalare le imposte già versate all’estero sui redditi là prodotti”. “È necessario porre particolare attenzione alla tempistica. il ritardo nella denuncia dei redditi percepiti all’estero comporta il rischio di doppia tassazione. Lo ha confermato la Corte di Cassazione, con una recente ordinanza (20291 del 31 luglio 2018) con la quale, intervenendo su un ricorso specifico, ha previsto che i redditi di lavoro dipendente derivanti da attività lavorativa prestata (per esempio) in Francia da un contribuente residente in Italia devono essere dichiarati anche in Italia”.
    “La Corte ha sentenziato che ‘in forza dell’art. 3, comma 1, TUIR, in generale tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti da soggetti residenti, anche per prestazioni rese all’estero, sono sempre assoggettabili a tassazione in Italia; inoltre, l’art. 165 del TUIR prevede che il contribuente possa recuperare le imposte pagate all’estero, a titolo definitivo, sui redditi ivi prodotti attraverso lo strumento del credito d’imposta, da esercitare nelle forme e nei termini ivi previsti’. Da ciò discende la legittimità degli avvisi di accertamento da parte del Fisco italiano quando il contribuente residente in Italia nelle proprie dichiarazioni dei redditi non indichi i redditi percepiti all’estero”.
    “La Corte di Cassazione si era precedentemente già pronunciata – concludono Garavini, Schirò e Ungaro – su casi analoghi di cittadini italiani residenti fiscalmente in Italia i quali avevano conseguito redditi di lavoro all’estero ma non li avevano dichiarati in Italia alla luce di una Convenzione contro le doppie imposizioni. È il caso di molti nostri connazionali i quali lavorano all’estero ma non si iscrivono all’Aire e non si cancellano dall’anagrafe della popolazione residente in Italia”.

    Tremul porta al primo ministro il saluto della CNI

    Settembre 14, 2018

    La cerimonia di sottoscrizione ieri a Miramare di un accordo tra governo, Regione e Soprintendenza sull'abbattimento delle barriere architettoniche è stata l'occasione anche per incontri istituzionali. All'evento a Miramare, su invito della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha partecipato anche il presidente dell'Unione Italiana Maurizio Tremul, che ha avuto modo di conoscere e di stringere la mano al premier Giuseppe Conte. Tremul ha portato al premier il saluto degli italiani di Croazia e Slovenia, sottolineando che si tratta di una Comunità molto attiva e orgogliosa della propria lingua, cultura e identità. Il presidente dell'UI ha manifestato a Conte la stima per l'Italia e per tutto quello che il governo sta facendo a favore della minoranza e ha colto pure l'occasione per invitare il presidente del Consiglio a fare visita alla CNI in Istria o a Fiume per conoscere da vicino la nostra realtà. Conte ha espresso la sua disponibilità in tal senso. "Sarà per noi un grande onore poterlo ospitare e presentargli la nostra realtà, nonché i positivi e importanti risultati che sono stati raggiunti anche grazie alle preziose risorse che lo Stato italiano eroga in favore della nostra Comunità", ha rilevato in quest'ambito Tremul, che ha avuto anche modo di salutare il governatore dell'FVG Massimiliano Fedriga e di conoscere anche altri funzionari della Presidenza del Consiglio. Si tratta di contatti importanti, in quanto l'UI si è rivolta al governo su temi importanti quali il finanziamento dell'editoria e il rifinanziamento delle leggi 73 e 72.

    Lussinpiccolo Una regata per rievocare i vecchi tempi

    Settembre 12, 2018

    LUSSINPICCOLO | Anche quest’anno, per la sesta volta, il Club dei Marittimi di Lussinpiccolo ha organizzato la tradizionale regata di passere a remi nell’ambito dell’evento “Con le vele lussignane intorno al mondo”, promosso dall’Ente turistico locale. L’idea di organizzare una manifestazione del genere è nata da una vecchia fotografia di una gara simile, scattata ancora ai tempi del dominio austriaco.

    La regata si è articolata in tre fasi distinte, ossia la competizione per barche piccole (fino ai 4,3 metri di lunghezza) con un rematore; quella per barche grandi (oltre i 4,3 metri) con due rematori e il gran finale, la gara riservata ai vincitori dei primi due posti di ciascuna categoria. I concorrenti hanno dovuto percorrere circa 900 metri dal secondo pontile alla Riva grande e ritorno, nella parte del porto più vicina alla piazza cittadina. La partenza è stata preceduta dalla sfilata dei partecipanti, guidata dalle majorette e dall’orchestra di fiati “Josip Kašman”, dalla Riva grande alla piazza principale. A rendere l’atmosfera più rilassata e allegra ci ha pensato il complesso istriano “Tu i tamo Band”.
    Per ogni categoria quest’anno si sono presentate 7 barche e tra le barche grandi c’erano anche due rematrici, le lussignane Sara Badurina e Tereza Sorić. Gli altri partecipanti erano di Lussingrande, Lussinpiccolo, Neresine, San Martin di Cherso e Zagabria. La regata per passere piccole è stata vinta da Ivan Vuljan, il secondo posto è andato a Mladen Vlakančić (entrambi di Lussinpiccolo), mentre il terzo è stato appannaggio di Miro Lovrinčić, di San Martino in Valle (Martinšćica). Gli altri rematori erano Dominik Perišić, Eduard Ivičić, Šime Mišković, Zoran Kukavica.
    Tra le barche più grandi si è imposto l’equipaggio formato da Mladen Kuljanić e Corino Stuparić di Lussinpiccolo, il secondo posto è andato a Ivan Jerman e Josip Magašić di Lussingrande e il terzo a Vladimir Danone e Radovan Radonić di Zagabria. Gli altri rematori erano Mario Živković e David Zorović, Sara Badurina e Tereza Sorić, Anton Budinić e Matija Tomić, Dragomir Fatuta e Timor Jović.
    Nella regata finale si sono cimentati i vincitori dei primi due posti di ciascuna categoria e il primo posto è stato conquistato da Mladen Kuljanić e Corino Stuparić. Alle sue spalle si sono piazzati Ivan Vuljan e l’equipaggio formato da Josip Magašić e Ivan Jerman, mentre Mladen Vlakančić è arrivato quarto.
    A tutti i vincitori sono andati, oltre alle medaglie, anche ricchi premi e per tutti i partecipanti alla regata, assieme ai loro accompagnatori, è stata preparata un’abbondante merenda sulla nave turistica “Pirat”, a base di pesce fritto e patate bollite, il tutto annaffiato con del buon vino bianco.

    Rimpatrio delle vittime: sabato messa a Castua

    Settembre 10, 2018

    CASTUA | Sabato 15 settembre alle ore 12.30 nella Chiesa parrocchiale di Sant’Elena sarà officiata una Santa messa in occasione del rimpatrio dei resti dei Caduti italiani uccisi sommariamente il 4 maggio 1945 dai partigiani jugoslavi e riesumati nel luglio di quest’anno.

    Il presidente della Società di Studi Fiumani, Giovanni Stelli, in accordo e in collaborazione con il Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri e il parroco di Castua, don Franjo Jurčević, farà, infatti, celebrare una messa a conclusione della vicenda che si è risolta definitivamente tra il 5 e il 7 luglio 2018 con la riesumazione dei resti degli italiani di Fiume uccisi il 4 maggio 1945.
    L’iniziativa di ricerca per la riesumazione iniziò nel 1992 e fu promossa dall’allora presidente della Società di Studi Fiumani, Amleto Ballarini.

    L’importante ruolo di don Jurčević

    All’individuazione del luogo esatto di sepoltura, ossia il bosco della Loza, si pervenne grazie all’aiuto del parroco di Castua don Franjo Jurčević, il quale raccolse le informazioni fornitegli da Ballarini e indagò a sua volta. Da allora don Jurčević, in accordo con la Società di Studi Fiumani, ha celebrato ogni anno, nel giorno in cui era avvenuto l’eccidio, una messa nella Chiesa parrocchiale di Castua per perorare l’opera di riesumazione. Alla fine l’impegno del parroco e della Società di Studi Fiumani per dare alle vittime una cristiana sepoltuta è stato premiato.
    Dopo 21 anni la vicenda ha finalmente trovato una conclusione positiva in seguito alle ultime trattative sulle sepolture di guerra tra Italia e Croazia. Proprio grazie alla Federazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati la questione aveva trovato nel 2012 uno spazio al tavolo di governo allora costituito. La messa del 15 settembre sarà celebrata per onorare le vittime italiane, tra cui il senatore di Fiume Riccardo Gigante. Per la Società di Studi Fiumani saranno presenti il presidente Giovanni Stelli, il presidente emerito Amleto Ballarini con la consorte prof.ssa Laura Chiarappa e il Segretario generale Marino Micich. Presenzieranno alla Messa, oltre agli organizzatori, le autorità italiane e croate di Onorcaduti, i dirigenti dell’Associazione degli esuli fiumani in Italia e della Comunità degli Italiani di Fiume.

    Gratitudine per i governi

    In questo contesto, il Segretario generale della Società di Studi Fiumani, Marino Micich, ha ringraziato ancora i governi italiano e croato, nonché le organizzazioni preposte di Onorcaduti, in primis il Commissario generale, generale CC di Divisione Veltri, il colonnello Masi e il Console generale d’Italia a Fiume Palminteri per la preziosa opera svolta, che ha permesso di giungere alla riesumazione dei resti delle vittime.