Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
    ad Top header
    Redazione

    Redazione

    L’Italia attenta ai diritti all'informazione all'estero?

    Agosto 14, 2018

    Dopo aver letto in questi giorni con grande sconcerto la presa di posizione del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria Vito Crimi, circa l'intenzione dell'attuale Governo Italiano di cancellare i contributi per le imprese editrici di quotidiani e periodici diffusi all'estero, a reagire tra i primi è stato Alessandro Zehentner, Presidente del Com.It.Es di Barcellona, di origini istriane, già candidato alle recenti elezioni per il Parlamento italiano, che ben conosce le realtà delle Comunità italiane residenti al di fuori dei confini del Bel Paese.
    “Il Sottosegretario all'Informazione e all'Editoria Sen. Vito Crimi, del Movimento 5 Stelle, ha preannunciato che 'la contribuzione pubblica presto sparirà’ e che ‘gli attori del settore dovranno prepararsi al distacco totale dalla contribuzione statale’, indicando pertanto quali sono le intenzioni del Governo targato 5 Stelle-Lega anche verso i giornali italiani pubblicati e diffusi all'estero” – scrive in un comunicato stampa Zehentner.
    “Non voglio entrare nel merito dei contributi pubblici concessi alla stampa in Italia, non tocca certo a me difendere la stampa a livello nazionale, ma certo posso sottolineare, anche come Presidente di un Com.it.es all'estero, che per quanto riguarda gli Italiani all'estero quest’intenzione governativa è da condannare nella maniera più assoluta.
    Noi ITALIANI residenti all'estero siamo otre cinque milioni, oltre tre milioni nella sola Europa. I quotidiani e i periodici editi e diffusi all'estero ricevono solo il 3,27% del totale erogato secondo la Legge vigente: vengono pertanto ‘concessi’ oltre confine circa 1.700.000 Euro, circa 30 centesimi di Euro all'anno per ogni connazionale iscritto all'AIRE.
    Cosa garantiscono i nostri giornali editi e diffusi all'estero?
    Provo a spiegarlo a chi, probabilmente anche nelle file dell'attuale Governo, non ha mai vissuto o lavorato un solo giorno della propria vita oltre i confini della nostra amata Patria.
    I giornali editi in lingua italiana garantiscono, oltre alla preziosissima informazione locale, anche il senso di appartenenza a un Comunità, alla nostra grande Comunità Italiana.
    Ho girato moltissimo tutta l'Europa e ho trovato splendidi prodotti editoriali in Belgio, in Germania, in Spagna, in Croazia, in Svizzera, come in molti altri Paesi europei.
    Suggerirei al Sottosegretario Crimi di farsi recapitare qualcuno di questi giornali prima di dire che si "invitano gli editori a produrre un'informazione di qualità’, lasciando così indirettamente intendere che la qualità delle nostre riviste e quotidiani italiani editi all'estero non goda, attualmente, di tale connotazione.
    Ha letto qualche giornale o rivista estera in nostro attuale Sottosegretario?
    Si è informato circa l'importanza dei servizi di informazione territoriale di quanto viene pubblicato dalle Testate Giornalistiche Italiane all'estero?
    Si è informato circa i costi generali (sedi, stipendi dei giornalisti, costi di stampa, costi di distribuzione) che hanno le stesse testate?
    Si è informato se e quanto altre entrate finanziarie possano sopperire ad una soppressione dei contributi pubblici per i giornali editi e diffusi all'estero?
    Presumo che la risposta non potrà che essere negativa visto quanto proposto dallo stesso Sottosegretario Sen. Crimi.
    Se si procede a un’eufemistica ‘riduzione graduale fino alla soppressione’ dei contributi pubblici italiani, moltissimi giornali italiani editi all'estero e diffusi a titolo gratuito, chiuderanno i battenti, licenzieranno i loro giornalisti e dipendenti e gli oltre cinque milioni di Italiani residenti all'estero (minoranze linguistiche comprese) resteranno senza questo preziosissimo cordone ombelicale con la nostra lingua, cultura ed informazione in lingua italiana” – rileva Zehentner.
    “Quello che meraviglia è che anche i Parlamentari delle due formazioni politiche Movimento 5 Stelle e Lega eletti nelle Circoscrizioni Estere non aprano bocca; meraviglia che dopo aver promesso appoggio e aiuto a chiunque, ora gli stessi si allineino alle direttive delle loro Segreterie Politiche.
    No caro Sottosegretario Crimi, noi non ci allineiamo, non tacciamo; noi lotteremo perché questo progetto liberticida, questo attentato ai nostri diritti all'informazione all'estero non vada a buon fine.
    Partiremo dalla base, dalle associazioni, dai Comites. La risposta di noi Italiani residenti all'estero non mancherà di essere immediata.
    Lasci stare le sovvenzioni vigenti, non ci prenda in giro con frasi tipo ‘si devono spostare parte dei contributi dalla offerta alla domanda’ perchè di frasi prive di ogni significato logico (pagare i lettori perché leggano) ultimamente ne abbiamo sentite fin troppe. E non si tratterà di un approccio, come dice lei, stile ‘ha da passà a nuttata’, ma di una protesta seria, concreta, contundente in tutte le sue forme a difesa dei diritti di tutti noi ITALIANI residenti oltre confine” – conclude nella sua reazione Alessandro Zehentner.

    Si torna sotto le rocce di Cantrida

    Agosto 14, 2018

    Dopo oltre tre anni, il Rijeka giocherà nuovamente una partita allo stadio di Cantrida. L’avversario sarà il Maribor, che secondo il coefficiente UEFA è al momento la migliore squadra della regione. L’incontro amichevole, in programma l’8 settembre, è organizzato dall’Armada e dall’agenzia Inspiro Lab, con il sostegno della Città di Fiume. Rijeka e Maribor hanno in comune alcune cose, a cominciare da Matjaž Kek, stiriano di nascita e “fiumano d’adozione”. C’è poi lo sponsor generale, la Sava osiguranje, come pure il fatto che entrambe le squadre rappresentano i rispettivi Paesi sulla scena europea.
    Lo stadio di Cantrida, posizionato in una conca tra il mare e le rocce, è uno dei simboli di Fiume, oltre che essere famoso in tutto il mondo a causa della sua particolarità architettonica. Dell’impianto, che festeggia i suoi 105 anni dall’inaugurazione ufficiale, hanno scritto e parlato anche case televisive come Eurosport, Daily Mail o CNN. Nel corso della storia, si sono disputate partite valide per tre campionati nazionali: quello italiano di Serie A, quello jugoslavo e per ultimo la Prima Lega croata. Tra le squadre a calcare l’erba di Cantrida meritano una particolare nota Juventus e Real Madrid, senza dimenticare Siviglia o Feyenoord, compagini che hanno nella loro bacheca anche titoli europei. Il ritorno, magari per un giorno, sarà sicuramente un dolce ricordo per le tante generazioni di fiumani, in attesa magari che il progetto di costruzione della “nuova Cantrida” prenda forma. Per il momento siamo lontani da ciò, e pertanto vale approfittarne.
    “Per l’Armada e i tifosi del Rijeka questa partita riveste un grande significato. Torneremo in quella che è casa nostra, l’unica, e avremo modo si sostenere la squadra del cuore sotto le leggendarie rocce di Cantrida. Vorremmo che in futuro il Rijeka giocasse a Cantrida anche qualche partita ufficiale e riteniamo che l’amichevole con il Maribor sia un primo passo in questa direzione”, dice
    il presidente del club dei tifosi dell’Armada, Dejan Božić.

    Bijelo Dugme, tra nostalgia vecchia e buona musica

    Agosto 14, 2018

    CAPODISTRIA| Nostalgia, tanti ricordi, ma soprattutto la musica: sono gli ingredienti del tour mondiale dei Bijelo Dugme, la band della ex Jugoslavia, che tra gli anni 70 e 80, sino alla sfacelo del Paese, ha venduto 6 milioni di dischi. Tra le tappe anche la Slovenia, che dopo il sold out all’Arena Stožice di Lubiana, con 12mila presenze, hanno voluto esibirsi pure a Capodistria. Ad accoglierli 4.500 persone circa: “È quanto ci aspettavamo perché molti fan erano già stati al concerto di Lubiana” hanno spiegato gli organizzatori, dichiarandosi soddisfatti della risposta del pubblico. Ma a “cantare” non sono solo i numeri, bensì la verve che nonostante l’età non più giovane dei musicisti, è sempre coinvolgente. Goran Bregović, Alen Islamović, Mladen Vojičić - Tifa (questo è quello che oggi rimane dei Bijelo Dugme), hanno trascinato il pubblico in oltre due ore di emozioni, ma dicevamo, soprattutto, di nostalgia per la loro musica, che un tempo univa i popoli della Jugoslavia, senza distinzioni di lingua, religione, o nazionalità. “È quello che vogliamo ancora oggi, non in una connotazione politica, bensì per il semplice piacere di stare assieme, condividere le canzoni che ci sono rimaste, una delle poche belle cose che ci ha lasciato la Jugoslavia. L’industria del rock non permetterà la fine dei Rolling Stones, altrettanto farà nei confronti dei Dugme” hanno ribadito i tre cantanti prima di raggiungere il palco e celebrare i 40 anni della loro carriera, fatta sì di successi, ma anche di conflitti all’interno del gruppo, che hanno determinato lunghi periodi di separazione. Emblematico è stato l’addio al gruppo di Željko Bebek, che ha scelto di proseguire da solista, tutt’ora deciso a non ricongiungersi con il resto dei Bijelo Dugme. Resta tuttavia un traguardo invidiabile perché poche sono le band in grado di resistere al difficile, anzi spesso impietoso mercato musicale. I Dugme, tra l’altro, sono stati segnati dalla sanguinosa dissoluzione della Jugoslavia. A questo tour il gruppo ha dato una carattere etno con il supporto di un coro e di trombettisti, così come piace a Bregović, che tra l’altro ha avviato con successo una carriera da solista. I nostalgici incalliti sono rimasti forse un po’ delusi da questa chiave di lettura, perché cambia i connotati alle canzoni originali, ma il risultato è in un’indiscutibile allegria, in grado di coinvolgere sia giovani sia adulti. Tra il pubblico c’erano, infatti, diversi ragazzini accompagnati dai genitori: “Siamo curiosi di conoscere da vicino la musica che i nostri genitori ascoltavano da giovani” hanno detto alcuni prima di entrare in platea e lasciarsi andare alle note di “Lipe cvatu”, “Bosanac”, “Napile se ulice”, “Tajna veza” e di tanti brani che hanno iscritto i Dugme nella storia della musica dell’area balcanica. All’epoca erano, infatti, in tanti a definirli i “Rolling Stones“ o i “Beatles“ della Jugoslavia”.

    In Montenegro un corso sulla logistica portuale

    Agosto 13, 2018

    CATTARO | Non soltanto storia e cultura, la missione in Montenegro che ha visto impegnati i rappresentanti dell’Università Popolare di Trieste ha fatto da cornice, per il terzo anno consecutivo, anche a iniziative che guardano alla formazione e al rafforzamento dei legami e della collaborazione sul piano economico. Nei giorni scorsi si è svolto infatti un incontro programmatico per il Corso di Logistica Turistico-Portuale, organizzato con i fondi della Legge Regionale 16/2014 della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Comunità Italiana del Montenegro e del Porto Turistico di Cattaro in presenza dei rappresentanti delegati dell’UPT e della Comunità Italiana “Giuseppe Tartini” di Pirano.

    Tre anni di collaborazione
    Dopo i saluti del Comandante Branko Kovačević, del presidente organizzativo della CI di Cattaro, Pavo Perugini e della presidente dell’UPT. Maria Cristina Benussi, sono stati descritti i corsi svolti e i risultati raggiunti ed è stato anticipato quello che sarà l’impianto formativo per il corso 2018/19. Il direttore generale dell’UPT, Fabrizio Somma, ha poi ripercorso le attività svolte in tre anni di collaborazione, facendo il punto sui risultati raggiunti. Sempre in tema di contenuti ed eventi che vedono il mare nel ruolo di protagonista, Somma, ha illustrato l’appuntamento culturale della Barcolana 50 in programma a Trieste a ottobre per la Comunità Italiana montenegrina con sede a Cattaro.

    L’apprezzamento di Žiža
    Vivo apprezzamento a riguardo è stato espresso da Felice Žiža, deputato eletto al Parlamento sloveno in rappresentanza della Comunità nazionale italiana, che ha auspicato un proficuo inizio di collaborazione tra i connazionali delle sedi in Montenegro e le Comunità Italiane del Litorale sloveno in campo socio-economico di tipo nautico e turistico, anche in considerazione dei legami rappresentati dalle tradizioni marinare nell’Adriatico Orientale. Soddisfazione per i traguardi raggiunti e apprezzamento per quelli fissati con lo sguardo rivolto al futuro sono stati espressi dal Comandante Kovačević, che ha formulato il desiderio che la collaborazione instaurata si rafforzi sempre di più. Al termine dell’incontro, l’ingegner Paolo Frandoli, presidente dell’Associazione Italiana di Tecnica Navale, ha tenuto un’apprezzatissima conferenza su: “Le navi bianche di ieri e di oggi: due mondi a confronto”.

    La Palumbo lancia un’OPA per il Lenac

    Agosto 13, 2018

    FIUME Uno dei fiori all’occhiello della cantieristica navale croata potrebbe passare in mani italiane. La Palumbo group si appresta a lanciare un’offerta pubblica d’acquisto (OPA) dei titoli del Viktor Lenac. La società napoletana è pronta a offrire 9,26 kune per ciascuna azione del cantiere navale situato nella baia di Martinšćica, lungo la strada che da Fiume conduce a Kostrena. L’OPA è stata autorizzata venerdì scorso dall’Agenzia croata per la vigilanza dei servizi finanziari (HANFA). Per la società partenopea l’obbligo di richiedere il permesso di lanciare l’OPA è scattato l’11 giugno scorso. Difatti, circa due mesi fa, la Palumbo group, assieme alla controllata P&L Shiprepair Holding Limited di Malta, è arrivata a detenere il 40,52 p.c. dei titoli e il 42,61 p.c. dei diritti di voto nell’assemblea degli azionisti del Viktor Lenac.


    L’acquisto delle azioni
    Stando a quanto riportato sul sito Internet dell’HANFA, la Palumbo group e la P&L hanno rastrellato le azioni del Viktor Lenac tra aprile e giugno scorsi. Per essere più precisi, tra il 25 aprile e il 7 giugno scorsi la Palumbo ha acquistato il 18,24 p.c. dei titoli (3.067.289 azioni) del cantiere navale quarnerino sulla Borsa di Zagabria. A sua volta, l’11 giugno scorso, la P&L ha rilevato dalla Tankerska plovidba di Zara il 22,28 p.c. (3.754.572 azioni) dei titoli del Viktor Lenac. Le azioni del Viktor Lenac sono in tutto 16.813.247. Il valore nominale di ciascuna azione ammonta a 10 kune. L’OPA della Palumbo group sarà volta all’acquisto di 10.000.386 azioni, equivalenti al 59,48 p.c. del capitale sociale del Viktor Lenac. Il restante 4,9 p.c. dei titoli (825.187 azioni) è in possesso del cantiere navale quarnerino e di conseguenza non soggetto all’OPA.
    L’offerta italiana
    L’offerta italiana (9,26 kune ad azione), equivale al prezzo medio ponderato delle azioni del Viktor Lenac scambiate sulla Borsa di Zagabria tra il 10 marzo e il 10 giugno scorsi. Si tratta di un importo inferiore di 44 lipe rispetto all’ultima quotazione dei titoli del Viktor Lenac (VLEN) sulla Borsa di Zagabria. Venerdì scorso, il titolo VLEN ha guadagnato il 2,1 p.c. a fronte di una volume di scambi pari a 19.345,05 kune (sono passate di mano 2.000 azioni del cantiere navale). Il prezzo, tuttavia, è superiore a quello sborsato agli italiani per rilevare le quote della società croata delle quali sono entrati in possesso fino ad ora. A conti fatti i campani sono pronti a sborsare circa 92,6 milioni di kune. Stando ai dati dell’HANFA, gli italiani avrebbero già provveduto ad accantonare l’importo su un conto transitorio aperto presso la Società centrale per i depositi e le compensazioni (SKDD).
    La Palumbo group è stata fondata a Napoli oltre cinquant’anni or sono da Salvatore Palumbo.
    Inizialmente la società era una modesta bottega specializzata nei lavori di falegnameria e metallurgia, che offriva i propri servizi ai cantieri navali campani. Oggi alla guida della Palumbo group si trova Antonio Palumbo, il figlio di Salvatore. Antonio con il 57,5 e sua moglie, Anna Antonietta D’Ausilio, con il 42,5 p.c. delle azioni sono i due principali azionisti della Palumbo group. A loro volta, i loro figli, Giuseppe e Raffaele Palumbo sono i proprietari della P&L. Ciascuno dei due fratelli possiede il 50 p.c. delle partecipazioni nella società registrata a Malta.

    Il core business
    Negli anni ’80 del secolo scorso la Palumbo ha iniziato a dedicarsi alla costruzione e alla riparazione degli scafi delle navi. Queste attività rappresentano oggi il core business della multinazionale campana che gestisce cantieri navali a Napoli, Ancona, Messina, Savona, Marsiglia (Francia), Malta e Tenerife, dando lavoro (direttamente e indirettamente a circa 9.000 persone (tra cui un centinaio tra architetti ed ingegneri navali). Negli ultimi cinque anni la Palumbo group ha consegnato 1.737 navi e costruito 241 panfili. A sua volta il Viktor Lenac ha una tradizione lunga 122 anni ed è considerato uno dei maggiori cantieri navali operanti nel Mediterraneo nel campo delle riparazioni e modifiche navali nonché nella progettazione e realizzazione di impianti offshore. L’anno scorso gli introiti della società quarnerina sono ammontati a 514,5 milioni di kune. Un risultato che ha consentito al Viktor Lenac di chiudere l’esercizio 2017 con un utile operativo pari a 53,9 milioni di kune (36,5 milioni di utile netto). Di recente, la Palumbo aveva manifestato anche la disponibilità ad assumere il ruolo di partner strategico del cantiere navale Uljanik di Pola. Status affidato poi alla Kermas, una società legata all’imprenditore zagabrese Darko Kočar, noto anche con l’appellativo di “Re del cromo”.

    L’impronta di Sauro nella storia dell’Istria

    Agosto 13, 2018

    TRIESTE Notevole partecipazione di cittadini alla cerimonia organizzata a Trieste in ricordo della figura e del martirio di Nazario Sauro nella ricorrenza del 102° anniversario della morte dell’eroe capodistriano avvenuta a Pola il 10 agosto 1916. Indette dal Comitato per le Onoranze a Sauro e dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con il Comune di Trieste e con numerosi Enti, Istituzioni, sodalizi patriottici e sportivi, associazioni e realtà rappresentative del mondo dell’esodo dalle terre dellìAdriatico orientale, le celebrazioni hanno preso il via nella Chiesa del Rosario, con la celebrazione di una Santa Messa e con la recita della Preghiera del Marinaio. È seguito un corteo che ha raggiunto il prospiciente Bacino San Giusto dove c’erano le imbarcazioni del Circolo Marina Mercantile “Nazario Sauro” e del Circolo Canottieri Saturnia, affiancate da un rimorchiatore che, in segno di omaggio, ha lanciato a lungo delle altissime e spettacolari fontane d’acqua.


    Un ricordo affettuoso
    I partecipanti, con bandiere e labari, hanno poi raggiunto il vicino piazzale Marinai d’Italia, davanti alla Stazione Marittima, dove è collocato il monumento a Sauro e dove si è svolta la cerimonia principale con la presenza del Gonfalone del Comune di Trieste e di autorità civili e militari. A rappresentare l’Amministrazione Comunale c’erano l’assessore Michele Lobianco in rappresentanza del sindaco Roberto Dipiazza, l’Assessore Carlo Grilli e consiglieri di maggioranza, Vincenzo Rescigno, e di opposizione, Antonella Grim. A rappresentare la Regione FVG c’era l’assessore Pierpaolo Roberti, che nel suo intervento ha detto: “A 102 anni dal suo martirio Nazario Sauro rimane una delle figure che maggiormente hanno segnato la storia dell’Istria e giustamente viene ricordato con grande affetto non solo dai triestini, ma da tutti gli esuli istriani fiumani e dalmati e dai tanti giuliani sparsi in tutto il globo”.

    Ferrea moralità
    L’assessore regionale ha poi evidenziato “il senso dell’onore di Nazario Sauro e la sua ferrea moralità, che lo portarono a combattere e immolarsi per difendere gli ideali che lo animavano. Un modo d’agire coraggioso e coerente che oggi riesce ancora ad ispirare gli animi, ricordando il sacrificio compiuto da tanti giovani durante la Grande Guerra in nome della propria terra”. A rappresentare le associazioni organizzatrici c’erano Renzo Codarin, presidente dell’ANVGD, e Fulvio Sluga neopresidente del Comitato per le Onoranze a Sauro, che ha posto l’accento sui “valori nazionali e di fedeltà alla propria terra, gli stessi per i quali Nazario Sauro scelse consapevolmente e coraggiosamente di mettere in gioco la propria vita,”. “Valori, per restare fedeli ai quali, alcuni decenni dopo altri italiani dell’Adriatico orientale scelsero di lasciare case e affetti”, ha detto Sluga tracciando un preciso collegamento tra il sacrificio di Sauro e le drammatiche successive vicende dell’esodo.

    Profilo storico e umano
    Nel corso della cerimonia, cui era presente un picchetto della Marina Militare, è stato anche tracciato un profilo storico e umano del Tenente di Vascello Nazario Sauro, data lettura solenne della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare conferitagli e deposta una corona d’alloro al monumento eretto in suo onore. Accompagnata dalla Banda dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Trieste, la cerimonia, si è conclusa, dopo l’Ammaina bandiera svolto dalla Sezione di Trieste dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, con l’esecuzione dello storico Inno all’Istria.

    Confermati i vertici della CI a Bertocchi

    Agosto 11, 2018

    BERTOCCHI| Alla riunione costitutiva nel neoeletto Consiglio della Comunità degli Italiani di Bertocchi il rappresentante della Commissione elettorale ha presentato i risultati del voto dello scorso 8 luglio, che hanno confermato l’elezione dei 7 consiglieri che si sono candidati a tale ruolo. Si tratta di Gianfranco Vincoletto, Bruna Kalc, Nerina Zupin Feletti, Nevijo Jurinčič, Roberta Vincoletto (tutti già in carica nei precedenti mandati) e di due nuovi membri: Olivio Novel e Sara Tonel. Sono stati confermati alla carica di presidente del sodalizio, Gianfranco Vincoletto e in qualità di vicepresidente Roberta Vincoletto.
    In questo mandato si è voluto coinvolgere anche nuovi volti e favorire l’entrata di giovani connazionali. Fondamentalmente è stata ribadita la volontà per i quattro anni di mandato, di riproporre le iniziative culturali tradizionali, di continuare con la proficua collaborazione esisteste con le unità periferiche di Bertocchi del Giardino d’infanzia “Delfino blu” e della Scuola elementare “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” e con la Comunità locale di Bertocchi.
    Si intende, inoltre, rafforzare ulteriormente la collaborazione e lo scambio con le Comunità degli Italiani sia in Slovenia che in Croazia, promuovendo serate culturali di presentazione dei sodalizi, che di volta in volta verranno contattati. Il nuovo Consiglio ha, inoltre, approvato il piano delle attività per il periodo autunnale, ossia sino alle fine dell’anno. Il programma comprende il tradizionale appuntamento culturale “Incontro delle tre regioni”, un concerto natalizio, lo spettacolo di fine anno, in collaborazione con la scuola e l’asilo italiano di Bertocchi e una serata o incontro con un sodalizio ospite.

    Italiani del Montenegro: l’orgoglio del Bel Paese

    Agosto 10, 2018

    CATTARO Si è svolto a Cattaro, nella Sala Conferenze della Chiesa di San Paolo, il Convegno Internazionale “La Comunità Italiana del Montenegro tra memoria identità e futuro europeo”, primo della serie d’importanti appuntamenti programmati per la Settimana della cultura italiana in Montenegro, che si conclude il 10 agosto. L’ambasciatore Italiano a Podgorica, Luca Zelioli, nell’esprimere grande soddisfazione per la qualità della manifestazione culturale e per l’alto livello dei partecipanti, ha elogiato l’attività dell’Università Popolare di Trieste, salutando la presidente Maria Cristina Benussi e il direttore generale Fabrizio Somma, quale ente delegato della Regione Friuli Venezia Giulia per la Legge Reg. 16/2014 art.27 bis a favore anche della Comunità Nazionale Italiana in Montenegro, che gode del riconoscimento dell’autoctonia da parte del governo montenegrino. L’alto rappresentante istituzionale italiano ha ricordato l’impegno della Comunità degli Italiani nell’ambito dei corsi di lingua italiana che si svolgono da più di 15 anni. Ha evidenziato inoltre l’importanza della certificazione linguistica italiana e della modernizzazione del sistema didattico in questo Paese, intrapresa e da intraprendere con sempre maggiore impegno, anche in collaborazione con la CI in Montenegro, nelle sedi operative sui territori di Teodo, Antivari, Budua, Cettigne e Castelnuovo, secondo i temi affrontati dal Capo dello Stato Milo Đukanović con il suo omologo italiano Sergio Mattarella, nel corso della sua recente visita a Roma. Il sindaco di Cattaro, Vladimir Jokić si è unito agli elogi per l’importante attività culturale che viene svolta dalla CI con la partecipazione dell’UPT nella città e agli stretti rapporti con tutte le istituzioni montenegrine che la CI mantiene costantemente. Nel suo intervento, il presidente della CI del Montenegro, Aleksandar Dender, ha voluto ricordare punto per punto il grande lavoro svolto a partire dal 2004, anno di costituzione della Comunità Italiana, ad oggi grazie ai fondi della Legge Regionale del Friuli Venezia Giulia 16/2014 già Legge 79/1978 FVG. A seguire, il neo parlamentare sloveno per la minoranza italiana Felice Žiža ha sottolineato l’importanza della presenza, all’appuntamento montenegrino, della rappresentanza della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano con a capo la presidente Manuela Rojec, e del Comune di Pirano, e di intraprendere rapporti di collaborazione sempre più stretti e scambi culturali e di esperienze tra i sodalizi in Slovenia e Croazia con quello del Montenegro, che raccoglie in sé tutti gli italiani autoctoni dello Stato.
    Il convegno è proseguito con la prolusione della presidente dell’UPT, prof.ssa Maria
    Cristina Benussi su “La Cultura letteraria italiana nell’Adriatico Orientale”. Dopo il suo intervento sono seguiti quelli di autorevoli personaggi quali Antimo Cesaro già viceministro dei Beni Culturali Italiani (Nuova Università Vanvitelli di Caserta) e Tina Komel, già ministro degli sloveni nel mondo.


    Riconoscimento delle istituzioni
    Oltre al patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Podgorica, il convegno ha goduto della collaborazione e della cooperazione dell’Università degli Studi “Niccolò Cusano” di Roma (Giangiacomo Vale e Silvio Berardi), dell’Università dell’Insubria (Paolo Bellini) e dell’Università degli Studi di Trieste (Giuliana Parrotto). Presenti all’appuntamento anche Maja Kremenović, segretaria generale e consulente per i progetti presso l’Alleanza delle Minoranze Nazionali della Repubblica Serba – Facoltà di Filologia dell’Università di Banja Luka e componente dell’Associazione degli Italiani di Bosnia. Infine, gli interventi di Maria Teresa Albano del Centro Italiano di Cultura a Podgorica, Kristian Knez, del Centro Italiano “Carlo Combi” di Capodistria e della Società di Studi Storici Geografici di Pirano. Il Centro di ricerche storiche di Rovigno (Croazia) è stato rappresentato con la lettura del testo di Ezio Giuricin, impossibilitato a presenziare per sopravvenuti impegni. In conclusione, il riconoscimento di tutte le istituzioni presenti, dell’importanza di proseguire l’attività culturale svolta in questi primi 15 anni di vita della Comunità degli Italiani di Cattaro in Montenegro.

    Un’artista che vuole dare spazio alle vere emozioni

    Agosto 09, 2018

    OSSERO Ossero, cittadina che unisce le isole di Cherso e Lussino, ospita spesso attività culturali di artisti italiani che sono di... casa sulle isole quarnerine. Tra queste, la mostra intitolata “To Osor in concert”, dell’artista trevigiana Lisa Perini. Allestita nella Sala municipale della cittadina isolana, l’esposizione è un omaggio al luogo e all’incanto della sua terra, al suono del suo mare, all’armonia del suo paesaggio e alla musica dei suoi concerti.

    La bellezza della natura
    Lisa Perini, con la sua pittura, le sue installazioni e performance, vuole dare spazio alle emozioni che vengono da ogni luogo, incantarsi e incantarci di fronte a un paesaggio lagunare come davanti alla cartina lucente che avvolge una caramella, osservare un’architettura con la stessa intensità di un frammento colorato di plastica, di una perlina di Murano o di un ciuccio di bimbo, sognare una natura che realizzi pienamente, attraverso le visioni e i “Paradisi” di cui l’arte è capace, quel sentimento di totalità che può abbracciare erbe, fiori, cieli, animali e uomini come parti inscindibili della stessa vitale pulsione.
    In Lisa, parafrasando Nietzsche, il Caos originario da cui sempre scaturisce la pittura partorisce stelle danzanti.

    La «Grande tela del paesaggio di Ossero»
    Nel suo quadro intitolato “Grande tela del paesaggio di Ossero” (tecnica mista su tela, 2017), l’artista ho voluto rappresentare un paesaggio di Paradiso con vele nel mare che sono come farfalle che volano nel cielo e si espandono nella Galassia e nell’Universo verso la Via Lattea. Come la stessa scrittrice scrive nella descrizione dell’opera, i gatti, le pecore, le capre, le farfalle, le libellule e gli uccelli sono una grande compagnia in armonia tra di loro. Anche gli angeli suonatori nel cielo portano allegria e musica. Perini ha ritratto anche la statua della “Donna suonatrice”, di Ivan Mestrović, posta nella piazza di Ossero: anch’essa assieme agli angeli compone una dolce melodia che viaggia per la Via Lattea e l’Universo. La luna l’ha dipinta di un verde smeraldo che richiama la dolce musica del mare, il sole l’ha dipinto di un colore azzurro scuro e rosso in modo da lasciare il quadro “rosso su rosso” con un gioco di cromatismi. Le nuvole nella sua grande tela assieme agli uccelli, al sole e alla luna, rappresentano la bellezza del cielo e le meraviglie del paesaggio della Croazia. Anche le biciclette sono simbolo di libertà. Guardando il dipinto, l’artista trevigiana immagina di essere a Ossero. In modo astratto ha dipinto anche i profili delle montagne con gli alberi. Il Leone veneziano che legge il libro aperto – presente nelle porte di Ossero – è simbolo di pace e protegge tutto il paesaggio. La parte più in rilievo è la parte centrale dell’opera. L’artista ha usato le carte da musica con la loro trasparenza rossa per gli sfondi delle onde del mare per far vibrare il quadro con gli hertz musicali. In una grande tela senza cornice l’autrice dell’opera ha usato la materia con tre tipi di impasti: acrilici, sabbia e gesso. Ha applicato della carta stagnola d’argento e carta da musica anche per ottenere degli effetti di rilievo, ha usato colori acrilici e ad olio. Per alcune parti ha usato uova mescolate con i colori ad olio; ha mescolato anche l’uovo con i glitter; ha usato sia il tuorlo che l’albume: in questo modo si cerca di utilizzare tutto evitando gli sprechi.
    Un’artista poliedrica
    Lisa Perini, nata a Treviso nel 1973, ha conseguito la laurea specialistica in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Risiede a Treviso e per lavorare si divide tra Treviso, Venezia e Ossero. È un’artista che ha al suo attivo vari premi e numerose mostre personali e collettive in Croazia, Italia e altri Paesi europei. Una sua installazione permanente si trova nell’aerostazione Canova di Treviso. Nel 2003 ha partecipato alla 50ª Biennale di Venezia nell’ambito del progetto Brain Accademy Apartment, con un’opera digitale, e nel 2007 alla 52ª edizione con l’opera installativa “Farfalla Veneziana” nell’ambito di P3Project. L’artista si esprime con pittura, lavori digitali, installazioni, mosaico e scultura. Il colore diviene nelle sue opere un personale alfabeto per rielaborare e filtrare la rappresentazione, in particolare con l’uso del prediletto rosso, che traccia l’originale orizzonte dell’artista volto alla paradisiaca bellezza. La mostra rimarrà in visione per tutto il mese di agosto.

    La rivista «Quaderni» espressione della CNI

    Agosto 09, 2018

    ROVIGNO  Alle pubblicazioni uscite quest’anno e dedicate al 50º del Centro di ricerche storiche di Rovigno si aggiunge il XXIX volume dei “Quaderni”, presentato ieri in conferenza stampa dalla redattrice Orietta Moscarda Oblak e dalla ricercatrice Paola Delton.

    Dal 1971 al 2018, la rivista “Quaderni” si è affermata come uno strumento che ha contribuito a mettere le fondamenta disciplinari della contemporaneistica nella regione istriana pubblicando complessivamente ben 311 articoli di 131 autori, per un totale di 11.691 pagine.

    Rispetto delle idee altrui
    “La rivista – spiega Moscarda Oblak – si propone sia come espressione della Comunità Nazionale Italiana, sia come luogo di lavoro e di ricerca, in cui il confronto e il dibattito sono garantiti dal rispetto delle idee altrui e dal principio del rigore. Oltre a ciò, dedica l’attenzione alla ricostruzione delle vicende locali e regionali, mantenendo al contempo un’attenzione al dibattito storiografico, all’analisi di diversi aspetti della storia istro-fiumana-dalmata in età contemporanea, alle ricerche originali realizzate dai ricercatori dell’Istituto, nonché alle biografie che valorizzano personaggi che hanno dato il loro contributo storico-culturale al territorio”.
    Il nuovo volume presentato comprende 11 contributi di autori e collaboratori dell’Istituto per un totale di 486 pagine. In questo numero trovano spazio le ricerche originali realizzate dai ricercatori dell’Istituto e dei nostri collaboratori italiani e croati, presentando svariati filoni tematici che vanno dalla storia politica, alla storia dell’arte e architettura, alla storia sociale.
    A presentarle è stata Orietta Moscarda Oblak, che firma anche il saggio d’apertura, dal titolo “L’elaborato sull’attività delle organizzazioni e gruppi nemici a Fiume dell’ottobre 1946”, in cui presenta un documento inedito rinvenuto nel corso di una missione di ricerca presso l’Archivio di Stato di Fiume, che aveva come obiettivo lo studio dell’instaurazione del potere popolare nella città di Fiume, gettando luce su quello che fu il cuore pulsante, ancorché nascosto, del sistema di potere jugoslavo durante la guerra e nell’immediato dopoguerra, ossia l’Ozna. L’importanza del documento sta nel fatto che esso attesta in maniera inequivocabile l’uccisione e la repressione dei gruppi e organizzazioni nemiche, in questo caso gli autonomisti e il Comitato di liberazione nazionale, da parte del servizio segreto militare prima, di Stato poi.
    Segue il contributo di Ivan Buttignon, ricercatore dell’Università di Trieste, intitolato “Tra ‘crisi vere’ e ‘crisi farsa’. L’invasione jugoslava della Zona A nel 1947”, nel quale descrive e analizza in modo critico le contingenze ipotizzate dagli informatori del Dicastero dell’Interno italiano in ordine alla tentata annessione di Trieste del 15 settembre 1947, per poi esaminare le versioni di alcuni dei principali attori coinvolti nella vicenda.
    Il ricercatore Raul Marsetič è l’autore dello studio “Le perdite militari e civili a Pola e nel circondario durante il Primo e Secondo conflitto mondiale con dopoguerra (1914-1947)”, che ha portato alla redazione di un accurato e preciso elenco delle perdite umane avvenute per motivi bellici a Pola e nel suo circondario nel periodo che va tra l’agosto del 1914 e il settembre del 1947. Nel conteggio sono state incluse, senza alcuna distinzione, tutte le 1.128 vittime militari e civili.

    Valido apporto documentario
    Paola Delton si è occupata invece del quaderno di scuola compilato dallo scolaro Lucio Tonelli di Fontane (Orsera) nel corso dell’anno scolastico 1938-1939, un valido apporto documentario per la storia della scuola italiana nel periodo fascista, che consente una riflessione sulla vita di uno scolaro in un piccolo borgo istriano alla vigilia del secondo conflitto mondiale.
    Il saggio successivo, “Io sono la voce – l’organo cattolico rovignese degli anni ‘30”, dell’autore Diego Han, nasce con lo scopo di analizzare dettagliatamente il mensile cattolico rovignese “Io sono la voce”, edito da monsignor Bartolomeo Codemo e pubblicato nella città istriana dal gennaio 1933 al luglio 1939, esponendone il contesto e la struttura del foglio, dopodiché l’attenzione viene posta sull’esame del rapporto instauratosi fra il sacerdote e la popolazione rovignese, nonché sulla sua relazione con le autorità fasciste.
    David Orlović propone l’articolo “‘Strinseremo la cintura non importa de patir’. Cenni sulla propaganda delle ‘controsanzioni’ nella Provincia d’Istria (1935-1936)”, in cui analizza l’effetto unificante che la propaganda contro le sanzioni economiche imposte all’Italia da parte della Lega delle nazioni ebbe sulla popolazione istriana.
    Ferruccio Canali, docente all’Università di Firenze, presenta la seconda parte del saggio dedicato alle avanguardie artistiche nella Trieste tra le due guerre: futuristi, razionalisti e costruttivisti, soffermandosi sulla figura di Ernesto Nathan Rogers, sulla sua innovativa “III Mostra del Mare” e in generale sul Razionalismo triestino. Tullio Vorano di Albona, propone il saggio “‘La repubblica di Albona’ del 1921: l’utopia di un movimento operaio” in cui analizza lo sciopero dei minatori della Società “Arsa” di Carpano, considerato uno dei primi movimenti antifascisti in assoluto, ma che poi assunse una dimensione economico-sindacale sbocciata in rivendicazioni utopistiche.

    Intreccio tra intellettuali giuliani e istriani
    Segue il contributo di Dean Brhan, collaboratore di Cittanova, dal titolo “La corrispondenza istriana della famiglia Lupieri (Un epistolario tra la Carnia e l’Istria XVIII-XIX secolo)”, un consistente numero di lettere riguardanti la corrispondenza istriana di questa famiglia che migrò tra la località istriana di Sanvincenti e il villaggio di Luint per alcuni secoli.
    In un lungo saggio che porta il titolo “Guido Miglia, scrittore Istriano”, Silva Bon, collaboratrice triestina, analizza la produzione giornalistica e letteraria di Miglia. Una fitta rete di carteggi ha permesso all’autrice di ricostruire l’intreccio tra intellettuali giuliani e istriani.
    Conclude il numero il saggio “Una famiglia rovignese in Dalmazia” di Mihovil Rismondo, il quale offre una breve presentazione della famiglia di marittimi rovignesi Rismondo, che nella seconda metà del XIX secolo si trasferì a Makarska, dove sviluppò la propria attività fondando una compagnia di navigazione a vapore che manteneva i collegamenti tra Trieste e le città e le isole della Dalmazia.